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Nel Principio PIOGGIA! PIOGGIA! PIOGGIA!
“QUARANTA giorni?” chiese Sherri con occhi sgranati. “Sì, quaranta giorni”, ripeté la mamma. “Vieni… voglio raccontarti la storia dell’acquazzone più lungo”.
All’inizio dei tempi, quando Dio creò il mondo e tutto ciò che vi era dentro, tutto era perfetto. Dio guardò la Sua opera e dichiarò che era tutto molto buono. Ma tutto cambiò con il peccato di Adamo ed Eva. Naturalmente, Dio era un Dio amorevole e li perdonò, perciò essi continuarono a vivere sulla terra godendo delle benedizioni di Dio, ma questo non cancellò il peccato. La gente divenne sempre più malvagia. Dio guardò giù sul mondo e si dispiacque per tutte le cose cattive che si facevano. In effetti, si dispiacque persino di aver creato l’uomo!
Dio parlò con Noè e gli disse ciò che avrebbe fatto. Disse a Noè di parlare a tutti, avvertendoli che Lui avrebbe distrutto la terra e tutto ciò che vi era dentro. Disse inoltre a Noè di costruirsi un’arca, che in effetti era una nave grandissima. Quest’arca sarebbe stata così grande che ci sarebbe stato spazio per ogni sorta di animali nel MONDO e sette certe specie di animali.
Per tutto il tempo che lavorarono, Noè predicò alla gente. Li avvertì di tornare a Dio altrimenti sarebbero stati TUTTI distrutti. Disse loro che sarebbe iniziato a piovere e che avrebbe piovuto per QUARANTA giorni…
Invece di tornare a Dio, iniziarono a prendersi gioco di Noè. Pensarono che solo un pazzo poteva costruire un’arca così grande. Inoltre, il popolo non aveva mai visto l’acqua, perché fino a quel momento la terra veniva annaffiata dalla brina che si posava sul terreno la notte. Essi RISERO e RISERO di Noè, per quei suoi strani discorsi. Non credettero che tutto ciò potesse accadere loro. E continuarono a peccare. Proprio quando Noè e i suoi figli avevano finito di inchiodare l’ultima tavola, e si erano assicurati che l’arca era sigillata ed a prova di acqua, il Signore parlò a Noè. “Prendi sette paia di ogni specie di animali puri e due paia di ogni tipo di animali impuri e falli entrare nell’arca. Poi prendi tua moglie, i tuoi figli, e le mogli dei tuoi figli, e falli entrare nell’arca”.
Nell’arca entrarono sette mucche, sette pecore, sette capre, sette galline, sette papere, sette tacchini, due leoni, due orsi, due elefanti, due giraffe, due zebre, due cani, due gatti, due lucertole, due ragni, due piccole coccinelle, e… Beh, penso che avrai capito!
La gente fuori dall’arca guardava stupita. “Quel vecchio Noè dev’essere PAZZO!” esclamò qualcuno. “SICURO! Non capisco perché vuole vivere in quella barca così grande con tutti quegli animali PUZZOLENTI!” disse qualcun altro.
Noè e la sua famiglia e tutti gli animali trascorsero la prima notte nell’arca. Quando si svegliarono la mattina seguente, udirono la gente fuori che li prendeva in giro. “Ehi, Noè! Non avevi detto che si sarebbe messo a piovere”, sghignazzarono. “NON è successo! Ti sei SBAGLIATO!” Si svegliarono il secondo giorno….
La gente di fuori continuava a ridere e prenderli in giro ancora più FORTE. Ma Noè rimase calmo e continuò ad invitarli ad entrare nell’arca, per mettersi al riparo. Il quinto e il sesto giorno NON furono diversi; non c’era pioggia, e le risate della gente non smettevano, ma Noè continuò ad avvertire il popolo ed a invitarlo nell’arca. Il settimo giorno iniziò come tutti gli altri, ma, poi… SLAM! Dio chiuse la porta dell’arca. Noè sentì qualcuno esclamare: “Ehi, ma cos’è stato? Ho sentito una goccia d’acqua!” Poi qualcun altro la sentì, e un altro, un altro… e continuò a piovere… e piovere… e piovere…. L’acqua stava crescendo sempre più in alto, e non molto tempo dopo l’arca cominciò a navigare. 10 giorni . . .
"Uh . . . Ehi, papà . . . PER QUANTO hai detto che avrebbe continuato a piovere?" "Quaranta giorni", rispose Noè.
Guardarono fuori dalla finestra, ma l’unica cosa che si vedeva era ACQUA…. ed ancora ACQUA.
Povera moglie di Noè! Era grata a Dio di averla protetta in tutto questo macello, e non voleva lamentarsi, ma pensò proprio che non sarebbe riuscita a sopportare UN ALTRO giorno così! I cammelli cominciavano VERAMENTE A PUZZARE! L’elefante si divertiva a cacciare la testa fuori dalla finestra, succhiando l’acqua e poi spruzzandola a tutti! I gatti lasciavano i peli dovunque, e le scimmie si intrufolavano DAPPERTUTTO! “Altri due giorni ed è finita”, pensò.
Pian piano, l’acqua iniziò a scendere ed i fiumi ed i laghi iniziarono a comparire un po’ dappertutto. Un giorno si affacciarono dalla finestra e videro la cima di una montagna. BOOOOOM!! “Cos’è stato?” Notarono che l’arca aveva smesso di navigare. “Sicuramente ci siamo fermati”, conclusero. Infatti ERA PROPRIO COSI’. Si erano fermati sulla cime del Monte Ararat. Noè voleva vedere se era tempo di uscire dall’arca, così aprì la finestra e fece uscire uno dei corvi. Ma dopo un po’ ecco che ritornò indietro. Poi mandò una colomba. Ed ecco, che non riusciva a trovare un posto dove posare le zampette. Ma visto che non riusciva a trovare un posto dove costruire un bel nido, la colomba ritornò nell’arca e Noè si rese conto che c’era ancora tanta acqua. Dopo una settimana, Noè mandò fuori di nuovo la colomba. Questa volta la colomba volò via e tornò dopo poco con un ramoscello di ulivo. Noè si rese conto che le acque si erano asciugate e che vi erano piante che iniziavano a crescere. Aspettò ancora una settimana, aprì la finestra, e lasciò uscire di nuovo la colomba. Ma questa volta l’animale volò via e non fece più ritorno. Così Noè aprì l’arca e guardò la terra asciutta. Che veduta meravigliosa! Dio assicurò Noè che era al sicuro e poteva uscire dall’arca con tutti gli animali. QUANTO ERANO CONTENTI di poter camminare sulla terra asciutta! La prima cosa che fece Noè, fu quella di costruire un altare per adorare Dio. Era così grato che il Signore lo aveva protetto insieme alla famiglia. Guardò in cielo e vide un meraviglioso arcobaleno ed udì la voce di Dio che gli parlava. Dio disse a Noè che l’arcobaleno era la promessa che non avrebbe MAI PIU’ distrutto la terra con un diluvio.
PENSA! UN VERSO DA IMPARARE PREGHIAMO SAI TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA? COLLEGAMENTI A DISEGNI DA COLORARE Traduzione di Susanna Giovannini
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