Nel vedere sul tavolo le pile di piccoli quadretti di stoffa
accuratamente ritagliati, Carlo s’incuriosì. “Zia Maria,
cosa farai con tutti questi pezzetti di stoffa? Non sembrano grossi abbastanza
per servire a qualcosa!”
Zia Maria ridacchiò all’osservazione del nipote. “Devo
cucirli assieme per farne una trapunta. Dopodiché porterò la
trapunta alla missione per darla a qualcuno che ne ha bisogno”, replicò.
“Accipicchia, quanto lavoro! E perché vuoi fare tutto quel
lavoro solo per poi regalarla?”
Con un sorriso, zia Maria guardò Carlo e disse “Mi piace fare
le trapunte, ma ho già tutte le trapunte di cui ho bisogno. La Bibbia
dice che noi dovremmo fare cose buone per altre persone. Oltre a ciò,
mi rende felice il vedere la gioia che porto quando regalo la trapunta a
qualche bisognoso”.
“Pie-tro! … Pie-tro! … Vieni presto, per favore! Abbiamo
bisogno che tu venga subito a Ioppe. Per favore, fai IN FRETTA!”
Pietro si voltò per vedere a cosa era dovuta tutta quell’agitazione. “Calmati,
ragazzo. Cosa c’è? Cosa posso fare per te? Cos’è successo
per essere così trafelato?”
“Oh, Pietro! E’ così TERRIBILE! Ti ricordi di Gazzella,
vero? Tutti l’amavano. Qualcuno la chiamava Gazzella e qualcun altro
la chiamava Tabita, ma tutti l’amavano. Era così gentile verso
chiunque incontrava. Faceva del bene a tutti. Ti ricordi come le piaceva
cucire? Ha anche fatto questa camicia apposta per me!”
“Sì, sì. Mi ricordo di Gazzella, ma dimmi, cosa c’è di
così terribile? Perché sei venuto?”
“Pietro, mi hanno mandato a prenderti. Gazzella stava male. Poi è peggiorata
e nessuno sapeva cosa fare. I medici non potevano aiutarla. Alla fine è morta.
Stanno già preparando il funerale. La gente mi ha detto di venire
a prenderti perché tutti pensano che tu avresti saputo cosa fare”.
Fu molto triste per Pietro udire questa notizia. Sapeva bene che donna gentile
fosse Gazzella e sapeva che tutti i Cristiani, sia Giudei sia Greci, l’amavano
profondamente. Per questa ragione aveva due nomi.
Mentre si recavano a Ioppe, Pietro e il giovane parlarono a lungo di tutti
i nuovi vestiti che Gazzella aveva fatto e di tutte le altre sue opere buone.
Entrambi erano molto tristi per la morte della loro amica.
Le gente aspettava ansiosamente l’arrivo di Pietro. Alcuni gli andarono
incontro e camminarono con lui fino alla casa. Pietro salì al piano
superiore, dove erano stati fatti i preparativi per il funerale. La stanza
era piena di gente triste che piangeva. Pietro riuscì a malapena ad
entrare.
“Guarda che vestito carino aveva fatto per me!” gridò una
giovane donna.
“Ha fatto delle camicie per tutti e quattro i miei figli”, disse
un’altra.
“Avrei patito un gran freddo durante l’inverno se non mi avesse
fatto un caldo mantello”.
La gente continuava a parlare, mostrando a Pietro le cose che lei aveva
fatto.
Pietro sapeva ESATTAMENTE che cosa doveva fare.
Chiese gentilmente alle persone di lasciare la stanza.
Poi s’inginocchiò accanto al corpo ormai rigido di Gazzella...
...e cominciò a pregare.
“Caro Padre che sei nel cielo, io so che Tu puoi ogni cosa. Sai quanto
Gazzella fosse amata da tutti per tutte le sue buone opere. Vuoi riportarla
in vita? Ti prego nel nome di Gesù. Amen”
Quindi, Pietro parlò dolcemente a Gazzella, dicendole, “Tabita,
alzati!”
ISTANTANEAMENTE aprì gli occhi! Vide Pietro! Si mise seduta sul letto!
Pietro la prese per mano e l’aiutò ad alzarsi. Disse alle persone
di fuori di rientrare nella stanza. Erano tutti SBALORDITI e felici di trovare
Gazzella in vita!
Dio aveva risposto alla preghiera di Pietro!
Che MIRACOLO meraviglioso!
Tutti si affollarono intorno a lei per abbracciarla. Erano tutti così felici.
Corsero fuori della stanza, uscirono dalla casa e andarono per le strade
a dire a TUTTI quelli che incontravano la buona notizia che Gazzella era viva.
Grazie a questo grandioso miracolo, molti che non credevano nel Signore Gesù Cristo
quel giorno divennero Cristiani.
RIFLETTI! Perché Gazzella aveva due nomi?
Come aiutava gli altri Gazzella?
E tu come puoi aiutare gli altri?
UN VERSETTO DA IMPARARE “Facciamo del bene a tutti...” (Galati
6:10a).
PREGHIAMO Caro Dio, Ti sono profondamente grato per il Tuo amore e per come ti prendi
cura di me. Grazie per tutte le persone che sono buone verso di me. Ti prego di aiutarmi a ricordarmi di essere gentile e fare buone opere per
gli altri.
Nel nome di Gesù. Amen.
SAI TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA? Atti 9:36-42
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