Le notizie della settimana - 3 giugno

Articolo inserito il 3/6/2017 alle 11:33

Un altro fatto di cronaca in primo piano, questa settimana. Un'otite curata insistentemente solo con rimedi omeopatici ha causato la morte di un bambino. La vicenda, al di là dei sui risvolti giudiziari (genitori e medico curante sono indagati) ha sollevato i soliti giudizi tranchant del popolo della rete. Un caso fin troppo facile - e adattissimo, quindi, ai commenti da bar - che però offre l'occasione anche per qualche riflessione fuori più profonda sul modo in cui, nel 2017, abbiamo perso il contatto con la realtà, fino a stemperare la percezione del vero nell'ostinazione per il verosimile: credo che funzioni, e quindi deve funzionare.
È anche un sintomo di debolezza interiore: «ci sono persone così deboli e insicure - riflette Massimo Gramellini - che non riescono a vivere senza appoggiarsi a un dogma. Non importa se religioso, materialista, scientifico, antiscientifico, carnivoro, vegano. Purché si tratti di un precetto che, in nome di una qualche presunta verità assoluta, li dispensi dalla fatica di adeguare i comportamenti alle situazioni. Ognuno ha il diritto di consegnarsi a una vita rigida da esaltato. Ma appena il fanatismo tracima all’esterno smette di essere un diritto per diventare un problema».
Doveroso aggiungere che, al contrario di quanto pensano in molti, il fanatismo mal si combina con la fede: perché speranza e buonsenso, nella vita del cristiano, non si elidono ma si sostengono a vicenda.

Pagina esteri. Cominciamo con le notizie di cui si parlato di meno. A Baghdad una devastante esplosione davanti a una gelateria ha provocato oltre venti morti e decine di feriti. A partire dallo scorso febbraio, informa l'Osservatore romano, le autorità dello stato di Khartoum, nel Sudan, hanno demolito venticinque edifici di culto. A Marawi, nelle Filippine, è salito a cento il numero delle vittime causate dall'avanzata delle truppe islamiche. In Eritrea il governo - denuncia Porte Aperte - ha intensificato la sua azione contro i cristiani arrestandone un altro centinaio nel mese di maggio.

In Germania si è chiuso il Kirchentag del cinquecentenario. E, a proposito di Riforma, proprio a Wittenberg è stato collaudato il prototipo di pastore-robot, che all'ingresso della chiesa impartisce benedizioni recitando versetti biblici in cinque lingue. L'iniziativa ha diviso a metà i fedeli tra coloro che sono rimasti piacevolmente sorpresi e coloro che invece sono assolutamente contrari alla novità. Interessante la riflessione di Antonio Gurrado, che sul Foglio rileva come, per una serie di ragioni teologiche, una simile iniziativa non poteva che partire dal mondo protestante.

In Gran Bretagna, a qualche giorno dalle elezioni, la premier Theresa May ha ribadito in un'intervista di non vergognarsi delle sue radici cristiane («sono figlia di un predicatore, ho una fede cristiana e sono membro attivo della Chiesa d'Inghilterra»), rassicurando sul ruolo del cristianesimo nel Paese sotto la sua guida: «in questo Paese il cristianesimo non verrà mai discriminato».

Andando oltreoceano si scopre invece che George W. Bush non è stato un presidente così disastroso come si diceva, che ha avuto più classe di altri e che le sue iniziative umanitarie degli ultimi anni sono state importanti per l'Africa: una riabilitazione che vanta perfino il sigillo di Bono degli U2, ospite di recente nel ranch texano dell'ultimo presidente USA repubblicano prima di Donald Trump.

A proposito: è morto lunedì, a 83 anni, il generale panamense Manuel Noriega. Pare che dopo l'arresto - correva l'anno 1990 - abbia intrapreso un percorso spirituale seguito da due ministri di culto evangelici, percorso che lo ha portato, due anni dopo, a ricevere il battesimo per immersione.

Dall'altra parte del mondo, invece, esiste una facoltà universitaria gestita da cristiani evangelici: non ci sarebbe nulla di particolarmente strano, se non stessimo parlando della Corea del Nord, il Paese più ateo del mondo. La scoperta è del New York Times, che racconta l'esperienza di una scuola cristiana nata sette anni fa e tollerata dal regime perché è l'unica in grado di offrire una formazione di alto livello alle future élite del Paese.

Cronaca locale. A Varese le chiese evangeliche incontrano la città; a Rimini il sindaco ha incontrato la chiesa pentecostale locale. Giovanni Traettino, intervistato dall'Agenzia di stampa cattolica Sir, spiega invece in breve il senso del movimento pentecostale.

Rubrica appuntamenti. Sabato 2 e domenica 3 giugno si tiene a Milano il 16° raduno annuale di Evangelici d'Italia per Israele.

Parentesi di costume. Può sembrare strano che il linguista Tullio Di Mauro - scomparso sei mesi fa - abbia consigliato la Bibbia come rimedio all'analfabetismo funzionale. A quanto pare invece l'ha fatto davvero: «dal punto di vista didattico - spiegava nel 2000 in un'intervista - la Bibbia è una bomba conoscitiva. Non si capisce la nostra storia, né l’arte, senza Bibbia».

Chi lo ha provato lo sa: il trasloco è una delle esperienze più faticose della vita. Al disagio logistico infatti si aggiunge il trauma di un contesto nuovo, sconosciuto. Come ricreare una sensazione di familiarità nel nuovo contesto lo spiega sulla Stampa la psicoterapeuta Rita Parsi: «Innanzitutto bisogna avere, più che conoscenza, almeno cognizione del luogo in cui si sta andando, delle sue caratteristiche sociali e culturali. Poi attivare le persone di riferimento o, se non ci sono, trovare alleati fra colleghi e vicini». Non solo: è importante anche «capire quali sono i luoghi di aggregazione del quartiere che più si confanno a noi, dal bar alla palestra al luogo di culto, e frequentarli». E dire che molto spesso è proprio il luogo di culto la realtà che si tende a lasciare in secondo piano.

Il turismo religioso in Israele - o meglio, sui luoghi dove Gesù ha trascorso la sua esistenza terrena - non sfonda. Qualcuno ha provato a chiedersene il motivo.

Angolo cultura. Lunga e positiva recensione di Paolo Mieli sul Corriere per il nuovo libro del pastore e studioso valdese Emanuele Fiume su Calvino, pubblicato in questi giorni da Salerno editore.

Parla del viaggio come sintesi di vita cristiana José Tolentino Mendonça su Avvenire: «Abramo - ricorda il filosofo - è un errante. Mosè scopre la sua vocazione e missione come mandato di itineranza. Molti dei profeti d’Israele, da Elia a Giona, vissero da esiliati e proscritti. Gesù non aveva dove posare il capo (Lc 9,58) e abitava, dandogli senso, un transito permanente. I suoi discepoli sono inviati ai quattro angoli della terra (Mt 28,19). Il cristianesimo si definisce così attraverso una extraterritorialità simbolica, senza città e senza dimora, che permette la breccia, l’apertura alla rivelazione di un senso più grande. "Passiamo all’altra riva", ci propone Gesù».

Parlare di morte si può, e anzi si dovrebbe. «Per secoli la civiltà cristiana - riflette Antonio Scurati sulla Stampa - ha messo la morte al centro della vita, ora noi l’abbiamo confinata ai suoi margini oscuri. Mai come in questa nostra epoca è stato possibile assistere quotidianamente, abbondantemente, immediatamente, accendendo un computer o un televisore, alle immagini mediate di morti altrui e mai come in questa epoca l’immagine della morte ci ha lasciati orfani di una meditazione sulla morte».

A Los Angeles un'esposizione multimediale di Lauren Greenfield racconta la Generation Wealth, «una profonda immersione nella cultura americana e globale innamorata di denaro, culto del corpo, ostentazione, emulazione delle celebrities e materialismo», ragiona Irene Opezzo sulla Stampa, e la tendenza ormai è globale: «i valori tradizionali cristiani ed ebraici di umiltà, generosità verso il prossimo e discrezione sono così stati accantonati per lasciar spazio a ostentazione, avidità e narcisismo».

Pagina spettacoli. In un'intervista al Gazzettino, Giacomo Poretti (quello del trio) ha ribadito il suo interesse per la Bibbia, che trova «piena di storie interessanti. Ci sono i delitti, ma anche l'innalzamento spirituale»; l'attore inoltre sottolinea che la religione «essendo un credente è un aspetto fondamentale della mia esistenza».

Chiudiamo con lo sport: dopo essere stato il primo calciatore classe Duemila a esordire nella Juventus, Moise Kean (ricorderete, quello che «la sera prima di andare a letto prendeva la Bibbia») è stato anche il primo millennial a segnare in campionato.

E, a proposito di calcio, la fede pare di casa tra le file del Real Madrid, che affronta stasera la Juventus nella finale di Champions League. «Quando alcune cose nella mia vita professionale hanno iniziato a non funzionare più, mi sono affidato a Dio. La Bibbia mi regala la forza di affrontare qualsiasi ostacolo a testa alta. Compresa la partita di sabato», ha dichiarato Keylor Navas, portiere del Real; e anche Pepe, veterano della squadra, «sostiene di avere una copia della Bibbia sul comodino, e di "leggere qualche passo tutte le sere prima di andare a dormire"».

Prima di salutarci, una piccola curiosità: forse ricorderete che, sei mesi fa citavamo tra le competenze necessarie ai nuovi politici la conoscenza del metodo D'Hondt. Viste le ultime dichiarazioni dei politici, a quanto pare siamo stati presi in parola.

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