Sermoni
illustrati di C. H. Spurgeon
(Pubblicato
con permesso del sito Cristiani
Evangelici)
Le illustrazioni
più importanti e le frasi più sorprendenti sono state
prese da tre volumi da molto tempo fuori stampa. Ci sono più
di 500 illustrazioni e citazioni dirette in questo volume, usate
durante il potente ministerio di questo intellettuale e spirituale
gigante di Dio.
La vita
dell'apostolo Paolo è evidenziata in molti modi. Uno di essi
è il modo in cui comincia ed in cui finisce. Egli inizia
innalzando e magnificando Cristo: "E subito si mise a predicar
nelle sinagoghe che Gesù è il Figliuol di Dio"
(Atti 9:20).
Con quella costanza e consistenza, così raramente trovabili
nei cristiani, "l'apostolo dei Gentili" finisce
la sua corsa nell'esatto modo in cui inizia (Atti 28:30,31).
1) AFFLIZIONE
- BENEDETTA
Un arco di tribolazione ha scagliato Davide, come una freccia, verso
Dio. È una cosa benedetta, quando le ondate delle afflizioni ci
scagliano sopra la roccia della fiducia in Dio, quando le tenebre
di sotto ci fanno vedere la luce di sopra.
2) AFFLIZIONE - ACCOMPAGNATA DALL'ONORE
Anticamente uno schiaffo sull'orecchio, dato dal padrone allo schiavo,
significava libertà. Lo schiavo, quindi, non si preoccupava quanto
fosse duro il colpo. Tramite il tocco della spada del re, il guerriero
diventava un cavaliere. Era poca cosa, per il nuovo cavaliere, che
il tocco, dato dalla mano reale, fosse un po' pesante. Quando il
Signore intende alzare il Suo servo in una posizione spirituale
più elevata, Egli frequentemente, manda loro una dura prova. Egli
rende i suoi "Giacobbe" principi vittoriosi, ma conferisce l'onore,
accompagnato da una slogatura, dopo una notte di combattimento.
Chi tra noi vorrebbe essere privato delle prove, se queste sono
tappe necessarie per un progresso spirituale?
3) AFFLIZIONE - RISVEGLIA LA GRATITUDINE
Le afflizioni ci fanno riconoscenti verso la misericordia, che una
volta trattavamo con indifferenza. L'altro giorno, noi sedemmo per
mezz'ora in una stalla di vitelli, molto grati per il riparo dal
temporale: non saremmo entrati in quella stalla per nessun altro
motivo.
Le persone scontente hanno bisogno di un po' di pane di avversità
e di un po' di acqua d'afflizione, per curarsi dalla brutta abitudine
di mormorare. In circostanze problematiche, impareremo ad apprezzare
perfino le cose che prima detestavamo. Non siamo amanti di lucertole,
ma sul Ponte di San Martino, nella Valle D'Aosta, dove ci sono zanzare
ed insetti di tutte le specie, che ci infastidiscono e ci distraggono,
noi apprezziamo i piccoli compagni verdi e ci sentiamo attaccati
a loro, quando tirano fuori le loro lingue e divorano i nostri terribili
nemici. Le avversità sono dolci perché ci portano ad avere la giusta
stima della misericordia, che prima consideravamo poco.
4) AFFLIZIONE - UN INCENTIVO ALLO ZELO
Nell'annale greco c'è una vecchia storia di un soldato di Antigono,
il quale aveva una malattia estremamente dolorosa, che probabilmente
l'avrebbe portato molto presto alla tomba. Il soldato era sempre
il primo nell'attacco, affrettandosi nella parte più calda della
battaglia, come il più coraggioso dei coraggiosi. Il suo dolore
lo incitava a combattere al punto che egli dimenticava il dolore;
egli non temeva la morte, perché sapeva bene che, in ogni caso,
non avrebbe avuto lunga vita. Antigono, che ammirava grandemente
il valore del suo soldato, avendo scoperto la sua malattia, l'aveva
fatto curare da uno dei più eminenti medici del tempo. Ma, ahimè!
Da quel momento il guerriero era assente dal fronte della battaglia.
Egli ora cercava il proprio agio, perché, come diceva ai suoi compagni,
egli aveva qualcosa per cui valeva la pena di vivere, cioè la salute,
la casa, la famiglia ed altri conforti ed egli non voleva rischiare
come prima. Così, quando le nostre difficoltà sono molte, la grazia
divina ci rende più coraggiosi nel servizio al Signore; sembra che
noi non abbiamo nulla per cui vivere in questo mondo, siamo guidati,
dalla speranza del mondo a venire, ad essere zelanti, a rinunciare
a noi stessi, ad operare. Ma, come spesso accade, quando ci ritroviamo
in tempi migliori, a motivo delle gioie di questo mondo, ci viene
duro ricordare il mondo a venire e così ci immergiamo in comodità
disonorevoli.
5) ETÀ - NON E' UNA CURA PER IL PECCATO
Esopo racconta che un giorno un'anziana signora trovò una giara
vuota che era stata piena di un eccellente vino invecchiato, di
cui conservava ancora il profumo. Molto spesso vi si avvicinava
e, accostando il naso, esclamava: "Oh, che delizia! Quanto deve
essere stato buono questo vino per lasciare un così dolce profumo!".
Gli uomini rimangono spesso attaccati ai loro vizi, anche quando
la loro capacità di goderne è andata via. I ricordi della baldoria
e della sfrenatezza giovanile appaiono essere sempre dolci agli
empi, anche nella loro avanzata età. Essi annusano le bottiglie
vuote delle loro follie e desiderano solo di potersi ubriacare di
nuovo con esse. L'età non cura il cuore malvagio, ma mette in luce,
in modo ridicolo e penoso, la perversità indelebile della natura
umana.
6) ANGELI - MINISTRI
Ho spesso riflettuto su un'espressione di Maometto, quando nella
battaglia di Ohod, indicando i nemici, disse ai suoi seguaci: "Attacchiamoli!
Posso sentire le ali degli angeli che ci vengono in aiuto". Quella
fu una delusione per lui ed i suoi, dato che vennero tristemente
sconfitti; ma non è una delusione nel caso dei servitori di Cristo.
Noi possiamo ascoltare le ali degli angeli. La Provvidenza lavora
sempre con te quando tu lavori per Dio.
7) IRA - INVENTIVA
L'uomo riesce sempre a trovare il modo di peccare contro Dio. Mi
ricordo, quando ero giovane, un ragazzo che, quando giocava con
i compagni di scuola, andava sempre su tutte le furie e avrebbe
sempre voluto lanciare qualcosa alla persona con la quale era arrabbiato.
Quello che ho notato è che aveva sempre qualcosa da lanciare. Sia
in classe, sia nel campo, che in strada, c'era sempre una pietra,
un libro o qualcos'altro pronti nelle sue mani.
Così è con le persone che combattono contro il Signore: nella furia
della loro ribellione, scoprono armi ovunque. La mente malvagia
è veloce nell'escogitare, l'orecchio depravato rapido nell'ascoltare
e la mano peccaminosa, lesta nel compiere ogni sorta di disobbedienza.
8) BATTESIMO
C'è ovunque la tendenza di dire: "Il battesimo non deve essere menzionato,
è una forma di settarismo". Chi lo dice? Se lo ha comandato il Signore,
chi osa chiamarla una forma di settarismo? Non ci è comandato di
predicare solo una parte dell'Evangelo, ma tutto l'Evangelo.
9) BATTESIMO DI SPURGEON
Ricordo con piacere quando ho dichiarato la mia fede apertamente
con il battesimo. Ricordo vivamente la scena. Era il 3 Maggio e
faceva freddo a causa di un vento pungente. Vedo il gran fiume,
la folla sulla riva e la compagnia sulla nave traghetto. La Parola
del Signore fu predicata da un uomo di Dio che ora è andato con
il Signore. Dopo che ebbe finito, scese nelle acque, noi lo seguimmo
e ci battezzò. Ricordo come, dopo essere stato per tanto tempo schiavo
della timidezza, uscii dalle acque con un santo coraggio dovuto
a quell'atto di decisione, consacrato da quel momento in poi ad
essere una testimonianza duratura. Tramite una dichiarazione di
morte al mondo, io affermai pubblicamente il desiderio di vivere
con Gesù, per Gesù e come Gesù.
10) VIVIAMO CREDENDO
Non si può vivere senza fede, perché ci viene detto continuamente:
"Il giusto vivrà per la sua fede". Credere è il nostro stile di
vita e, quindi, ne abbiamo sempre bisogno. Se Dio ti dà grande fede,
caro fratello mio, devi aspettarti grandi prove, perché, in proporzione
a quanto crescerà la tua fede, dovrai fare di più e sopportare di
più. Le piccole imbarcazioni possono rimanere vicino alla costa,
come si addice a piccole barche, ma se Dio ha fatto di te una grande
nave e ti carica abbondantemente, Egli vuole che tu sappia cosa
sono le grandi onde e che tu provi la loro furia, fino a quando
vedrai " i Suoi segni nelle profondità".
11) LA LEALTA' DEL CREDENTE
Hai mai sentito parlare dei feriti nelle guerre di Napoleone, che
continuavano a rimanere attaccati al loro imperatore, con un amore
idolatra, anche nell'ora della morte? Alzandosi sui gomiti, il soldato
della Vecchia Guardia, diede un ultimo sorriso al grande capitano.
Se quel guerriero moribondo avesse visto Napoleone cavalcare sul
campo di battaglia, avrebbe gridato: "Viva l'imperatore!", e poi
sarebbe spirato. Si legge di uno che, quando i sergenti cercavano
di estrargli un proiettile dal peto, disse: "Andate ancora più a
fondo e troverete l'Imperatore". Egli l'aveva nel suo cuore.La lealtà
del credente nei confronti del Signore Gesù Cristo è infinitamente
più lodevole.
12) CITARE LA BIBBIA ACCURATAMENTE
In una riunione di preghiera ho sentito un fratello dire: "Il Signore
ha fatto cose grandi cose per noi, quindi vogliamo essere nella
gioia"; ed io avrei voluto saltargli alla gola per fargli ripetere
quel passo nella sua forma corretta.
13) BIBBIA - TRASCURATEZZA
L'ultimo libro edito, magari con una storia sentimentale, avrà senz'altro
dei lettori attenti, mentre le profondità divine, misteriose ed
ineffabili della conoscenza celeste, vengono disprezzate. Fratelli
miei, troppi mangiano i frutti acerbi delle vigne di Satana e disprezzano
totalmente i frutti della vigna del Signore!
14) LA BIBBIA - LA PAROLA DI DIO
C'è una differenza sostanziale tra la "parola dell'uomo" e la "Parola
di Dio" ed è un terribile errore scambiare l'una per l'altra. Se
si riceve il Vangelo come "parola d'uomini" non se ne otterrà alcuna
benedizione, perché la dolcezza dell'Evangelo sta nella fiducia,
che abbiamo nel nostro cuore, che si tratta della Parola di Dio.
15) IL MOTIVO DELL'INTERESSE VERSO LA BIBBIA
Una scialuppa di salvataggio potrà anche avere belle decorazioni
ed una sagoma attraente, ma queste non sono le qualità per cui io
l'apprezzo: essa è stata, infatti, la mia salvezza in mezzo al mare
infuriato! Allo stesso modo, l'interesse di un'anima rigenerata
verso la Bibbia, si basa su un'applicazione personale della verità
che salva contenuta in essa. Se non c'è gusto per questa verità,
non vi può essere piacere per le Scritture.
16) BIBBIA - PERCHÉ I PRETI LA RIFIUTANO
Il vero motivo per cui i cattolici vietano di leggere le Scritture,
non è per evitare che gli uomini commettano errori ed eresie, ma
per evitare che la gente scopra quegli errori ed eresie imposti
da loro. Ciò portò uno dei loro preti a lamentarsi amaramente di
Lutero che li stava privando del loro commercio, dicendo che se
non fosse stato per lui sarebbero riusciti a persuadere il popolo
tedesco anche a mangiare fieno. In effetti, tutto può scendere attraverso
la gola di un cieco.
17) PUNIZIONE - PROVA D'AMORE
Il Signor Rutheford, scrivendo ad una donna che aveva perso cinque
bambini e suo marito, le disse: "Oh, quanto Cristo deve amarti!
Egli vorrebbe prendere ogni pezzetto del tuo cuore per te stesso.
Egli non vorrebbe permetterti di riservare alcuna parte della tua
anima per le cose materiali." Possiamo stare in piedi di fronte
a questo esame? Possiamo dedicarci interamente per la Sua causa?
18) BAMBINI - IL LORO FUTURO
All'inizio della rivoluzione Francese, gli scolari di Bourges, dai
dodici ai diciassette anni, formarono una "Banda di Speranza". Indossavano
un'uniforme e svolgevano delle esercitazioni. Nelle festività la
loro bandiera era spiegata, esponendo in lettere risplendenti la
frase: "Tremblez, Tyrans, nous grandirons!" (Tremate, Tiranni, noi
diventeremo grandi!). Senza alcuna accusa di falso entusiasmo, noi
possiamo, nell'immaginazione, sentire il grido di confidenza e coraggio
pronunciato dai giovani Cristiani del futuro. Essi dicono: "Tremate,
o nemici, noi stiamo crescendo per Dio!".
S.R. Pattison. Indirizzato all'incontro dell'Unione Battista, 1869.
19) CRISTO PER TUTTI
Ricordo, nella vita di Martin Lutero, che egli vide, in una Chiesa
Cattolica Romana, un quadro del Papa con i cardinali, i vescovi,
i preti, i monaci ed i frati, tutti sul ponte di una nave. Ognuno
di loro era salvo. I laici, invece, poveri infelici, erano in lotta
nel mare e molti di loro annegavano. Si salvavano solo quelli che,
dalla magnanimità di quegli uomini pii, che stavano sul ponte della
nave, ricevevano una fune o un asse. Questo non è l'insegnamento
del nostro Signore. Il Suo sangue è stato versato "per molti" e
non per pochi. Egli non è il Cristo di una casta, o di una classe,
ma il Cristo di tutti gli uomini, in qualunque condizione essi si
trovino. Il Suo sangue è stato versato per molti peccatori, i cui
peccati possono essere rimessi.
20) CRISTO LA VIA
Un ministro in America, tempo fa, stava passando tra i banchi della
sua chiesa durante un risveglio, quando un giovane pieno di zelo
gli gridò: "Signore, può dirmi la via che conduce a Cristo? "No",
fu la risposta data, dopo un'attenta riflessione. "Io non posso
dirti la via che conduce a Cristo". Il giovane rispose: "Chiedo
scusa, pensavo che tu fossi un ministro del Vangelo". "Si, lo sono",
fu la replica. "E come mai non puoi dirmi la via che conduce a Cristo?".
"Amico mio", disse il ministro, "non c'è una via che conduce a Cristo.
Egli stesso è la via. Chiunque crede in Lui è giustificato da ogni
cosa. Non c'è una via che conduce a Cristo; Cristo è qui."
21) CRISTO NON RIGETTA
Io ho predicato il Vangelo per molti anni, ma non ho mai incontrato
un peccatore che Cristo abbia rifiutato di purificare, quando questi
veniva a Lui. Non ho mai conosciuto un singolo caso di un uomo che
si sia affidato a Gesù ed abbia chiesto di essere perdonato, confessando
ed abbandonando il suo peccato, che sia stato cacciato fuori. Dico
che non ho mai incontrato un uomo che sia stato rifiutato da Gesù;
neanche io farò una cosa del genere. Io ho parlato con prostitute
alle quali Egli ha restituito la purezza, con ubriaconi che Egli
ha liberato dalle loro cattive abitudini e con uomini colpevoli
di vergognosi peccati, che sono diventati puri e casti attraverso
la grazia del nostro Signore Gesù. Essi mi hanno detto sempre la
stessa storia: "Io ho cercato il Signore ed Egli mi ha ascoltato;
Egli mi ha lavato nel Suo sangue e sono stato imbiancato come la
neve."
22) CRISTO - LA SOLA DIFESA DELL'ANIMA
Una vecchia favola narra di una colomba che si lamentava con i suoi
compagni uccelli, dicendo che il falco era un tiranno crudele e
che era assetato del suo sangue. Uno le consigliò di tenersi bassa,
ma il falco poteva scendere in picchiata contro la sua preda; un
altro le consigliò di volare alta, ma anche il falco poteva salire
in alto. Un terzo le suggerì di nascondersi tra gli alberi, ma ahimè,
è proprio lì che dimora il falco. Un quarto le raccomandò di rimanere
in città, ma gli uomini l'avrebbero cacciata e lei temeva che il
falconiere le cavasse gli occhi per farne sport per il falco. Infine,
uno le disse di nascondersi nelle fenditure della roccia, dove sarebbe
stata al sicuro da ogni violenza. Il significato è semplice, lettore;
non mancare di afferrarlo e di agire di conseguenza. La colomba
è la tua povera anima indifesa. Satana è il tuo crudele nemico;
non fuggiresti da lui? La tua povertà non ti può proteggere, perché
il peccato può scendere in picchiata fino al livello dell'uomo e
trascinarlo all'inferno. Le tue ricchezze non sono una sicurezza,
perché Satana le può rendere un laccio e se anche sali in alto,
gli uccelli da preda possono seguirti e divorarti! Il mondo, con
tutte le sue sollecitudini, non può ripararti, perché qui il grande
nemico è di casa; egli è il principe di questo mondo e rapisce gli
uomini che cercano facili divertimenti, come un nibbio afferra un
passero. Né puoi sentirti al sicuro se ti apparti, perché ci sono
peccati propri della quiete e il terribile avvoltoio dell'inferno
volteggia sopra la solitudine, per trovare anime indifese e dilaniarle.
Oh, voliamo subito verso di essa! Gesù è stato trafitto per il peccato:
la fede in Lui salva subito e per sempre.
23) CRISTIANI - TUTT'UNO
Possiamo bene chiamarci fratelli, perché siamo redenti da uno stesso
sangue, siamo p partecipi della stessa vita, ci cibiamo dello stesso
cibo celeste, siamo uniti allo stesso Capo vivente, cerchiamo gli
stessi fini, amiamo lo stesso Padre, siamo eredi delle stesse promesse
e dimoreremo per sempre insieme nello stesso cielo.
24) CRISTIANI - TRASCURATEZZA DEL SIGNIFICATO DELLA GRAZIA
Tempo fa, ad una riunione di preghiera, un fratello pregò il Signore
che benedicesse coloro che erano a casa, sui letti d'infermità e
sui divani del benessere. Le ultime parole erano inaspettate, ma
molto appropriate.
25) PERDERE CRISTO
Hai perso Cristo a motivo del peccato? Non Lo ritroverai se non
abbandonando il peccato e cercando, per lo Spirito Santo, di mortificare
il membro che ti è occasione di caduta. Hai perso Cristo trascurando
le Scritture? Devi ritrovarLo nelle Scritture. Un proverbio dice:
"Cerca una cosa lì dove l'hai lasciata; essa è lì". Così, cerca
Cristo lì dove Lo hai perso, perché Egli non se n'è andato.
26) CRISTO IL TEMA DEL PREDICATORE
Il pulpito dovrebbe essere un piedistallo per la croce, ma ahimè!
A volte, la stessa croce è usata come un mero piedistallo per la
fama del predicatore. Dal pulpito possiamo parlare con eloquenza,
possiamo mostrare genialità, possiamo esprimerci con poesia, possiamo
diffondere la luce della scienza, possiamo imporre precetti morali,
ma se non facciamo di Cristo il centro della predicazione, abbiamo
dimenticato il nostro scopo e non faremo niente di buono. Satana
trema solo davanti alla croce. Se vogliamo distruggere il suo potere
ed estendere quel Regno santo e benigno, che è giustizia, pace e
gioia nello Spirito Santo, dobbiamo farlo attraverso il mezzo della
croce.
27) GESÚ CRISTO - L'ESSENZA DELLA TEOLOGIA
Il venerabile e religioso dr. Archibald Alexander di Princeton,
Stati Uniti, è stato un predicatore di Cristo per sessant'anni ed
un professore di teologia per quarant'anni. Egli morì il 22 ottobre
del 1851. Sul suo letto di morte gli fu sentito dire, da un suo
amico, questa frase: "Tutta la mia teologia si è ridotta a queste
ristrette parole: Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare il
peccatore".
28) CRISTIANI MALINCONICI
Tra le tante curiosità in seno alle chiese, devo dire che ho conosciuto
molti cristiani profondamente spirituali, i quali hanno avuto quasi
timore di gioire. Molti sinceri credenti sono stati influenzati
da opinioni errate, tanto che per loro è un sacro dovere essere
malinconici.
29) CRISTIANI
Non siamo noi in Cristo come gli uccelli sono nell'aria? Chi li
sostiene e li rende capaci di volare? Non siamo noi in Cristo come
i pesci sono nel mare? Il nostro Signore è diventato elemento di
noi stessi, il nostro centro vitale e tutto ciò che ci circonda.
In Lui viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra esistenza. Egli
è in noi e noi siamo in Lui. Senza di Lui noi non possiamo fare
nulla e non siamo niente. Così noi siamo vigorosamente in Lui.
30) CRISTIANI - ALCUNI COME VECCHIA PORCELLANA
La mia venerabile nonna possedeva un servizio di porcellana di prima
qualità, parte del quale, credo, è usato ancora oggi. Perché esiste
ancora? Perché è considerato come un piccolo servizio. Esso è usato
solo nei giorni importanti, nelle occasioni, una volta ogni sei
mesi, quando pastori ed amici vengono per prendere il tè. Era veramente
un bel servizio di porcellane, troppo buono per essere usato per
la merenda dei bambini. Alcuni cristiani sono come questo delicato
vasellame, che non è usato molto spesso. Essi sono troppo "buoni"
per essere usati ogni giorno, non insegnano ai loro domestici, non
cercano di avvincere per Cristo i loro vicini di casa. Sono bravi
a parlare nelle conferenze. Oh! Tu porcellana delicata come un guscio
d'uovo! Io ti conosco, non temere. Non sto venendo a frantumarti,
ma, tuttavia, vorrei piuttosto farti preoccupare, facendoti notare
che nel caso di tale vasellame, quale tu sei, si rompono molti più
pezzi nella credenza, prima ancora di essere messi a tavola. Resisterai
molto più a lungo se ti preoccuperai di lavorare per Cristo nelle
opportunità che ti sono presentate ogni giorno. Gesù non ha mai
avuto dei momenti particolari per essere usato e nemmeno tu devi
volerli.
31) LA CHIESA - AMORE PER CRISTO
La Chiesa è la sposa di Cristo e per una sposa fallire nell'amore
è fallire in tutto. È inutile per la moglie essere ubbidiente, se
l'amore per suo marito si è affievolito: ella non adempie il suo
dovere. Ella ha dimenticato l'anima e la vera essenza del matrimonio:
l'amore. Così, fratelli miei, il nostro amore per Cristo è un argomento
molto importante, poiché ci insegna la vera essenza della comunione,
con Colui che è la corona e l'essenza della nostra vita spirituale.
Come Chiesa, noi dobbiamo amare Gesù, altrimenti abbiamo perso la
nostra ragione di esistere. Perdere l'amore è perdere tutto. Perdere
il nostro "primo amore" significa perdere forza, pace, gioia e santità.
32) UNA CHIESA NUOVA
Una chiesa senza vita è uno svigorire il Golgota, un posto dove
sorgono cose malvagie, una casa di demoni. Le tombe possono essere
nuovamente mascherate (o imbiancate), ma esse non sono altro che
sepolcri aperti, ritrovo di spiriti immondi. Una chiesa vivente,
invece, è un piccolo paradiso, il soggiorno degli angeli, il tempio
dello Spirito Santo. In qualche nostra chiesa, invece, qualcuno
sembra essere un po' più freddo degli altri ed i membri sono ghiaccioli
santi. Un freddo generale ha paralizzato tutti e sebbene alcuni
sono più freddi degli altri, sono tutti sotto zero.
33) ANDANDO A CRISTO COME UN PECCATORE
Un grande monarca aveva l'abitudine, in certe occasioni, di ospitare
tutti, compresi i mendicanti della città. Attorno a lui erano messi
i suoi cortigiani, i quali indossavano dei vestiti sontuosi. I mendicanti
sedevano allo stesso tavolo, indossando i loro poveri stracci. Accadde,
un certo giorno, che uno dei cortigiani rovinò il suo vestito di
seta, cosicché non osò più metterlo e pensò: "Oggi non posso andare
al banchetto del re, perché il mio abito è sporco". Egli scoppiò
in un sonoro pianto, finché un pensiero gli balenò alla mente: "Domani,
quando il re terrà il suo banchetto, alcuni verranno come cortigiani
vestiti felicemente, nei loro meravigliosi abiti, ma altri verranno
e saranno altrettanto benvenuti, anche se vestiti di stracci". "Bene,
bene", disse, "purché io possa vedere il viso del re e sedere alla
tavola reale, io entrerò tra gli straccioni". Così, senza essere
addolorato per la perdita del suo abito di seta, indossò gli stracci
di un mendicante e vide il viso del re, così come se avesse indossato
i suoi abiti di lino fino e scarlatto. La mia anima, spesso, ha
fatto questo, quando da me non traspariva la salvezza. Ti auguro
di fare la stessa cosa, quando ti troverai nella medesima situazione.
Se non puoi andare a Gesù, come un santo, vai a Lui come un peccatore.
Solo andando con semplice fiducia a Lui, tu riceverai gioia e pace.
34) LA COMUNIONE DEI SANTI
Quello che la circolazione del sangue è per il corpo umano, tale
è lo Spirito Santo per il corpo di Cristo, che è la chiesa. Ora,
tramite la virtù di quest'unico sangue, che porta la vita, ogni
membro del corpo è unito agli altri e fino a quando durerà questa
vita, è inevitabile questa unità.
Se la mano non si lava, l'occhio non può rifiutare la comunione
con essa per questo motivo. Se il dito è malato la mano non può
interrompere la vita che scorre attraverso il sangue, legando una
corda intorno al dito. Nessuna cosa, tranne la morte, può interrompere
quella comunione. Se si vuole interrompere questa comunione, tu
devi staccare il membro dal resto del corpo, altrimenti esso deve,
per necessità comune, restare legato con il resto del corpo. Per
il corpo di Cristo accade la stessa cosa. Nessuna legge può impedire
la comunione di un membro vivente di Cristo con un altro, il battito
della comunione vivente manda un impulso attraverso l'intera struttura
mistica. Dove c'è una sola vita, la comunione è una conseguenza
inevitabile. Alcuni dicono di poter limitare la comunione e pensano
di poter praticare questo principio.
35) CONVERSIONI ISTANTANEE - NON TUTTE AUTENTICHE
Qualche volta i pesci saltano fuori dall'acqua con grande energia,
ma è sciocco concludere che essi possono lasciare l'elemento liquido
(l'acqua) per sempre. In un momento essi sono di nuovo nell'acqua,
come se non avessero mai abbandonato il corso d'acqua. Ciò che li
ha fatti uscire dall'acqua, infatti, è stato un volo che li ha interessati
momentaneamente, o un evento strano. L'acqua è ancora la loro casa,
la loro dolce casa. Quando noi vediamo delle persone, che per troppo
tempo sono state introverse, passare subito alla religione, non
possiamo essere sicuri che siano convertite. Può darsi che siano
state attirate da qualcosa, o siano state commosse da qualche entusiasmo
e se è così, presto ritorneranno ai loro vecchi parenti. Speriamo
bene, ma non entusiasmiamoci troppo.
36) CONVERSIONI - PARTICOLARE
Ci fu un uomo disperato, un membro del "Hell-fire Club", che andò
ad ascoltare Mr. Whitefield. Nella successiva riunione dei suoi
abominevoli associati, egli si alzò ed espose un sermone di Mr.
Whitefield, con una stupenda accuratezza, imitando il suo vero tono
di voce e i suoi modi. Durante la sua esortazione egli convertì
se stesso, si fermò, si sedette con un cuore rotto e confessò il
potere dell'Evangelo. Questo club fu dissolto.
Questa particolare confessione fu di Mr. Thorpe, di Bristol, uomo
del quale Dio si usò grandemente per la salvezza di altri. Io desidererei
che tu leggessi la Bibbia per schernirla, che non leggerla proprio,
desidererei che tu venissi ad ascoltare la Parola di Dio con odio,
che non ascoltarla mai.
37) CORRUZIONE - DIFFICILE A MORIRE
Mentre stavo parlando, un gatto balzò alle mie labbra e mi morse
selvaggiamente. Il mio amico, nella cui casa accadde ciò, decretò
che la povera creatura doveva morire. Egli eseguì personalmente
la sentenza con tutta la sua abilità e, pensando che fosse morto,
ne buttò via la carcassa. A sua sorpresa, il giorno dopo, il gatto
camminava per la casa. Molto spesso ho promesso di morire ad alcune
tendenze malvagie ed ho sognato, con orgoglio, che queste promesse
si fossero realizzate, ma ahimè, ho dovuto riconoscere, nei momenti
di debolezza, che le tendenze peccaminose sopravvivono ancora.
38) CORRUZIONE - VISTA PERFINO IN SOLITUDINE
George Shadford scrisse: "Un giorno un amico mi portò a vedere un
eremita sui boschi. Dopo alcune difficoltà trovammo il suo accampamento,
che era un piccolo posto come un porcile, che era costruito con
parecchi pezzi di legno, coperto di corteccia di alberi battuti,
di circa venti-trenta piedi di lunghezza, dove frequentemente camminava
per meditare. Se qualcuno gli offriva del cibo, egli lo prendeva,
ma se gli offrivano dei soldi si arrabbiava. Se gli veniva detto
qualcosa che non gli piaceva, diventava furioso. Visse in questa
cella, sette freddi inverni e dopo tutte le sue preghiere, dopo
aver cantato i grani e separatosi dal resto dell'umanità, la sua
natura corrotta viveva ancora con lui. Ahimè, ahimè, che differenza
c'è se siamo in Inghilterra o Irlanda, Scozia o America, se viviamo
tra l'umanità o appartati come un eremita, se portiamo ancora con
noi il nostro inferno, il nostro temperamento corrotto? Senza un
nuovo amore e uno spirito retto, nessuna condizione può liberare
l'uomo dalla schiavitù del peccato. Sia la compagnia, che la solitudine
non valgono a niente, finché la grazia non prevale in noi. Il diavolo
può tentare nella solitudine, così come nella folla. Noi non vogliamo
eremiti, ma mentalità celesti.
39) CONSOLAZIONE
Quando due cristiani si incontrarono insieme, sottoposti ad un ministro
scarso e povero, uno di loro confortò l'altro, intorno al discorso
scarno che stavano ascoltando, dicendo: "Non pensarci, amico mio,
è vero, non c'è molto in questo sermone, ma il testo è di per se
stesso una festa".
40) PERSONE CHE RASSOMIGLIANO AD UNA SEPPIA
Un vecchio detto pitagorico, dice: "Sepiam ne edito", "nessuno mangia
seppia". La seppia ha il potere di emettere un liquido nero che
tinge l'acqua di nero e le permette di nascondersi. Noi non dobbiamo
avere niente a che fare con coloro che rendono nera la loro vita,
cercando di nascondersi nelle tenebre; solo gli uomini onesti amano
la luce e solo i malvagi credono che le tenebre sono qualcosa di
gradevole. Quando un autore non è così chiaro da essere compreso,
lascialo stare affinché impari come scrivere; quando un predicatore
è mistico, esaltato e sofisticato, lascialo stare, perché è molto
probabile che si stia sforzando di coprire una latente eresia; quando
un uomo politico è profondamente astuto, fuggi da lui, non è un
uomo buono. Nessun uomo imbroglione o artificioso deve essere ammesso
nel cerchio delle tue confidenze. Ricorda il consiglio: "Nessuno
mangia una seppia".
41) MORTE
Ci sono diecimila cancelli alla morte. Un uomo muore soffocato da
un chicco d'uva, un altro muore mentre dorme in una nuova stanza
intonacata, un altro riceve la morte mentre passa vicino ad una
fogna puzzolente, un altro trova la morte in una casa ben ordinata,
o per il freddo preso durante una passeggiata. Così, anche color
che si studiano di non mangiare o bere cose nocive e non vanno nei
quartieri dove c'è pericolo di morte, vanno via in un tratto, cadono
dal divano in una bara, dalla sedia nel sepolcro.
42) LA MORTE
L'ora della morte può essere paragonata al quadro che si trova nella
Galleria Nazionale, nel quale è raffigurato Perseo che tiene in
mano la testa Medusa. Quella testa avrebbe trasformato in pietra
coloro che l'avrebbero guardata. Vi è un guerriero rappresentato
con una freccia in mano: egli è in piedi, rigido, trasformato in
pietra, con un giavellotto in mano. C'è un altro con un pugnale
in fondo alla veste, pronto a colpire: egli è ora una statua, un
assassino immobile e freddo. Un altro, rampicante per il lungo traforo,
come un uomo che tende un'imboscata, è ora una pietra solida: ha
dato un solo sguardo a quella testa e si è trasformato in pietra.
Così è la morte. Quello che io sono quando la morte è stesa verso
di me, ciò io sarò per sempre. Quando il mio spirito se ne andrà,
se Dio mi troverà a canticchiare le Sue lodi, io le canterò in cielo,
se Egli mi trova a dichiarare i voti, io seguirò quei voti all'inferno.
43) LA DECISIONE PER CRISTO
Dopo la disgrazia della sconfitta dei Romani, alla battaglia di
Allia, Roma fu saccheggiata e sembrava come se, da un momento all'altro,
i Galli avrebbero invaso la Capitale. In mezzo al presidio un giovane,
appartenente alla famigli a Fabian, ritornò il giorno dell'anniversario
di un sacrificio, per offrirlo sulla collina del Quirinale, secondo
l'usanza della sua famiglia. Questa collina era in possesso dei
Galli, ma quando spuntò il mattino, il giovane prese quegli utensili
necessari per offrire il sacrificio al suo dio e scese giù dalla
Capitale. Egli passò tra le sentinelle dei Galli, in mezzo al corpo
centrale e, offerto il sacrificio sulla collina, ritornò illeso.
Questo episodio viene ricordato con meraviglia nelle leggende Romane.
Così dovrebbe comportarsi un cristiano quando la decisione per Cristo
è presa. Anche se sei un uomo solitario in mezzo a mille avversari,
nel preciso momento, quando il dovere ti chiama, senza alcuna paura
del pericolo, vai diritto al punto assegnato, al tuo dovere e ricorda
che le conseguenze appartengono a Dio e non a noi. Io prego Dio
che, dopo questo esempio, possiamo essere testimoni di Cristo.
44) DECISIONE - DOVERE, BISOGNO
Se confessori, riformatori, martiri e gli uomini del patto, si sarebbero
considerati traditori al nome e alla fede di Gesù, dove ci sarebbe
la Chiesa oggi? Non dovremo noi essere come loro? Se non lo siamo,
non stiamo noi criticando i nostri padri? Non è molto belo leggere
di Lutero e delle sue buone opere? Certamente, tutti ammirano Lutero!
Si, certo, però non vorresti che oggi qualcun altro facesse similmente?
Quando andate ai giardini zoologici ammirate l'orso, ma vi piacerebbe
avere un orso a casa oppure un orso sciolto per le strade? Tu mi
dici che ciò sarebbe insopportabile e senza dubbio hai ragione.
Così ammiriamo un uomo che fu fermo nella fede, circa 400 anni fa,
anni che per lui sono stati una specie di trappola o una gabbia
di ferro, ma pensiamo che una specie d'uomo, oggi, sarebbe noioso
e quindi, non dovrebbe esserci. Chiamalo un uomo di veduta limitata,
bigotto, oppure dagli un nome peggiore, se puoi pensare a qualcos'altro.
Eppure immagina che in quei tempi passati, Lutero, Zwingli, Calvino
ed i loro compagni d'opera, avessero detto: "Il mondo è in disordine
e se noi proviamo a metterlo in ordine, non faremo altro che causare
una grande confusione, che ci farà entrare in disgrazia. Entriamo,
dunque, nella nostra camera, indossiamo il berretto da notte e dormiamo
sui brutti momenti e, forse, quando ci svegliamo le cose miglioreranno".
Una condotta così da parte loro ci avrebbe procurato un'eredità
di errori. Anno dopo anno sarebbero scesi nelle profondità infernali
e il pestifero pantano dell'errore li avrebbe inghiottiti. Questi
uomini amavano troppo la fede ed il nome di Gesù, per vederli calpestati.
Notando ciò che noi dobbiamo loro, paghiamo ai nostri figliuoli,
i debiti che abbiamo verso i nostri padri. Oggi, come ai giorni
della Riforma, deve essere presa una decisione. Ecco, abbiamo il
giorno per l'uomo, ma dov'è l'uomo per il giorno? Noi che abbiamo
avuto l'Evangelo, passatoci dalle mani dei martiri, non osiamo scherzare
con l'Evangelo o sederci ad ascoltare mentre viene rinnegato dai
traditori, che fingono di amarLo, ma dentro di loro cercano di aborrire
ogni riga che contiene. La fede che io ho, ha su di sè, i segni
del sangue sparso dai miei antenati.
45) SCORAGGIAMENTO
Colton dichiara che, nei momenti di scoraggiamento, Shakespeare
non si considerò un poeta e Raphael non si sentì degno di essere
chiamato un pittore. Noi consideriamo ciò come un morboso sospetto
di sé, imputandolo all'ipocondria; in qual altro modo possiamo parlare
di quei dubbi che occasionalmente affliggono il più Santo eminente
del popolo del Signore!
46) DEVOZIONE - MOLTO SINCERA
Il pescatore di perle, in piedi sulle rocce, si tuffa nel mare,
scendendo in profondità. Egli non sa se riuscirà a portare su, fuori
dell'acqua, una perla, per poter abbellire un diadema dell'imperatore;
ma egli cerca in profondità in quella speranza: e perché non dovrebbe
portare su, fuori dell'acqua, un tesoro come tutti gli altri? Anche
se il pescatore stesso fosse rozzo, scabroso ed aspro, egli potrà
gioire per una perla inestimabile. Così tu, chiunque tu sia, ti
supplico nel Nome dell'Eterno Dio, immergiti, con tutto il tuo cuore
nel tuo lavoro che Dio ti ha affidato e scoprirai qualche tesoro
nascosto, che abbellirà il diadema dell'Emmanuele.
47) BONTA' DIVINA CHE NON CESSA
Non c'è alcun piacere nel leggere un articolo interessante nella
tua rivista e trovarti quelle sinistre parole: "continua". Eppure
sono parole di gioia se applicate ad altri fatti. Che conforto è
ricordare che la benignità e la misericordia del Signore continuano
nel tempo! Nei lunghi anni del nostro pellegrinaggio abbiamo potuto
sperimentare che non è possibile esaurire l'amore eterno di Dio.
La bontà provvidenziale è una catena infinita ed un torrente che
accompagna il pellegrino, una ruota che gira in perpetuo, una stella
che brilla sempre, che ci guida al posto dove Egli è, dove una volta
c'era un bambino in Bethlemme. Tutti i libri, nei quali sono state
scritte le grazie divine di ciò che Egli fece, sono solo una serie
di una parte che deve continuare.
48) DOTTRINE - NON PER LA CONTROVERSIA
"Un enorme frammento di roccia cadde, da un precipizio adiacente,
su una parte orizzontale della collina di sotto, dove c'erano dei
giardini e delle vigne di due contadini. Coprì una parte della proprietà
di entrambi e non poteva essere facilmente deciso a chi apparteneva
il visitatore inaspettato; ma gli onesti rustici invece di disturbare
gli avvocati, con le loro dispute, risolsero il problema con saggezza.
Essi scavarono la metà della roccia da entrambi i territori e trasformarono
il buco in due casette utili, con delle stanze confortevoli e con
il seminterrato, per la loro piccola scorta di vino. Ancora oggi
risiedono lì, con le loro famiglie. Le grandi dottrine dell'Evangelo
dovrebbero essere trattate allo stesso modo, dagli uomini saggi;
essi non ne farebbero dei soggetti o dei temi per una controversia,
ma ne farebbero un uso convenevole,. Combattere sulla dottrina è
un peccato ed uno spreco di tempo, ma la vera saggezza sta nel viverla
in silenzioso piacere.
49) FARE DI PIU'
Non parlate mai di ciò che avete fatto, ma andate avanti e fate
qualcos'altro. Un ufficiale cavalcò vicino al suo generale e disse:
"Signore, abbiamo preso due fucili dal nemico". "Avete fatto bene",
disse il generale, "prendetene altri due".
50) IL DUBBIO - CURARSI
Quando un'anima si avvicina a Gesù ed è cibata da Lui, non è più
turbata dai dubbi. "Io credo alla Bibbia" - disse una persona. "Come
fai a credere ciò?" - disse un altro. "Perché io conosco l'Autore"
- fu la giusta risposta. Se tu stai camminando nella luce con il
tuo Signore, domande e dubbi non sono più sentite, ma tu adori in
profonda tranquillità d'animo, "sapendo che Egli è il Signore".
51) FARE IL TUO DOVERE
Gli ufficiali furono dietro al nostro Signore ed Egli lo sapeva.
Egli li poteva vedere nella folla, ma non era sconcertato e non
aveva minimamente timore. Egli mi ricorda di quel predicatore che,
quando stava per predicare, fu fermato da un soldato che tenne una
pistola puntata alla sua testa e lo minacciò, dicendogli che se
avrebbe parlato lo avrebbe ucciso. "Soldato" - egli disse - "fai
il tuo dovere, io farò il mio"; e continuò a predicare. Il Salvatore,
senza dire tanto con le parole, disse molto con le sue azioni.
52) NANI SPIRITUALI
Ci furono una volta in Londra degli uomini piccoli che formarono
un gruppo e la qualifica richiesta per entrare nell'associazione
era di non superare i centocinquanta centimetri di altezza; questi
nani sostenevano l'opinione che essi erano più vicini alla perfezione
dell'uomo che gli altri, poiché discutevano che gli uomini primitivi
erano molto più alti e grandi che nei giorni d'oggi e di conseguenza
la via del progresso era di crescere sempre di meno e che più si
avvicina alla perfezione e più l'altezza media dell'umanità diminuirà.
Un gruppo così di cristiani potrebbero essere stabiliti in maggior
parte delle città e senza alcuna difficoltà potrebbero raggiungere
una enorme percentuale nell'associazione; perché la nozione è comune
che il nostro cristianesimo da nano è, dopotutto, normale e tanti
immaginano che i cristiani di elevati sentimenti sono fanatici ed
ardenti, mentre loro stessi sono calmi, perché sono saggi ed indifferenti
e perché si considerano intelligenti.
53) L'EFFICACIA DELLA PREGHIERA TERRENA
Un giorno una signora era ad una festa serale e lì s'incontrò con
Caesar Malan, il famoso pastore di Ginevra, che nel suo solito modo,
le chiese se lei fosse una cristiana. Lei si allarmò, sorpresa ed
irritata fece una breve affermazione, facendo capire che quello
era un argomento sul quale lei non amava parlare; il signor Malan,
quindi, rispose, con grande dolcezza, che egli non avrebbe insistito
a parlare di ciò, ma avrebbe pregato affinché lei potesse dare il
suo cuore a Cristo e diventare così un'operaia convenevole per il
Signore. intorno ad una quindicina di giorni, lei incontrò di nuovo
il pastore e gli chiese come avrebbe potuto incontrare Gesù. La
risposta del signor Malan fu: "Vieni a Lui così come sei". Quella
signora donò se stessa a Gesù: era Charlotte Elliott, la quale ci
donò: "Così qual sono misero, ingrato, vengo a quel sangue da Te
versato; sotto di esso, oh mio Signore, lava il mio cuore; pietà
di me...". Fu una cosa beata per lei trovarsi a quella festa ed
incontrare quel servitore di Dio, che gli ha parlato così fedelmente.
54) INVESTIGATORI - NON ESSERE SCORAGGIATO
Nel 585 A.D., al sinodo di Mosca, il re Goutran proibì ai vescovi
di tenere i cani nelle loro case, oppure uccelli da preda, affinché
i poveri non potessero essere morsi da questi animali, invece di
essere cibati. Non dovrebbero tutti i predicatori essere ugualmente
coinvolti, per togliere via da se stessi tutte quelle abitudini
che possono mordere, con temperamenti di ira e maniere repulsive,
o scoraggiare, le anime che si accostano a loro con il vivo desiderio
di conoscere la via della salvezza? Gli insegnanti della Scuola
Domenicale possono, anche loro, prenderne uno spunto.
55) ESAGERAZIONE
Una certa antenata italiana considerò che Maria Maddalena era una
donna completamente involta nei suoi capelli, che toccavano i suoi
piedi e che si avvolgeva interamente il corpo con i suoi capelli,
come una veste senza giuntura. Questi strani disegnatori dovevano
necessariamente esagerare: dato che la dona aveva i capelli lunghi,
loro dovevano avvolgerla in essi come un baco da seta nella propria
seta. La pratica sopravvive nella tribù di coloro che parlano, ogni
cosa per loro è sulla lunga e grande scala: un uomo con abilità
normali e un prodigioso, un altro con dei falli perdonabili è un
mostro e un terzo con un paio di falli è una disgrazia all'umanità.
La verità è incoraggiante e bella quanto una donna con i capelli
fluenti, ma l'esagerazione è grottesca e brutta quanto Maddalena
con i capelli dalla testa fino ai piedi.
56) FEDE
Sembrò quasi una novità, nella chiesa, quando fu stabilito, alcuni
anni fa, che Giorgio Muller camminò per fede nel riguardo alle cose
temporali. Nel cibare gli orfani, Muller metteva in azione la sua
fede in Dio. Per questo motivo fu visto come un devoto capriccioso.
Abbiamo raggiunta una situazione graziosa, non è vero? Quando Dio
non deve essere confidato nelle cose comuni.
57) FEDE
L'imperatore Napoleone I stava controllando alcune truppe sul posto
del du Carrousel, in Parigi, donando un ordine, fece cadere le briglie
sul collo del cavallo che istantaneamente iniziò a galoppare. L'imperatore
fu così obbligato a tenersi alla sella. A questo punto un soldato
comune uscì dal suo posto, si avvicinò al cavallo, prese le briglie
e le donò rispettosamente all'Imperatore. "Ti sono obbligatissimo
capitano", disse il comandante, con questa sola parola fece di quel
soldato un capitano. Quell'uomo credette all'Imperatore, così salutandolo
gli chiese "con quale reggimento Sire?" Napoleone affascinato dalla
sua fede disse, "delle mie guardie!" e andò via. Adesso puoi vedere
come una persona possa essere certa che Dio dona pace: se crediamo
nella sua testimonianza, come questo soldato che credette all'Imperatore.
Cioè egli credette che egli era un capitano prima che potesse indossare
l'uniforme. Così sulla Parola e sulle promesse di Dio uno crede
che se stesso è un figliuolo di Gesù prima che è santificato dal
Suo Spirito.
58) FEDE - VINCITORE SULLE TENTAZIONI
Quando ad un viaggiatore fu chiesto se egli avesse ammirato la statua
situata su di un edificio, egli rispose: "No, poiché sono stato
a Roma e lì simili statue si possono vedere tutti i giorni". Oh
credente, se il mondo ti tenta con i suoi spettacoli e prospetti
curiosi, faresti bene a disprezzarli, avendo le tue contemplazioni
in cielo, essendo capace, per fede, di vederne le infinite e meravigliose
delizie. "Questa è la vittoria che ha vinto il mondo, la nostra
fede".
59) FEDE - TRIONFO DI...
Durante un terremoto che venne in alcuni anni, da allora gli abitanti
di un piccolo villaggio erano generalmente molto allarmati, ma nello
stesso tempo molto sorpresi alla calma e gioia apparente di una
donna anziana che tutti conoscevano. Da una certa distanza uno di
loro, indicando quella donna anziana disse: "Madre, non hai tu timore?"
"No", disse la madre in Israele. "Gioisco perché so che ho un Dio
che può far tremare la terra."
60) PAURA DEL PECCATO
L'anziano naturalista, Ulysses Androvaldus, ci dice che una colomba
ha un grande timore del falco, al punto che ha paura nel vedere
solamente una delle sue piume. Se è vero o no, non lo saprei dire,
ma questo io so, che quando un uomo ha avuto un'esauriente scossa
sulla mascella, dall'inferno, egli avrà così paura del peccato che
anche una sola piuma dello stesso metterà in allarme, con un senso
di timore, l'anima di quell'uomo. Questa è una parte della vita
di quando l'Eterno ci cambia e siamo cambiati davvero.
61) PREDICA FLOREALE
Molti sermoni floreali sono messi in mostra. Covoni di granturco
sono troppo semplici e rustici. Questo è il tempo degli aromi e
delle ghirlande di vari fiori. Paolo dovrebbe fare posto a Browning
e Davide a Tennyson. Ci sono abbastanza persone in questo nuovo
affare. Noi però non ci identifichiamo con loro, perché abbiamo
qualcosa di meglio da fare. Dobbiamo rendere conto al nostro Dio
di cosa facciamo o diciamo e se siamo assassini di anime. Se quando
abbiamo dato del veleno lo abbiamo mischiato saggiamente con la
siccità e poi lo abbiamo presentato con frasi poetiche, per noi
non ci sarà nessuna scusa.
62) LE FRIVOLEZZE RENDONO GLI UOMINI INSENSIBILI ALL'EVANGELO
"Quando Bonaparte mise a morte il Duca di Enghien, tutta Parigi
fu colpita da quest'avvenimento orribile. Il trono del tiranno fu
scosso, dall'orrore prodotto dai suoi sudditi. Ci si aspettava una
controrivoluzione e molto probabilmente avrebbe avuto luogo, se
non fosse stato per Bonaparte. Egli ordinò la realizzazione di un
nuovo balletto all'Opera, nominato "dei bordi". Oggi a Parigi questo
balletto è ancora ricordato come uno degli spettacoli più grandiosi
mai esibito. Seguendo lo stesso modo di fare di Bonaparte, Satana
riesce a distrarre i pensieri degli uomini dai loro peccati ed a
sommergere il tumulto delle loro coscienze. Per paura che gli uomini
si rivoltino contro di lui, Satana presenta loro le concupiscenze
della carne, le vanità dell'orgoglio, le sollecitudini del mondo
e l'allegria degli stolti, conducendoli lontani dai loro pensieri.
I poveri uomini sciocchi dimenticano le solennità della morte e
l'eternità, per seguire queste gaiezze ingannevoli.
63) GLORIA A DIO
Quando arriviamo in cielo sarà "Gloria a Dio per l'eternità". Non
canteremo neanche una singola nota per noi stessi e per la nostra
gloria o in merito alle nostre opere. Attribuiremo invece la nostra
salvezza all'amore infinito, al favore meritato e all'incessabile
fedeltà e potenza del nostro Dio, che onora sempre il patto con
il suo popolo.
64) DIO VIVE
Dio vive e la verità è in ascesa. Io ricordo, tanti anni fa, di
avere incontrato un benedetto servo di Dio, il defunto Conte di
Shaftesbury. Egli si trovava a Mentone insieme a sua figlia, che
era moribonda. Nel giorno che lo incontrai mi sembrava scoraggiato,
come lo vedevo spesso e purtroppo, dovrei dire, come lui stesso
mi vedeva. In quel giorno era particolarmente abbattuto, a cagione
dello stato in cui si trovava la società. Egli pensava che le forze
delle tenebre in questa nazione agivano in piena libertà e che fra
poco gli elementi più malvagi della società avrebbero guadagnato
il potere, calpestando quella poca virtù che era rimasta. Guardandolo
in faccia gli chiesi: "E Dio? È egli morto? Credi tu che, mentre
Dio vive, Egli si lascerebbe vincere dal diavolo?". Egli sorrise
e noi camminammo lungo il Mediterraneo, parlando di cose più edificanti.
L'Eterno vive e benedetto sia la mia Roccia. Finché il Nostro Signore
vive, la nostra speranza vive. La verità dell'Evangelo prevarrà
continuamente, vivremo per veder di nuovo la fede antica tornare
ad un posto di preminenza. La Chiesa, come la colomba di Noè ritornerà
di nuovo al suo nido ed insieme ad essa porterà la profezia di pace
eterna.
65) LA PAROLA DI DIO - DEVE ESSERE CREDUTA
Locke, il grande filosofo, spese gli ultimi quattordici anni della
sua vita nello studio della Bibbia e quando gli fu chiesto quale
fosse la via più breve per un giovane nobile, per intendere il cristianesimo,
egli ribadì l'importanza di leggere la Bibbia, rimarcando: "In essa
sono contenute le parole della vita eterna. Essa ha: Dio per autore,
la salvezza per fine e la verità, senza possibilità di errore, per
suo scopo".
66) DIO INSIEME AI SUOI SANTI
Come i cieli sussistono senza essere appoggiati, ma per mezzo della
Parola di Dio, così sussiste l'uomo di Dio. Ricordiamoci le parole
di Lutero, mentre veniva contrastato dal duca Giorgio, quando disse:
"Se dovessero moltiplicarsi i duca Giorgio contro di me, non me
ne importerebbe, ciò che conta è avere Dio con me".
67) DIO - IMMUTABILE
Il cristiano non conosce cambiamenti riguardo a Dio. Può essere
ricco oggi e povero domani, può sentirsi male oggi e bene domani,
si può trovare nella gioia oggi e nella distretta domani, ma non
vi è cambiamento nella sua comunione e relazione con Dio; se mi
ha amato ieri, mi ama ancora oggi. La mia dimora stabile di riposo
è il mio benedetto Signore.
68) EVANGELO - NON SI PUÓ MONOPOLIZZARE
Ho sentito dire che, negli antichi tumulti per il pane, quando gli
uomini erano davvero affamati, non c'era una parola così potente
e allarmante come quella di "pane", gridata da una folla disperata.
Ho letto la descrizione di un uomo che sentì questo grido. Egli
diceva che una volta fu spaventato dal grido di "fuoco", però quando
ascoltò il grido "pane", da coloro che erano affamati, si sentì
tagliare come da una spada e se avesse avuto del pane, lo avrebbe
subito dato loro. È anche così con l'Evangelo, poiché quando gli
uomini sentono il bisogno di esso, non c'è nessuna monopolizzazione.
69) L'EVANGELO - PER LA GENTE SEMPLICE
Qualche tempo fa una certa persona, che voleva, almeno penso, farmi
sentire la mia propria futilità, scrisse dicendo che egli aveva
incontrato un gruppo di uomini di colore, che avevano letto i mie
sermoni con piacere. Egli continuò a scrivere che questi sermoni
erano adatti per coloro che lui chiamava "negri". Si, la mia predicazione
era adatta per gli uomini di colore. Questo signore neanche poteva
sognare del piacere che egli mi aveva reso, perché se sono capito
dalla gente povera, dalle ragazze di servizio, dai bambini (dalle
persone ritenute insignificanti), sono sicuro che sono capito anche
da tutti gli altri.
70) L'EVANGELO
Se uno si mette in piedi, ad una distanza di un chilometro da un
uomo, per poi gettargli l'Evangelo, sicuramente non lo colpirà.
Però, se uno andasse vicino a quest'uomo, dandogli la mano e mostrandogli
affetto, senza dubbio, tramite la benedizione di Dio, potrà condurlo
sulla giusta via.
71) IL SEMPLICE EVANGELO
Un uomo disse, intorno a qualcosa che voleva rendere semplice: "vedi
è chiaro come l'A, B, C!". "Si" - disse un altro - "ma l'uomo a
cui stai parlando è D, E, F (che in inglese vuol dire sordo )".
Alcuni dei nostri ascoltatori sembrano voltare le spalle alla Parola
di Dio. Spieghiamo l'Evangelo come vogliamo, ma, se non vi è un
desiderio nel loro cuore, i nostri messaggi più semplici non avranno
effetto.
72) L'EVANGELO DEGLI UOMINI POVERI
Più vivo e più ringrazio il Signore che non abbiamo un Evangelo
classico, né matematico e neppure astratto. Non è un Evangelo limitato
agli scolastici ed agli uomini di ingegno, ma è un Evangelo dei
poveri e dei contadini. È su questo tipo di Evangelo che uno può
vivere e morire, non è il lusso della raffinatezza, ma il cibo basilare
della vita. Non desideriamo delle parole effimere quando il nostro
cuore è pesante e neanche abbiamo bisogno dei concetti profondi
quando giacciamo sul letto, con l'eternità alla soglia, deboli nel
corpo e tentati nella mente. In questi tempi magnifichiamo la benedetta
semplicità dell'Evangelo. Gesù Cristo è il pane delle nostre anime.
Gesù, sanguinante sulla croce, sostituendo il peccatore, è la bevanda
dell'anima. Questo è l'Evangelo dei bimbi e gli uomini forti non
desiderano altro che esso.
73) L'EVANGELO - I SEMPLICI
Fui colpito da ciò che un uomo disse nei confronti di un predicatore.
L'ascoltatore si trovava gravemente preoccupato per l'anima sua
e il ministro predicò un sermone simpatico, decorato abbondantemente
con parole descrittive. Non conosco nessun altro fratello che sappia
presentare un quadro mentale così raffinato, come questo buon ministro,
ma quella povera anima sotto un senso di colpa per il peccato disse:
"C'era troppo paesaggio signore, non volevo paesaggio, volevo la
salvezza". Caro amico, non bramare di voler sentire delle parole
descrittive, quando ascolti un sermone, ma brama Cristo: devi avere
Cristo come tuo personale Salvatore, altrimenti sarai un uomo perduto.
74) L'EVANGELO HA BISOGNO DEGLI ORECCHI SPIRITUALI PER ESSER APPREZZATO
Alfonso Carl sentì un giardiniere chiedere al suo maestro il permesso
di dormire nella scuderia. "Perché" - disse il giardiniere - "non
è possibile dormire nella camera dietro, poiché la sera vi sono
degli usignoli, che non fanno altro che gorgogliare e far rumore
tutta la notte". I suoni più dolci sono semplicemente noia per coloro
che non hanno un orecchio musicale; senza dubbio la musica del cielo
non avrà nessun'attrazione alle menti carnali; certamente il rumore
gioioso dell'Evangelo verrà sprezzato, affinché le orecchie degli
uomini rimangono incirconcise.
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