Le notizie della settimana - 12 agosto

Articolo inserito il 13/8/2017 alle 15:23

Umanità contro rigore: la sfida della settimana si è giocata in consiglio dei ministri, dove le idee sulla gestione degli sbarchi di migranti, diciamo così, non collimavano. Motivo del contendere: il codice di condotta stilato dal governo è stato firmato solo da una parte delle Ong che raccolgono in mare i profughi per portarli in sicurezza nei porti italiani (tutti gli altri Paesi, come noto, hanno rifiutato l'accoglienza). Di qui il problema su come porsi con le organizzazioni che non hanno accettato il protocollo: nell'esecutivo il ministro dell'interno Marco Minniti premeva per la linea dura, mentre risultava più possibilista il titolare dei trasporti Graziano Delrio ("salvare vite umane è la priorità").
Il dibattito, che tocca questioni difficili da conciliare - per dirla con La Stampa, «la preoccupazione più diffusa è evitare che il tema sicurezza oscuri la solidarietà» -, naturalmente si è allargato a tutto il quadro politico, coinvolgendo in particolare le diverse anime dell'ex DC: i parlamentari cattolici del PD si sono schierati senza riserve sul fronte della solidarietà, mentre Maurizio Lupi (AP), intervistato dal Corriere, ha scelto una posizione mediana, rifiutando la trappola delle contrapposizioni ideologiche: «non ci sto - ha spiegato - a ridurre in schemi formazione ed esperienza cattoliche. Il cattolico insegna a stare nella realtà e fa sintesi di tutti i valori della vita umana: dalla sicurezza, alle libertà personali, all’accoglienza dell’altro»; e, sulla scorta di questa considerazione, ha invocato realismo.
Fuori dalla politica, i giornali di area come Avvenire e l'Osservatore romano (che invita a evitare politiche restrittive e incoraggia ad «aprire vie di accesso legali e sicure, attraverso leggi mirate e lungimiranti») sono per l'accoglienza, mentre è suonata diversa, in queste ultime ore, la posizione della Conferenza episcopale italiana: il presidente Gualtiero Bassetti ha espresso infatti «il più netto rifiuto a ogni “forma di schiavitù moderna”», rivendicando però nel contempo «con altrettanto vigore la necessità di un’etica del rispetto della legge» per non «correre il rischio di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana».

Nella calura agostana c'è stato tempo per una polemica tutta romana, dopo che la giunta Raggi ha deciso di intitolare una via al rabbino Elio Toaff e, contestualmente, di far entrare nella toponomastica cittadina anche Yasser Arafat. La mossa è stata considerata oltraggiosa dalla comunità ebraica e la delibera è stata sospesa.

Sui giornali si è spenta l'eco dei titoloni, e quindi è il momento giusto per parlarne con maggiore equilibrio: un gruppo di scienziati è riuscito a rimuovere da un embrione umano il gene di una malattia mortale, un risultato che, ricorda Il Foglio, «potrebbe evitare la trasmissione di circa diecimila malattie genetiche, soprattutto quelle di infantili». Il traguardo scientifico pone però «una serie di questioni etichecui saremo chiamati a rispondere tutti. Per esempio: fino a che livello è giusto ingegnerizzare e correggere la nostra genetica? Se è vero che questa nuova tecnologia in fase di sperimentazione sembrerebbe avere le potenzialità fantastiche di salvare molte vite umane, potrebbe in futuro anche sconfinare in una sorta di umanità genetica à la carte»? Domande con cui sarà il caso di cominciare a confrontarsi.

Pagina esteri. Undici persone sono morte nel sudest della Nigeria, domenica scorsa, in seguito all'irruzione di un uomo armato in una chiesa cattolica di Ozubulu (in un primo momento si era parlato di oltre cinquanta vittime).

In Cina si contano 19 morti e centinaia di feriti a causa di un terremoto (magnitudo 7 della scala Richter) che ha colpito la provincia dello Sichuan.

Ancora problemi tra autorità svedesi e migranti: pare che a una giovane attrice iraniana, fuggita in Europa nel 2014 in seguito alla sua conversione dall'islam e ora preoccupata per l'ipotesi di venire rimpatriata, i funzionari competenti abbiano graziosamente spiegato che «non è un nostro problema se hai deciso di diventare cristiana». Viene da pensare che le lodi profuse per decenni nei confronti del nord Europa - libero, solidale, egualitario, rispettoso dei diritti, da prendere come esempio - fossero perlomeno un po' esagerate.

Non si placa il clamore per l'articolo di Antonio Spadaro e Marcelo Figueroa su Civiltà Cattolica in relazione a un presunto ecumenismo deteriore tra frange evangeliche e cattoliche integraliste. A fare il punto e una (lucida) analisi della situazione è Andrea Mainardi su Formiche.

Il prossimo 21 agosto è prevista negli Usa una eclissi solare totale. E ovviamente non poteva mancare la consueta speculazione millenarista.

Restando negli Usa: secondo il pastore evangelico texano Robert Jeffress, uno tra i consiglieri spirituali più ascoltati da Trump, Dio ha dato al presidente americano l'autorità di affrontare Kim Jong Un. Jeffress, basandosi sul dettato di Romani 13 («chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio... [l'autorità] è al servizio di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male»), ha spiegato che «quando bisogna affrontare i malfattori, la Bibbia, nella Lettera ai Romani, è molto chiara: Dio ha assegnato ai governanti piena autorità di usare qualsiasi mezzo necessario - inclusa l'opzione bellica - per fermare il male». Il dittatore nordcoreano è avvisato.

Intanto Pyongyang annuncia la liberazione di un pastore evangelico canadese.

A proposito di sfidanti: pare che Hillary Clinton stia pensando di intraprendere il ministero pastorale.

Le Poste britanniche hanno dedicato un francobollo alla Bibbia che, durante la Prima guerra mondiale, ha salvato la vita a un soldato fermando le schegge di una bomba.

Cronache nostrane. I giornali locali riferiscono del lutto che ha investito la chiesa evangelica di Pieve a Nievole, nel pistoiese, per la scomparsa di un ventunenne in un incidente stradale.

Rubrica appuntamenti. Si svolgerà dal 20 al 25 agosto nella consueta sede di Torre Pellice l'annuale Sinodo valdese. Temi in primo piano: migrazioni, integrazione, dialogo ecumenico.

Dal 22 al 24 settembre, invece, l'associazione ProVita organizza un corso a 360 gradisulla bioetica; il seminario avrà sede a Roma ma potrà essere seguito anche in teleconferenza via internet.

Parentesi di costume. Interessante riflessione di Silvano Petrosino sulla differenza tra lavoro e professione. La riuscita professionale non comporta automaticamente il successo nella vita, e l'attività retribuita, spiega Petrosino, non esaurisce il nostro compito umano e sociale. Per spiegarlo l'autore rievoca il giardino dell'Eden: l'uomo vi venne posto "allo scopo di coltivarlo e custodirlo", il giardino non è il "Paese delle meraviglie o dei balocchi" ma "esige e attende il lavoro dell'uomo". Allo stesso modo, oggi, «è attraverso il "lavoro", di cui la "professione" è solo un aspetto e un momento, che l’uomo contribuisce al compimento della creazione». Eppure, equivocando, l'uomo oggi ritiene di aver esaurito il suo impegno una volta smessi gli abiti professionali: «è come se nel cosiddetto tempo "libero" l’uomo non dovesse far altro che "far passare il tempo" e nella migliore delle ipotesi "divertirsi" (ecco perché il "ballo" si trasforma spesso in "sballo"); il "tempo libero" sarebbe un luogo moralmente neutro all’interno del quale non si è chiamati ad alcuna responsabilità, neppure a quella di "coltivare e custodire" la propria umanità». Distinguere "lavoro" e "professione", quindi, aiuta a evitare delusioni e malintesi e permette di esprimere una vita più completa e responsabile.

A chi costa di più una separazione, in termini economici? Anche se potrebbe sembrare di no, alla fine la vicenda costa (molto) a entrambe le parti, per quanto in tempi diversi. Questo il parere di un esperto, l'avvocato Cesare Rimini, che rileva come la situazione dei due ex coniugi cambi nel tempo, ma alla fine ci rimettano entrambi.

Il Sole 24 Ore torna a parlare del ristorante di Gerusalemme dove lo chef Moshe Basson rivisita le ricette della Bibbia.

Questa settimana tutti parlano di "idiotismo climatico" e "terrorismo meteorologico". Noi li abbiamo anticipati, per cui non ci torneremo.

Piuttosto ci concentriamo sulle magliette. Sì, proprio sulle t-shirt, tipico effetto collaterale dell'estate. Antonella Boralevi nota che questo indumento parla di noi, e racconta che a suo tempo si era dilettata ad appuntarsi i messaggi stampati sulle magliette. Potrebbe essere una simpatica sfida da rilanciare: segnatevi - con discrezione - gli slogan e le immagini presenti sulle t-shirt di chi entra in chiesa, in queste domeniche d'agosto. Non sarà un'indagine sociologica di grande impatto, ma forse qualcosa potrà dire sullo stato della chiesa.

Se poi nella vostra chiesa è ammesso l'ingresso a uomini in bermuda, sappiate che a Viareggio ci sono ristoranti più esigenti: ne ha fatto le spese perfino il sindaco, che - ironico contrappasso - proprio in questi giorni aveva fatto approvare «una serie di indicazioni per una città che oltre ad accogliente deve essere anche dignitosa».

Angolo cultura. Un nuovo libro riflette sulla vicenda di Giobbe, sottolineando tra l'altro che il personaggio non era paziente come la tradizione ci ha raccontato. La questione di fondo riguarda il senso della storia, e su questo tema si concentra principalmente l'autore: «nonostante le opinioni degli amici - conclude richiamando il pensiero di Calvino - siano teologicamente ineccepibili e si servano in più passi delle argomentazioni dei libri sapienziali, è necessario un intervento esterno per ristabilire la spiegazione corretta: nessun essere umano può conoscere la volontà di Dio, ma soltanto avere fede nella sua provvidenza».

Susanna Tamaro in un'intervista ad Avvenire parla della sua illuminazione spirituale: «l’ho avuta da una nonna meravigliosa, convertita tardi. È stata la prima e unica che mi ha mostrato la libertà nel cristianesimo, e io, pensavo, da grande voglio essere come lei, con la grande libertà data dalla fede».

Un nuovo studio raccoglie la corrispondenza di Elisabetta I, regina d'Inghilterra vissuta nel XVI secolo. Dal volume pare emergere il ritratto di «una regina davvero “inedita”: avida lettrice di cose italiane, Petrarca e Ariosto per lei sono compagni abituali e citati a memoria», e «al tempo stesso c’è tutta l’“inglesità” di Elisabetta nel suo italiano, il suo essere convintamente protestante e tutta la sua familiarità di lettrice quotidiana dei testi biblici, meditati, assimilati, e citati praticamente ovunque».

Archeologia. Una squadra di studiosi annuncia che potrebbe aver individuato Betsaida, il villaggio di pescatori dove vivevano Pietro, Andrea e Filippo prima della chiamata di Gesù. I reperti ritrovati nel sito (oggetti e monete risalenti ai primi secoli della nostra era) provengono da uno strato finora mai raggiunto; l'intuizione pare sia stata scavare alcuni metri più in basso rispetto ai ritrovamenti di epoca bizantina.

A Gerusalemme, invece, le ricerche archeologiche hanno portato alla luce uno strato di reperti risalenti a 2600 anni fa, e le condizioni degli oggetti confermerebbero l'attendibilità dell'incendio appiccato alla città dai babilonesi descritto dal profeta Geremia.

Dall'archeologia alla scienza. Uno studio americano ha tentato di valutare la relazione tra visioni religiose e allucinazioni da sostanze chiedendo a un gruppo di preti, pastori, rabbini di assumere una dose controllata di stupefacenti. La ricerca scientifica è stata portata avanti da due realtà serie come la Johns Hopkins e la New York University.

Pagina spettacoli. Sul Post è comparso un interessante articolo, scettico ma documentato, di Leonardo Tondelli sui risvolti del periodo evangelico di Bob Dylan.

Manuel Prota, batterista di rango e membro della chiesa evangelica Nuova Vita di Bologna, è stato selezionato come coprotagonista dello spot ufficiale del nuovo tablet Huawei.

Infine lo sport. Ai mondiali di atletica in corso a Londra il velocista sudafricano Wayde van Niekerk ha ringraziato Dio dopo la vittoria della medaglia d'oro sui 400 metri piani.

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