Le notizie della settimana - 19 agosto

Articolo inserito il 19/8/2017 alle 12:05

Estate, tempo di vacanze. E di violenze: ad agosto le aggressioni assumono una frequenza sempre più preoccupante. E succede in particolare negli ambienti dove meno ci si aspetterebbe di trovarne: il contesto familiare o un luogo di divertimento. Ha fatto scalpore, in Spagna, la furia di tre giovani ceceni che a calci e pugni hanno messo fine all'esistenza di un ventenne italiano. Forse, più che la vicenda in sé, ha sorpreso la reazione degli altri avventori: stretti in cerchio, ma senza dar cenno di voler intervenire per mettere fine all'aggressione. Semplici spettatori di una scena raccapricciante. Impotenti? Ferdinando Camon dissente: «È come se venisse ucciso un cane? No di certo. Se fosse massacrato così un cane, cinque, sei, tanti spettatori interverrebbero per impedirlo, protesterebbero, griderebbero per fermare gli uccisori. L’uccisione di un cane fa inorridire. L’uccisione di un uomo, lentamente, con tante percosse, da più persone, con metodo e ferocia, paralizza. Tutti guardano e nessuno fa niente. Quindi, tutti permettono, o, con altra parola, difficile da usare ma qui inevitabile, accettano». Rimangono lì: la gente «stava vedendo e voleva vedere». Non si fa illusioni, Camon: «L’uomo migliora quando, vedendo la violenza, s’identifica con la vittima e vorrebbe che la violenza cessasse di colpo, perché è lui che la patisce, che sente le pedate e le botte. L’uomo che vede la violenza e la contempla indifferente o "partecipe", come se fosse uno spettacolo estetico, peggiora. Finito quello spettacolo, è più malvagio di prima».

Dietro al dramma c'è anche l'alienazione di un'epoca connessa solo virtualmente: «Il filo - spiega Maurizio De Giovanni sulla Stampa - è quello della terribile solitudine metropolitana: il silenzio in cui questa nostra immensa comunità globale, a onta delle urla mediatiche e degli inestricabili intrecci social, lascia gli individui in balia delle proprie personali oscurità. Comunichiamo continuamente, ma parliamo così poco. Non è facile, oggi, riconoscere incrinature nel tono della voce, o annebbiamenti negli occhi, o improvvise malinconiche assenze. Anche le famiglie sono diventate luoghi di passaggio, ognuno nella sua camera e solo con se stesso. Non può essere un click o un like a unirti al resto del mondo, insomma».

La pagina esteri si apre inevitabilmente con l'attentato nel centro di Barcellona: giovedì sera un furgone, lanciato a tutta velocità in un'isola pedonale, ha provocato almeno tredici morti (due gli italiani coinvolti); la rivendicazione del gesto, e la stessa matrice dell'attacco, porta la firma degli integralisti islamici. Poche ore dopo, a Cambrils, penoso bis: un veicolo ha falciato i passanti provocando cinque feriti. Dalla ricostruzione degli inquirenti spagnoli è emerso che i piani degli attentatori prevedessero esiti ben più devastanti, sventati da un imprevisto. Nelle ultime ore si è registrato un nuovo attacco all'arma bianca a Turku, in Finlandia, con un bilancio di due morti; l'attentatore inneggiava ad Allah. Urticante, sulla questione, il commento di Camillo Langone: «il mandante è sempre il Corano».

Ma è stata una settimana drammatica anche negli USA: a Charlottesville, in Virginia, i nazionalisti bianchi (un movimento che si richiama al Ku Klux Klan) hanno protestato per la decisione del consiglio comunale di rimuovere la statua del generale sudista Lee. I due giorni di cortei hanno scatenato contromanifestazioni antirazziste, e durante gli scontri un'auto è piombata sui contestatori provocando morti e feriti.

Passiamo alle notizie di cui si è sentito parlare poco. Sono almeno quattrocento le vittime dell'alluvione che lunedì scorso ha colpito la capitale della Sierra Leone; almeno quaranta morti nella Repubblica democratica del Congo, dove una frana si è abbattuta su un villaggio del nordest; cinquanta morti anche in Nepal a causa delle piogge monsoniche. Ammonta a un milione il numero dei civili sud sudanesi fuggiti in Uganda; in Sudamerica trentamila venezuelani sono fuggiti in Brasile.
In Kirghizistan un pastore evangelico «è stato arrestato con una falsa accusa», riferisce Porte Aperte; il ministro di culto è stato poi rilasciato, ma ha perso il lavoro e alla sua chiesa è stata tolta l’autorizzazione necessaria per tenere riunioni ufficiali.

In Madagascar 34 giovani evangelici sono rimasti uccisi in un incidente stradale; erano a bordo di un bus che li stava portando a un incontro della missione Samaritan's Purse, in programma nel nordovest dell'isola.

Diversi media riportano la drammatica testimonianza del pastore canadese rilasciato dalle autorità della Corea del nord dopo due anni e mezzo di detenzione, passati in buona parte ai lavori forzati.

Un salto nel passato: l'Ungheria rende onore con una mostra a Jane Haining, missionaria scozzese che durante la Seconda guerra mondiale scelse di restare a Budapest per proteggere un gruppo di studentesse ebree. La decisione le costò la vita: arrestata nel 1944, venne deportata ad Auschwitz-Birkenau, dove morì a 47 anni.

Di evangelici si parla anche in Spagna, ma con una connotazione polemica: un canale televisivo ha raccontato in chiave non troppo positiva la presenza della Hillsong Church locale.

Intanto a Maiorca una cinquantina di giovani membri di una missione evangelica tedesca intrattiene i turisti testimoniando il messaggio del vangelo.

In Grecia, invece, gli incendi estivi non hanno risparmiato il complesso di Kalamos, a nord di Atene, dove le chiese evangeliche organizzavano i loro campi biblici dal 1955.

Cronaca locale. Dramma in Sicilia, dove una famiglia evangelica è rimasta vittima di un drammatico incidente sulla Palermo-Trapani in cui hanno perso la vita padre, madre e figlia diciottenne (sopravvissuti altri due figli).

In Piemonte un altro parroco sale agli onori delle cronache per la scelta di dedicare in chiesa uno spazio-giochi ai più piccoli. Evidentemente le chiese evangeliche hanno fatto scuola.

Capitolo svarioni. Quando il politically correct diventa esilarante: la compagnia aerea KLM vuole far passare il messaggio che ogni genere di rapporto è normale, peccato che l'esempio usato dimostri l'esatto contrario, come rileva con arguzia il senatore Lucio Malan.

Rubrica appuntamenti. Si terranno venerdì 8 e sabato 9 settembre a Padova le Giornate teologiche organizzate dall'Istituto di documentazione e formazione evangelica (Ifed); quest'anno l'appuntamento, che vede come di consueto la presenza di studiosi ed esperti della materia, si concentrano sul tema "Riforma ieri, oggi, domani".
Dal 9 al 13 settembre a Roma si terrà invece la decima edizione del Festival internazionale di letteratura e cultura ebraica.
Sabato 9 settembre a Barolo verranno esposte quattordici acqueforti di Marc Chagall, diverse delle quali a tema biblico.
A Edimburgo il 21 agosto viene inaugurata una mostra della Bibbia decisamente particolare: le scene infatti sono state realizzate a uncinetto.

Momento amarcord. Venticinque anni fa moriva Giorgio Perlasca, l'italiano che a Budapest, durante la Seconda Guerra Mondiale, rischiò la vita per salvare migliaia di ebrei dalla deportazione.

Parentesi di costume. Un corno rosso alto sessanta metri, illuminato, posto sul lungomare di Napoli: l'amministrazione partenopea ha deciso di onorare la scaramanzia, considerata evidentemente un tipico prodotto locale, con un'installazione monumentale che, secondo le fonti del Corriere, conterrà anche ristoranti negozi e spazi pubblici. Il costo totale dovrebbe aggirarsi attorno al milione di euro. Contestazioni si sono levate sul versante estetico, poche obiezioni invece pare siano state mosse sul fronte etico.

Magari però è solo una boutade estiva, una di quelle fake news che trovano praterie nella credulità collettiva. Un effetto collegato ai tempi nuovi, che hanno i loro vantaggi e i loro svantaggi: «ogni comunicazione troppo veloce - ricorda Massimo Gramellini sul Corriere - diventa inevitabilmente più superficiale. E produce per reazione uno stato d’animo che potremmo definire "scetticismo credulone"».

Non è invece una bufala il turismo cafone che sta caratterizzando l'estate 2017. E non parliamo delle classiche esuberanze giovanili: si tratta di gente matura che, in vacanza, amplifica il proprio tasso di volgarità ed egoismo e finisce così per fare il bagno nei canali di Venezia, nuotare nelle fontane pubbliche, passeggiare a torso nudo per le città d'arte, dormire per la strada, dare sfogo agli impulsi primari nelle vie dei centri storici, arrampicarsi sui monumenti per un penoso autoscatto, e ora - una new entry - perfino a entrare in costume in chiesa, tanto che sarà mai il rispetto per il sacro. «Il "turista cafone" contemporaneo - si lamenta Sergio Talamo sul Corriere - non è figlio del bisogno, ma del superfluo. Non è maestro di espedienti creativi, ma della semplificazione cui non occorre alcun pensiero: il rifiuto non si raccoglie, punto e basta. A tavola si va come capita, esibendo corporature in sintonia con i calamari del menu. E la voce? Che sia alta, vibrante, tonale! Tutti devono sapere che mercoledì sarò in piazza a bailar». Qualcuno si ribella all'andazzo, ma quando nell'interlocutore manca il buonsenso non si va molto lontano.
Del resto, si rammarica Mattia Feltri sulla Stampa, «abbiamo conquistato il diritto di votare senza sapere, il diritto di pontificare sui social senza conoscere, e il diritto di viaggiare senza rispettare». Siamo figli del nostro tempo, purtroppo, anche in vacanza.

Angolo cultura. Nel corso della settimana si è parlato molto di Elvis Presley, a quarant'anni dalla scomparsa: Paolo Mastrolilli sulla Stampa ha ricordato che il cantante «era religioso, e nonostante lo scandalo generato dai suoi temerari movimenti d’anca, non ha mai rinnegato la propria fede».

«Noi scienziati, che andiamo ai limiti dell’universo e della vita, ricorriamo sempre più spesso a nozioni di teologia e filosofia per spiegarci il cosmo. Questa mia attenzione alla spiritualità si è sviluppata e accresciuta mentre ero nello spazio. Può sembrare strano per uno scienziato, ma non è così: è quello che ci riserva il futuro»: parola di Sergej Vasil’evic Avdeev, astronauta russo intervistato per Avvenire da Luigi Ferraiuolo.

Pagina spettacoli. Un film di ispirazione cristiana avrà come protagonista Renée Zellweger (sì, proprio Bridget Jones): la pellicola, prodotta da Paramount Pictures e Christian entertainment company, si intitolerà "Same kind different as me" e tratterà la crisi e la rinascita di un rapporto di matrimonio. Il trailer è qui.

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