Studi Biblici di David Pawson

IL REGNO DI DIO
Convegno Pastorale a Rimini - 1990

IL REGNO DI DIO

UN REGNO ED UN RE

Alla base di ogni campo delle nostre conoscenze ci sono sempre dei concetti cosiddetti fondamentali sui quali poggia tutto ciò che le riguarda. Anche la Bibbia non fa eccezione a questa regola e per poter essere compresa, necessita anch'essa di alcuni concetti fondamentali che devono essere ben conosciuti per poter capire esattamente ciò che vuole rivelarci.

Ebbene uno di questi importanti concetti è proprio il concetto di "Regno", e più esattamente di "Regno di Dio." Sono felice di potervi parlare del Regno di Dio, perché è senz'altro l'argomento che preferisco; ed è anche quello che preferiva Gesù, infatti il cuore di tutto il Vangelo è proprio l'annuncio del Regno di Dio. Gesù predicò il Vangelo del Regno durante tutto il suo ministero terreno, continuò a farlo nel tempo tra la sua resurrezione e la sua ascensione, ed è stato l'argomento per eccellenza della chiesa del primo secolo. Possiamo renderci facilmente conto di questo leggendo il libro degli Atti degli Apostoli e le lettere, per capire quanto questa predicazione sia stata importante. Eppure conosco molte chiese in cui la parola "Regno" non viene mai usata dal pulpito; in esse questo importantissimo concetto è dato per scontato; ma lo è poi veramente? Se coloro che ascoltano il Vangelo non hanno ben chiaro il concetto di Regno di Dio, riusciranno ugualmente a comprenderne in pieno il senso?

Personalmente trovo veramente difficile predicare il Vangelo senza parlare del Regno che è il cuore del Vangelo. Portare il Regno dei Cieli sulla terra è il motivo principale per cui Gesù è venuto tra noi; perciò, mi chiedo, come molti predicatori riescano a parlare del Vangelo senza menzionare il Regno di Dio. Sono certo che una delle ragioni principali di questa "stranezza" sta nel fatto che noi predichiamo a persone che non sanno assolutamente cosa sia un regno. Molte persone qui in Italia non hanno mai vissuto in un regno. In Europa, dal 1900 ai nostri giorni, sono cadute 24 corone, lasciandoci, qua e là, solo alcune sparute monarchie. Invece, quando la Bibbia fu scritta, tutto il mondo allora conosciuto era formato da regni. Sappiamo che Satana mostrò a Gesù tutti i regni del mondo, ed oggi non potrebbe più farlo perché dovrebbe mostrare a Gesù tutte le repubbliche del mondo, ed una repubblica non è un regno.

Il mio passaporto dice che sono un cittadino del Regno Unito, che non è unito, e non è un regno, comunque ha lo stesso un bel nome. E' da circa un millennio che non siamo più un regno in Inghilterra; anche noi siamo ormai una repubblica pur avendo una famiglia reale, così come avviene anche da altre parti in Europa, perché queste famiglie ormai non governano affatto. Quindi neanche queste nazioni sono dei regni! Noi abbiamo un primo ministro che viene eletto ed un presidente ereditario che è la regina; in altre nazioni, invece, eleggono sia l'uno che l'altro. Il mondo di oggi sembra che stia dicendo: "A noi non piacciono i regni, vogliamo essere democratici!" Perciò è difficile predicare il Regno di Dio ed essere compresi.

Ma in che cosa consiste un vero regno? Come è governato? Ebbene, un vero regno è quello composto da sudditi che vengono governati da un solo uomo, in esso non ci sono elezioni, non c'è nessun parlamento, nessun voto, nessun partito politico, nessun dibattito; ma un solo uomo che fa tutte le leggi. Non devi votare per metterlo in quella posizione, e nemmeno puoi toglierlo da lì; Egli è sul trono perché lo ha ereditato da suo padre. Quello è un regno!

Vi piacerebbe che l'Italia tornasse ad essere un regno? Senza elezioni, senza parlamento, senza votare, niente partiti, con un solo uomo che fa tutte le leggi che servono, e del quale non vi potreste più disfare. A queste condizioni vi piacerebbe che l'Italia tornasse ad essere un regno? Le passate esperienze certo inducono ad essere molto prudenti, ma sono sicuro che con le giuste condizioni tutti direste di sì e ve lo dimostrerò. Se io potessi trovare il Re giusto, se potessi trovare un uomo completamente giusto che provvedesse affinché nessuno fosse povero, nessuno fosse ammalato, che amasse ognuno dei suoi sudditi tanto da dare la propria vita per proteggerlo. Se io trovassi un uomo come questo vi piacerebbe che l'Italia tornasse ad essere un regno? Certamente sì! L'unica ragione per cui noi preferiamo la democrazia è perché non possiamo trovare questo Re. La storia ci mostra che molti re sono stati malvagi, perché quando un uomo ha tutto il potere nelle proprie mani questo lo corrompe, perciò noi, giustamente, preferiamo avere una opportunità per cambiare tutto, e questa è una cosa che voi fate regolarmente qui in Italia.

Ora l'essenza del Vangelo è che noi abbiamo trovato questo Re! Questa è la buona notizia che abbiamo da predicare! Abbiamo trovato il Re perfetto. L'Uomo che deve governare, l'unico a cui possiamo affidare tutta la forza e la potenza, ed il suo nome è Gesù. Questo è il nostro Vangelo, ed è molto più di un Vangelo personale, è il Vangelo per il mondo intero. Gesù è già il Re d'Italia, l'Italia non è una repubblica e non lo sarà mai, così come non lo sono nessuna delle altre nazioni del mondo, perché hanno tutte un Re. E' nostro privilegio dire a tutta l'Italia che ha un Re, un Re perfetto, anche se questo, spesso, è un Vangelo che crea dei guai. Sono stato in paesi in cui dopo aver detto ciò mi hanno ammonito di non ripeterlo più. Questo è anche uno dei motivi per cui i primi cristiani furono perseguitati. E' scritto nel libro degli Atti che venivano perseguitati perché dicevano che c'era un altro Re oltre Cesare, e questo anche se costituisce una minaccia, è il nostro unico Vangelo.

Se io predicassi in ebraico potrei dire di aver trovato il Messia; in greco potrei dire di aver trovato il Cristo; ma quando predico in inglese devo dire di aver trovato il Re. Nel libro degli Atti è scritto che le due cose principali, che venivano allora predicate, erano: il Regno di Dio ed il nome di Gesù. Queste sono le due cose più importanti da annunciare. Il Regno di Dio è venuto qui adesso e il nome del suo Re è Gesù, questo è il cuore del Vangelo, che perciò non è un Vangelo individuale, ma una buona notizia per il mondo intero. Noi annunciamo di aver trovato il Re, ma il Re è solo una parte del regno, perché un regno è composto sia da un sovrano che dai suoi sudditi, perciò solo quando in esso vi siano entrambi possiamo dire di essere di fronte ad un vero regno.

Certamente tutti sanno come riconoscere un Re buono da uno cattivo; un buon Re è quello che mette i suoi sudditi prima della sua stessa persona; li serve e si sacrifica per loro, li ama, li protegge e provvede per essi, perché vive per i suoi sudditi. Un cattivo Re, invece, è esattamente l'opposto; egli vive solamente per sé stesso, non dà ai suoi sudditi ma preleva da essi; prende i loro soldi, i loro beni ed anche le persone per i propri scopi, quindi è crudele ed egoista. Ciò di cui si preoccupa principalmente è l'avere fama e potenza; questo è un Re cattivo, e tutti sanno che la maggior parte dei Re di cui la storia ci parla era proprio di questo tipo. C'è un libro nella Bibbia chiamato il libro dei Re, e quattro su cinque Re di cui ci parla sono stati dei Re cattivi; ma noi abbiamo trovato quello buono.


I SUDDITI

Adesso proviamo a considerare anche l'altra parte del regno; i sudditi. Così come si può avere un buon Re o un cattivo Re: ugualmente si possono avere buoni sudditi o cattivi sudditi. Se c'è un motivo per cui il Regno dei Cieli non è ancora stato stabilito sulla terra, la colpa non è del sovrano, ma il problema sta nel trovare buoni sudditi. Il compito di ogni buon pastore è quello di formare dei buoni sudditi per il suo sovrano; e questo è anche lo scopo dei ministeri della chiesa, cioè ammaestrare e fare discepoli degli uomini di tutte le nazioni, per fare di loro dei buoni sudditi del Regno di Dio.

Ma, qual è un cattivo suddito? Analogamente a quanto detto per il Re, sarà uno che vive per sé stesso. Egli è quello che parlando al Re dice: "Ecco; questo è ciò che desidero che Tu faccia per me." Lui si presenterà sempre al Re con un elenco di richieste che vuole vedere esaudite; ciò di cui si preoccupa è solo la sua persona, egli agisce proprio come un Re cattivo. Ma un buon suddito, invece, dice al suo sovrano: "Cosa vuoi che io faccia per Te?" Se ascoltaste ciò che le persone chiedono in preghiera al Re del cielo, potreste subito riconoscere quali siano i sudditi che appartengono alle due categorie; poiché i cattivi sudditi si presenteranno sempre a Lui con la lista dei desideri e chiederanno al Re di esaudirli: "Signore, vogliamo che Tu guarisca i malati; vogliamo che Tu benedica la conferenza del nostro pastore; vogliamo che Tu faccia questo, questo e quest'altro." Pensate che sia facile trovare chi si rivolge a Dio dicendo: "Signore cosa vuoi che faccia per essere un Tuo buon suddito?" Farò un esempio pratico: in Inghilterra si può facilmente riempire di persone una grande sala; basterà solo dire che vi sarà una riunione con preghiere per la guarigione e far credere a tutti che qualche miracolo stia per compiersi. Potete essere certi che verranno in molti, perché molti vogliono Gesù Signore sopra le loro malattie, ma quando vengono guariti, poi, sono disposti ad averLo come Signore anche sulla loro vita? Comprendete quello che sto dicendo? Essi vogliono che Egli sia Re sopra i loro problemi, ma sono poi disposti a vivere come vorrebbe Lui? Questo fu il principale problema che Gesù dovette affrontare, e mostrerò più avanti come per tre anni cercò invano di trovare buoni sudditi e non ne trovò, perché il Regno non era ancora venuto, era venuto il Re, ma non il Regno, per questo non poteva trovare sudditi.

Farò un altro esempio: recentemente stavo parlando ad un uomo ammalato di AIDS, contaminato dalle trasfusioni perché emofiliaco e quindi; a lui non è più permesso neppure di baciare sua moglie o di avere rapporti con lei, la malattia lo ha tagliato totalmente fuori dalla sua famiglia; e così era anche con la lebbra ai tempi di Gesù. Noi sappiamo però che Gesù ha guarito la lebbra, ed ho sentito che anche persone ammalate di AIDS sono state guarite. Gesù guarì degli uomini da quella terribile malattia e dalle sue conseguenze semplicemente toccandoli, e noi ovviamente pensiamo che chi riceve un tale favore, per gratitudine, farà senz'altro tutto quello che Gesù gli chiederà in cambio; ma il Vangelo non dice ciò. Quello che il Vangelo ci riporta invece, è che Gesù disse a colui che guarì dalla lebbra: "Ti ho guarito, ma voglio che non lo sappia nessuno, perché ciò creerebbe dei problemi alla mia missione." (Marco 7:36) Nel versetto seguente è però scritto che egli andò e lo raccontò a tutti quanti. Il risultato fu che Gesù dovette abbandonare la zona, perché non voleva semplicemente guarire le persone, ma il Suo scopo era predicare. Perciò per la disubbidienza di quell' uomo Gesù dovette abbandonare la zona. Questa è la storia di un uomo che voleva che Gesù lo guarisse, ma poi non era disposto ad essere un suo suddito; perciò anche lui dimostrò di non essere ancora entrato nel Regno. Comprendete adesso qual è il problema?

Abbiamo trovato il Re perfetto per l'Italia ed il mondo intero, il reggente perfetto per tutti i paesi, ma dove sono i sudditi? Dove sono coloro che vivranno sotto il suo dominio? Ecco perché dobbiamo predicare il Vangelo del Regno, per preparare chi lo desidera ad essere un buon suddito. Tutta la nostra predicazione, il nostro lavoro, la nostra opera pastorale ha questo fine, e quando sarà il momento giusto, allora il Regno dei Cieli sarà materialmente manifestato sulla terra, e le persone non solo ne sentiranno parlare ma lo vedranno e ci vivranno.

Riassumendo; un regno è composto di due parti: il sovrano ed i suoi sudditi. Noi tutti abbiamo bisogno di un buon Re, ma anche il Re ha bisogno di buoni sudditi. La buona notizia è che noi abbiamo trovato questo Re, abbiamo trovato il Cristo, abbiamo trovato il Messia, ed un giorno tornerà su questo pianeta terra per prendere il governo dell'Italia e del resto del mondo. L'urgenza di oggi è preparare dei sudditi per quel Sovrano, sudditi che già da ora vivano sotto il suo governo, sotto il suo dominio. L'importante non è semplicemente portare delle persone alla conversione, al battesimo in acqua e nello Spirito Santo. Tutto questo è necessario, ma è solo per aiutarli a diventare buoni sudditi di questo Re. Il problema è trovare chi voglia vivere in questo Regno adesso, cioè prima che esso sia materialmente stabilito, perché ci sono due regni in questo mondo, e la maggioranza delle persone sta vivendo nel regno sbagliato, quindi deve essere trasferita da quel regno a quello del figliolo di Dio.

Tratteremo in seguito anche di Israele, di come Dio ha preparato il Suo popolo, nel Vecchio Testamento, per il Regno che viene. Poi guarderemo al Regno di Cristo, a come è stato introdotto attraverso la sua morte e la sua resurrezione, poiché Gesù morì per stabilire questo Regno sulla terra. Poi alla chiesa, perché ogni chiesa è una colonia di questo Regno.

Vedremo come nella vita della Chiesa questo funzioni praticamente, come una chiesa debba essere organizzata secondo il Regno di Dio. Poi finiremo con uno sguardo al futuro guardando al Regno finale. Sapete come la Bibbia chiama l'ultimo Regno che verrà? Avrà un nuovo nome, sarà chiamato il Regno del Padre e lì inizierà l'eternità, perché Gesù dopo aver preso il regno del mondo lo darà in mano al Padre affinché Dio sia ogni cosa in tutti.


IL REGNO DI DIO

Il Regno è il soggetto più grande di tutti e riempie le pagine di tutta la nostra Bibbia, perché va da eternità ad eternità. E' però difficile parlare del Regno di Dio se non comprendiamo esattamente che cosa significa la parola regno. La maggior parte di noi non ha mai vissuto in un regno. Io sono stato per tre anni nel regno di Arabia Saudita. Quello è un regno! Israele dei tempi nostri è esattamente il contrario, in esso c'è un parlamento con 160 seggi; 64 partiti politici che si combattono per averli e solo 16 vi possono riuscire; perciò nessun partito ottiene mai la maggioranza, e la scena politica in Israele è un caos. Essi stanno bramando un Re; ogni anno quando celebrano la festa dei tabernacoli aspettano che venga, ed è proprio nel periodo di quella festa che il Re verrà.

La Bibbia ci dice che il Regno di Dio domina sopra ogni cosa, perciò non possiamo estenderlo, non possiamo ingrandirlo più di quanto lo sia già, perché già ha autorità sopra ogni cosa e sopra tutti. Il Regno non può essere rafforzato, possiamo dimostrarlo, introdurlo, possiamo vivere in esso, ma non lo possiamo allargare, e neanche possiamo costruirlo, perché è già in esistenza: è sempre stato e sempre sarà.

E' molto importante sapere che il punto basilare di tutta la Scrittura è che Dio è Re. Se voi foste in una casa giudaica all'ora di pranzo vedreste che dopo aver fatto il ringraziamento per il pane si dà gloria al Re dell'Universo, perché questo è il titolo che spetta a Dio. Dovete leggere per un bel pezzo la vostra Bibbia prima di scoprire Dio come Padre; e dovete arrivare quasi alla fine prima di trovare la dichiarazione che Dio è amore. Ma per tutta quanta la Scrittura Dio è il Re e l'Universo intero è il Suo regno. I Salmi sono pieni di questo concetto, che ritorna nel 95, 96, 97, 103, 145, ecc. Ognuno di essi dice che Dio è Re e che il suo Regno va da eternità ad eternità. La parola Re non la troviamo al primo capitolo di Genesi, ma il concetto sì; infatti Egli comandò quando disse: "Sia la luce!" Ciò che Dio comandava, in questi passi della Scrittura, veniva eseguito alla lettera, e la storia della creazione ci dà l'immagine di un Dio su un trono in cielo, che dà degli ordini che vengono eseguiti sulla terra. Perciò il pianeta terra era parte del Regno di Dio e la Sua volontà era fatta sulla terra come era fatta nel cielo. Questo è il Re.

Quando noi preghiamo "Venga il Tuo Regno, e la Tua volontà sia fatta in terra come nel cielo", distinguiamo le due parti di questo Regno: la parte del sovrano e quella dei sudditi. Il Tuo Regno venga, si riferisce al sovrano, la Tua volontà sia fatta è pertinente ai sudditi. E' questo il Regno del cielo sulla terra, dove un buon sovrano si dedica ai suoi sudditi, ed i buoni sudditi si dedicano al proprio sovrano, facendo di tutto l'insieme un buon Regno, con Dio che governa la terra e la terra che ubbidisce al Re del cielo. Ecco perché la terra all'inizio era un posto così magnifico, perché il Re del cielo veniva ubbidito sulla terra.

Quando Dio disse: "Sia la luce" a chi stava parlando? Stava semplicemente pensando ad alta voce o stava parlando a sé stesso? Niente di tutto ciò, stava parlando a qualcuno sulla terra! Dio non iniziò a parlare se non prima che la terra fosse in esistenza e che qualcuno lì sulla terra potesse ascoltare. Non c'è alcun senso nel dare un ordine quando non c'è nessuno che ti possa ascoltare. Dio non comincia a parlare se prima non c'è qualcuno pronto ad ascoltare per obbedire alla Sua volontà. La terra era una massa omogenea di fluido ed acqua, non si poteva stare sulla terra, però c'era qualcuno proprio sopra alla superficie delle acque, chi era?

Quando Dio dette questo ordine dal cielo, stava parlando allo Spirito Santo sulla superficie delle acque; ed era lo Spirito Santo sulla terra che ubbidiva al Re del cielo. Questa è una verità molto importante; è lo Spirito Santo, che porta il Regno del cielo qui sulla terra; dovunque c'è lo Spirito Santo, lì c'è il Regno di Dio. Tutta la Bibbia mostra la stretta connessione fra Regno e Spirito e anche questa è una chiave molto importante per poter comprendere la scrittura: dovunque c'è lo Spirito Santo, c'è il Regno dei Cieli. Gesù disse: "Se io per mezzo dello Spirito Santo caccio via i demoni, allora significa che il Regno di Dio è giunto fino a voi!" (Matteo 12:28) Perciò dovunque c'è la potenza dello Spirito Santo, lì c'è il Regno del cielo. E' per la potenza dello Spirito Santo che la volontà del Dio del cielo è fatta sulla terra. Paolo disse che il Regno di Dio non è fatto di vivande e bevande ma di giustizia, pace, gioia e allegrezza nello Spirito Santo. Perciò il Regno è lo Spirito, la giustizia, la pace e l'allegria. Notate l'ordine di queste tre cose, perché questa è la loro successione: prima la giustizia, poi la pace, perché oramai la coscienza non ti condanna più e così sei finalmente libero di rallegrarti in Dio. Molte persone però le vorrebbero nella maniera opposta: prima la gioia, poi pace e giustizia, e spesso è anche ciò che viene loro offerto, cercando di farli entrare prima nella gioia, ma voi non lo fate: prima cercate la giustizia e poi potrete avere pace e gioia, ma tutto questo per lo Spirito Santo. Quando una persona sta godendo di queste realtà, in lei è manifestato il Regno.

Lo Spirito Santo che si muove cambia le cose, e questo è ciò che è sempre avvenuto attraverso i secoli; quando lo Spirito Santo agisce e si muove in mezzo alle persone esse cantano nuovi canti. Avete notato che nella Scrittura Dio non chiede mai di cantare uno dei suoi vecchi canti preferiti? Egli dice sempre di cantarGli un cantico nuovo; infatti quando lo Spirito Santo è in azione c'è sempre un' esplosione di nuovi canti, perché la musica è una delle prime cose che Egli rinnova negli uomini quando è all'opera. Ma non solo la musica cambia, cambiano anche le parole. Quando lo Spirito Santo è all'opera, le parole nuove della nuova musica indicano che è in corso una restaurazione del Regno; le persone cantano sempre più che Gesù è il Re. Con parole nuove ricordano che è ancora il Salvatore ed il Signore con la sua maestà e la sua gloria.

Abbiamo visto fin dalla prima pagina della Bibbia la connessione tra Regno e Spirito; senza lo Spirito Santo non si può manifestare il Regno, e Dio dà del suo Spirito in modo che si manifesti. Il giorno della Pentecoste non è stato semplicemente il giorno in cui lo Spirito Santo è sceso ma è stato anche il giorno in cui il Re e il Regno sono venuti. Prima della sua morte Gesù disse, rivolgendosi agli apostoli: "Alcuni di voi non gusteranno affatto la morte prima di aver visto il Regno di Dio venire con potenza." (Marco 9:1) Tutto questo si è adempiuto il giorno della Pentecoste, quando il Regno è sceso con potenza, perciò la Pentecoste significa anche potenza, perché porta il Regno sulla terra. Per questo riveste una grande importanza l'essere battezzati nello Spirito Santo, senza quel battesimo non si può vivere nel Regno adesso. Quando Dio creò la nostra terra essa era parte del regno del cielo, lo Spirito Santo portò luce dalle tenebre, ordine dal caos e vita dalla morte, ed è la stessa cosa che sta ancora facendo: porta le persone dal regno delle tenebre al regno della luce, mette ordine in chi vive nel caos e porta vita lì dove c'è morte.


IL RE DOMINA ANCORA

Questo è il Regno di Dio ed all'inizio questo regno del cielo era perfettamente manifestato sul pianeta terra. Voglio puntualizzare una cosa molto importante: il Regno di Dio non si è ristretto, Egli non ha dato ad altri alcuna parte del Suo dominio; ha ancora il pieno controllo di tutto quanto ha fatto, uomini compresi. Questa è una verità molto importante della Scrittura; in parole diverse: Dio ha ancora il pieno controllo di tutte le forze della natura poiché le leggi che governano la natura sono emanate da Lui, ed a Lui ancora completamente sottoposte. Non è così per gli uomini, i quali non hanno nessuna autorità su tali leggi, infatti è impensabile per un uomo violare la legge di gravità, perché se lo facesse sarebbe la stessa legge ad avere autorità su di lui potendo provocarne anche la morte. Nessuno ha mai avuto autorità su una di queste leggi, queste leggi, invece, hanno avuto autorità su molte persone, ma Dio è al di sopra delle Sue leggi, cioè può agire in modo contrario ad esse ogni qualvolta lo desidera. Purtroppo molte persone oggi non credono più a questo. Credete che Dio possa cambiare il tempo in risposta ad una nostra preghiera? La maggior parte delle persone del mondo dirà di no, per loro la natura è come un orologio costruito da Dio, il quale una volta che gli ha dato la carica non può più intervenire su di esso; perciò l'orologio continuerà a girare a seconda delle proprie leggi, non lo si può più fermare o farlo girare in senso contrario, ed è per questo motivo che le persone dicono che i miracoli sono impossibili. Secondo loro Dio ha dato a questo mondo una natura ben precisa, ma adesso l'ha lasciato a sé stesso ed egli cammina seguendo il suo proprio ordine e le sue proprie leggi.

Per tre volte Dio ha cambiato le condizioni atmosferiche in risposta ad una mia preghiera, e gliel'ho chiesto solo tre volte nel corso della mia vita, ma ogni volta che gliel'ho chiesto, Lui lo ha fatto. Non chiedo che splenda sempre il sole ogni qualvolta vado in vacanza o quando porto i ragazzi della chiesa a fare un picnic, prego per il cambiamento del tempo quando credo che ci sia un motivo valido per il suo Regno, ma non prego per il cambiamento del tempo se riguarda semplicemente me, la mia famiglia o la chiesa. L'ultima volta che l'ho fatto è stato tre settimane fa, perciò vi racconto qualcosa di recente. Vengo da una parte dell'Inghilterra che si trova al Nord, è una zona spiritualmente morta, non c'è niente che si muove là, 1300 anni fa erano tutti credenti, un uomo predicò il Vangelo e ci fu un gran risveglio, poi, piano piano, sono tornati tutti al paganesimo. In seguito venne un altro uomo, Giovanni Wesley e li riportò nuovamente ad essere cristiani, ma negli ultimi 200 anni tutto è ritornato come prima e questo per me è un gran dolore perché è il mio paese natale.

Ma circa 4 mesi fa ricevetti una telefonata; 12 persone, dei contadini con le loro mogli, hanno cominciato a pregare per questa zona dell'Inghilterra e mi hanno detto: "Il Signore ci ha dato una visione: abbiamo visto un campo sopra una delle più alte montagne, era pieno di gente che ascoltava un uomo che stava predicando il Vangelo e quell'uomo eri tu. Noi abbiamo trovato il campo della visione proprio lì sulla cima della montagna, da lì non si vedono case a perdita d'occhio, ma noi crediamo che ci saranno lo stesso un migliaio di persone che ti ascolteranno. Abbiamo prenotato il giorno, e sappiamo che è un giorno in cui tu sei libero perché Dio ce lo ha detto." Quel giorno era davvero libero sulla mia agenda ed è una cosa che non capita spesso. Così andai. Mi avevano comprato un impermeabili, lì piove spesso e molto, ma io non li volevo, perché se era Dio che aveva preparato la riunione, non sarebbe certo piovuto. Arrivai lì il giorno precedente la riunione, stava piovendo, ma il giorno seguente sembrava che il tempo fosse migliorato, anche se le previsioni erano pessime. Quando iniziammo la riunione c'erano migliaia di persone che da dove fossero venute nessuno lo sa, certo da molto lontano. Dissi loro: siete stati molto saggi, perché siete venuti nell'unico posto del paese in cui non pioverà!

Mezz'ora più tardi però la mia fede cominciò a vacillare, vidi che il cielo si faceva minaccioso e proprio quando mi alzai per dire le prime parole alcune gocce di pioggia iniziarono a cadere facendo aprire i primi ombrelli. Io ero arrabbiato con il Signore e dicevo: "Tu non puoi fare questo, hai organizzato questa riunione e può essere l'inizio di qualcosa di molto importante per il paese." Perciò guardando il cielo pregai: "Signore dividi il cielo in questo luogo." Le nuvole si aprirono, e proprio nel momento in cui cominciai a parlare il sole prese a splendere. Ho parlato per tre ore esposto al sole, la pioggia cadeva abbondantemente da ambo le parti del campo e potevamo vederla cadere a destra ed a sinistra. Ci vollero due ore prima che la tempesta smettesse, ma il nostro campo fu esposto al sole. La cosa interessante è che tutti i giornali di agricoltura parlarono di questo miracolo, ma nessuna delle riviste cristiane lo riportò. Spesso c'è più fede fuori dalla chiesa che dentro.

E' una situazione stupenda quella in cui possiamo vedere Dio al controllo del tempo, quindi, se è necessario per il Regno, io credo che Dio agirà. E' ancora Dio che controlla la natura, non solo la parte inanimata ma anche gli animali. La Bibbia ci parla molte volte di Dio che controlla anche gli animali. Vi ricordate la storia dei due buoi che trascinavano l'Arca? Dio disse loro dove andare; ancora Dio può controllare anche rane e mosche. Io non so perché molte persone hanno dei problemi con la storia della balena nel libro di Giona, è vero che la balena era molto grande, ma il miracolo fu molto piccolo. Io ho un amico che addestra le balene in California, lui fa fare alle sue balene tutto quello che vuole, per lui non c'è nessun problema a dire ad una balena ciò che deve fare. Nel libro di Giona abbiamo otto miracoli sopra la natura e quello della balena è il più semplice di tutti, mentre il più difficile è quando Dio ordina ad un verme quello che deve fare. Ora gli uomini possono addestrare una balena e dirle cosa deve fare, ma non conosco nessun uomo che abbia addestrato un verme ad ubbidirgli, perciò, perché la nostra incredulità non si riflette piuttosto sull'episodio del verme? E' quello è il problema più grosso nel libro di Giona. Sapete perché le persone non hanno questo problema? Perché hanno sempre ascoltato la storia della balena, ma non conoscono la storia del verme. Eppure è qui che Dio mostra in pieno il controllo del mondo animale.

Egli può parlare ad un uomo attraverso un'asina; credete che questo sia accaduto? Spesso incontro donne che hanno il marito inconvertito e vengono da me a portare i loro problemi; io dico loro di andare a cercare consiglio dal proprio marito, ma rispondono che non è credente e non comprende le cose spirituali. Spiego allora che Dio può dare risposta anche attraverso i non credenti, queste non mi credono, allora aggiungo che Dio ha parlato ad un uomo attraverso un' asina e dunque sarà in grado di parlare loro anche attraverso il proprio marito. Così ho scoperto che cosa pensavano dei loro mariti! Abbiamo un Dio all'altezza della situazione in tutto ciò che ha creato, perciò i miracoli possono accadere nel mondo naturale, e quindi è possibile anche calmare la tempesta nel nome di Gesù. Ho conosciuto missionari che hanno comandato a leoni e perfino a coccodrilli, che come noto non possono essere addomesticati. Gesù disse che i suoi seguaci, anche se fossero stati morsi da serpenti, non ne avrebbero avuto alcun male. Credete voi questo? Questo è l'insegnamento della Bibbia, è accaduto a Paolo nell'isola di Malta. E' questo tipo di fede che il mondo di oggi non ha, gli uomini di oggi pensano che la natura sia un sistema chiuso che si controlla da solo e sul quale non si possa interferire, ma la Bibbia ci insegna in maniera completamente diversa.


IL RE DELLA STORIA

Dio non solo creò l'Universo, ma ancora oggi governa sopra ad esso, Egli è ancora nel suo Regno ed è in questo che dobbiamo avere una fede vitale. La Bibbia non ci presenta solamente un Dio che controlla la natura, ma anche un Dio che controlla la storia. Il suo Regno ha autorità anche sugli affari degli uomini, non solamente di quelli che lo conoscono ma anche di quelli che non lo conoscono. Anche gli increduli sono governati da Dio, forse loro stessi non se ne rendono minimamente conto, ma sono sotto il suo Regno. Ed è Dio che ha deciso i confini di ogni nazione, quanto spazio vitale esse possono avere e quanto è loro concesso nel tempo e nello spazio. Ad esempio, l'unificazione delle due Germanie è stata una cosa così inaspettata e così veloce che i tedeschi stessi riconoscono che è stato Dio a fare ciò, ed è Dio che sta provocando i cambiamenti in atto nell'Europa dell'Est. Anche per tutto questo la risposta ci viene da Paolo, il quale ci dice che è Dio a stabilire i confini per ogni nazione. Avete mai sentito predicare questo? Questo è il Dio della storia, questo è il Regno di Dio.

La mia storia preferita nel Vecchio Testamento è quella di Nabucodonosor, riportata al cap. 4 del libro del profeta Daniele. Egli regnava sopra Babilonia, una terra piatta dove scorrono i due fiumi Tigri ed Eufrate, qui non ci sono pietre ma solo argilla, perciò ogni cosa era costruita con mattoni. Nabucodonosor si innamorò di una bellissima principessa che abitava a Teheran, in Iran. Quella città era circondata da montagne e foreste piene di animali selvatici. Quando la principessa andò a Babilonia, ne restò delusa tanto che si ammalò di nostalgia, non le piaceva questa terra tutta piatta dove non c'era nessun albero, nessuna montagna e nessun animale selvatico, durante le sue notti essa non faceva che piangere. Allora Nabucodonosor decise di fare qualcosa a questo riguardo, disse: "Io ti costruirò una montagna!"

Cosi costruì una montagna di mattoni e poi vi fece piantare una foresta, piantò alberi sopra tutta la montagna artificiale, che nel mondo antico divenne una delle attrazioni più grandi, difatti una delle sette meraviglie del mondo sono i giardini pensili di Babilonia, poi fece arrivare degli animali e li mise nella foresta, come uno zoo personale. Quindi disse alla principessa che adesso, avendo una montagna, una foresta e degli animali, avrebbe potuto essere felice, inoltre le aveva costruito anche un bellissimo palazzo. Una notte egli stava camminando sulla sua montagna artificiale ed incominciò a pensare quanto fosse grande quella Babilonia che lui aveva costruito, per il suo regno, per la sua forza e per la sua gloria. Egli pensava: "Mio è il Regno, la potenza e la gloria!" C'era solo una parola sbagliata nei suoi pensieri, invece di dire "mio" avrebbe dovuto dire "tuo". E una notte ebbe un sogno, vide un albero gigantesco la cui cima raggiungeva i cieli e sentiva la voce di un angelo che diceva: "Tagliate quell'albero, ma lasciate le radici, ed il ceppo legatelo con catene di ferro e di bronzo." (Dan. 4:23) Nessuno riuscì a comprendere il significato di quel sogno, eccetto Daniele, che lo spiegò dicendo: "Tu sei quell'albero, ma sarai tagliato, e ti sarà data la mente di un animale per sette anni, finché tu riconoscerai che l'Altissimo è colui che regna e domina sopra gli uomini, ed Egli dà questo Regno a chi vuole." (Dan. 4:25) Tutto questo accadde a Nabudcodonosor che diventò pazzo. La Bibbia ci dice che i suoi capelli crebbero così come le sue unghie, che dovettero legarlo nel suo zoo privato in mezzo agli animali selvatici, e che per sette anni si nutrì dell'erba dei campi. Questa è una storia vera.

Alla fine dei sette anni egli alzò gli occhi al cielo e disse: "Dio il Tuo Regno domina, e adesso io Ti onoro come Re, il Tuo Regno è un Regno ad eterno e qualunque cosa tu faccia è la cosa giusta". (Dan 4:34) Nabucodonosor non era un Giudeo, ma riconobbe che Dio regna ed Egli decide ogni cosa, così riebbe indietro il suo regno e dopo di ciò egli diede testimonianza intorno al Regno di Dio. Credete voi tutto questo? Credete voi che è Dio che decide ad ogni elezione che viene fatta in Italia come in qualunque altra nazione? Lo avete mai sentito predicare? E' Dio che decide quale tipo di governo dovete avere. Dobbiamo insegnare al nostro popolo, alla nostra gente, la lezione di Nabucodonosor.

Nel 1979 siamo andati in Israele per due settimane con un gruppo di persone della nostra comunità, poi intendevo restare per una settimana per conto mio, finché fosse arrivato un altro gruppo per altre due settimane. In quella occasione ho scoperto che era più facile insegnare sul Regno di Dio in due settimane in Israele che in due mesi nella nostra comunità. Mia moglie, che era venuta con me, riportò il primo gruppo indietro e mentre la stavo salutando all'aereoporto mi ha detto: "David, non sarai in grado di partecipare alle elezioni che ci saranno, ti sei ricordato della pratica per votare per posta?" Dissi: "No, mi sono dimenticato." "Allora non potrai votare." "Si è vero, però posso pregare." E quella sera da solo nell'hotel ho pregato: "Signore per chi voterai tu in queste elezioni?" Lui mi ha detto: "M. Thatcher." Domandai: "C'è qualcosa che lei non sa di cui tu vuoi che venga a conoscenza?" Mi rispose due cose: la prima era quella di mettersi in contatto con Begin, primo ministro di Israele, l'altra è che doveva ritornare alla fede dei suoi padri che erano metodisti. Così mi sedetti e scrissi la lettera: Signora Thatcher voglio essere la prima persona in tutta l'Inghilterra che si congratula con voi perché siete diventata primo ministro, poiché Dio vi sta per dare questa responsabilità. Poi ho pensato tra me: "Non posso mandare questa lettera, lei non sa neanche chi io sia; e poi, come faccio ad essere certo che Dio ha parlato!" Perciò decisi di fare una passeggiata per le strade di Tel Aviv e pregare su questo argomento, ma mentre passeggiavo in una strada principale vidi esposto nella vetrina di una libreria un testo di Isaia: "Per amore di Gerusalemme io non me ne starò quieto. Per amore di Sion non tacerò" ( Isa. 62:1) allora ho detto: "D'accordo Signore, manderò la lettera."

Lei fu eletta e quando i giornalisti la intervistarono e le chiesero che cosa avrebbe fatto ora come primo ministro, lei lesse la mia lettera. Io non sapevo niente di tutto questo, mi trovavo ancora in Israele con il secondo gruppo della chiesa. Ma non finisce qui, quando arrivò il momento di partire, notai che a tutto il nostro gruppo erano stati consegnati biglietti di una compagnia aerea britannica, mentre il mio era di una linea aerea Israeliana. Ero separato dal gruppo, i membri della nostra comunità avevano comunque fede che fosse Dio ad organizzare tutto questo. Così salii su questo aereo e vi trovai un uomo: Begin, il primo ministro di Israele che stava andando a Londra per incontrare il nuovo primo ministro e quindi lo misi al corrente di ciò che Dio mi aveva rivelato. Questa fu veramente la prima volta che mi resi conto che Dio aveva il controllo della storia. Da allora non ho più dubitato che è Dio che sceglie i primi ministri. Ma Egli può scegliere ogni primo ministro in uno di questi due modi: in giustizia, per darci il primo ministro che noi ci meritiamo, o in misericordia dandoci il primo ministro di cui abbiamo bisogno. Però non vi rivelerò quale penso che sia il primo ministro M. Thatcher. Però so che Dio regna sovrano sopra il governo del mondo. Sapete, noi molte volte predichiamo un Dio piccolo, un Dio che può aiutare anche la singola persona e questo è giusto, ma è anche vero che quando predichiamo il Regno di Dio predichiamo un Dio che regna sopra tutto l'Universo, che regna sopra le forze della natura, perciò i miracoli sono possibili, ed è anche un Dio che regna sopra la storia e che sceglie il governo per te. Questo è un grande Dio ed è questo grande Dio che ti ama e vuole farti parte del suo Regno, portarti sotto il suo governo. Perciò è un Vangelo più grande di quello che solitamente viene predicato, infatti comincia con il Dio il cui Regno è eterno e che ha il pieno controllo su tutte le cose che accadono, che non è mai sorpreso da niente, né mai si chiede che cosa deve fare e che ha anche un'altra area sotto controllo, alla quale dobbiamo pur pensare. Poiché noi non siamo le creature più importanti che lui abbia fatte; gli evoluzionisti dicono che l'uomo è l'apice dell'Universo, ma non è così, noi siamo al secondo posto, perché Dio ha creato altri esseri che riempiono l'Universo, più intelligenti di noi, che hanno più forza di quanta ne abbiamo noi, e si chiamano angeli. Ogni qualvolta mi trovo a dibattere con uno che crede nell'evoluzione, chiedo subito se crede negli angeli e da dove pensa essi siano venuti fuori, se vengano forse dalle scimmie, ma di solito, chiaramente, essi non credono negli angeli.

Gagarin fu il primo uomo che volò nello spazio, e quando ritornò gli chiesero se avesse visto degli angeli nella stratosfera ed egli rispose di no, e tutti i Russi risero pensando che fosse una barzelletta, ma gli angeli videro Gagarin. Ad un astronauta americano chiesero se avesse incontrato Dio nello spazio e questi rispose: "No, non l'ho incontrato ma se mi fossi tolto la tuta spaziale lo avrei incontrato!" Era abbastanza vicino alla verità. Ci sono angeli tutto intorno a noi, ogni qualvolta noi adoriamo gli angeli si uniscono e ci stanno guardando. Credete voi questo? Loro adorano insieme a noi. Ecco perché Paolo ha detto che la lunghezza dei nostri capelli è importante a motivo degli angeli. Quando si viene in chiesa per adorare Dio gli angeli guardano i nostri capelli, è parte della parola di Dio, e Dio ha il controllo totale anche sopra gli angeli, perciò non solamente sopra la natura, non solo nel mondo degli uomini, ma il suo Regno comprende anche gli angeli, non solo gli angeli buoni ma anche quelli malvagi. Noi non sappiamo quanti siano gli angeli, sappiamo che ce ne sono migliaia, ma il loro numero è fissato perché essi non si sposano né si riproducono e neanche muoiono. Sappiamo che un terzo di loro si sono ribellati al Re e sono decaduti, ma Dio mantiene ancora il controllo pieno sopra di loro ed è molto importante per noi insegnarlo perché Satana deve chiedere il permesso a Dio prima di toccare ogni singolo essere umano; leggete il primo capitolo del libro di Giobbe.

Satana può spostarsi molto velocemente su tutta la terra, ma non può essere presente contemporaneamente in più di un posto per volta, perché lui non è Dio; io non so dove si trovi questa mattina, dubito che noi siamo così importanti da farlo essere qui, perché lui ha un regno per conto proprio, ed ha agenti dovunque, ma non può essere presente in più di un posto per volta. Quando Dio chiese a Satana cosa pensasse del suo servitore Giobbe, egli rispose secondo il suo cinismo praticamente così: "Sai perché ti ama? Perché ha udito il Vangelo della salute e del benessere, gli è stato detto che se avesse creduto in Dio sarebbe stato ricco e pieno di salute." (Giobbe 1:9-12) Avete mai sentito questo vangelo? Il diavolo è stato il primo che ne ha parlato. Poi disse: "Portagli via la sua ricchezza e vedrai se ti ama!" Satana sapeva bene che la prova del nostro amore per Dio non è data nella ricchezza, ma nel bisogno. Così Dio permise che fosse tolta la ricchezza a Giobbe. Ma vedendo che il risultato non veniva ottenuto Satana aggiunse che gli restava ancora una bella famiglia, ed allora fu dato il permesso di togliergli anche la famiglia. Ma ugualmente Giobbe continuava nella sua fedeltà. "Però ha ancora la salute!" continuò Satana. Ed in ultimo fu permesso di togliergli anche quella. "Vedrai che ora ti maledirà!" pensava Satana, ma Giobbe non lo fece perché era un uomo di Dio. La cosa importante in tutta questa storia sta nel fatto che Satana non poteva toccare Giobbe se Dio non gli dava il permesso di farlo.

Questo dimostra che Satana è sotto il controllo di Dio. Noi siamo in lotta con Satana, ma Dio non ha nessuna lotta con lui. A questo riguardo nel Nuovo Testamento c'è una promessa preziosa per noi: un credente non potrà mai essere tentato al di là delle proprie forze. Dio non permetterà mai a Satana di tentarti più di quanto tu possa resistere, ecco perché abbiamo bisogno di pregare ogni giorno: "Non indurci in tentazione, ma liberarci dal maligno." (Mat. 6:13) Se Satana è sotto il controllo di Dio bisogna chiedere a Dio di controllarlo in favore nostro e Dio lo farà perché anche Satana è sotto il Regno di Dio.


PERCHE' IL MALE ?

Dunque, se per Regno di Dio si intende il suo dominio sopra tutto il creato e cioè: sopra la natura, la storia e gli angeli; a questo punto sorge la domanda di come mai il mondo sia in un tale caos, del perché ci sia tanta sofferenza. Se Dio ha il pieno controllo di tutto come possiamo spiegare coerentemente lo stato in cui si trova questo mondo? Questa è la domanda più importante che viene fatta dagli increduli, quando si predica il Regno di Dio. Perché ci sono carestie, terremoti, perché c'è l'AIDS, perché c'è il cancro? Perché Dio permette la guerra, perché non dà lo stop a tutta la malvagità: l'esistenza di queste cose infatti rappresenta un controsenso per un Dio buono ed onnipotente; ma normalmente quest'ostacolo viene aggirato rinnegando almeno una di queste sue caratteristiche. E questa è la maniera sbagliata di risolvere il problema. Ci sono infatti persone che dicono che Dio è potente ma che non è buono e che si sta prendendo gioco di noi, non ci ama veramente, non si prende cura di noi, non gli importa se molti muoiono, in sostanza è un re potente, ma non un buon re. Questa è una delle risposte che sempre più vengono date al di fuori della chiesa; è la risposta che ci giunge da films e racconti: Dio non è buono.

Anche noi, ogni volta che ci lamentiamo di qualche cosa, in sostanza stiamo dicendo che Dio non è buono. Anche quando mi lamento del tempo sto in sostanza dicendo che Dio non controlla bene l'Universo. Molti increduli sono sicuri che loro dominerebbero la situazione meglio di quanto faccia Dio. Se io fossi Dio non farei questo, non permetterei che questo accadesse, non farei morire di fame i bambini. Quando qualcuno parla così sta semplicemente dicendo che farebbe meglio di Dio, perché è un Re non buono, potente ma cattivo. Questa è uno dei tipi di risposta sbagliata. Un'altra risposta possibile è che Dio è buono ma debole, e questa viene data di solito dentro la chiesa, noi la ascoltiamo regolarmente in Inghilterra da alcuni conduttori spirituali. In Inghilterra ci sono alcuni programmi televisivi con dibattiti fra prelati, dove sembra che nessuno di loro creda alla Bibbia. Quando li seguo di solito mi arrabbio, e siccome quando mi arrabbio mi devo sfogare su qualcuno, se ho a portata di mano mia moglie mi sfogo su lei, perciò mi ha intimato di non guardarli più. Una volta però ce ne fu uno che fece arrabbiare anche lei, e siccome in 35 anni che la conosco l'ho vista veramente arrabbiata solo quattro volte, quando questo accade prendo nota.

C'era un vescovo della chiesa anglicana che veniva intervistato da una donna non credente; questo vescovo era il presidente di un comitato che sta revisionando il credo della chiesa di stato. A questo proposito la donna gli fece una domanda: "State cambiando il vostro credo nei confronti di Dio?" Rispose: "Si!" - "Che tipo di cambiamento state apportando?" "Fino ad ora abbiamo sempre pensato ad un Dio onnipotente, ma adesso noi crediamo che invece è debole, debole come l'acqua." Lo ha ripetuto per ben due volte: "Debole come l'acqua!" La donna replicò: "Ma che cosa intende?." Rispose: "Dio è bravo, amabile, gentile, ma non può far niente per risolvere i problemi del mondo al punto in cui si trova, perché dipende da noi, solamente attraverso di noi il mondo potrà essere sistemato." Di nuovo lo interrogò dicendo: "Pensate che questo cambiamento attirerà le persone in chiesa?" "Certamente!", rispose il vescovo, "perché quando le persone si renderanno conto di quanto Dio ha bisogno di loro correranno in massa." Ancora lei chiese: "Come si raffigura Dio?" Il prelato pensava ad una grande famiglia, con una nonna che ama tutti quanti, il suo amore mantiene unita la famiglia, ma sono gli altri membri che vanno fuori, lavorano e risolvono i problemi, perciò raffigurava Dio come quella nonna, perché secondo lui il suo amore ci mantiene uniti; ma siamo noi che dobbiamo aggiustare il caos di questo mondo, non lui. E questa donna non credente disse: "Ho sempre pensato che Dio fosse un Padre e non una nonna." Fu questo il caso in cui mia moglie si arrabbiò moltissimo dicendo che quel vescovo stava bestemmiando. E quella era una sacra ira! Questo tipo di risposta è data da molte persone nelle chiese: Dio è un buon Re ma è debole, mentre fuori dalla chiesa si dice che è un Re potente ma cattivo. Tutte e due le risposte sono chiaramente sbagliate; Egli è un buon Re ed un Re potente! Ma allora qual è la risposta al problema del dolore e della sofferenza, come mai il mondo è finito nel caos in cui si trova adesso?

Questa è la risposta che dà la Bibbia: A due parti della sua creazione Dio ha dato libertà: agli angeli ed agli esseri umani; ad entrambi ha dato la libertà di scegliere se restare o meno sotto il suo Regno, cioè di decidere di vivere, o meno, sotto il suo governo. Ha dato questa libertà agli angeli e la stessa libertà l'ha data a noi esseri umani, perché voleva dei sudditi che fossero volontari, non voleva dei forzati. Egli non è un Re totalitario, ma un Re che ama e vuole essere amato dai suoi sudditi, e nessuno può forzare l'amore. Fu in seguito a questa decisione che si verificò il problema: un terzo degli angeli e tre terzi della razza umana decisero di non volerlo come Re fin dall'inizio. Questo è ciò che rappresenta l'albero della conoscenza del bene e del male, poiché fu attraverso quello che Dio proclamava di essere il Re.

Egli diceva: "Avete tutta la terra per rallegrarvi; ma sono Io l'unico che può dare delle regole di vita", e l'unica regola che diede ad Adamo fu di non mangiare il frutto di quell'albero. E' possibile che fosse un albero reale; non ho nessun problema a credere ad un albero che fosse anche un sacramento; ad esempio il vino e il pane che usiamo per la comunione sono solamente pane e vino, ma Dio può usarli come giudizio sopra di noi. Così come può usare l'acqua del battesimo per purificarmi, anche se è solamente acqua. Dio può usare delle cose materiali per un significato spirituale. Ho un pezzo di plastica e di metallo a casa che può farmi felice o mi può rendere triste e timoroso, lo tengo sulla mia scrivania ed è solamente un pezzo di plastica e metallo, dipende solo da l'uso che ne faccio: è il mio telefono. Mi può rendere felice oppure triste, però attraverso di esso io posso contattare delle persone. Così è anche per il pane ed il vino, anche attraverso questi elementi puoi avere comunione con Gesù o un giudizio su di te. Anche quello poteva essere solamente un albero, ma attraverso di esso è stato possibile scegliere se ubbidire a Dio oppure no, è la stessa cosa. Gesù sputò nel fango, lo mise sopra gli occhi del cieco dicendogli: "Adesso tu vedrai", e lui vide, Dio può usare cose materiali per portare dei risultati spirituali. (Giov. 9:11)

Egli mise l'albero in mezzo al giardino e disse: "Non mangiate il frutto di quell'albero!" Che cosa stava in realtà dicendo? Stava dicendo: "Io sono il Re e sono Io che deciderò per te ciò che è buono e ciò che è cattivo, tu non puoi deciderlo, non ne sei all'altezza, questo è il mio compito di Re." In questo passo la Bibbia afferma che la "conoscenza del bene e del male" non è qualcosa di intellettuale, bensì lo sperimentare il buono ed il cattivo. Mangiare di quel frutto è come dire a Dio che sono io a decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo a seconda della mia propria esperienza; e non lascerò a te questa autorità. (Gen. 2:17)

Questo è esattamente ciò che ogni essere umano dice. Ricordo ancora la mia prima sigaretta, anche se ho smesso di fumare quando avevo nove anni, non ne ho più voluta nemmeno una da allora. Eravamo quattro ragazzi con un pacchetto di sigarette, ci eravamo nascosti dietro un cespuglio e le abbiamo fumate tutte quante, poi, ovviamente, ci siamo sentiti male e da allora non ne ho più fumate. Perché lo abbiamo fatto? Non ho mai incontrato nessuno che mi abbia detto che ha goduto di quella prima sigaretta. Perché allora lo abbiamo fatto? Perché qualcuno aveva detto di non farlo! E noi non volevamo che qualcun'altro decidesse per noi, perché volevamo acquistare quella conoscenza da soli per poter decidere noi stessi. E' esattamente ciò che accadde in Eden. Adamo ed Eva stavano dicendo: "Tu non sei il nostro Re, noi saremo Re a noi stessi, ci governeremo da soli e perciò decideremo da soli quello che possiamo e quello che non possiamo fare", ed è questa la ribellione di tutta la razza umana. Lo facciamo da ragazzi, i nostri genitori ci avvertono, ci dicono che non è buono, ma noi lo facciamo al più presto possibile.

Una madre dice al suo bambino: "Siediti!" Ma lui non si siede, allora lei gli strilla: "Siediti!" Ma ancora non si siede, e così alza la sua mano lo spinge sulla sedia e il bambino dice: "La mia parte fisica, quella esteriore si è seduta, ma quello che è dentro di me sta ancora dritto in piedi!" E questa è vera ribellione. Similmente la razza umana dice: "Noi non vogliamo Dio come nostro Re, vogliamo scegliere noi il nostro Re", e la storia è piena di regni dell'uomo; invece di un solo regno del cielo sulla terra abbiamo molti regni degli uomini e molte guerre tra questi regni umani, e ogni uomo o donna è il suo proprio regno. Tutta l'umanità sembra dire: "Decideremo noi stessi ciò che è buono e ciò che non lo è, perciò non vogliamo gli ordinamenti di Dio; ci siamo esclusi fuori dal suo regno." E' questo è lo stato in cui si trova la maggioranza delle persone nel mondo. Vogliono fare i loro propri regolamenti, avere il proprio regno, ma non possono. Dio ha deciso di fare qualche cosa per la razza umana. Egli ha detto a sé stesso: "Se non vogliono avere un buon Re, non permetterò loro di avere un proprio regno, darò loro un cattivo Re." Questa è una decisione venuta fuori dalla Sua Giustizia e dalla Sua Misericordia; giustizia perché è ciò che ci meritavamo, misericordia perché ci mostra l'alternativa del regno celeste. Per questo Dio diede il permesso a Satana di avere il suo proprio regno, ed è diventato noto come il principe della potestà dell'aria. Chiunque respira questa aria nasce in questo regno; anche gli astronauti quando vanno nello spazio sono sempre figli di questo regno quando respirano, perché continuano a respirare aria e sono pertanto sotto il dominio di Satana.


IL REGNO DI SATANA

Al Re di questo mondo non importa niente dei suoi sudditi, non si preoccupa di loro ma li distrugge, puoi avere una prova di questo ovunque ti giri. Il mio interprete lavora insieme a dei ragazzi tossicodipendenti; lui vede tutti i giorni persone che sono distrutte da Satana, essi non riescono neppure a vivere la loro vita se non vengono riscattati da quel Re. Satana è un Re malvagio. Adesso voglio descrivervi il suo regno: la prima cosa che noi sappiamo è che il regno di Satana è un regno di malattie ed infermità. Dio ha fatto questo nostro corpo in modo meraviglioso, è una macchina perfetta. Vorrei che la mia automobile fosse fatta in tale modo, perché purtroppo se qualcuno urta la mia macchina questa non si ripara da sola e nemmeno quando le gomme si consumano ricrescono di nuovo. Eppure conosco uomini che custodiscono la loro macchina meglio di quanto facciano col loro corpo, ma Satana vuole che i vostri corpi siano malati e la malattia viene dal diavolo perché Dio non causa la malattia, anche se può dare a Satana il permesso di farlo. Lo ha fatto con Paolo, in seconda Corinzi cap. 12, ma il Regno dei Cieli è contro la malattia, ed una delle prove che il Regno dei Cieli è qui è quando la malattia viene guarita.

Dio non ha mai detto di aver creato la malattia, questa appartiene al regno di Satana. Questo regno è un regno di tenebre, a Satana non piace la luce e la maggior parte della sua attività si svolge durante la notte (invece Dio opera durante il giorno). Le tre del mattino è l'ora di massima attività di Satana. Ci sono più suicidi alle tre del mattino che in qualsiasi altro momento. Ho detto questo recentemente in Germania e dopo la riunione una donna è venuta verso di me e mi ha detto che la Gestapo di Hitler arrestava le persone sempre alla tre del mattino. A Satana piacciono i night club, a lui piace operare quando le persone non vedono, perché lavora in una maniera nascosta. Gesù, raccontando una parabola, disse che qualcuno era venuto di notte a seminare delle zizzanie. Se c'è qualcosa nella tua vita che deve essere nascosta alle altre persone, in quella cosa c'è terreno fertile per Satana.

Se un marito nasconde qualcosa alla propria moglie, in quello c'è un territorio per Satana. Questa è una delle ragioni per cui la Massoneria appartiene al regno di Satana. Ho parlato molto sulla Massoneria e molte persone sono state liberate. Alcuni mi chiedono che cosa ci sia di male in tutto ciò, ed a loro rispondo che ci sono molte cose: innanzitutto questa attività deve essere tenuta nascosta alle altre persone, e quando ci siamo ben addentrati in essa ci accorgiamo che stiamo adorando Lucifero, cosa molto pericolosa e sottile: troppe persone vengono catturate da ciò. Un ragazzo di 14 anni che vive vicino a noi aveva un problema particolare, bagnava il letto due, tre volte per notte. I genitori avevano provato ad andare dai medici, ma niente era in grado di curarlo; era una cosa molto imbarazzante per il ragazzo quando si allontanava da casa. Poi il padre ha rifiutato la Massoneria e il ragazzo da allora in poi non ha più bagnato il letto. Il padre non si era reso conto di ciò che aveva introdotto in famiglia. Potrei raccontare molte altre storie come questa. La Massoneria appartiene al regno delle tenebre, perché appartiene alle cose segrete e nascoste, mentre il Regno di Dio è un regno di luce e ogni cosa deve essere portata alla luce. Il regno di Satana è un regno di sporcizia, le persone che vengono prese da Satana diventano sporche anche esteriormente (anche se più spesso diventano sporchi dentro), ma il Regno di Dio è un regno di persone pulite. I demoni vengono chiamati spiriti immondi, ecco perché il battesimo ci inizia alla vita nel Regno di Dio, perché è un bagno per persone sporche, affinché possano ricominciare pulite. Il suo è un regno di inganni, Gesù ha detto che quando Satana mente dice del suo proprio in Giovanni cap. 8 perché lui è un bugiardo fin dall'inizio. Ogni bugia può essere ricondotta a Satana e il mondo è pieno di bugie e questa è una evidenza chiara del suo regno.

Il diavolo, per quanto mi riguarda, non mi appare mai con le corna o vestito di nero, con la coda e il forcone. Se aprendo la porta lo trovassi così, richiuderei semplicemente, ma è troppo intelligente per apparire così. Egli viene travestito, infatti venne travestito davanti ad Eva, non come un serpente. (perché lì aveva le gambe), ma era più simile ad un lucertolone. Mi meraviglio come nelle scuole domenicali venga presentato come un semplice serpente, perché aveva le zampe ed una parte della punizione che ricevette fu quella di perderle. Sapete che ogni serpente ha delle zampette piccolissime sotto le scaglie? Satana si avvicinò a Gesù travestito da Pietro, può venire come un angelo di luce, si può mettere gli abiti di un sacerdote: è molto abile nell'ingannare.

La chiesa non è mai stata distrutta dall'esterno, perché più c'è opposizione all'esterno, più la chiesa cresce. Satana può cercare di distruggere la chiesa solo dall'interno, attraverso gli inganni e lo sta facendo ovunque nel mondo. E' molto abile anche nel citare la Bibbia, ma sa solo citare dei testi, non il contesto (ed ha provato anche con Gesù). Perciò bisogna stare attenti anche quando sentiamo qualcuno che cita la Bibbia, perché anche Satana lo può fare, perciò il suo regno è un regno di inganno e può accecare le menti delle persone affinché non vedano la verità. Penso che ognuno di noi dopo la conversione si sia sentito frustrato perché volevamo rivelare a tutti quanti questa verità, e ci meravigliavamo di come gli altri non potessero vederla. Ho visto la verità, ho visto la luce, perché la mia famiglia non crede, quelli a cui io parlo non accettano? Allora ti rendi conto che una volta anche tu eri cieco, finché il Signore non ti ha aperto gli occhi anche tu non vedevi niente.

Ho scoperto che le persone oggi sono disposte a credere a chiunque ed a qualunque cosa. Avete mai sentito parlare della riflessologia? Se per esempio tu scortichi la parte destra del tuo piede, questo cura la tua spalla, e le persone ci credono. C'è una crescita straordinaria di quella che oggi viene chiamata la medicina alternativa: omeopatia, agopuntura eccetera, le persone sono disposte a credere tutto, meno che la verità. Non è una cosa frustrante? Dici loro la verità e non ti vogliono credere. Raccontagli qualsiasi altra cosa, crederanno a tutto! Una delle industrie in forte crescita oggi è quella dell'occultismo e della superstizione. Il diavolo ama questo e c'è molto di questo in Italia. Ecco come il diavolo ha presa sulle persone. Esse possono anche andare in chiesa la domenica, ma la loro vita è controllata dalle loro superstizioni, dalle stelle, dall'astrologia. L'astrologia ai nostri tempi controlla anche il prezzo del petrolio: alcuni dei capi dell'Opec consultano le stelle prima di decidere il prezzo del petrolio (e sappiamo quale effetto ha sull'economia mondiale!)

Alcune persone mi hanno chiesto se nella Bibbia si parla di astrologia; i Magi che dall'est seguirono la stella erano senz'altro astrologi. Perciò, dicono, anche l'astrologia è approvata. Io rispondo che non hanno letto correttamente: il credo dell'astrologia è che è la posizione delle stelle ad avere effetto sul bambino quando nasce, ma a Betlemme fu la posizione del bambino che ebbe un effetto sulle stelle, perciò è completamente diverso, qui non si tratta di astrologia, bensì del Signore dell'Universo che nasceva. Alla stessa maniera, quando morì, il sole si spense, perciò era Gesù che aveva effetto sulle stelle: questo è molto diverso.

In Inghilterra sei uomini su dieci e sette donne su dieci leggono l'oroscopo ogni giorno. Le predizioni nel campo dell'astrologia hanno una percentuale di correttezza del 5%, ma le persone ci credono lo stesso. C'è una scienza chiamata futurologia ed anche all'Università c'è un ramo di studio sul futuro; le previsioni che vengono fatte da tali studi sono giuste al 25%, ma la gente ci crede.

Adesso guardiamo alla Bibbia, in questo libro un verso su quattro ha una predizione per il futuro, vengono fatte 735 predizioni del futuro in questo libro; alcune di queste vengono citate una sola volta, altre vengono ripetute 300 volte. Quante di queste si sono avverate? 596 si sono già avverate e la maggior parte delle altre non si sono avverate, perché parlano dei tempi della fine. Oggi, ottobre 1990, ne sono rimaste ancora 20 che devono avverarsi prima che Gesù ritorni, le restanti riguardano il tempo dopo il suo ritorno, e stiamo parlando di 20 su 735. Fino ad ora nessuna delle predizioni che dovevano accadere è venuta meno. Perciò l'81% delle predizioni di questo libro si è avverato, ma questo non significa che la Bibbia sia accurata all'81% perché è stata precisa al 100% per quello che è accaduto fino adesso, perciò credo che il 19% del rimanente accadrà.

Pertanto, abbiamo detto che l'astrologia ha un 5% di accuratezza, la futurologia il 25% mentre la Bibbia il 100%, ma la maggior parte delle persone leggono l'astrologia, il resto legge la scienza e solamente pochi leggono la Bibbia. Non è una cosa pazza? Perché le persone sono così pazze? Perché Satana ha accecato le loro menti ed esse non vogliono conoscere la verità; perché la verità è questa: Dio regna!

Ci sono due cose particolari circa Satana da esaminare: la prima è l'odio che egli ha per il popolo giudaico; perché è attraverso questo popolo che la sua caduta verrà manifestata. Una delle cose più irrazionali della storia dell'uomo è l'odio immotivato verso questo popolo, ed è ancora esistente. Saddam Hussein sta solo aspettando una scusa per poter mandare i suoi missili su Israele, egli vuole portare tutto il mondo nella crisi del Golfo in modo da poterlo fare: In questo contesto Israele non c'entra proprio per niente, ma egli odia Israele e sta aspettando il momento adatto per farlo sparire. Anche la mia nazione è stata altrettanto malvagia; nel 1300 i Giudei in Inghilterra furono banditi e durante tutta la storia possiamo vedere l'odio manifestato in molti modi verso il popolo giudaico. Fu per la prima volta a Venezia che i Giudei furono costretti a vestire con la fascia gialla sul braccio. La parola "ghetto" è una parola italiana: la prima volta che gli Ebrei sono stati confinati e messi in un ghetto è stato in Italia. La colpa di ciò è dei papi, benché gli ultimi tre siano stati diversi.

Perché tutto quanto il mondo nutre un odio sviscerato contro questo piccolo popolo? Perché attraverso questo popolo la conoscenza di Dio si è sparsa su tutta la razza umana. La Bibbia è un libro giudaico e Gesù era ed è un Giudeo, ecco perché Satana odia i Giudei. Uno dei suoi metodi preferiti è uccidere i bambini; quando nacque Mosè, Satana convinse Faraone ad uccidere i bambini e quando nacque Gesù, Satana convinse Erode ad uccidere i bambini. Egli sta facendo il massimo per far aumentare, anche in nazioni cristiane, il tasso dell'aborto, e mi chiedo quanti conduttori cristiani non sono venuti alla luce a motivo di questo. Io odio Satana e spero che anche voi lo odiate, egli è un Re malvagio: offre ai suoi sudditi ciò che vogliono in questo mondo, e poi li distrugge. Dio ha creato il pianeta terra, lo ha riempito di esseri umani che poi hanno rifiutato di vivere nel Regno del cielo. Perciò vivono nel regno dell'inferno, Satana è il principe, il Re, il dio di questo mondo; sono infatti questi titoli che la Bibbia gli dà. Ma Dio lo lascerà in questa posizione? Il Regno del cielo non sarà più visto sulla terra?


UNA BUONA NOTIZIA

La ribellione dell'uomo contro il Regno di Dio fu tale che l'uomo meritò Satana come re. La soluzione che Dio trovò dopo la ribellione fu una punizione, ma contemporaneamente un incentivo per poter rientrare nel Suo Regno; per questo esprime sia la Sua giustizia che la Sua misericordia. La maggior parte delle azioni di Dio esprimono queste due cose; la croce esprime in modo speciale la Sua giustizia e misericordia verso il peccato. Pertanto, che cosa può fare Dio per un mondo che è nella presa del diavolo? Ci sono diverse possibilità, la prima sarebbe cancellare il mondo e ricominciare tutto di nuovo per vedere se la seconda volta le cose funzionerebbero meglio. C'è un versetto molto triste in Genesi cap. 6 e penso che sia il versetto più triste di tutta la Bibbia perché dice che Dio si pentì di aver fatto l'uomo. Non si era dispiaciuto di aver fatto i monti e gli oceani, ma si era dispiaciuto di aver fatto noi.

Ho sentito genitori dire: "Avremmo desiderato non aver avuto figli." Ed anche se è una cosa orribile da dire, Dio la disse e decise di eliminarli tutti. E' molto interessante constatare che a provocare quella reazione furono la perversione sessuale e la violenza, infatti erano le cose di cui la terra era piena. Sembra roba dei giorni nostri; basta guardare alcuni nastri video e subito ce ne rendiamo conto. Quella fu una storia particolarmente sordida: un certo numero di angeli ebbe rapporti sessuali con alcune donne, che concepirono dei figli. Una situazione di questo tipo è stata descritta anche da alcuni films, uno tra i più famosi è stato "Rosemary's baby", che mostra appunto i risultati di una relazione innaturale simile a quella descritta in Gen. 6. Il risultato fu che la terra si riempì di violenza e perciò era impossibile perfino a Dio rimanere indifferente, non poteva più permettere che ciò continuasse.

Però prima di eseguire il giudizio avvertì gli uomini, attraverso il suo primo profeta Enoc, che Egli stava per giudicarli dicendo loro che se tutto quel sesso e violenza fossero continuati Dio li avrebbe distrutti. Poi, all'età di 65 anni, Enoc ebbe il suo primo figlio, al quale Dio ordinò di dare uno strano nome: "Quando tu morirai accadrà". E' un nome strano per un bambino, però Enoc aveva ricevuto la rivelazione che quando suo figlio fosse morto la terra sarebbe stata distrutta. Il nome di quel bambino era Matusalemme, egli visse più di tutti gli altri uomini ed è un grande esempio della pazienza di Dio, che rimandò il giudizio di 969 anni per dare agli uomini la possibilità di ravvedersi. Matusalemme morì proprio quando un suo pronipote di nome Noè, dietro istruzione di Dio, terminò la costruzione dell'arca. In quello stesso anno il diluvio distrusse la razza umana, ad eccezione della sola famiglia di Noè che non si era contaminata nella violenza e nella perversione di allora; solo loro scamparono. Ma con il diluvio finì il regno di Satana? Tristemente dobbiamo dire di no! Infatti in seguito Noè si ubriacò e si fece vedere nudo, così la triste storia si ripeté di nuovo. Presto nella stessa famiglia di Noè iniziarono dei rapporti non naturali ai quali seguì l'incesto. Quindi ovviamente questa non fu la soluzione definitiva, pertanto ci possiamo chiedere: "perché Dio mandò il diluvio promettendo poi di non farlo più?" Io credo che tutto questo fu per dimostrare ciò che poteva fare e ciò che un giorno rifarà, anche se non per mezzo del diluvio, alla fine del mondo.

Gesù disse che alla fine dei tempi sarà proprio come ai giorni di Noè; quindi queste cose accadranno di nuovo. Prima del diluvio Dio disse: "Il mio Spirito non contenderà per sempre con l'uomo." E quando lo Spirito di Dio non contende con noi, allora per noi è finita. L'unica nostra speranza di essere riammessi nel Regno dei Cieli è lo spirito di Dio; ma quando lo Spirito di Dio non agisce più nei nostri confronti, allora è la fine, ormai solo il giudizio ci aspetta. Nel tempo tra la Sua morte e la resurrezione Gesù predicò alle persone che perirono nel diluvio; questa importante informazione ci viene dall'apostolo Pietro e presumo che gli sia stata da Gesù stesso, anche se non sappiamo come e quando possa essere avvenuto e che cosa si siano detti con esattezza; sappiamo sicuramente che Egli apparse a Pietro in quel mattino di Pasqua.

Mi sono chiesto spesso il perché di questa predicazione di Gesù e sono arrivato alla conclusione che quella generazione avrebbe potuto accusare Dio di non essere stato leale nei loro confronti dicendo: "Tu hai distrutto la nostra generazione e poi hai promesso di non farlo più, questo non è giusto." Quindi credo che Dio abbia mandato Suo figlio a predicare a quelle persone appunto per la Sua giustizia. Ma queste furono le uniche persone a cui Gesù predicò e non si può usare questo passo della Scrittura per affermare che dopo la morte vi sia un'altra possibilità di salvezza. Dio distrusse la razza umana nel diluvio, ma anche le otto persone che scamparono erano peccatori, così ovviamente tutto ricominciò daccapo. Chiaramente quella non era la soluzione, comunque, Dio non lo ha più fatto e tutto questo risponde in parte alla domanda del perché venga permesso il male.

Mi diverte quando mi rivolgono domande come questa: "Perché Dio non distrugge tutti quelli che fanno il male nel mondo? Perché non elimina tutti i malvagi?" Coloro che pongono queste domande sembrano sicuri di rimanere indenni dal giudizio, chiaramente presumono di essere approvati da Dio. Non sanno che se Dio dovesse giudicare di nuovo oggi la terra, probabilmente non avreste nessuno che vi parla, e neppure qualcuno che ascolta qui oggi. Dovremmo ringraziarLo per essere in vita ogni volta che vediamo l'arcobaleno, perché deve ricordare la Sua pazienza verso di noi. Se lui ancora ci tollera è perché ha altri piani, ci ama e vuole che noi ritorniamo nel Regno dei Cieli. Una delle cose più sorprendenti che ha detto è che non avrebbe avuto più angeli ribelli nel suo Regno; al diavolo ed ai suoi angeli non sarà più permesso di rientrarvi, però farà tutto ciò che è possibile per riavere gli esseri umani. Perciò noi abbiamo un privilegio che gli angeli non hanno, perché a nessun angelo sarà mai perdonato. Il Nuovo Testamento ci dice che la morte di Gesù non è di alcun aiuto per gli angeli, forse perché erano già nel cielo e sapevano a cosa stavano andando incontro, per questo non avranno altre possibilità, sono ormai fuori dal Regno e Dio ha già preparato un posto dove chiuderli; l'Inferno. Infatti l'Inferno non è un posto preparato per gli uomini, ma per il diavolo ed i suoi angeli e se un essere umano si unirà a loro in questo posto sarà solo per sua propria scelta. Tristemente Gesù un giorno dovrà dire ad alcune persone: "Dipartitevi da me voi maledetti, nella punizione eterna preparata per il diavolo ed i suoi angeli." (Mat. 25:41) Dice questo nella parabola delle pecore e delle capre, ma c'è speranza per la razza umana e adesso vediamo come Dio ha portato questa speranza fino a noi.


LA NOSTRA SPERANZA

Questa fu l'idea grandiosa di Dio: prenderò alcune persone che non hanno niente e stanno soffrendo, li farò uscire dalle loro sofferenze, darò loro un pezzo di terra, sarò loro Re e loro saranno miei sudditi. Saranno come un piccolo Regno del cielo qui sulla terra, un modello, un campione per tutta l'umanità. Quando gli altri si accorgeranno di come sono benedette queste persone, tutto il mondo vorrà ritornare nel mio Regno, perché si renderanno conto che la vita qui è migliore, vedranno che non ci sono né malati né poveri e che è un Regno in cui viene praticata la giustizia; quando vedranno una parte del mio Regno sulla terra sicuramente abbandoneranno il regno di Satana e ne chiederanno la cittadinanza. Vi rendete conto che questo è esattamente ciò che la chiesa dovrebbe essere? Una piccola parte di cielo sulla terra, tale che quando estranei vengono nella vostra comunità dovrebbero dire: "Se questo è il cielo, è lì che voglio andare." E' questo ciò che le persone dicono quando vengono da voi? Dicono il cielo è già qui? Qui non ci sono dibattiti, ma pace e amore? Sono sicuro che è così la vostra comunità, non è vero? Una piccola parte di cielo sulla terra. Questa era l'idea di Dio, perciò dovette trovare un popolo a cui affidare questo compito. Cominciò chiamando un uomo di 80 anni che viveva in una casa piena di confort: una casa a due piani con acqua corrente e riscaldamento centralizzato, perché tali erano alcune abitazioni ritrovate in Ur dei Caldei, la città dove abitava Abramo. Dio disse a quest'uomo: "Voglio che tu viva in una tenda per il resto della tua vita."

Che uomo meraviglioso è stato Abramo, ad 80 anni rinunciò a quello che aveva per vivere in una tenda. Dobbiamo essergli riconoscenti, perché se lui non lo avesse fatto nessuno di noi sarebbe qui oggi e nessuno avrebbe potuto godere del Regno dei Cieli qui sulla terra. Noi dobbiamo molto a questo vecchio uomo ed un giorno avremo l'opportunità di ringraziarlo; perché quello fu l'inizio del piano di Dio e funzionò.

In seguito, quando la famiglia di Abrahamo si ingrandì, i suoi discendenti furono fatti schiavi in Egitto, furono costretti a lavorare sette giorni la settimana, senza soldi, senza libertà, senza diritti, senza proprietà; non avevano niente. Essi si ricordarono del Dio di quel vecchio e gridarono a Lui, al Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, e Lui iniziò ad agire dimostrando di essere il Re mediante ciò che fece contro il Re più potente della terra di allora: Faraone.

Dio liberò il Suo popolo e gli assegnò un territorio. La posizione di quel territorio è molto importante perché è situato proprio al crocevia del mondo, infatti è attraversato da una strada che va dall'Europa all'Arabia e una che va dall'Asia all'Africa: questo è il centro del mondo. Se noi prendiamo la massa della terra emergente in una carta geografica, la ritagliamo e mettiamo uno spillo nel centro, questo coinciderà con Gerusalemme. Presso quel crocevia c'è la collina di Meghiddo, in ebraico Armaghedon; da lassù si scorge un piccolo villaggio chiamato Nazaret. Da quel villaggio il crocevia appare come una pista d'aeroporto, vi si vedono persone continuamente in movimento provenienti da tutte le parti del mondo.

Dio mise il Suo popolo al crocevia del mondo perché lì qualsiasi viaggiatore avrebbe potuto incontrarlo. Un Giudeo una volta mi disse: "Dio ci ha messo al centro del mondo, perciò ci travolgono sempre!" E questo è vero. Chiunque voglia conquistare il mondo deve passare di lì; Alessandro il Grande attraversò quel punto e così fecero Napoleone ed altri. Tutto il mondo doveva incontrare questi ex schiavi e vedere come vivevano per merito di Dio. Ma questa terra che Dio scelse per loro era divisa in due parti. Il crocevia, dove passava tutto il traffico e gli affari del mondo, era nella parte nord del paese ed era chiamato Galilea, la Galilea delle nazioni appunto perché era un luogo internazionale. La parte a sud, invece, era una zona montagnosa, con la sua capitale, Gerusalemme, posta proprio su di una montagna dove nessuno mai passava. Essa è anche l'unica capitale del mondo per la quale non passa nessun fiume.

Questo territorio combinava due funzioni: nel sud si sviluppava la vita nazionale, in particolare la vita con Dio, nella parte nord, invece, il mondo poteva passare ed osservare; pertanto una parte di esso era aperto al pubblico, mentre l'altra era riservata ai propri abitanti. Questo era il segreto: dovevano sviluppare la loro vita privata con Dio e lasciare che questo fosse visto pubblicamente. Tutto ciò mostra con quanta accuratezza Dio scelse quella terra. Una volta che il popolo vi prese dimora, Dio diede loro anche gli statuti che avrebbero dovuto governarlo: in tutto 660 comandamenti. La maggior parte dei cristiani ne conosce solo dieci; pochi conoscono i rimanenti, però dovreste studiarli. Io credo che molti di voi stiano venendo meno a queste leggi in questo stesso istante; ad esempio una di esse diceva che non si potevano indossare vestiti fatti da fibre diverse.

Il Regno di Dio è interessato ad ogni parte della vostra vita: al vestire, al mangiare, ai soldi, al matrimonio, all'igiene; tutte queste cose sono nella legge di Dio e per questo dovreste studiarla. Vi meraviglierete per quante cose nella vostra vita Dio ha qualcosa da dire; ci sono perfino regole che impongono di bruciare la propria casa quando il suo legno è infestato da particolari tarli, tutto ciò per amore del proprio vicino, affinché non sia attaccata anche la sua. Oppure, se viene costruita una terrazza sul vostro tetto, occorre che sia circondata da un muro, in modo tale che i bambini non possano cadere giù, perché Dio è interessato anche al disegno della vostra casa. Dio diede loro tutti questi regolamenti, e fece una promessa: "Io sarò il vostro Re, sarò il vostro ministro della difesa e vi proteggerò sempre; sarò il vostro ministro dell'agricoltura ed avrete sempre pioggia a sufficienza e perciò cibo. Sarò il vostro ministro delle finanze e nessuno fra voi sarà povero; io sarò l'intero governo e sarò il governo meno costoso che esista. Gli altri governi impongono molte tasse, ma la mia tassa sopra di voi sarà la decima, e questa per sostenere l'adorazione; ma non ci sarà bisogno di altro, perché io sarò il governo ed io parlerò a voi che siete il mio popolo." Questa era una organizzazione stupenda, il Regno del cielo veniva stabilito nel centro del mondo ed i suoi sudditi sarebbero stati in piena salute e prosperità, benedetti da Dio; finalmente le persone del mondo avrebbero potuto constatare cosa significa vivere sotto il governo del Regno dei Cieli. Però c'era una condizione da rispettare, ed era osservare i suoi comandamenti, cioè vivere rispettando Dio, il suo nome, il suo giorno di riposo, rispettando la vita familiare, la vita in sé stessa, il matrimonio, la proprietà, la reputazione altrui. Il Regno dei Cieli veniva costruito sul rispetto di Dio e degli esseri umani; questo doveva essere il loro modo di vita. Se non avessero vissuto secondo queste regole avrebbero sofferto più delle altre nazioni ed avrebbero perso quella libertà ritornando in schiavitù. Questa è la storia del Vecchio Testamento e la triste verità è che tutto questo non funzionò.

Possiamo dividere la storia di Israele in tre capitoli: prima che diventasse un regno, durante il regno, dopo il regno, il che equivale a dire: quando furono guidati dai profeti, quando furono guidati dai Re e quando furono guidati dai sacerdoti. La cosa non funzionò in nessuno di questi tre casi: i profeti fallirono nel compito di guidare il popolo, i Re lo stesso e così anche i sacerdoti. Però Dio, con tutto questo, stava loro insegnando qualcosa, cioè che avevano bisogno di un capo che fosse un profeta, un Re e un sacerdote. In questa maniera li preparò per il Suo piano futuro e definitivo, perché sapeva fin da principio che non sarebbero stati in grado di obbedire. Adesso diamo un'occhiata a questi tre capitoli per prepararci alla comprensione delle cose che accaddero quando Gesù venne. Gesù predicava continuamente il Regno di Dio, però non spiegò mai che cosa significasse o che cosa intendesse con esattezza. Ecco perché molte persone oggi non capiscono che cosa sia il Regno di Dio; ma come mai non lo spiegò? Ogni Giudeo di allora sapeva benissimo che cosa volesse dire, non c'era bisogno di spiegarlo; lo comprendevano perché faceva parte della loro storia; per questo motivo noi abbiamo bisogno di studiare anche il Vecchio Testamento, così anche noi potremo comprendere.

Quando Giovanni Battista iniziò il suo ministero diceva: "Ravvedetevi perché il Regno di Dio si è avvicinato" (Mat. 3:2), e tutti comprendevano cosa volesse dire. Ma se le stesse cose venissero dette ad una congregazione di oggi, pochi comprenderebbero, perché molti ignorano la storia del Vecchio Testamento che è la base per l'annuncio del Regno. Guardiamo ora alla prima parte, al nostro ipotetico primo capitolo che va da Mosè a Samuele, cioè quando i conduttori di Israele erano i profeti e Dio diceva al popolo ciò che doveva fare attraverso di loro. Essi non avevano bisogno di un Re terreno, perché Dio era il loro Re e lo Spirito Santo portava gli ordini del Regno dei Cieli in parola attraverso i profeti. Mosè fu colui che trasmise la maggior parte della Parola di Dio; sappiamo che i primi 5 libri della Bibbia furono rivelati a Mosè, ed in questi erano contenute le leggi che regolavano la vita del paese.

Furono stabiliti anche dei giudici, o anziani, per giudicare eventuali contese sulla interpretazione o sull'applicazione delle leggi; queste erano persone del posto che vivevano ognuno nella sua tribù. Nonostante ciò le cose non andarono per il giusto verso; il libro dei Giudici racconta un ciclo stancante di disubbidienze e di pentimenti; disubbidivano a Dio, Dio toglieva la Sua protezione e così veniva permesso al nemico di entrare e sconfiggerli. Allora nella loro disperazione gridavano aiuto a Dio e Dio metteva il Suo Spirito su di una particolare persona per aiutarli. Essi ubbidivano e venivano fuori dal problema, ma passata la paura poi disubbidivano di nuovo e così arrivava di nuovo il nemico; questo circolo vizioso si ripeté per sette volte.

Qualche volta erano i Madianiti a venire, altre volte i Filistei, ma quando gridavano a Dio e si ravvedevano. Egli chiamava una persona come Gedeone, Debora o Sansone ed il problema veniva temporaneamente risolto. Ci sono molti cristiani le cui vite si svolgono esattamente in questo modo, ogni pastore conosce persone di questo genere. Sono quelle che per un tempo vanno bene, poi ritornano nel peccato e finiscono nei guai, allora chiedono aiuto... ed è una storia vecchia. Diamo ora uno sguardo a Gedeone, l'uomo che liberò Israele dai Madianiti: quella vittoria ebbe grande risonanza in Israele, tanto che il popolo voleva farne un Re. La richiesta non piacque affatto a Gedeone che ne rimase terrificato e disse: "Voi avete già un Re, Dio è il vostro Re, Egli mi ha mandato solamente per aiutarvi, e adesso voi vorreste che io prendessi il Suo posto, ma io non voglio essere vostro Re: è il Signore che regnerà sopra di voi."

Ogni pastore deve imparare questa lezione: quando si aiuta qualcuno può accadere che voglia farti suo Re e continui a venire da te per cercare aiuto. Il compito del pastore allora diventa quello di dire: "Il Signore è il tuo Re! Non sono io che devo governarti, è il Signore che deve regnare su di te." E' molto facile per un pastore diventare Re; i papi sono diventati Re e sono molto contento che gli ultimi due si siano rifiutati di indossare la corona, perché non devono essere Re, e neanche i pastori devono esserlo. Comunque, in Israele Dio non era Re perché il popolo raramente lo riconosceva tale, d'altra parte non vi era nemmeno un Re umano, perché era Dio che doveva governare. In queste condizioni la situazione era insostenibile, il libro dei Giudici dice che non c'era nessun Re in Israele e ognuno faceva ciò che sembrava giusto agli occhi suoi. Ma quale di questi due era il vero problema per il popolo? Si trovarono in quella condizione perché non c'era Re o perché ognuno faceva ciò che gli sembrava giusto? Secondo voi da questa situazione possiamo dedurre che essi facevano ciò che era giusto, e non ciò che era sbagliato, oppure che ognuno faceva ciò che riteneva giusto secondo il proprio modo di vedere, ma che poteva essere sbagliato secondo la volontà di Dio?

In una chiesa dove ognuno fa le cose secondo il proprio modo di vedere le persone si troveranno presto nei guai, ma in una chiesa dove ognuno fa le cose secondo la volontà di Dio c'è pace. Pertanto il vero problema non era nel fatto che mancasse un Re, ma che ognuno era Re per proprio conto, ognuno stava facendo i propri regolamenti e decideva per sé stesso ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. Il grosso errore del popolo ebreo fu quello di pensare che il loro problema consistesse nella mancanza di un Re umano, e quindi pensavano di risolverlo per mezzo di un uomo che dicesse loro che cosa dovevano o non dovevano fare. Ancora oggi le persone si illudono che questa possa essere la risposta ai mali del mondo. Conosco molte chiese piene di guai, dove la gente pensa che il loro problema consista nella mancanza di un uomo a cui tutti ubbidiscano; anche queste persone in pratica stanno reclamando un Re, ma questa neanche sarebbe la risposta ai loro problemi.

Comunque il popolo di Israele, in quel tempo, pensava che questa fosse la soluzione, perciò andarono da Samuele e chiesero un Re come le altre nazioni, un essere umano, visibile, che dicesse cosa si doveva fare. A loro non piaceva un Re invisibile, perché era difficile conoscere la Sua volontà. Samuele a questa richiesta rimase turbato ed offeso, perché lui era il profeta scelto da Dio per guidarli e si rivolse a Dio dicendo: "Hai sentito ciò che hanno detto? Mi stanno rigettando come loro conduttore." Ma Dio rispose: "No non stanno rigettando te, ma me." Anche a molti conduttori cristiani è capitata la stessa esperienza e si sono anch'essi rivolti a Dio così: "Signore le persone mi stanno rigettando come conduttore": "Non è vero; essi stanno rigettando me" risponde il Signore." Avere punti di vista diversi non è importante; è invece importante la posizione in cui mettiamo Dio. Comunque Dio rispose a Samuele: "Fa loro presente quanto gli costerà avere un Re." Leggete l'ottavo capitolo del primo libro di Samuele, vi troverete un messaggio abbastanza lungo da parte di Dio su quanto sia costoso un governo umano. La riduzione dei costi dei governi è ancora oggi un grosso problema in tutto il mondo. Dio disse a Samuele di riferire alla gente a cosa stavano andando incontro, ma il popolo rispose: "Ebbene pagheremo, ma vogliamo comunque un Re." E così Dio acconsentì alla loro richiesta. Passiamo ora a considerare il nostro secondo ipotetico capitolo della storia di Israele, cioè quando per la prima volta divenne un regno. Ora finalmente avevano un Re visibile, ora potevano occupare il loro posto in mezzo alle nazioni. A quel tempo c'era il regno di Babilonia, il regno di Assiria, il regno di Egitto ed ora anche il regno di Israele avrebbe avuto la sua gloria. Perciò finalmente tutto sarebbe filato liscio, ma una cosa non considerarono attentamente: il Re. Purtroppo avevano scelto un Re cattivo: Saul, un uomo forte e bello, ma cattivo. Scegliere una persona per il suo aspetto esteriore è un metodo attraverso il quale alcune chiese ancor oggi si danno un pastore, ignorando che questa caratteristica ha ben poca importanza nel ministero che dovrà svolgere, e si troveranno così nella stessa condizione in cui si trovarono gli Ebrei, che nominarono loro Re la testa più alta di tutta la nazione. Conoscete il resto di questa storia? Egli finì la sua carriera consultando una evocatrice di spiriti.

Saul era un indemoniato, e quando in una battaglia furono uccisi i suoi tre figli anche lui si tolse la vita. Il Re che gli succedete fu un bravo Re, un uomo secondo il cuore di Dio. Non era un grande uomo ma aveva un grande cuore ed anche se le sue origini erano molto umili, difatti era un pastore, era ugualmente un valoroso combattente. Davide uccise leoni ed orsi con la sua fionda, e più tardi anche Golia, il gigante. Israele non visse mai un periodo così felice come quello in cui regnò Davide. Ancor oggi, ricordando quel periodo, bramano un suo ritorno. Solamente sotto Davide essi occuparono tutto il territorio che Dio aveva loro promesso e vissero in pace e prosperità. Sembrava davvero che ogni cosa andasse per il giusto verso, ma improvvisamente tutto parve crollare anche con lui, ed in maniera molto banale.

Un giorno mentre il suo esercito era andato a combattere, Davide rimase a Gerusalemme perché non ne aveva voglia, e non avendo niente da fare si mise a passeggiare sulla terrazza del suo palazzo. Da lì vide una donna molto bella che stava facendo il bagno e fu da quel momento che le cose cominciarono nuovamente a precipitare; in quel periodo lui venne meno a ben 5 dei 10 comandamenti: concupì questa donna, comprò dei falsi testimoni, la fece rapire, commise adulterio con lei e fece uccidere suo marito; da quel giorno il regno di Davide iniziò il suo declino. E poiché il cattivo esempio dei padri si riflette anche sui figli, quell'atto introdusse immoralità in tutta quanta la famiglia, che egli vide andare gradualmente allo sfascio fino al punto di dover fuggire da loro. Fu una storia davvero tragica. Più tardi riuscì in qualche modo ad aggiustare le cose, ma poi Satana lo portò di nuovo nel suo regno. Una cosa interessante da notare riguardo al suo adulterio con Betsabea è che in quel caso Satana non viene neppure menzionato, Satana non aveva avuto niente a che fare con tutto ciò, Davide fece tutto di sua iniziativa. Perciò, anche noi, non diamo sempre la colpa a Satana per gli appetiti della nostra carne, perché anche se è comodo farlo, non è sempre vero.

Nella seconda occasione, invece, fu veramente Satana che andò da Davide sottilmente dicendo: "Ora sei un Re molto importante, sai di quante persone disponi? Perché non fai un censimento, così potrai renderti conto di quanto sei grande!" Questo fu un attacco molto sottile; non c'è niente di sbagliato nel voler rendersi conto del numero dei propri sudditi, c'è infatti un intero libro nella Bibbia chiamato "Numeri", nel quale Dio conta il suo popolo. Anche il giorno di Pentecoste qualcuno si prese la briga di contare i battesimi arrivando a contarne fino a 3000, quindi non c'è niente di sbagliato nel contare, ma è sbagliato farlo per vanità. Per esempio, un pastore deve contare le sue pecore per controllare che nessuna si sia persa, ma quando dirà di avere 500 membri assidui, e si vanterà di avere la più grande chiesa di quel territorio, ecco che avrà aperto una porta a Satana. Così Davide fece il censimento in Israele e concluse di essere un gran Re, e questa fu veramente la sua fine; infatti dopo ciò non fece più niente che sia degno di nota. Così perfino questo Re, il migliore che essi ebbero, finì in disgrazia.

A lui seguì Salomone, che voleva far diventare Gerusalemme la capitale più bella del mondo. Egli si fece costruire un magnifico palazzo e poi si sentì colpevole perché Dio aveva ancora come dimora soltanto una tenda; per questo decise di costruire il tempio che suo padre Davide aveva progettato. Avete mai notato che per costruire il suo palazzo ci vollero 12 anni, mentre per costruire il tempio ne occorsero solo 7? Come mai fu impiegato più tempo per costruire la sua casa che il tempio di Dio? Questo può già rivelarvi qualcosa. La regina di Saba andò fino a Gerusalemme per vedere la gloria di Salomone, e quando se ne rese conto disse: "Neanche la metà della verità sul tuo conto è stata detta." Al che Salomone compiaciuto pensò: "Ho fatto davvero un buon lavoro." A causa del suo modo di governare, inevitabilmente, la sua morte portò il paese in una guerra civile: 10 tribù si staccarono dal governo di Gerusalemme, solo 2 rimasero fedeli al Re, con il risultato che ora c'erano due Re: Geroboamo a nord e Roboamo a sud. A questo punto la storia nel libro dei Re inizia a saltare da nord a sud creando molta confusione. Comunque ciò che racconta vi farà scoprire che quasi tutti i Re del nord furono malvagi; essi regnarono in media tre anni, molti di loro morirono di morte violenta: assassinati, uccisi in battaglia o avvelenati. Nel sud invece un Re su tre fu un buon Re, ed il periodo medio di regno di ogni buon Re fu 33 di anni. Non pensate che sia interessante il fatto che un buon Re regni per 33 anni?

Poi velocemente il libro dei Re conclude il suo racconto con Sedechia; l'ultimo Re del sud, al quale, davanti alla sua famiglia, furono strappati gli occhi e poi deportato in catene a Babilonia. Il popolo perse la sua terra e ritornò schiavo, questa volta sotto Babilonia, e lì rimase per 70 anni. Sapete perché sono stati in esilio per 70 anni? Una delle regole che Dio aveva dato loro è questa: "Ogni 7 anni dovete far riposare il terreno per un anno; per 6 anni potete seminare e raccogliere, ma il settimo è di riposo, perché anche il terreno ha bisogno di riposo." Loro però non lo avevano fatto; per circa 500 anni avevano seminato e raccolto, non curandosi della Sua legge, ma Dio aveva registrato tutti gli anni che la terra non aveva avuto riposo e quando il conto arrivò a 70 disse: "Se non avete voluto dare riposo alla terra glielo darò io." Leggete la Bibbia perché in essa tutto fa parte di un disegno ben preciso. Qui viene mostrata l'altra faccia del Regno di Dio: se noi non viviamo secondo la volontà del Re, succedono degli imprevisti e tutti i nostri piani potrebbero essere sconvolti. Così quando questo popolo ritornò nella sua terra non aveva più un Re, ma solamente sacerdoti. E cosa pensate che potesse accadere?

I profeti guidarono il paese da Mosè a Samuele, i Re da Saul a Sedechia, ed ora i sacerdoti da Zorobabele a Caiafa. E cosa accadde? Niente cambiò, erano ancora nei guai, non avevano più la libertà politica perché erano stati sottomessi dai persiani, anche se questi permisero loro di ricostruire Gerusalemme. Ai persiani seguirono i greci ed infine i romani. C'è stato solo un breve periodo in cui ottennero la libertà politica, quando si ribellarono guidati dalla famiglia dei Maccabei, ma poco dopo la persero di nuovo, così rimasero in un territorio occupato. Ma cosa ne è stato del regno? Certamente questa non era la vita che avevano sperato: sembrava tutto un fallimento, ma non lo era.


L'ATTESA PREMIATA

Negli ultimi tempi in cui il paese fu guidato dai sacerdoti, c'era ancora un piccolo gruppo di persone che viveva secondo le leggi di Dio: erano poveri ma devoti, vivevano per il Re e lo stavano aspettando. Tra loro c'era un vecchio chiamato Simeone ed una vecchia chiamata Anna; ma che cosa stavano aspettando con esattezza? Ebbene le cose erano due: la restaurazione del regno di Israele come ai tempi di Davide e l'adempimento della promessa di Dio sulla quale era basata questa speranza, poiché Dio aveva promesso che uno dei figli di Davide sarebbe stato perennemente sul trono in Israele. Durante quei 1000 anni continuarono ad esserci alcune persone che aspettavano pazientemente colui che avrebbe riportato la libertà politica, che li avrebbe protetti, avrebbe provveduto per loro, avrebbe restaurato l'adorazione nel tempio ed il regno di Israele. Nonostante che ormai fosse stato completamente deportato, Egli lo avrebbe ricostituito. Dio lo aveva promesso, ed aveva anche detto che questo Re sarebbe nato in Betlemme di Giudea, ma allo stesso tempo sarebbe appartenuto anche alla Galilea delle nazioni. Sarebbe nato nella parte privata-nazionale ma avrebbe vissuto nella parte internazionale-pubblica e sarebbe stato chiamato anche il Nazareno. C'erano 150 promesse intorno alla venuta di questo Re attraverso le quali noi possiamo addirittura ricostruire la vita di Gesù per mezzo del Vecchio Testamento: nato nel sud e portato a nord, unto dallo Spirito Santo e perciò Messia, l'Unto, il Cristo, il Re. Questo resto di persone si tramandò la speranza per 1000 anni, nonostante che negli ultimi 400 Dio avesse cessato di parlare al Suo popolo. Malachia infatti, fu l'ultimo dei profeti del Vecchio Testamento e per 400 anni non si seppe più niente di Dio. Anche se questo fu un tempo eccezionalmente lungo, la loro speranza era ancora in vita ed ogni qualvolta nasceva un maschio il padre correva per le strade e gridava: "David - David". Quello era un modo per dire che era nato un bambino che avrebbe potuto essere quel Re; ogni padre sperava in cuor suo di diventare il padre di quel Re, ed ancora oggi ci sono dei Giudei che fanno questo. Ma Dio stava per fare qualcosa di inaspettato, essi stavano chiaramente aspettando un Re terreno, e Dio avrebbe dato loro un Re terreno ma che sarebbe stato anche un Re celeste ed avrebbe trasportato il trono dalla terra in cielo. Perciò ottennero quello che si aspettavano, ma non esattamente quello; più avanti vedremo meglio le perplessità che ebbero. C'era però anche un'altra grande speranza: quella di un regno internazionale. Non tutti i Giudei però la tenevano viva, ma solo coloro che amavano il libro del profeta Isaia.

Penso che Isaia sia il libro più importante del Vecchio Testamento; per me è come l'intera Bibbia condensata. La Bibbia infatti si divide in due parti: 39 libri nel Vecchio Testamento e 27 nel Nuovo, in tutto 66 libri, ed Isaia ha proprio 66 capitoli. La prima metà di questo libro è composta da 39 capitoli e la seconda da 27; la prima parte è un riassunto del Vecchio Testamento, la seconda è un riassunto del Nuovo. Infatti Isaia 40 inizia con il ministero di G.Battista: "C'è una voce che grida nel deserto..." poi parla del servitore di Dio e dello Spirito del Signore che scende sopra di lui per predicare la buona novella ai poveri; parla di un servo che muore, e che attraverso le Sue lividure sarà guarita l'intera umanità; dice che il Signore ha messo su di Lui l'iniquità di noi tutti, e che infine anche se messo a morte risusciterà. Isaia 66 finisce, poi, con un nuovo cielo, una nuova terra ed un posto dove il verme degli empi non morirà ed il fuoco non si spegnerà mai E' come se Dio avesse presa tutta quanta la Bibbia e l'avesse condensata in un solo libro.

Nella seconda parte, il libro di Isaia contiene due parole chiave: Gerusalemme e Nazioni. In questa parte non è data semplicemente la speranza di restaurazione del regno di Israele, ma anche quella di un Messia regnante sopra tutte le nazioni del mondo. Anche i gentili saranno inclusi nel suo Regno. Questa sarà la buona notizia che arriverà fino alle estremità della terra. Questo Re porterà un disarmo multilaterale, le nazioni trasformeranno le loro spade in vomeri e non impareranno più a fare la guerra, finalmente ci sarà pace sulla terra. Dal tempo in cui Isaia scrisse il suo libro al giorno in cui Simeone ed Anna andarono al tempio, con questa speranza nel cuore, passarono 700 anni, durante i quali una parte fedele di Giudei continuò a passare questa speranza ai loro figli. Ma ora, finalmente, l'attesa era terminata; infatti queste due persone incontrarono una giovane coppia, una ragazza di 15 anni di nome Maria e un falegname di nome Giuseppe, che avevano portato il figlio al tempio per ringraziare Dio. Simeone vedendo il bambino disse: "Signore ora posso morire felice, perché l'ho visto! Quel bimbo è il Re, alla fine è arrivato!" Anche la vecchia Anna vide il bambino, anche lei sapeva che quello era il Re e finalmente la loro attesa fu coronata dal successo.

Il Nuovo Testamento inizia con le prime parole di Giovanni Battista: "Il Regno di Dio è arrivato, ormai è qui vicino", era la prima volta dopo 400 anni che sentivano parlare di nuovo un profeta. I libri scritti in quei 400 anni infatti non fanno parte della Bibbia, anche se sono interessanti da leggere non sono parola di Dio, perché Dio non stava parlando; per questo motivo sono stati chiamati "apocrifi", una parola che significa "nascosti." Adesso però, stava di nuovo parlando. C'era un uomo sulle rive del Giordano con gli stessi abiti di Elia, non c'erano interrogativi intorno a lui: era senza dubbio un profeta! Egli diceva a tutti coloro che andavano da lui: "Avete bisogno di un bagno, siete un popolo sporco, dovete pulire la vostra vita prima che arrivi il Regno." Difatti era proprio questo il significato che aveva quel tipo di battesimo. Gesù è nato come Re dei Giudei ed è morto come tale, il suo ministero si risolse nel campo dei Giudei, ma adesso è il Re di tutto il mondo. Noi dobbiamo cercare di capire la grande speranza che il popolo Giudeo riponeva nel Messia se vogliamo comprendere la delusione che ebbero con Gesù. Giovanni Battista fu deluso e dubitò che Egli fosse veramente il Cristo, la gente fu delusa, i discepoli che stavano camminando sulla via di Emmaus erano delusi, il popolo di oggi è ancora deluso; tutti si chiedono dove sia il suo regno. Guardiamo al mondo di oggi; il Cristianesimo è in esistenza da 2000 anni, ma il mondo è migliorato? Tutt'altro! Perciò c'è una grande delusione riguardo all'opera di Gesù, quindi anche noi dobbiamo porci la domanda: "Dov'è questo suo Regno?" La ragione principale della delusione che ebbero i Giudei stava nel fatto che per loro il Regno rappresentava la soluzione di ogni problema, secondo loro quando questo regno fosse venuto ogni cosa sarebbe stata messa a posto: le guerre, le ingiustizie e tutto ciò che non andava bene sarebbe finito. Ma fino al giorno d'oggi questo non è ancora accaduto, perciò che cosa ne è stato del Regno di Dio? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre.

Spero che vi rendiate conto che esiste un grosso problema; le speranze del popolo giudaico non furono adempiute, i romani continuarono ad occupare la loro terra, 40 anni dopo il ministero di Gesù il tempio fu distrutto e i Giudei furono dispersi in tutto il mondo. Dov'è il Regno di Dio? C'è una intera teologia, nata 140 anni fa nella chiesa dei fratelli, che dice che questo Regno non è affatto venuto, è un qualcosa del futuro. Ma è questa la verità? Dobbiamo tutti interrogarci su questo argomento se pensiamo alle cose che Gesù ha detto. Giovanni il Battista disse che il Regno era arrivato, e poco dopo dubitò di Gesù pensando che forse si era sbagliato. Gesù diceva che il Regno sarebbe venuto con lo Spirito Santo e con il fuoco, ma Giovanni non vide nessuno dei due.

Noi ora sappiamo che lo Spirito Santo è venuto, ma il battesimo del fuoco non è ancora venuto, non lo abbiamo ancora visto, ed il male non è stato ancora eliminato. Giovanni Battista diceva: "Accertatevi che non ci sia niente di malvagio nella vostra vita altrimenti sarete bruciati quando questo Regno verrà, lavate i vostri peccati!" Diceva questo perché battesimo e Regno sono strettamente connessi tra loro. Il battesimo serve infatti per entrare nel Regno puliti come buoni sudditi. Il Battista si rendeva conto che il vero problema era la mancanza dei sudditi, quindi per preparare la strada all'avvento del Re doveva formare sudditi degni. Per questo, prima che il battesimo potesse essere celebrato, richiedeva che fossero fatti due passi; il primo dei quali era dare prova di ravvedimento. A questo proposito sarebbe bene che anche i pastori di oggi si comportassero alla stessa maniera. Purtroppo molti, invece, oggi battezzano su una semplice espressione o professione di fede, ma nella Bibbia viene esplicitamente detto che allora battezzavano sulla dimostrazione di un vero ravvedimento. Infatti Giovanni pretendeva dei segni di ravvedimento, e quando gli chiedevano che cosa significasse ciò rispondeva: "Se avete troppi abiti dateli a chi non ne ha, se siete disonesti cercate di non esserlo più."

Erano tutte cose molto pratiche, a noi non sembrano cose spirituali, ma il ravvedimento è una cosa pratica. Oltre a questo, poi, richiedeva anche un'altra cosa sulla quale non ho mai sentito nemmeno una predicazione: "Siate contenti del vostro salario." Quanti di voi hanno ascoltato un sermone su questo argomento? Eppure è un messaggio molto importante, perché si dà dimostrazione del ravvedimento quando siamo contenti del nostro salario. Quanti di voi però sono soddisfatti del proprio salario? Nessuno? La prima cosa che un battesimo di ravvedimento richiede è dare la prova del ravvedimento, e ciò si dimostra mettendo a posto la nostra vita. Giovanni non battezzava chi non lo dimostrava e chi non confessava i suoi peccati. La confessione è una cosa molto importante, nella Bibbia si parla molto spesso della confessione. Io penso che quando Giovanni battezzava facesse questa domanda: "Quali peccati vuoi che ti vengano lavati?" Allora probabilmente li nominavano uno ad uno così: "Voglio che la mia ira, la mia concupiscenza ed il mio orgoglio mi lascino." In questo modo egli preparava il popolo per il Regno, e noi abbiamo bisogno di fare la stessa cosa; è questa la maniera in cui possiamo aiutare le persone ad essere pronte per questo Regno.

Molto spesso noi invitiamo la gente a credere senza insegnare loro né il ravvedimento né come confessare i peccati; facciamo loro recitare soltanto la preghiera del peccatore penitente, così il tutto si riduce ad una filastrocca di mezzo minuto e basta. Ovviamente in questo non c'è alcun ravvedimento perché non c'è una confessione reale di peccati particolari. Non c'è il mettere a posto le cose del passato, perciò nessuna meraviglia se i cristiani che sono prodotti da questa pratica sono miseri cristiani. Ravvedimento e battesimo sono molto importanti; una evangelizzazione che li lasci da parte e che richieda solo di ricevere Gesù (cioè, credere semplicemente) purtroppo non è il Vangelo del Regno! Invece: "Ravvediti e sii battezzato" è ciò che Pietro disse nel giorno della Pentecoste. Quando tu predichi il Vangelo del Regno il tuo modo di evangelizzare cambia, perché ora il tuo obbiettivo non è più far decidere alcune persone ad andare in chiesa, ma cerchi di fare sudditi per il Re, perciò deve cambiare il tuo modo di fare.

Il Battista diceva: "Colui che verrà vi darà qualcosa che io non posso darvi: Lui vi battezzerà nello Spirito Santo." Giovanni non poteva portare le persone nel Regno, poiché nemmeno lui vi era. Gesù parlando di lui disse che era il più grande uomo vissuto sulla terra, ma il più piccolo del Regno dei Cieli era maggiore di lui; e questa è una delle ragioni per cui Giovanni non fece nessun miracolo durante il suo ministero. Viene detto nel Nuovo Testamento che egli non ha guarito né cacciato demoni, ma ha semplicemente preparato delle persone per il Regno. LA SFIDA

In quel tempo ci fu un confronto, una lotta fra due Re: il Re del Regno di Dio, ed il re di questo mondo; ciò si verificò quando Gesù si ritirò per 40 giorni nel deserto, cioè proprio all'inizio del suo ministero. Dopo 6 settimane senza cibo Gesù era stanco ed affamato, e siccome a Satana piace colpire chi è giù fisicamente, si presentò a lui con delle offerte dicendo: "Ho il compito giusto per te, voglio che tu sia l'Anticristo, voglio che diventi il Re dei regni della terra sotto il mio governo." Se mai Gesù avesse accettato questa offerta avremmo dovuto chiamarLo Gesù l'Anticristo, non Gesù Cristo, ed un giorno un uomo la accetterà, ma Satana la fece a Lui per primo cercando di coinvolgerLo. Comunque egli non accettò e rispose: "Io sono sotto il governo di Dio, perciò non posso essere un tuo suddito." Al che Satana disse: "Tu sei affamato e qui ci sono delle pietre che sembrano dei pani, trasformale e sfamati!" Io sono stato in quel deserto e le pietre sembrano davvero dei pezzi di pane sparsi sul terreno. Ora, sono sicuro che nessuno di voi è mai stato tentato di trasformare pietre in pane, così come non lo sono stato io, perché per noi sarebbe un pensiero assurdo, ma lo è stato Gesù, perché per lui era possibile, però rifiutò di farlo.

Come mai si rifiutò visto che il suo primo miracolo fu quello di cambiare l'acqua in vino? Che differenza c'è nel cambiare pietre in pane o acqua in vino? Perché una era giusta e l'altra no. Vi siete mai posti questa domanda? C'è una risposta molto semplice: perché avrebbe dovuto cambiare le pietre in pane per la Sua persona, mentre cambiò l'acqua in vino per gli altri. Satana stava tentando di fare di Lui un Re che si preoccupasse in primo luogo di sé stesso, mentre Egli era venuto per servire gli altri: questa rinuncia determinò la vittoria di Gesù. Ora l'uomo forte, cioè Satana, era legato, non era riuscito a convincerLo per cui non aveva nessuna autorità su Gesù. Non avrebbe potuto ostacolarLo nel Suo compito, e tutte le sue vittime potevano essere finalmente liberate.

A Nazaret, nel suo primo sermone, Gesù disse: "Lo Spirito del Signore è su di me per portare liberazione ai prigionieri." Ma essi lo conoscevano troppo bene, per loro era un semplice falegname del villaggio ed era difficile poterlo credere; ma da quel momento in poi Egli iniziò a dare libertà alle vittime di Satana. Ogni tipo di malattia fu guarita, Egli stava realmente liberando le vittime del diavolo; di una donna piegata in due Gesù disse: "Satana ha tenuto legata questa donna per 18 anni ma ora io la libererò." Con i suoi miracoli Gesù stava dimostrando che il Regno di Dio è sovrano anche su quello di Satana, perché ogni guarigione è una dimostrazione palese che Egli è il Re e che il Regno di Dio ha autorità non solo sopra Satana, ma anche sopra le forze della natura. Così si dimostra il Regno di Dio, questo è il Suo governo. Un giorno Gesù predicò più a lungo del solito, tutti erano ormai stanchi ed affamati, e dopo aver finito di predicare a circa 12000 persone disse ai discepoli: "E' meglio che vi preoccupiate di dare loro da mangiare; date loro un pò del vostro cibo." I discepoli avevano portato del cibo, ma se lo erano già mangiato, di nascosto; Gesù sapeva che lo avevano fatto, perciò disse: "Date loro del cibo." Come mai lo sapeva? Perché avevano 12 ceste vuote. Questo è un particolare che passa spesso inosservato; essi devono aver pensato di non essere stati visti, così risposero: "Nessuno può aver cibo sufficiente per tutti", ma Gesù disse loro: "Noi possiamo dar loro da mangiare; datemi del vostro cibo!" A questo punto si guardarono intorno e videro un ragazzino con due pesci che stava cercando di mangiare. Andrea gli prese quel cibo e lo diede a Gesù, il quale incominciò a crearne dell'altro. Questo è il Regno di Dio, questo è il Dio che ha il pieno controllo di ogni cosa. Quando tutti ebbero mangiato a sufficienza disse ai discepoli che ora potevano avere la loro parte, riempiendo di nuovo le 12 ceste; si tratta di una storia divertente ed umana. In seguito a questa esperienza i presenti mormoravano: "Questo è l'uomo che vogliamo avere come Re! Egli guarisce i malati, acquieta la tempesta, ciba gli affamati, fa tutto ciò che vorremmo che un Re facesse; marciamo verso Gerusalemme e coroniamolo Re." Ma Gesù non volle andare con loro, mandò i discepoli in disparte sulla barca, salì sulla montagna per parlare con Suo Padre, e credo di sapere ciò che Gli disse: "Padre essi vogliono che sia il loro Re, ma non vogliono essere miei sudditi." Questa era la verità di fondo; ad eccezione di Erode, che era il Re dei capi Giudei, ognuno voleva Gesù come sovrano per i vantaggi che ne avrebbe potuto trarre. Ma Gesù non pensava ad un Regno di questo tipo, perciò rifiutò sempre.

Una delle affermazioni di Gesù, sulla quale ho sentito parlare di rado, è quella che dice che Egli non si fidava di nessuno perché sapeva ciò che era dentro il loro cuore, sapeva che non avevano intenzione di diventare sudditi disposti a fare quello che il Re voleva, per cui continuò nel Suo ministero dando dimostrazione del Regno. Dopo 6 mesi di attività rivolgendosi ai dodici disse: "Voi avete visto come dimostrare la potenza del Regno, adesso è giunto il momento anche per voi di fare la stessa cosa. Sceglietevi un compagno, ed io vi manderò due a due per le città; quello che dovrete fare è molto semplice: basta che risuscitiate i morti, guariate i malati, mondiate i lebbrosi e cacciate i demoni. Quando avrete fatto tutto questo, allora potrete dire che il Regno è arrivato."

Ecco la maniera in cui si comunica il Regno. Prima si dimostra, poi si dichiara. Prima lo fai vedere e poi lo fai sentire. Questo è il metodo giusto di proclamare il Vangelo del Regno.

Posso immaginare Giacomo e Giovanni mentre entrano nella prima città sperando di non incontrare nessun posseduto, ma ecco che quando il posseduto arriva Giacomo dice a Giovanni: "Si sta facendo tardi, c'è una pizzeria dietro l'angolo, andiamo a cena, a lui ci penseremo domani." Ma Giovanni replica: "Sei un codardo; tu fai il primo ed io farò il secondo, vai avanti. Io sarò dietro l'angolo a pregare per te." Penso che questo potrebbe essere il modo in cui essi cominciarono. La Bibbia ci dice che loro stessi non credevano a ciò che accadeva, e quando ritornarono da Gesù erano così eccitati che dicevano: "Maestro perfino i demoni ci obbediscono!" Ma Gesù disse loro di stare calmi, di non eccitarsi per la potenza che era stata data loro, ma di rallegrarsi piuttosto, perché i loro nomi erano scritti nel libro della vita. Gesù fu felicissimo di tutto questo; è scritto che gridò: "Vedevo Satana cadere giù dal cielo come un fulmine." La sua gioia era giustificata, in quanto mandò 12 uomini ordinari e vedeva Satana vinto da loro. Per la prima volta capì che tutto ciò avrebbe funzionato, che persone normali potevano buttare giù il regno di Satana, così esclamò: "Padre ti ringrazio, perché Tu non ti sei servito di persone ricche e intelligenti, ma di questi ragazzi." Questa è la parola che venne usata, perché probabilmente in quel tempo i discepoli avevano dai 18 ai 20 anni. Ciò nonostante non trovava ancora sudditi, non trovò nessuno che fosse disposto ad obbedire.

Un giorno sulla montagna disse ai Suoi discepoli: "Adesso vi descriverò quali caratteristiche deve avere un mio suddito: egli deve essere povero nello spirito, capace di piangere, puro di cuore, misericordioso e pronto a subire delle ingiustizie, perché di tali è il Regno dei Cieli." Disse che queste persone sarebbero state luce nelle tenebre, perché avrebbero rispettato le nuove leggi che Lui stava dando quando diceva: "Se nel Regno di Israele tu non devi uccidere, nel Regno dei Cieli tu non devi nemmeno adirarti, non devi desiderare la morte di nessuno, non devi neppure chiamare una persona pazza, perché tutto questo è come essere omicidi nel mio Regno. Se nel Regno di Israele tu non puoi commettere materialmente adulterio, nel mio Regno ci sono anche altri modi per farlo; per esempio con la tua mente, puoi farlo semplicemente guardando una donna, desiderandola, lo puoi fare in maniera legale, divorziando da tua moglie e sposandone un'altra, tutto questo è come l'adulterio nel mio Regno."

Così Egli proseguì illustrando man mano le leggi del Regno. A mio avviso una delle cose più dure che Egli disse è stata quella che ai suoi sudditi è proibito preoccuparsi; ecco perché non vediamo nessun cristiano preoccupato. Nessuno nelle nostre chiese si preoccupa mai di niente, perché è vietato nel Regno dei Cieli; ma è proprio così che ci comportiamo? Oppure abbiamo anche noi paura del domani? Egli diceva che se i sudditi si preoccupano calunniano il Dio del cielo; sarebbe come dire che il vostro Padre celeste ama più gli animali che i Suoi figli. Egli fa crescere l'erba della campagna e ciba gli uccelli dell'aria, ma io, che sono suo figlio, devo preoccuparmi perché egli non fa altrettanto per me. Questo è ciò che noi praticamente dimostriamo quando ci preoccupiamo. Così continuava dicendo: "I miei sudditi faranno vedere il loro elevato standard morale alle persone, manterranno la loro vita devozionale nel segreto, non si faranno vedere dagli altri quando pregano e digiunano o quando danno delle offerte; la parte religiosa della loro vita sarà mantenuta segreta, ma la loro moralità sarà messa in evidenza per essere vista da tutti. Essi non ripagheranno male per male ad alcuno, ma benediranno quelli che li maledicono e pregheranno per i loro nemici; infatti i miei sudditi saranno perfetti proprio come mio Padre nel cielo è perfetto."

Con tutto ciò penso che non ci sia da meravigliarsi se non riusciva a trovare nessun suddito, questa è una difficoltà che anche oggi viene incontrata, infatti il "Sermone del Monte" esige dalle persone una moralità elevatissima che nessuno è in grado di mantenere. Gesù è stato uno dei pochi predicatori capaci di perdere tutti coloro che Lo ascoltavano in una sola volta, questa Sua caratteristica era preziosissima e tutti i pastori dovrebbero possederla. Molti, invece sono timorosi a questo riguardo e ciò porta a diversi compromessi dannosi per la chiesa. Gesù non aveva timori di questo genere, predicò a 6000 persone e tutti Lo lasciarono dicendo che le Sue erano pretese troppo difficili da soddisfare, solo in dodici restarono con lui. A loro si rivolse chiedendo se per caso non se ne fossero voluti andare anch'essi; al che Pietro rispose: "Maestro se ci fosse qualcuno a cui andare ce ne saremmo già andati!" Praticamente questo è il significato di: "Tu sei l'unico che parla di vita eterna, perciò noi rimarremo." Gesù allora con tristezza disse: "Eppure uno di voi è un diavolo!" Ancora una riduzione, erano rimasti in 11!

Una delle molte cose che ammiro in Gesù è la Sua onestà; Egli diceva sempre con estrema franchezza alle persone che cosa significasse essere Suoi discepoli. Oggi, invece, c'è troppo evangelismo che non è chiaro a questo riguardo. Quando la folla andava verso di Lui, Egli chiedeva loro per quale motivo Lo stessero seguendo, li metteva al corrente che nessuno può essere veramente Suo discepolo se ama più di Lui un suo genitore o suo figlio, nessuno può essere Suo discepolo se non abbandona tutto quello che ha, diceva che se pensavano di non essere in grado di portare a termine il cammino che stavano per intraprendere era meglio che non lo iniziassero nemmeno, piuttosto che iniziare e poi lasciare. Certamente, secondo il nostro modo di vedere, questo non è il modo migliore per costruire un grande Regno.

Durante i Suoi tre anni di ministero quello che Gesù richiedeva dai Suoi discepoli si faceva sempre più difficile da soddisfare, per questo le folle diminuirono continuamente di numero finché rimasero solo in pochi, ed anche questi, nel momento cruciale, furono dispersi. Perciò dopo tre anni di lavoro se avessimo potuto chiedere a Gesù quanti sudditi aveva il Regno di Dio, egli avrebbe dovuto rispondere: "Io soltanto, nessuna di queste persone mi è rimasta fedele, sono rimasto da solo." Ciò nonostante il regno è venuto ed Il Sovrano è arrivato, ora mancano soltanto i sudditi. Il Vangelo serve a formare dei discepoli, ovvero dei sudditi del Re Gesù, e noi come proclamatori dobbiamo predicare con esattezza a cosa si stia andando incontro e cosa Gesù si aspetta da noi, poiché solo in questo modo risulterà chiaro a tutti che c'è un solo mezzo per riuscire a soddisfare tutte le Sue richieste; solo lo Spirito Santo con la Sua potenza può preparare uomini con queste caratteristiche, nessuno con le sue proprie forze può riuscirvi, ecco perché le persone hanno bisogno di esserne ripiene al più presto possibile, altrimenti non ce la faranno mai.


DA CREATORE A FALEGNAME

Gesù è stato falegname a Nazaret per 18 anni senza che nessuno mai sospettasse chi era, questo naturalmente generò notevoli perplessità quando si rivelò. Per comprendere meglio cosa accadde allora, provate a pensare cosa accadrebbe ora se un garagista di Milano venisse qui e dicesse: "Io sono Dio!" Pensate che molti gli darebbero ascolto? Prima falegname a Nazaret, poi, improvvisamente, all'età di 30 anni tutti parlano di lui. Naturalmente le persone trovarono molto strano tutto ciò, erano perplesse, si chiedevano: "Ma chi crede di essere?" In realtà chi era questo Gesù?

Cerchiamo di conoscerLo meglio: le persone di allora non sapevano dove fosse nato né come fosse nato, per loro era semplicemente il falegname di Nazaret, e quello non era il posto adatto per la nascita di un Re, quindi, per loro, era già partito con il piede sbagliato, ed anche per questo avevano molti problemi a crederlo. La prima cosa che cominciò a farli riflettere f