Costanza Miriano - Obbedire è meglio

Recensione del 18/7/2014

Ci hanno insegnato che la felicità sta nella libertà, e aumenta nella misura in cui la libertà tende all’assoluto. Ci hanno spiegato che l’autodeterminazione è la chiave di volta della soddisfazione personale: decido, quindi esisto. Ci hanno detto che fare di testa propria dà senso - e gusto - alla vita. A giudicare dai risultati, però, nonostante il grado di libertà di cui ognuno di noi gode - libertà di scegliere, di muoversi, di andare controcorrente, di contestare - l’obiettivo-felicità pare ancora lontano. Tanto da far venire un sospetto: e se le cose non stessero proprio così? Se a rendere felici non fosse la libertà ma, al contrario, l’obbedienza?

Una tesi controcorrente sostenuta da Costanza Miriano, giornalista, moglie e madre di quattro figli, già salita agli onori delle cronache letterarie negli scorsi anni per due libri dove, da cristiana convinta, rifletteva sul senso, più che mai attuale e per niente appannato dal tempo e dalle irrisioni di ideologie senza futuro, dei ruoli di genere così come li definisce la Bibbia.

Concetti come responsabilità, sottomissione, remissione, pazienza, sopportazione non sono di moda, anzi. Eppure paradossalmente, ragiona l’autrice, se li utilizziamo come parametri per impostare una vita sociale diversa da quella basata sulla libertà o la realizzazione personale, i conti tornano. Di qui nasce Obbedire è meglio, manifesto di una rivoluzione copernicana che mina l’autostima ma accende il mutuo soccorso, l’interazione virtuosa, l’attenzione per l’altro, e ci inserisce in un contesto più ampio, dove non si sgomita per arrivare ma ci si mette reciprocamente a disposizione dell’altro - si tratti di un familiare, un amico, un coniuge o uno sconosciuto - anche quando risulta scomodo, fastidioso, avvilente. Perché la vita è una formazione continua, e ci modella, aiutandoci a trovare il nostro posto - e la nostra felicità - proprio attraverso la relazione con l’altro, specie attraverso le difficoltà. E il servizio verso chi ci sta vicino, il rispetto dei punti fermi, l’obbedienza a Dio - intesa come accettazione di aspetti e situazioni che non amiamo - ci possono aiutare a trovare quella felicità. E magari a scoprire che l’obbedienza non è l’opposto della libertà, ma la sua massima espressione.

Ironica e autoironica, dotata di un’aneddotica sconfinata frutto di un’esperienza familiare ampia e variegata, la Miriano spazia leggiadra e rispettosa tra citazioni dell’apostolo Paolo e Anna dai capelli rossi, e nelle sue convinzioni, granitiche e nel contempo in progress, si legge l’entusiasmo del credente che non pretende di insegnare, ma sperimenta ogni giorno in prima persona - e con soddisfazione - le proprie convinzioni. Il modello di credente che vorremmo incrociare più spesso.

Obbedire è meglio
Autore: Costanza Miriano
Editore: Sonzogno
Anno: 2014
Pagine: 173
Prezzo: € 15

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