Mario Brunello - Silenzio

Recensione del 4/7/2014

Il tempo del silenzio sembra irrimediabilmente compromesso in un’epoca di rumori invadenti e prepotenti, dove la paura del vuoto comporta lo sforzo a comprimere, se non addirittura a estinguere, un’assenza che mette a disagio. Per questo il silenzio si guadagna la citazione tra le “Parole controtempo” nella omonima collana del Mulino, che affida al violoncellista Mario Brunello il compito di raccontarlo.

L’autore rileva subito che il silenzio «si presenta in ogni momento del giorno, ma il succedersi frettoloso degli eventi lo pone in ombra»: un trattamento quasi irrispettoso nei confronti di un elemento che accompagna da sempre l’uomo e ogni aspetto del suo divenire, se è vero che «nella vita, nell’arte, nella religione, ma anche nel lavoro, nella comunicazione, nella scienza, insomma dove l’uomo è intervenuto con l’intelligenza il silenzio lo ha accompagnato».

Il silenzio, riflette Brunello, non esiste: è «uno spazio da riempire di significati» che «si anima di storie nella lettura», tanto che «anche nel silenzio più intenso della preghiera una voce parla». E, dal grembo materno all’ultimo respiro, Brunello individua proprio nel silenzio la «strada da percorrere, forse l’unica, per l’incontro con il Dio di ogni religione».

Il filo conduttore della riflessione di Brunello sul silenzio è la musica: lo stesso libro è strutturato sul modello di una sonata in quattro movimenti (più bis). Scelta inevitabile e quasi doverosa da parte dell’autore, un po’ limitante - sul silenzio si sarebbe potuto dire molto di più - ma che non difetta di considerazioni affascinanti. Il silenzio diventa, nel discorso di Brunello, l’ambiente naturale della musica: «il silenzio che precede il suono mette in connessione l’esecuzione e l’ascolto. Solo così si può trovare una via per per entrare nella mente di chi ha fatto nascere l’opera... Il silenzio che segue... è solo apparente. Non esiste e in ogni caso è pieno di echi che si riverberano all’infinito».

Brunello, in un personale percorso esperienziale, entra negli spartiti - e nei silenzi - dei compositori, dalle opere di Bach, Beethoven, Mozart agli esperimenti di John Cage, accompagnando le sue digressioni con citazioni, tra gli altri, di Einstein, Erri De Luca, Mario Rigoni Stern. Ma individua e descrive anche silenzi diversi, quello che mette in relazione con il creato («se raggiunto, la natura comincia a cantare e coinvolge tutti i sensi») e quello, più filosofico, degli oggetti. Per arrivare, alla fine, all’opposto del silenzio, che per Brunello non è il rumore - un suono limitato, che spesso ha una sua ragione d’essere - ma la “musica di sottofondo”, che invece oltraggia il silenzio come «una salsa indistinta che omologa tutti i gusti». Anestetizzando, inevitabilmente, la tensione verso l’Assoluto che il silenzio concilia.

Silenzio
Autore: Mario Brunello
Editore: il Mulino
Anno: 2014
Pagine: 119
Prezzo: € 11

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