Le certezze di Lucio Dalla

Editoriale del 2/3/2012

Un artista sincero che guardava oltre: cercava la fede e viveva la sua spiritualità su percorsi non scontati. Lucio Dalla ci piace ricordarlo così: con i suoi limiti, le sue stravaganze e il suo cuore. Un cuore alla ricerca, che lo portava a leggere e studiare la Bibbia, a fare capolino nelle chiese, ad ascoltare programmi radio cristiani e a lanciare messaggi su Dio - o, forse, a Dio - attraverso i suoi brani.

Una ricerca a tutto campo, quella di Dalla, calata nella concretezza della quotidianità e filtrata dalla sua sensibilità di artista. Tre aspetti intimamente connessi nella sua esperienza: «Credo fermamente in Dio - ha confessato in un'intervista - e professo la mia fede sempre. La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho. La fede è una grande certezza in una società come la nostra che diviene ogni giorno più complessa, più enigmatica. La nostra società moderna ha un grande bisogno di fede. Nelle mie canzoni ci sono molti valori cristiani».

Allo stesso tempo non dimenticava i drammi della vita, quegli "ultimi" di cui sentiva di far parte e che cantava nei suoi brani («Mi ha sempre colpito la decisione di Cristo di nascere povero», quel Gesù che, sentiva, capisce le persone "fino in fondo") che lo portavano alla sfida concreta di una fede pratica: «Metterei l’accento - dichiarava - sulla parte umanistica della vita, quello che cerco attraverso le mie canzoni è invitare ad aumentare la propria coscienza».

L'anima artistica completava il quadro della sua personalità: perché, era convinto, «sotto ogni forma d’arte c’è Dio e l’arte stessa è un dono divino che unisce la gente e la fa vibrare». Quell'arte che ritrovava anche nella Bibbia: «Dio è il più grande regista di tutti i tempi - spiegava con la sua consueta originalità -, è insuperabile perché ha ispirato i Salmi, cioè un nuovo modo di comunicare la religiosità che affascina anche chi non crede». «I Salmi - aggiungeva - sono i primi video-clip della storia, sono sceneggiature, come sempre il Signore è avanti», rivelando poi «ho trovato una grande forza nelle parole dei Salmi, non lasciano indifferenti».

Questo era Lucio Dalla. Imprevedibile e sornione, sincero fino a farsi male e umano, pratico e spirituale. Nel bene e nel male era unico. Unico per i suoi estimatori, ma anche per quel Gesù cui si rivolgeva così spesso con ansia, fede e affetto.

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