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Elia Elia (Parte 2)
Il torrente di Cherit era un bel posto. Gli alberi provvedevano ombra per riparare dal sole durante il calore del giorno, ed un piacevole angoletto per riposare durante la notte. Con i corvi che venivano due volte al giorno per provvedergli pane e carne, Elia aveva tutto quello di cui aveva bisogno. Dio si stava prendendo cura di lui ed egli era proprio soddisfatto. Non c'era pioggia e questa era una delle ragioni per cui si trovava così bene all'aperto. I giorni diventarono settimane e... poi mesi e ...poi anni. Elia cominciò a notare che stavano accadendo dei piccoli cambiamenti. L'erba cominciò a diventare marrone. Gli alberi non avevano più tante foglie. Gli animali erano più piccoli del normale. Il livello del torrente diventava sempre più basso. In alcune parti poteva vedere il fondo fangoso, e, in altri punti poteva attraversarlo su terra asciutta.
Elia si svegliò affamato ed assetato. Andò al torrente per bere, ma l'acqua non c'era il torrente era completamente asciutto. Aspettò che i corvi gli portassero la sua razione di cibo giornaliero. Il mattino passò e diventò pomeriggio, ma i corvi non arrivarono. Elia aspettò e aspettò ancora. Sicuramente i corvi gli avrebbero portato il cibo la sera. La sera arrivò ed arrivò la notte, ma i corvi ancora non si vedevano. Che cosa doveva fare? Forse Dio si era DIMENTICATO di lui?
Certamente no! Dio stava mantenedo la promessa fatta ad Acab tramite Elia e cioè: "Non ci sara' pioggia per un lungo periodo". Proprio mentre Elia si stava chiedendo cosa fare sentì una voce:"Mettiti in cammino! Va' a Sarepta. Lì una vedova si prendera' cura di te." Egli si rese conto che era la voce di Dio, e perciò ascoltò, molto, molto attentamente. "Sarepta? Che nome strano!" pensò Elia" Ma se lì è il posto dove Dio vuole che vada , allora è proprio lì che devo andare. E così si avviò camminando sulla strada piena di polvere. Questo viaggio era così diverso da quello che avava fatto quando era andato al torrente. Faceva così caldo e non c’era acqua da nessuna parte! Non aveva niente da bere e aveva sempre piùsete. Da qualsiasi parte si girasse non vedeva altro che terra secca e polverosa. Gli capitò di vedere alcune piante che cercavano di crescere ma, senza acqua, sembravano terribilmente sottili e deboli.
Ma non c’era niente che potesse fare, solo continuare a camminare. Potete immaginare come fu contento Elia quando vide davanti a se la città di Serepta? Con ansia si spinse a fare l’ultimo tratto. Quanto desiderava bere l’acqua fresca del pozzo. Mentre si avvicinava alla porta della città, guardandosi intorno, vide una donna che raccoglieva ramoscelli secchi. “Per favore portami un pò di acqua da bere in una caraffa” disse alla donna. La donna mise da parte i suoi ramoscelli e si avviò al pozzo per portare l’acqua ad Elia. Non aveva fatto molti passi che senti’ la sua voce che le diceva:”E, per favore, portami anche un pò di pane. La donna sembrò colta di sorpresa e girandosi verso Elia disse accigliata:”Non ho pane, ho solo un pugno di farina in fondo ad un vaso e pochissimo olio. Sono venuta qui’ a raccogliere questi due rami per accendere il fuoco e cuocere due piccole focacce, per me e mio figlio. Credo che dopo moriremo di fame perchè non abbiamo più niente da mangiare.” Che cosa stava succedendo? Questa era proprio la donna che Dio aveva promesso avrebbe nutrito Elia ma non aveva abbastanza neanche per nutrire se stessa e il figlio. Come avrebbe potuto prendersi cura di Elia?
“Non avere paura” disse Elia “alla donna preoccupata, “Và e fai come hai detto, accendi il fuoco e cuoci la focaccia, la prima portala a me. Fai mangiare prima ME e poi prepara qualcosa per te e per tuo figlio. Il Signore dice che il vaso della farino non sarà mai vuoto, e la bottiglia dell’olio sarà sempre piena fino al giorno fino al giorno che Dio manderà la pioggia.” Con un pò di esitazione la donna prese la farina dal vaso, e verso le ultime gocce di olio dalla bottiglia. Le mescolò insieme e mise l’impasto in un tegame sul fuoco che aveva acceso. Quando la focaccia fu pronta la mise su un piatto. Poi si fermò un attimo a pensare. Se do questa focaccia a Elia che cosa mangeremo io e mio figlio? Le parole di Elia si avvereranno? Dio manterrà davveroil vaso pieno di farina e la bottiglia piena di olio come ha detto Elia? A questo punto si ricordò che aveva già sentito parlare di questo uomo chiamato Elia. Era la persona che era andato dal re Acab per dire che non ci sarebbe stata pioggia fin quando Elia stesso l’avrebbe detto. Nei primi giorni le persone lo avevano preso in giro e non gli avevano creduto. Mà... a questo punto tutti gli ci credevano! Non aveva piovuto per tanto, tanto tempo e tante persone, re compreso, incolpavano Elia. La vedova capi’ che doveva dare la focaccia a Elia. Dopo che Elia aveva mangiato la focaccia, la donna tornò al vaso...aveva quasi paura di guardare.
Prese la farina per fare una focaccia per se e una per suo figlio. Prese la bottiglia di olio e la trovò piena. Ne prese abbastanza da impastare con la farina. La mise nel tegame e poi sul fuoco a cuocere. Ognuno di loro ebbe per pranzo una deliziosa focaccia quel giorno. La vedova e suo figlio capirono che Elia diceva la verità. Non solo ci fu abbastanza farina e olio per la focaccia di per quel giorno, ma ci fu abbastanza farina e olio per
Infatti il vaso della farina non si svuotò e la bottiglia di olio restò piena fin quando il Signore mandò la pioggia, proprio come Dio aveva detto. Che Dio meraviglioso abbiamo! PENSA! RICORDA UN VERSO DA IMPARARE PREGHIAMO SAI TROVARE QUESTA STORIA NELLA BIBBIA? Traduzione di Lina Johnson
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