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Kids Corner - Indice

Paolo

Naufragati!
di Linda Edwards

"Fa' in modo di tornare di nuovo a trovarci."

"Spero che il tempo rimanga bello per il tuo viaggio."

"DIO SIA CON TE."

"ARRIVEDERCI!"

Paolo si voltò e salutò i suoi amici un'ultima volta, poi proseguì lungo la strada per il porto. Giulio, il centurione romano, era stato particolarmente gentile nel permettergli di far visita ai suoi amici mentre si trovavano a Sidone. Paolo era così contento per quella fermata!

"Che viaggio lungo ed entusiasmante si sta rivelando, questo!" pensava durante la traversata del Mar Mediterraneo verso la città di Roma, la più importante di tutto il mondo conosciuto.

Con gli altri passeggeri salì a bordo della nave.

Furono issate le vele.

Furono levate le ancore.

"ANCORE LEVATE!" gridarono tutti.

La nave iniziò fluttuare sulle onde; il viaggio cominciava. Ma NESSUNO aveva alcuna idea di quale avventura stava per vivere!

Il vento cominciò a soffiare con forza. Le acque erano agitate. Le onde diventavano sempre più alte . Il Capitano dovette cambiare rotta per evitare che la nave venisse sopraffatta dalle onde.

"GUARDATE!" gridò qualcuno. "Non è TERRA quella che vedo laggiù?" Infatti era terra. Portarono la nave in salvo nel porto della città di Myra.

"FIUUU! C'è mancato poco!", esclamò qualcuno.

"DAVVERO! Credevo che saremmo andati tutti a fondo con la nave.", qualcun altro osservò.

"Be', sono proprio contento che sia tutto finito; ora mi posso riposare.", un altro uomo disse con un sospiro di sollievo.

Giulio, il centurione in capo, non aveva intenzione di farsi fermare nello svolgere il suo lavoro da una piccola burrasca! Era suo compito condurre quei passeggeri a Roma e questo era esattamente ciò che aveva intenzione di fare! Trovò un'altra imbarcazione diretta in Italia e riunì tutti gli uomini. "VENITE, PRESTO! LA PAUSA È FINITA! È ORA DI RIPRENDERE IL VIAGGIO! SALITE SU QUESTA NAVE!" ordinò bruscamente agli uomini.

I passeggeri fecero come veniva loro imposto.

Salirono sulla nave.

Issarono le vele.

Levarono le ancore.

"ANCORE LEVATE!" gridarono tutti.

La nave iniziò a scivolare sulle onde: erano di nuovo in viaggio.

Nuovamente, il vento cominciò a soffiare con forza. Le acque erano agitate. Le onde diventavano sempre più alte e la nave veniva sballottata qua e là, PRESSOCHÉ FUORI CONTROLLO!

Navigarono molto lentamente per diversi giorni. Era di certo un viaggio difficoltoso. Alcuni dei passeggeri cominciarono ad essere preoccupati. Qualcuno iniziava a chiedersi se sarebbero mai arrivati a Roma!

Mentre passavano vicino ad una località chiamata "Beiporti", Paolo si avvicinò a Giulio e al Capitano. "Signori, non credo che questo viaggio possa concludersi bene. Il vento è TROPPO FORTE e le onde sono TROPPO ALTE. Se andiamo avanti ci troveremo di sicuro in GUAI GROSSI e potremo anche PERDERE LE NOSTRE VITE!"

"Tu sei solo un passeggero. Cosa credi di poter sapere di tutto questo?" dissero a Paolo sogghignando. "È nostro compito portarvi tutti a Roma ed è esattamente quello che faremo!"

Continuarono dunque il viaggio verso Roma a dispetto del vento impetuoso e delle imponenti onde che minacciavano di far affondare la nave.

Un giorno la tempesta si calmò ed una piacevole brezza cominciò a soffiare dolcemente da sud. I passeggeri ebbero sollievo dal bel tempo e non dovettero più temere per la loro vita. Giulio e il Capitano pensarono che il peggio fosse passato. "Visto? Avevamo ragione noi!" si vantarono. "Avremo una navigazione tranquilla per il resto del viaggio. Non c'è mai stato nulla di cui preoccuparsi."

Mentre passavano vicino a Creta, IMPROVVISAMENTE... USCITO DAL NULLA... SI LEVÒ UNO SPAVENTOSO URAGANO!

I venti soffiarono ancor più impetuosamente che nelle altre tempeste.

Le onde erano spaventati. o alte come non lo erano mai state.

La nave era sballottata qua e là e battuta dalle salate acque marine.

Era peggio di quanto ognuno di loro avesse MAI immaginato.

Tutti, compresi Giulio e il Capitano, erano spaventati.

La furia delle acque stava schiantando la nave. Le vele venivano strappate dai venti di burrasca. Pezzi di detriti nel mare cozzavano contro le fiancate della nave. Tutti erano ATTERRITI . Iniziarono a gettare in mare ogni cosa superflua, pensando che potesse servire, ma non lo fu. Poco tempo dopo, gettarono TUTTO fuori bordo, ma non fu di alcun aiuto. Capirono di essere in una situazione disperata e che non potevano fare NIENT'ALTRO.

Paolo era rimasto a guardare in silenzio mentre le persone iniziavano ad abbandonare la speranza. Aveva digiunato e pregato il Signore per questa terribile prova.

Si alzò davanti a tutta la gente sulla nave e pronunciò un discorso. "Signori," disse, guardando severamente Giulio e il Capitano. "Avreste dovuto ascoltarmi quando vi dissi di non proseguire per Roma. Ma visto che non lo avete fatto ed ora ci troviamo in mezzo ad una delle peggiori tempeste della storia, ho qualcosa da dire."

"Hmmm.... Mi domando che cosa ci dirà, adesso?" pensò Giulio. "Ma siccome è evidente che avesse ragione la prima volta, suppongo sia meglio ascoltarlo."

"SIATE DI BUON UMORE!" gridò Paolo sovrastando il rumore della violenta tempesta.

"Siate di buon umore? E come faccio, con tutto ciò che sta succedendo?" disse fra sé Giulio.

Paolo continuò il suo discorso. "Nemmeno una persona morirà in questa tempesta. La nave andrà perduta, ma non ci saranno perdite di vite."

"Mi chiedo come può sapere queste cose," pensava il Capitano.

Nello stesso istante in cui questo pensiero gli attraversava la mente, il Capitano udì Paolo dire: "Un angelo del Signore era accanto a me e diceva 'Non avere paura! Tu devi andare a Roma e tutta questa gente ci arriverà con te.'"

A mezzanotte del quattordicesimo giorno di tempesta videro terra poco distante. Erano tutti elettrizzati vedendo che erano vicini alla salvezza, ma la loro gioia durò poco. Si accorsero che la terra era circondata da rocce e massi enormi. Il Capitano sapeva di non poter avvicinare maggiormente la nave a terra perché avrebbe urtato le rocce e sarebbe certamente andata in pezzi. Decise di gettare l'ancora e lasciare che la nave fosse sballottata dall'acqua. Alcuni uomini volevano saltare fuori dalla nave per cercare di raggiungere la riva a nuoto. Paolo li convinse a restare a bordo. Si assicurò pure che potessero avere qualcosa da mangiare mentre attendevano l'arrivo della luce del giorno.

Allo spuntare dell'alba, dopo che ebbero mangiato, gettarono in mare il cibo che avanzava. Scoprirono un'insenatura senza rocce che permetteva loro di avvicinarsi ulteriormente a terra. Issarono l'ancora e diressero la devastata nave il più vicino possibile alla terraferma e lasciarono che si incagliasse. Alcuni raggiunsero a nuoto la riva; altri si servirono di rottami della struttura della nave per galleggiare, lasciandosi trasportare a riva dalla corrente.

Tutti erano di BUON UMORE per essere finalmente in salvo. Nessuno era morto. Dio aveva mantenuto la promessa fatta a Paolo!

RICORDA:
Anche nei momenti peggiori puoi restare di buon umore perché Dio mantiene sempre le sue promesse.

RIFLETTI!
Perché Giulio e il Capitano non volevano dare ascolto a Paolo?
Come faceva Paolo ad essere sicuro che tutti si sarebbero salvati?

UN VERSETTO DA IMPARARE
". . . siate di buon umore" (Atti 27:22a).

PREGHIAMO
Caro Dio, grazie perché mi ami e ti prendi cura di me.
Aiutami ad essere di buon umore in ogni situazione perché
so che Tu sei sempre con me.
Nel nome di Gesù. Amen.

SAI TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA?
Atti 27:1-44

COLLEGAMENTI A DISEGNI DA COLORARE
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Traduzione di Enrico Alberti

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