RSS Crc.fm
 
 

Editoriali  IndiceIndice ArchivioArchivi RSSRSS BlogBlog NewsletterNewsletter

Il video dello scandalo

Editoriale del 19/6/2007, 19:12

InviaInvia StampaStampa

L'indignazione corre lungo la rete. Gira via e-mail un contatto, che rimbalza di casella in casella, con il quale credenti scandalizzati segnalano la versione completa del video-accusa contro il Vaticano sul caso dei preti pedofili. Molteplici i commenti di chi inoltra, che vanno dal neutro «guarda questo video», al «sono scioccato». Il video, decisamente, non è per tutti, e non si fa fatica a capire il perché di questo sommovimento interiore che mescola fastidio, repulsione, indignazione.

Sia chiaro: non abbiamo nessuna intenzione (né interesse) di giustificare o minimizzare; i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Ciò su cui ci permettiamo di far riflettere è l'atteggiamento, da analisi sociologica, che ci contraddistingue.

Siamo sempre così, purtroppo: si parla molto di come il cristiano evangelico sia caratterizzato da un'indipendenza di giudizio rispetto ad altre realtà, di come sia necessario distinguersi come credenti, di come i nostri argomenti siano sufficienti per evitare di appiattirci su posizioni altrui. Poi, però, non perdiamo occasione per ingrossare le file andando dietro alla massa, giocando di sponda, esponendo un'opinione comune che più comune non si può.

Ci ha fatto piacere, certo, vedere l'indignazione nelle mail dei tanti amici che hanno inoltrato il video ai loro amici per denunciare una situazione vergognosa. Ma, allo stesso tempo, ci chiediamo perché ci fermiamo lì.

Negli stessi giorni della polemica sul video scandalo girava un altro filmato a nostro avviso ben più scandaloso. È stato mandato in onda nei notiziari di paesi evidentemente troppo lontani per fare eco fino a qui, e nessun paladino della libertà pare si sia impuntato per averlo nel proprio programma, né alcuna emittente pubblica o privata risulta si sia interessata per acquisirlo (oltretutto gratuitamente).

Il filmato viene dall'India, ed è arrivato in Italia insieme a Richard Howell, vicepresidente dell'Alleanza evangelica di quel paese. È stato proiettato in anteprima alle tre conferenze organizzate da Porte Aperte a metà maggio in Piemonte e Lombardia e promosse debitamente anche dalla nostra testata; al contrario del video-scandalo più noto, non c'erano milioni di persone incollate allo schermo per visionarlo. Anzi, a onor del vero il video indiano è stato proiettato di fronte a platee non proprio debordanti: capiamo però che la maggior parte dei torinesi, dei milanesi e dei brianzoli in quelle tre occasioni avessero probabilmente di meglio da fare che perdere tempo, una sera all'anno, dietro alla chiesa perseguitata.

Il video dura pochi minuti ed è toccante. Documenta un raid organizzato da un gruppo di giovanissimi integralisti indù a casa del pastore indiano Walter Masih, a Jaipur, nell'India nord-occidentale. Il gruppetto si incontra, si prepara, ferma davanti all'appartamento e, sotto lo sguardo della telecamera, si maschera con fazzoletti da viso; impugnate mazze e bastoni, i balordi entrano in casa, sorprendendo Masih al termine di un culto casalingo; risparmiano moglie e figlioletta, terrorizzate dall'assalto, ma assestano numerosi colpi al pastore, oltre a distruggere con ferocia suppellettili e libri. Il pastore, comprensibilmente impaurito dall'irruzione, si limita a invocare "Jesus!" e a pregare "Have mercy of my brothers!": Gesù, abbi pietà dei miei fratelli.

Dopo l'attacco, usciti i balordi, sanguinante esce sulla strada e con calma parla dell'amore di Dio, di quel Gesù che si è lasciato picchiare a sangue per salvarci.

Il video non è professionale, e ricorda i filmati amatoriali alla "Ultimo minuto" più che i documentari artefatti di Michael Moore; non ha commenti fuori campo, non presenta tagli sospetti. A quanto pare non è così spettacolare da sollevare polemiche e meritarsi trasmissioni in prima serata, anche se - provare per credere - non lascia indifferenti. È autentico, drammaticamente autentico.

Ecco, ci sarebbe piaciuto - ci piacerebbe ancora oggi - che i nostri fratelli guardassero questo video. Vorremmo che se lo inoltrassero tra loro, che lo inoltrassero ai loro amici laici, ai media, ai governanti, a tutti coloro cui fino a oggi abbiamo inoltrato petizioni, lettere, richieste per altri.

Vorremmo che i nostri fratelli prendessero coscienza delle condizioni in cui si trovano i cristiani in quei cinquanta paesi che non concedono la libertà di confessione religiosa. Di come stanno i loro fratelli in Corea del nord (50 mila cristiani nei campi di lavoro), in Cina (40 mila cristiani in carcere), e ancora in Eritrea (duemila cristiani nei container), in Arabia Saudita, in Iran, o nelle tanto ammirate Maldive, dove gli unici cristiani esclusi dalla persecuzione sono quelli che - ingenuamente - portano soldi a chi perseguita i loro fratelli mentre loro si dilettano con il surf e la pesca subacquea.

Forse è il momento di rendersi conto di tutto questo e, passata l'indignazione, di muoversi finalmente a favore dei cristiani perseguitati prima ancora che per altre, pur nobili, cause.

Il video è uno, ma potrebbero essere migliaia, come i casi dei cristiani ingiustamente arrestati, molestati, maltrattati per il solo fatto di voler vivere serenamente e personalmente la propria fede, e di dare una speranza a chi sta loro vicino. Un giorno, forse non troppo lontano, potrebbe capitare anche a noi di percorrere le vicende che oggi toccano a loro. Con o senza filmati, probabilmente ci farebbe piacere se quel giorno gli altri alzassero la voce a nostra difesa.

Lo speciale sul video: http://www.evangelici.net/speciale/attualita/masih.html

Per informazioni sulla chiesa perseguitata: http://www.porteaperteitalia.org

pj@evangelici.net

InviaInvia StampaStampa


Condizioni d'uso - È permesso l'utilizzo dell'articolo su siti e testate, purché:
- il testo venga mantenuto nella sua forma integrale,
- in calce compaia la dicitura "fonte: www.evangelici.net".
A titolo di cortesia si raccomanda la segnalazione della ripubblicazione a

 

Condividi su:              


GLi ultimi editoriali:

Powered by Coranto
 

 

Creative Commons License © 1996-2006 Evangelici.net - La Piazza Evangelica - P.IVA: 02070510967
Sito pubblicato con Licenza Creative Commons | Contatti | Home Page
Sostienici