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Kids Corner - Indice

Abramo

Il Sacrificio
di Linda Edwards

Giulia diede un’ultima occhiata nella borsa da spiaggia. Asciugamani... sandali... crema solare... pettine... merendine... Bene! Ora era sicura che ci fosse tutto. Appoggiò la borsa accanto la porta d’ingresso, e corse ad aiutare la mamma a prepare la borsa per il fratellino. Aveva voluto bene a Luca dal giorno in cui era nato. Poi il piccolo aveva cominciato a camminare e ad essere abbastanza grande da poter giocare con lei. A quel punto era stato ancora più divertente avere un fratellino.

Mentre la mamma si accertava di avere abbastanza pannolini, ed altre cose essenziali, Giulia cominciò a rovistare nella scatola dei giocattoli per trovare le palette, i secchielli ed altri giocattoli da usare in spiaggia. In ultimo caricarono tutto in macchina e partirono.

Luca mandava piccole grida e rideva gioiosamente mentre mandava giù i castelli di sabbia che Giulia aveva costruito. Poi la bambina prese la mano del fratellino e la tenne stretta tra la sua mentre correvano ridendo incontro alle onde del mare. Quando Luca cominciò a fare capricci a causa della stanchezza, lo portò dalla mamma che sapeva sempre cosa fare in questi casi.

Dopo aver fatto merenda Luca si addormentò. Giulia fece una passeggiata sul bordo dell’acqua raccogliendo conchiglie.

Con attenzione scelse quelle più grandi, sapendo che doveva tenerle lontano dal fratello altrimenti lui le avrebbe messe in bocca. Luca cercava di mangiare OGNI COSA gli capitasse a tiro. Giulia era contenta di essere la sorella maggiore e le faceva piacere prendersi cura di Luca. Sapeva che non avrebbe mai fatto di proposito qualcosa che potesse far male al fratello, perché gli voleva tanto bene.

Abramo e Sara amavano teneramente il loro neonato. Lo nutrivano e lo coccolavano. Giocavano con lui e traboccavano di gioia quando il piccolo afferava una delle loro dita col la sua piccola mano. Risero di gioia quando lo videro sorridere per la prima volta, e rimasero senza fiato quando gli sentirono dire la prima parola. Senza che si rendessero conto del tempo che passava, egli aveva cominciato a camminare, a parlare ed era diventato un bel ragazzo. Isacco era la loro gioia.

Abramo spendeva molto tempo con Isacco, insegnandogli ad obbedire ed amare Dio. Raccontò ad Isacco di come Dio gli aveva parlato e detto di contare le stelle. Si assicurò che Isacco sapesse di essere un bambino speciale, che era stato promesso da Dio. Mentre Isacco cresceva, imparò ad adorare Dio proprio come faceva suo padre, Abramo.

Un giorno Dio parlo ad Abramo: “Abramo...!

“Eccomi!” rispose Abramo.

“Prendi tuo figlio Isacco, il figlio che ami tanto e vai nella terra di Moria, per offrirlo là in sacrificio. Ti dirò su quale monte devi farlo quando arriverai lì.” Dio gli ordinò.

Abramo amava Isacco più di qualsiasi cosa al mondo e non avrebbe mai voluto fare qualcosa che facesse del male a suo figlio, ma, sapeva che doveva obbedire alla voce di Dio.

Al mattino presto si alzò e sellò il suo asino. Chiamò Isacco e due servi ed insieme andarono a tagliare della legna per il sacrificio. Poi partirono per il loro viaggio verso il luogo che Dio aveva indicato ad Abramo.

Viaggiarono per tre giorni, mangiando il cibo che avevano portato e dormendo per terra. Al terzo giorno Abramo guardò all’orizzonte e vide il posto dove Dio lo stava guidando.

“Voi rimanete qui con l’asino mentre io ed Isacco andiamo ad adorare Dio.” Abramo disse ai servi.

Abramo sollevò la legna e la diede ad Isacco perché la portasse. Egli prese la torcia in una mano ed il coltello nell’altra e si incamminarono. Isacco cominciò a farsi delle domande. Alla fine seppe che doveva chiedere qualcosa a suo padre.

Dimmi papà, io sto portando la legna e tu stai portando il fuoco, ma non abbiamo nessun animale. Non abbiamo bisogno di un agnello, per fare il sacrificio?”

Abramo era sicuro che Dio avesse ogni cosa sotto controllo e parlò con voce tranquilla:

“Sai, Isacco, Dio stesso penserà a provvedere un agnello per il sacrificio.”

Quando arrivarono al posto prestabilito, Abramo cominciò a cercare grosse pietre per costruire l’altare. Con molta cura mise una pietra sopra l’altra fin quando il lavoro fu terminato. Dopo di che piazzò sull’ altare la legna che Isacco aveva trasportato. Poi, dopo essersi guardato intorno ancora una volta, dovette fare la cosa più difficile di tutta la sua vita.

Diede ad Isacco un ultimo, lungo abbraccio, e con le lacrime agli occhi legò Isacco e lo mise sull’altare. Naturalmente, Isacco non voleva essere sacrificato, e Abramo come padre amorevole, non avrebbe voluto farlo, ma, ambedue sapevano di dover obbedire a Dio, perciò non ci fu lotta fra loro due.

Abramo prese il coltello...

Sollevò il coltello in alto, al di sopra di lui...

Pronto ad uccidere il suo proprio figlio... ed a quel punto sentì la voce dell’angelo di Dio che veniva dal cielo:

“ABRAMO... ABRAMO...!”

“Eccomi!”rispose Abramo.

NON UCCIDERE TUO FIGLIO! NON GLI FARE DEL MALE! Ora so che mi ami più di qualsiasi altra cosa, anche più del tuo proprio figlio”.

Abramo alzò lo sguardo e lì, proprio davanti a lui, c’era un montone impigliato in un cespuglio.
Velocemente Abramo liberò Isacco, poi prese il montone e lo mise sull’altare. Usò il coltello per uccidere il sacrificio e usò la torcia per accendere il fuoco.

Lì sul monte Abramo ed Isacco adorarono il Signore insieme. Essi chiamarono il posto “Jehova-jireh” che vuol dire “Dio provvede ai miei bisogni”.

L’angelo del Signore chiamò una seconda volta e disse:

“Siccome tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato neanche tuo figlio, Io ti benedirò ed avrai molti discendenti, e tutte le nazioni della terra saranno benedette a causa tua.”

Abramo ed Isacco scesero dalla montagna rallegrandosi che Il Signore aveva provveduto l’animale per il sacrificio e fatto loro un’altra grande promessa. Raggiunsero i servi ai piedi della montagna, ed insieme cominciarono il viaggio di tre giorni in direzione del loro paese.

PENSA!
Dove disse, Dio, ad Abramo di portare Isacco?
Quante persone andarono in quel viaggio?
Che cosa notò che mancava, Isacco?
Dio voleva veramente che Abramo uccidesse Isacco?
Che cosa provvide Dio per il sacrificio?

RICORDA
Obbedisci sempre a Dio e fidati di Lui per ogni tuo bisogno.

UN VERSO DA IMPARARE
“Abramo credette a Dio... e fu chiamato l’amico di Dio.” (Giacomo2:23b)

PREGHIAMO
Caro Signore, grazie per tutte le cose meravigliose che hai provveduto per noi. Aiutaci a ricordare che se ti obbediamo e crediamo a quello che dici, tu provvederai a tutti i nostri bisogni. Nel nome di Gesù. Amen

RIESCI A TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA?
Genesi 22:1-19

COLLEGAMENTI A DISEGNI DA COLORARE
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Traduzione di Lina Johnson

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