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Kids Corner - Indice

Giuseppe

UN ABITO E UN SOGNO
di Linda Edwards

Chiara stava felicemente saltellando intorno nella stanza. Lei era eccitata del suo nuovo paio di scarpe e proprio non riusciva a stare seduta e ferma. Voleva mostrarle a chiunque conoscesse.

La sorella maggiore Aurora non era per niente felice. Infatti stava seduta in un angolo facendo il broncio e borbottando tra sé. “Proprio non è giusto” pensava “lei riceve giochi e io devo lavorare. Lei riceve scarpe nuove e io devo mettere le mie vecchie. Sono sicura che mamma e papà amano più lei che me.”

Il vedere Aurora seduta nell’angolo, che sembrava così triste, fece rattristare anche la madre. In silenzio lei prese tra le braccia la figlia maggiore e le diede un forte abbraccio. Spiegò che, a volte, le cose non sono così come sembrano. Aurora non si era resa conto che questo era il primo paio di scarpe in assoluto che Chiara avesse mai avuto fin’ora. Visto che lei era la maggiore e quindi cresceva prima, lei era quella che riceveva le scarpe nuove e quando non le venivano più le passavano a Chiara.

Sua madre le fece ricordare del divertimento che aveva avuto alla festa, a cui Chiara non aveva potuto andare perché era ancora troppo piccola. Le assicurò che lei l’amava proprio tanto quanto amava la sorella più piccola, ma poiché lei era la maggiore quell’amore veniva mostrato in modi diversi. Asciugandosi le lacrime dagli occhi, Aurora abbracciò la madre. Con un grande sorriso, che sostituiva le ciglia aggrottate di prima, lei prese per mano sua sorella e iniziò a saltellare intorno per la stanza insieme a lei.

Giuseppe si trovava fuori per i campi per aiutare il fratello maggiore a dare da mangiare agli animali. Vi erano mucche, pecore, capre e quasi tutti gli animali di una fattoria. C’era un sacco di lavoro che doveva essere fatto e tutti avevano il dovere di dare una mano.

Quando le faccende furono finite, andarono a casa a mangiare un bel pasto. Parlarono degli eventi del giorno. Poi il padre di Giuseppe lo chiamò in disparte e gli diede un dono. Giuseppe era molto sorpreso, perché non se lo aspettava. Con cautela spiegò la veste, la indossò e annodò la cintura intorno alla vita.

Era il più bel vestito che lui aveva mai visto, fatto di lana di pecora e colorato con tutti i colori dell’arcobaleno. Gli occhi di Giuseppe brillavano di contentezza per questo bel regalo che suo padre gli avevano appena dato. Andò di fretta nella stanza dove i suoi fratelli stavano parlando. “Guardate” gridò tutto eccitato. “Il mio nuovo vestito! Non è bello?” esclamò.

I suoi fratelli non erano così felici di quel vestito come lo era lui. Infatti loro erano ARRABBIATI. Loro erano gelosi perché pensavano che il loro padre lo amasse più di loro. Loro erano talmente gelosi che odiavano Giuseppe e non riuscivano neanche a dirgli qualcosa di gentile.

Giuseppe non permise che l’attitudine di rabbia dei suoi fratelli potesse sconvolgerlo. Lui era felice e dormì pacificamente. L’indomani riunì i fratelli e disse loro: “Voglio che ascoltate questo sogno che ho avuto la scorsa notte.”

“Eravamo nei campi a legare il frumento in covoni. Il mio covone si alzò e stava diritto. Tutti i vostri covoni si piegavano come se s’inchinassero davanti al mio.”

I fratelli ascoltavano spazientiti mentre Giuseppe raccontava il sogno. “Pensi veramente che tu governerai su di noi e noi ci inchineremo davanti a te?” chiesero con sorriso sarcastico.

Immaginate la sorpresa quando Giuseppe disse: “Aspettate! Non è tutto! Ho avuto ancora un’altro sogno. Nel secondo sogno il sole, la luna e undici stelle s’inchinavano davanti a me!”

Questo fece arrabbiare i fratelli ancora più di quanto lo fossero stati mai prima. “Come puoi minimamente pensare che tua madre, tuo padre e tutti noi ci inchineremo davanti a te?” Con questo lo lasciarono là e se ne andarono nei campi per fare i lavori di quel giorno.

Mentre lavoravano discutevano di Giuseppe, dell’abito, dei suoi sogni. Più parlavano e più si ARRABBIAVANO. “Dobbiamo fare qualcosa riguardo al nostro sciocco fratello sognatore. Già sapevamo che nostro padre lo amava più del resto di noi . Poi lui ha ricevuto l’abito nuovo e doveva proprio metterlo in risalto. Adesso lui ci sta raccontando questi sogni ridicoli. Dobbiamo escogitare un piano per liberarci di lui.”

I fratelli parlarono, discussero, complottarono e pianificarono prima un’idea e poi un’altra. Finalmente qualcuno disse: “Acchiappiamolo e buttiamolo in quella profonda buca là, finché non troviamo un piano migliore”. Così questo fu esattamente quello che fecero. Tolsero a Giuseppe di dosso il suo bel vestito e poi lo gettarono nella buca. Si sedettero tutti contenti a prendere il loro pranzo, felici che Giuseppe non stesse mangiando con loro. Adesso non dovevano più ascolte i suoi discorsi sciocchi riguardanti tutti i suoi sogni.

Mentre mangiavano videro in lontananza una carovana di cammelli. Man mano che i cammelli si avvicinavano scoprirono che gli uomini erano dei mercanti della regione di Madian. I fratelli pensarono: “Questo è ancora meglio di quello che speravamo. Possiamo vendere Giuseppe come schiavo a questi mercanti. Poi ci dividiamo i soldi.” Andarono alla buca e aiutarono Giuseppe ad uscire e lo vendettero ai Madianiti. Erano contenti di loro stessi finchè uno di loro pensò: “Oh no, cosa diremo a nostro padre?”

Velocemente pensarono a un nuovo piano. Uccisero un animale e misero un po’ di sangue sul suo bel vestito. Quando mostrarono l’abito al padre lui immediatamente pensò che Giuseppe fosse stato ucciso da qualche animale feroce. Era un inganno di cattivo gusto quello che i fratelli avevano escogitato nei confronti del padre. Lui fu molto, molto triste per parecchio tempo perché pensava che Giuseppe fosse morto.

I Madianiti dal canto loro pensarono di aver fatto un buon affare comprando Giuseppe dai suoi fratelli. Lui era un ragazzo giovane, forte e in buona salute e riuscirono a venderlo presto ad un uomo chiamato Potifarre, proveniente dall’Egitto.

Potifarre conosceva molto bene il Re Faraone e lui era capitano in Egitto. Era una uomo ricco con una casa molto grande e numerosi servi.

Anche se Giuseppe si trovava molto lontano da casa lui non dimenticò mai gli insegnamenti di suo padre. Lui non si adirò mai con i suoi fratelli per averlo trattato così malamente. Era corretto e onesto in tutti i suoi affari e amava il Signore tantissimo. Il Signore era con Giuseppe e lo aiutò a prosperare. Potifarre notò che lui era diventato un uomo eccezionale e lo onorò facendolo governare su tutto ciò che era in casa sua. Con Giuseppe come responsabile, lui diventò ancora più ricco perché il Signore benediceva LUI per merito di Giuseppe.

PENSA!
Perché i fratelli di Giuseppe lo odiavano?
Perché la gelosia è una cosa così brutta?
Come puoi sapere che Dio era con Giuseppe mentre lui si trovava nella fossa?
Come puoi sapere che Dio era con Giuseppe anche in Egitto?

RICORDATI
Dio SEMPRE sa cosa ti succede e si prende cura di te.
Anche quando accadono cose negative, Dio può trasformare la situazione in qualcosa di positivo.

UN VERSETTO DA IMPARARE
“E noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio…” (Rom.8:28a)

PREGHIAMO
Caro Dio, grazie per essere con noi in ogni situazione. Aiutaci a ricordare che Tu
ci ami e sai esattamente tutto quello che succede in ogni momento. Aiutaci a non
essere gelosi o arrabbiati quando altri hanno delle cose che noi non abbiamo.
Nel nome di Gesù. Amen

PUOI TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA?
Genesi 37: 1-36 e 39:1-6

COLLEGAMENTI A DISEGNI DA COLORARE
Link1, Link2

Traduzione di Christiane Cammarata

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