Beppe Severgnini - La vita è un viaggio

Recensione del 13/6/2014

Consigli di viaggio: nel suo ultimo libro Beppe Severgnini parte da uno dei temi a lui più cari (per passione e professione ha girato il Pianeta in lungo e in largo) come spunto per ragionare sugli elementi necessari per viaggiare bene nella vita. Se la vita è un viaggio, infatti, alcuni metaforici consigli di viaggio sono «in grado di accompagnarci e di orientarci» nella vita, indirizzando nel modo migliore «scelte, atteggiamenti, comportamenti».

La prima regola per chi prepara la valigia è tenersi leggeri, e Severgnini non la trasgredisce, riassumendo gli elementi base per una buona vita in appena venti vocaboli, cui vengono dedicati altrettanti capitoli: quasi un liofilizzato di concetti, valori, spunti che nel bagaglio ingombrano poco, si conservano a lungo e, abbinati al buonsenso, ne permettono l’utilizzo in qualsiasi occasione.
Si parte con l’atlante - in realtà un decalogo - per ricordare che il viaggio, come la vita, va organizzato “ma non troppo” e che “non esiste un viaggio senza un inconveniente”, che non bisogna distrarsi ma che quando serve è opportuno prendersi una pausa, che i “posti nuovi” vanno visitati, ma imparando altresì a godersi quelli che conosciamo. Chiariti i fondamentali, via con i “suggerimenti sul bagaglio”: abbinando articoli e riflessioni, interventi pubblicati sul Corriere e capitoli inediti, ricordi e aneddoti, esperienze e suggerimenti, al ritmo di citazioni trasversali che vanno dalla letteratura classica alla musica e passano per la Bibbia e il cinema, l’autore suggerisce di mettere nello zaino la brevità, l’empatia (la «capacità di condividere gli stati d’animo» che «apre un canale di comunicazione», ma «richiede umiltà e sforzo»), l’incoraggiamento («il dovere di un capo... non è tanto stabilire regole, quanto indirizzare»), la precisione (che «non è pignoleria: la precisione ha uno scopo, la pignoleria nessuno»); ci sono la resilienza e la semplicità, l’insegnamento («i ragazzi hanno bisogno di punti di riferimento diversi dai genitori») e la paternità («la nostra assenza, o la nostra inadeguatezza, sono pericolose: nel vuoto che lasciamo, sono pronti a infilarsi in molti»), ma anche la paura («chi non ha mai avuto paura non è mai partito. E chi non parte non arriva») e perfino la politica, che dev’essere «prospettiva e calore».

«La vita è un viaggio e gli italiani viaggiano soli», commenta amaro, «forse perché siamo individualisti, intelligenti, intraprendenti e l’idolatria dell’io... ha trovato, presso di noi, terreno fertile». Considerazione bilanciata dal capitolo dedicato all’impegno verso il prossimo: un “talento sociale” spesso nascosto e sottovalutato che richiede bontà, ma anche - e pare di sentir riecheggiare le parole dell’apostolo Paolo - delicatezza, sensibilità, calma, lucidità, costanza, elasticità. Qualità che possediamo, ma che spesso indirizziamo verso obiettivi sbagliati.

Non tutto è perduto, ma è ora di cominciare a guardare oltre noi stessi. La qualità del nostro viaggio dipende anche da questo.

La vita è un viaggio
Autore: Beppe Severgnini
Editore: Rizzoli
Anno: 2014
Pagine: 223
Prezzo: € 16

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