LA
DOTTRINA DELL'ELEZIONE
di C. H. Spurgeon
"Ma
noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore,
perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante
la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. A questo
Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro vangelo, affinché
otteniate la gloria del Signore nostro Gesù Cristo" (2
Tessalonicesi 2:13-14).
Se non vi fosse altro testo all'infuori di questo nella sacra Parola
di Dio, credo che tutti noi dovremmo ricevere e riconoscere la grande
e gloriosa verità che Dio scelse la sua famiglia fin dai tempi
più remoti. Ma sembra esistere un inveterato pregiudizio nell'animo
umano contro questa dottrina; e sebbene la maggior parte delle altre
dottrine vengono ricevute da coloro che si professano Cristiani, alcune
con prudenza, altre con gioia, questa sembra essere quella che più
di ogni altra viene trascurata e messa da parte. Presso molti pulpiti
sarebbe considerato un grave peccato e un'offesa predicare un sermone
sull'ELEZIONE, poiché si ritiene che esso non sarebbe un discorso
"pratico". Credo che costoro si siano sviati dalla verità
su questo punto. Tutto ciò che Dio ci ha rivelato, ha uno scopo.
Non c'è niente nella Scrittura che non possa, sotto la guida
dello Spirito Santo di Dio, esprimersi in un discorso pratico: poiché
"tutta la Scrittura è ispirata da Dio ed è utile"
per la vita spirituale. Sappiamo bene che essa non può produrre
un discorso sul libero arbitrio, ma può produrlo sulla grazia
gratuita di Dio; e la grazia gratuita è la migliore pratica,
quando le dottrine autentiche dell'amore immutabile di Dio toccano
il cuore dei santi e dei peccatori.
Ora, io credo
che alcuni tra di voi che sono stati scossi dal verso che abbiamo
letto, diranno: "Ascolterò sinceramente; metterò
da parte i miei pregiudizi; ascolterò ciò che quest'uomo
ha da dire". Non chiudete le vostre orecchie dicendo: "È
una dottrina troppo elevata". Chi vi ha autorizzati a chiamarla
elevata o bassa? Perché dovreste opporvi alla dottrina di Dio?
Ricordate cosa ne fu di quei giovani che ebbero da ridire su un profeta
di Dio, ed esclamarono: "Sali, calvo! Sali, calvo!". Non
beffatevi della dottrina di Dio, affinché non vi accada come
a quei giovani, quando delle belve uscirono dalla foresta e li sbranarono
in risposta alla loro derisione.
Vi sono altre disgrazie oltre ai giudizi immediati dal cielo - badate
che questi non cadano su di voi. Mettete da parte i vostri pregiudizi:
ascoltate con calma, con imparzialità: ascoltate ciò
che dice la Scrittura; e quando riceverete la verità, se Dio
si compiacerà di rivelarla e manifestarla alle vostre anime,
non vergognatevi di confessarla. Confessare che ieri vi sbagliavate,
significa solo riconoscere che siete un po' più saggi oggi,
e dimostra che state avanzando nella conoscenza della verità.
Non vergognatevi di imparare la sana dottrina, e lasciate da parte
le vecchie idee e concezioni, ricevendo piuttosto i chiari insegnamenti
della Parola di Dio.
Ma se una dottrina non è nella Bibbia, allora qualunque cosa
io dica, o qualunque autorità sostenga le mie idee, vi imploro,
per amore delle vostre anime, rigettatela; e se da questo pulpito
udrete mai degli insegnamenti contrari a questa Sacra Parola, ricordate
che la Bibbia deve venire prima, e il ministro di Dio deve sottomettersi
ad essa. Non dobbiamo elevarci al di sopra della Bibbia per predicare,
ma anzi dobbiamo predicare restando sotto di essa. Dopo tutto ciò
che abbiamo predicato, siamo ben consapevoli che la montagna della
verità è più alta di quanto i nostri occhi possano
percepire; le nuvole e l'oscurità ne coprono la cima, e noi
non possiamo scorgerne la sommità; però cerchiamo di
predicarla come possiamo. Ma dato che siamo mortali, e fallibili,
esercitate il vostro giudizio: "Provate gli spiriti per sapere
se sono da Dio" (cfr. 1 Giovanni 4:1).
Ora, innanzi
tutto, parlerò per un po' della VERITà di questa dottrina:
"Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza". Come seconda
cosa, cercherò di provare che questa elezione è ASSOLUTA:
"Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza" non GRAZIE
alla vostra santificazione, ma "MEDIANTE la santificazione nello
Spirito e la fede nella verità". Come terza cosa, questa
elezione è ETERNA, perché il testo dice: "Dio FIN
DAL PRINCIPIO vi ha eletti". Come quarta cosa, essa è
PERSONALE: "Dio VI ha eletti". Poi vedremo gli EFFETTI di
questa dottrina; e infine, con l'aiuto di Dio, cercheremo di parlare
delle sue TENDENZE, e vedremo se essa è davvero una dottrina
terribile e licenziosa come alcuni dicono.
1. Innanzi
tutto, desidero provarvi che questa dottrina è VERA. E
per iniziare vi parlerò secondo posizioni diverse. Alcuni tra
voi, ad esempio, appartengono alla Chiesa dell'Inghilterra, e sono
felice di vedere tanti di voi qui, poiché questa Chiesa ha
in essa molti ministri devoti e santi credenti. Leggerò una
porzione di un articolo di fede di questa Chiesa, il 17° articolo
riguardante la PREDESTINAZIONE e l'ELEZIONE:
"La
predestinazione alla vita è lo scopo eterno di Dio, per il
quale, prima che le fondamenta del mondo fossero poste, Egli ha continuamente
decretato mediante il suo consiglio di liberare dalla maledizione
e dalla dannazione quelli che Egli ha scelto in Cristo dall'umanità,
e portarli mediante Cristo alla salvezza eterna, come vasi di misericordia.
Perciò quelli che ricevono questo eccelso privilegio da Dio
sono chiamati secondo il suo scopo mediante il suo Spirito che opera
al tempo prestabilito: costoro mediante la grazia obbediscono alla
chiamata; sono giustificati gratuitamente; sono fatti figli di Dio
mediante l'adozione; sono conformati all'immagine dell'unigenito Figlio
di Dio, Gesù Cristo; si conducono coscienziosamente nelle buone
opere, e infine, per la misericordia di Dio, raggiungono la felicità
eterna".
Un'altra
autorità umana che riconosce la dottrina dell'elezione è
l'antico credo Valdese. Se leggete quel credo, nato nel fuoco ardente
della persecuzione, vedrete che anche quei fedeli servitori e credenti
abbracciavano fermamente questa dottrina, come parte della verità
di Dio. Ho trascritto da un vecchio libro uno dei loro articoli di
fede sull'ELEZIONE:
"Dio
salva dalla corruzione e dalla dannazione coloro i quali Egli ha scelto
fin dalla fondazione del mondo, non per qualche disposizione, fede,
o santità che Egli aveva previsto in loro, ma solo per la sua
grazia in Cristo Gesù il suo Figlio, lasciando tutti gli altri
secondo gli irreprensibili motivi del suo arbitrio e della sua giustizia".
Non è
una novità, dunque, quella che sto predicando; non è
una nuova dottrina. Mediante questa verità ho fatto come un
pellegrinaggio nel passato, e vedo padre dopo padre, confessore dopo
confessore, martire dopo martire, credere in queste stesse dottrine.
Se fossi un Pelagiano, o un credente nella dottrina del libero arbitrio,
avrei dovuto camminare per secoli da solo; qua e là qualche
eretico dal carattere non molto onorevole si volgerebbe verso di me
e mi chiamerebbe fratello. Ma riconoscendo che le verità dell'elezione
e della predestinazione sono alla base della mia fede, vedo moltitudini
di credenti che confessano quelle stesse verità, e riconosco
che questa è la religione della Chiesa di Dio.
Voglio anche
leggervi una porzione della vecchia confessione Battista. Circa duecento
anni fa i Battisti si riunirono e pubblicarono i loro articoli di
fede, per mettere fine a certe voci sulla loro ortodossia. Leggiamo
il terzo articolo:
"Per
volontà di Dio, per la manifestazione della sua gloria, alcuni
uomini e angeli sono predestinati, o preordinati, alla vita eterna
attraverso Gesù Cristo a onore della sua gloriosa grazia; altri
sono lasciati ai loro peccati per la loro giusta condanna, a onore
della sua gloriosa giustizia. Questi angeli e uomini così predestinati
e preordinati, sono particolarmente e immutabilmente prestabiliti,
e il loro numero è così certo [per Dio] e definito,
che non può essere né aumentato né ridotto.
Quelli che nell'umanità sono predestinati alla vita, Dio, prima
della fondazione del mondo, secondo il suo scopo eterno e immutabile,
e il consiglio segreto della sua volontà, li ha scelti in Cristo
per la gloria eterna, meramente per la sua grazia gratuita e amore,
senza alcun'altra cosa presente nella creatura come condizione o causa
di questo suo atto".
In quanto
a queste autorità umane, non m'importa di ciò che esse
dicono, PRO o CONTRO, circa questa dottrina. Le ho citate soltanto
come conferma alla vostra fede, per dimostrarvi che è una dottrina
seguita dai credenti fin dall'antichità. Non m'importa del
presente. Quand'anche un esercito di chiese di Londra avessero abbandonato
le grandi dottrine fondamentali di Dio, non importa. Se una manciata
di credenti resta in piedi per sostenere irremovibilmente la sovranità
del nostro Dio, anche se siamo assediati da nemici, o dai nostri stessi
fratelli, che sarebbero dovuti essere nostri amici e aiutanti, non
importa, se guardiamo al passato; il nobile esercito di martiri, le
gloriose armate di credenti, sono dalla nostra parte; le testimonianze
della verità ci sostengono. Con esse, noi possiamo dire di
non essere soli, e anche noi possiamo esclamare: "Ecco, Dio si
è riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio
davanti a Baal". Ma ciò che più importa, è
che DIO E' CON NOI.
La grande
verità è sempre la Bibbia, e soltanto la Bibbia. Voi
che mi ascoltate, credete forse in qualche altro libro all'infuori
della Bibbia? Se potessi provare questa dottrina con tutti i libri
Cristiani; se potessi recuperare tutto il sapere della libreria di
Alessandria, e provarla con quello, voi non credereste in essa; ma
certo crederete in quello che è scritto nella Parola di Dio.
Desidero
leggervi alcuni versi biblici. Guardiamo quei passaggi in cui gli
appartenenti al popolo di Dio sono chiamati eletti. Ovviamente se
si parla di gente ELETTA, deve esserci l'ELEZIONE. Se Gesù
Cristo e i suoi apostoli chiamavano i credenti con il titolo di eletti,
dobbiamo certamente credere che essi lo siano, altrimenti quel termine
non ha alcun significato.
Gesù Cristo dice: "Se il Signore non avesse abbreviato
quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a motivo degli ELETTI, che Egli
ha scelto, il Signore ha abbreviato quei giorni". "Sorgeranno
falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre,
se fosse possibile, anche gli ELETTI". "Ed Egli allora manderà
gli angeli a raccogliere i suoi ELETTI dai quattro venti, dall'estremo
della terra all'estremo del cielo" (Marco 13:20,22,27). "Non
vendicherà Dio i suoi ELETTI che gridano a lui giorno e notte?
Tarderà Egli forse a intervenire a loro favore?" (Luca
18:7).
In questi come in molti altri passaggi della Bibbia (ad es. Efesini
1:4, 2 Tess. 2:13, ecc.), viene menzionata la parola "eletti",
"scelti", "preordinati", "designati";
oppure la frase "le mie pecore" o qualche indicazione simile,
che dimostra che il popolo di Cristo è distinto dal resto dell'umanità.
Ma potete
controllare voi stessi con le concordanze, e quindi non vi elencherò
tutti i versi. Attraverso le epistole, i santi credenti sono chiamati
continuamente "gli eletti". In Colossesi vediamo che Paolo
dice: "Rivestitevi, dunque, come ELETTI di Dio, santi e amati,
di sentimenti di misericordia..." (Col. 3:12). Egli quindi scrive
a Tito, e chiama se stesso: "Paolo, servo di Dio e apostolo di
Gesù Cristo per promuovere la fede degli ELETTI di Dio"
(Tito 1:1). Pietro scrive: "ELETTI secondo la prescienza di Dio
Padre" (1 Pietro 1:2). Poi, notiamo che Giovanni amava particolarmente
questa parola. Egli scrive: "L'anziano alla signora ELETTA..."
(2 Giov. 1); e parla della "sorella ELETTA" (verso 13).
E sappiamo che è scritto: "La chiesa che è in Babilonia,
ELETTA come voi, vi saluta" (1 Pietro 5:13).
Gli apostoli non si vergognavano di usare queste parole, e non avevano
paura di parlare dell'elezione. Oggi, questa parola è stata
rivestita di molti altri significati, e riconosco che le persone hanno
mutilato e guastato la sana dottrina in modo da farla sembrare una
dottrina di demoni; e molti che si definiscono credenti, si sono volti
all'Antinomianismo (falsa dottrina che afferma che si può continuare
a peccare quanto si vuole poiché ormai Cristo ha espiato i
nostri peccati, N.d.T.). Ma nonostante questo, perché dovrei
vergognarmi della verità di Dio, solo perché gli uomini
la torcono? Noi amiamo la verità di Dio quando è attaccata
come quando è predicata liberamente. Se un martire da noi amato
fosse torturato, non lo ameremmo ancora, e di più, nonostante
le violenze a lui inflitte? Quando la verità di Dio viene attaccata,
non la chiamiamo falsità. Non amiamo vederla torcere, ma possiamo
amarla ancora di più quando è attaccata, perché
possiamo discernere quale sarebbero le sue reali proporzioni se non
fosse stata attaccata e torta dalla crudeltà e dalle invenzioni
degli uomini. Anche negli antichi scritti dei padri della Chiesa ci
si riferisce sempre al popolo di Dio come agli "eletti".
I primi Cristiani spesso si chiamavano l'un l'altro con questo titolo,
dimostrando che essi credevano che il popolo di Dio è chiaramente
"eletto".
Ma ora guardiamo
i versi che provano inequivocabilmente questa dottrina. Aprite le
vostre Bibbie e guardate in Giovanni 15:16, e vedrete che Gesù
Cristo ha scelto il suo popolo, poiché Egli dice: "Non
siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi
ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre,
nel mio nome, Egli ve lo dia". Quindi al verso 19 dice: "Se
foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché
non siete del mondo, ma Io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò
il mondo vi odia". Poi al capitolo 17, versi 8 e 9, Gesù
prega: "Poiché le parole che Tu mi hai date le ho date
a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che
Io sono proceduto da Te, e hanno creduto che Tu mi hai mandato. Io
prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che Tu mi hai
dati, perché sono Tuoi".
Guardiamo ora Atti 13:48: "Gli stranieri, udendo queste cose,
si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che
erano ordinati a vita eterna, credettero". Alcuni possono cercare
di spezzettare questo passaggio se vogliono; ma esso dice: "ordinati
a vita eterna", nel modo più chiaro e incontrovertibile;
e quindi non ci importa di ciò che dicono i molti commentari
in merito.
Non credo di dovervi ricordare l'insegnamento di Romani 8, perché
confido che voi tutti conosciate bene quel capitolo e che ormai lo
comprendiate. Al verso 29 e seguenti, è scritto: "Perché
quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi
all'immagine del Figlio suo, affinché Egli sia il primogenito
tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati;
e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha
giustificati li ha pure glorificati.
Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi
chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio
Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche
tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio?"
(Romani 8:29-33).
Credo anche
che non sia necessario ripetere l'intero capitolo 9 dell'epistola
ai Romani. Fintanto che esso rimane nella Bibbia, nessun uomo potrà
mai provare l'Arminianesimo (dottrina che afferma che non è
Dio a scegliere per grazia le persone affinché siano salvate,
ma sono i peccatori a decidere di propria iniziativa se essere salvati
o meno, N.d.T.); fintanto che quel capitolo esiste, neppure le più
violente torsioni di passaggi biblici potranno mai eliminare la dottrina
dell'elezione dalle Scritture. Vi leggiamo versi come: "Quando
non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno
- affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l'elezione
e non a motivo delle opere, ma per Colui che chiama - le fu detto:
'Il maggiore servirà al minore'" (verso 12). Poi leggiamo
al verso 22: "Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare
la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande
pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò
per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di
misericordia che aveva già prima preparati per la gloria...".
Quindi leggiamo Romani 11:7: "Che dunque? Israele non ha ottenuto
quello che cercava, ma gli eletti l'hanno ottenuto, e gli altri sono
stati induriti". Al verso 5 dello stesso capitolo, leggiamo:
"Così anche al presente, c'è un residuo eletto
per grazia".
Senza dubbio, ricorderete il passaggio in 1 Corinzi 1:26-29: "Infatti,
fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti
sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti
nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i
sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le
forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate,
anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono,
perché nessuno si vanti di fronte a Dio".
E ricordate anche il passaggio in 1 Tessalonicesi 5:9: "Dio infatti
non CI ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro
Signore Gesù Cristo". E infine avete il verso che abbiamo
letto in apertura, che credo sia più che sufficiente. Ma, se
volete leggerne altri, potete trovarli facilmente nella Bibbia, se
non siete ancora del tutto convinti della verità di questa
dottrina.
Credo, amici
miei, che questa imponente mole di testimonianze dalla Scrittura debbano
far sconcertare quanti osano ridere di questa dottrina. Che diremo
di quelli che così spesso l'hanno disprezzata, e ne hanno negato
l'origine divina, che hanno inveito contro la sua giustizia, e hanno
osato sfidare Dio e chiamarlo un tiranno Onnipotente, quando hanno
udito che Egli ha eletto così tanti a vita eterna? Puoi, tu
che la rigetti, toglierla dalla Bibbia? Puoi tu prendere il temperino
di Ieudi e tagliarla vita dalla Parola di Dio? Vorresti essere come
la donna ai piedi di Salomone, e far tagliare il bambino in due, per
averne la tua parte? Non è qui nella Scrittura? E non è
tuo dovere inchinarti ad essa, e riconoscere umilmente quello che
non comprendi - riceverla come la verità anche se non ne capisci
il significato? Non cercherò di provare la giustizia di Dio
nell'avere così eletti alcuni e lasciato altri. Non spetta
a me vendicare il mio Padrone. Egli parlerà da sé, come
già fa: "Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a
Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò:
'Perché mi hai fatta così?' Il vasaio non è forse
padrone dell'argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso
nobile e un altro per uso ignobile?" (Romani 9:20-21).
"Guai a colui che dice a suo padre: 'Perché generi?' e
a sua madre: 'Perché partorisci?'" (Isaia 45:10).
"Io sono il Signore, e non ce n'è alcun altro. Io formo
la luce, creo le tenebre... Io, il Signore, sono colui che fa tutte
queste cose" (Isaia 45:6-7).
Chi sei tu che replichi contro Dio? Trema e umiliati davanti a Lui;
inchinati e sottomettiti al suo scettro; non impugnare la sua giustizia,
e non criticare i suoi atti davanti al tuo tribunale, o uomo!
Ma vi sono
alcuni che dicono: "È un comportamento duro per Dio scegliere
alcuni e lasciare altri". Ora, voglio farvi una domanda. C'è
qualcuno qui stamattina che desidera essere santo, che desidera essere
rigenerato, abbandonare il peccato e camminare in santità?
"Si, c'è", dice qualcuno, "io lo voglio".
Allora Dio ti ha eletto. Ma un altro dice: "No; non voglio essere
santo; non voglio abbandonare le mie concupiscenze e le mie schiavitù".
Perché, allora, ti lamenti del fatto che Dio non ti ha eletto?
Se tu fossi eletto non risponderesti secondo questa confessione. Se
Dio questa mattina ti ha scelto per la santificazione, tu dici che
non te ne importa. Non riconosci di preferire l'ubriachezza alla sobrietà,
l'onesta alla disonestà? Ami i piaceri di questo mondo più
della fede; perché allora dovresti lamentarti che Dio non ti
ha scelto per essere un credente devoto? Se ami la fede, è
Lui che ha voluto che fosse così. Se non la desideri, che diritto
hai di dire che Dio avrebbe dovuto darti ciò che tu non vuoi?
Supponendo che io abbia in mano una cosa che tu ritieni senza valore,
e che io dica di volerla dare a una certa persona, che diritto hai
tu di lamentarti che io non l'abbia data a te? Non puoi essere così
sciocco da lamentarti del fatto che un altro ha avuto quello che tu
non vuoi. Secondo le vostre confessioni, molti di voi non vogliono
la fede, non vogliono un cuore nuovo e uno spirito retto, non vogliono
il perdono dei peccati, non vogliono la santificazione; non volete
essere eletti per queste cose: allora perché vi lamentate?
Le reputate cose senza valore; allora perché criticate Dio
perché le ha date a quelli che Lui ha scelto? Se le credete
buone e le desiderate, esse sono lì per voi. Dio dà
liberamente a chiunque chiede; e prima di tutto, Egli fa sì
che le persone le desiderino, altrimenti non le desidererebbero mai.
Se amate queste cose, Egli vi ha eletti a questo; ma se non le amate,
chi siete voi per trovare da ridire su Dio, quando è la vostra
disperata volontà che vi trattiene dall'amare queste cose -
il vostro io che ve le fa odiare?
Supponete che un uomo per strada dica: "Che peccato che io non
possa avere un posto nella cappella per sentire ciò che quell'uomo
sta predicando". E supponete che egli dica: "Io odio quel
predicatore; non sopporto la sua dottrina; ma comunque è un
peccato che io non possa avere un posto lì". Vi aspettereste
che un uomo dicesse una cosa del genere? No; direste subito: "A
quell'uomo non importa niente. Perché si rammarica del fatto
che altre persone hanno quello che essi amano e che lui disprezza?"
Non amate la santità, non amate la giustizia; se Dio mi ha
eletto a queste cose, vi ha fatto un torto? "Ah! Ma", dicono
alcuni, "pensavo che ciò significasse che Dio elegge alcuni
a salvezza e altri a perdizione". Questa è una questione
molto diversa dalla dottrina del vangelo. Egli ha eletto degli uomini
alla santificazione e alla giustizia e, attraverso quelle cose, al
cielo. Non dovete dire che Egli ha eletto delle persone semplicemente
perché vadano in cielo o solo all'inferno. Egli vi ha eletti
alla santificazione, se amate la santificazione. Se qualcuno di voi
vuole essere salvato da Gesù Cristo, Gesù Cristo vi
ha eletti per essere salvati. Se qualcuno di voi desidera avere la
salvezza, siete eletti per averla, se la desiderate sinceramente e
ardentemente.
Ma, se non la desiderate, perché mai dovreste essere così
irragionevolmente stolti da lamentarvi perché Dio dà
quello che voi non amate ad altre persone?
2.
Ho dunque cercato di dire qualcosa riguardo alla verità della
dottrina dell'elezione. E ora, brevemente, desidero dire che l'elezione
è ASSOLUTA: cioè, essa non dipende da quello che siamo.
Il testo dice: "Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza";
ma i nostri oppositori dicono che Dio sceglie le persone perché
sono buone, o per le molte opere che hanno fatto. Allora chiediamo,
in risposta a queste affermazioni, quali sono le opere che bisogna
compiere per essere eletti da Dio? Sono forse quelle che la Scrittura
chiama "le opere della legge" - cioè le opere di
obbedienza che la creatura può compiere? Se è così,
vi diciamo che se gli uomini non possono essere giustificati per le
loro opere della legge (Galati 2:16, 3:10; Romani 3:20,28), allora
è piuttosto evidente che essi non possono neppure essere eletti
mediante le opere della legge; e se non possono essere giustificati
grazie alle loro opere buone, non possono neppure essere salvati mediante
esse. Dunque l'elezione non può essere fondato sulle opere
buone.
"Ma", dicono altri, "Dio li ha eletti in previsione
della loro fede". Ora, dato che Dio dà la fede, non può
averli eletti in previsione della vede che avrebbe previsto in loro.
Ci sono venti mendicanti in una strada, e decido di dare una moneta
a uno di loro; potrebbe mai dire qualcuno che io ho deciso di dare
quella moneta, che ho "eletto" quella persona ad avere quella
moneta, perché ho previsto che l'avrebbe avuta? Sarebbe un'assurdità.
Allo stesso modo, dire che Dio ha eletto gli uomini prevedendo che
avrebbero avuto la fede - che è che il seme della salvezza
- sarebbe troppo assurdo per essere creduto anche solo per un attimo.
La fede è il dono di Dio (cfr. Efesini 2:8). Ogni virtù
viene da Lui. Quindi non può averLo spinto ad eleggere gli
uomini, perché è un suo dono.
L'elezione, ne siamo certi, è assoluta, e completamente distinta
dalle virtù che i santi credenti ricevono successivamente.
Cosa penseremmo di un credente santo e devoto come Paolo, coraggioso
come Pietro, o amorevole come Giovanni, che però non riconosce
che tali qualità provengono dal suo Creatore? Non ho mai conosciuto
alcun santo di alcuna denominazione, che credesse che Dio l'aveva
salvato perché prevedeva che avrebbe avuto virtù e meriti.
Ora, fratelli miei, i migliori gioielli che un santo possa mai indossare,
non sono quelle qualità che lui stesso produce. C'è
qualcosa di carnale mischiato in essi. Il grado di grazia più
elevato che possediamo in noi stessi ha qualcosa di terreno in sé.
Ce ne accorgiamo quando siamo maggiormente purificati, e più
santificati, e il nostro linguaggio deve essere sempre:
"Io
il primo dei peccatori sono,
Gesù morì per me."
La nostra
sola speranza, la nostra sola possibilità, si trova ancora
nella grazia che si è rivelata nella persona di Gesù
Cristo. E io sono certo che dobbiamo completamente rigettare e tralasciare
ogni convinzione che le nostre grazie, che sono doni del nostro Signore,
piantati in noi dalla sua mano destra, possano mai essere state il
motivo del suo amore per noi. E dobbiamo cantare sempre:
"Cosa
c'era in noi che potesse meritare stima
O dare piacere al Creatore?
Eppure così fu Padre e sempre canteremo
Perché sembrò buona cosa agli occhi tuoi".
Egli farà
grazia a chi vorrà far grazia, e avrà pietà di
chi vorrà avere pietà (Esodo 33:19). E se mi chiedete
perché salva me, posso solo dire: perché così
ha voluto. C'era forse qualcosa in me che potesse farmi piacere a
Dio? No, non c'è nulla; niente poteva farmi essere accettato
nella sua presenza. Quando Dio mi salvò io ero il più
abietto, perduto, e rovinato della razza umana. Giacevo davanti a
lui come un neonato nel sangue. In verità, non era in mio potere
aiutare me stesso. Oh quanto misero ero e so di essere! Se voi avete
qualcosa che possa raccomandarvi davanti a Dio, io non l'ho mai avuta.
Sono felice di essere salvato per la sua GRAZIA, non adulterata, pura
grazia. Non posso vantare alcun merito. Se voi credete di poterlo
fare, io non posso. Io devo cantare:
"Solo
la grazia gratuita dal principio alla fine,
Ha vinto il mio affetto e ha tenuto salda l'anima mia".
3.
L'elezione è ETERNA. "Dio fin dal principio vi ha eletti
a salvezza". Può qualche uomo indicarmi il tempo che la
Scrittura chiama il principio? Anni fa si pensava fosse quando Adamo
fu creato sulla terra; ma non era quello il principio, poiché
la rivelazione ci indica un periodo che precede quello della creazione
del mondo, ai giorni in cui le stelle del mattino furono generate;
quando, come gocce di rugiada, dalle dita del mattino, stelle e costellazioni
caddero gocciolando dalla mano di Dio; quando, dalle sue labbra, Egli
scagliò globi ponderosi; quando con la sua mano mandò
comete, come fulmini, a vagare per il cielo, per trovare un giorno
la loro destinazione. Andiamo indietro agli anni passati, in cui i
mondi furono creati e i sistemi modellati, ma non abbiamo ancora raggiunto
il principio. Fino a quando non pensiamo al tempo in cui tutto l'universo
dormiva nella mente di Dio in quanto non ancora nato, fino a quando
non entriamo nell'eternità dove Dio il Creatore viveva solo,
e ogni cosa dormiva in Lui, e tutta la creazione riposava nel suo
onnipotente pensiero, non ci saremo ancora avvicinati al principio.
Possiamo andare indietro, indietro, indietro, età dopo età.
Possiamo tornare indietro, se così possiamo dire, per intere
eternità, eppure non arrivare mai al principio. Le nostre ali
possono stancarsi, la nostra immaginazione potrà affievolirsi
e svanire molto prima di giungervi. Ma Dio dal principio scelse il
suo popolo; quando l'etere non era stato ancora smosso dalle ali di
un singolo angelo, quando il silenzio universale regnava, e neppure
una voce o bisbiglio interrompeva la solennità di quel silenzio;
quando non c'erano esseri e movimento, tempo e altro all'infuori di
Dio stesso, nell'eternità; molto prima che le creature viventi
fossero nate, o che le ruote del carro di Jahvé fossero costruite,
allora, "In principio era la Parola", e in principio Egli
"ci ha eletti a salvezza". La nostra elezione dunque è
eterna. Non mi dilungherò a provarla, espongo solo questi pensieri
per a beneficio dei giovani credenti affinché sappiano cosa
si intende per elezione eterna, assoluta.
4.
E, inoltre, l'elezione è PERSONALE. Qui nuovamente, i nostri
oppositori hanno cercato di rovesciare l'elezione raccontandoci che
si tratta di un'elezione di nazioni, e non di persone. Ma qui l'Apostolo
dichiara: "Dio fin dal principio VI ha eletti a salvezza".
È la sostituzione più miserevole che si possa fare,
dichiarare che Dio non ha scelto persone ma nazioni, perché
quella stessa obiezione che viene rivolta contro la scelta delle persone,
vale anche contro la scelta di nazioni. Se fosse ingiusto scegliere
una persona anziché un'altra, sarebbe molto più ingiusto
scegliere una nazione, poiché essa non è altro che l'insieme
di moltitudini di persone; se si reputa l'elezione un crimine, scegliere
una nazione anziché una persona dovrebbe essere un crimine
ancora più grave. Certamente scegliere diecimila persone verrà
riconosciuto peggio che sceglierne una; così dunque sarebbe
distinguere un'intera nazione dal resto dell'umanità. Non sono
le nazioni composte da uomini? Una nazione è composta da quell'individuo,
e quell'altro, e quell'altro ancora. E se mi dite che Dio scelse gli
Ebrei, allora vi dico che Egli scelte quell'Ebreo, e quell'altro Ebreo,
e quell'altro ancora. E così è per gli Inglesi o per
qualunque altro popolo.
L'elezione
dunque è personale: e così deve essere. Tutti quelli
che leggono il verso che abbiamo esaminato, e altri versi simili,
riconosceranno che la Scrittura parla continuamente del popolo di
Dio rivolgendosi alle singole persone una per una, e parla di loro
come di oggetti speciali dell'elezione.
"Siamo
figli grazie all'elezione di Dio,
In Gesù Cristo crediamo;
Per eterna decisione
Grazia sovrana noi qui riceviamo".
5.
L'altro pensiero è - dato che il tempo passa troppo rapidamente
perché io possa soffermarmi a lungo su questi punti - che l'elezione
produce BUONI RISULTATI. "Dio fin dal principio vi ha eletti
a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella
verità". Quanti uomini interpretano male la dottrina dell'elezione!
E come arde l'anima mia al ricordo dei terribili mali che sono derivati
dall'aver rovinato e torto quella gloriosa porzione della gloriosa
verità di Dio! Quanti uomini hanno detto a se stessi: "io
sono eletto", e si sono crogiolati nella pigrizia, e peggio ancora!
Essi hanno detto: "Io sono l'eletto di Dio", e con le loro
mani si sono dati a fare il male. Sono corsi in fretta verso ogni
cosa impura, perché hanno detto: "sono un figlio scelto
di Dio, indipendentemente dalle mie opere, perciò posso vivere
come dico io, e fare ciò che mi piace". Oh, amati! Consentitemi
di avvertire solennemente ognuno di voi a non spingere i vostri ragionamenti
sulla verità tanto lontano; o, piuttosto, a non volgere la
verità in errore, poiché non possiamo portarla troppo
lontana. Possiamo oltrepassare la verità; possiamo fare di
ciò che è stato fatto per il nostro bene e la nostra
consolazione, una terribile mistura che ci distruggerà. Vi
dico che migliaia di uomini si sono rovinati per aver male interpretato
l'elezione; per aver detto: "Dio mi ha eletto ad andare in cielo,
e alla vita eterna"; ma hanno dimenticato che è scritto
che Dio li ha "eletti a salvezza mediante la santificazione nello
Spirito e la fede nella verità". Questa è l'elezione
di Dio - elezione alla santificazione e alla fede. Dio sceglie il
suo popolo affinché siano santi, e affinché credano.
Quanti di voi qui sono credenti? Quanti della mia congregazione possono
mettersi la mano sul cuore e dire: "ho fede in Dio di essere
santificato"? C'è qualcuno di voi che dice: "io sono
eletto"? Ti ricordo che hai imprecato la settimana scorsa. Uno
di voi dice: "io credo di essere eletto" - ma spingo la
tua memoria a ricordare gli atti immorali che hai commesso durante
l'ultima settimana. Un altro di voi dice: "io sono eletto"
- ma lo guardo negli occhi e gli dico: "Eletto! Tu sei un misero
ipocrita!" Altri dicono: "io sono eletto" - ma vi ricordo
che trascurate di andare al trono della grazia e che non pregate.
Oh, amati! Non pensate mai di essere eletti se non siete santi. Potete
venire a Cristo come peccatori, ma non potete venire a Cristo come
persone elette fino a quando non vedrete prodotta in voi la santità.
Non fraintendete quello che dico - non dite "sono eletto",
e poi pensate di poter vivere nel peccato. Questo è impossibile.
Gli eletti di Dio sono santi. Non sono puri, non sono perfetti, non
sono infallibili; ma, guardando la loro vita, essi sono persone sante.
Sono ben diversi, distinti dagli altri; e nessun uomo ha il diritto
di concludere di essere eletto al di fuori di tale santità.
Può essere un eletto, eppure star vivendo nell'oscurità,
ma non ha diritto di crederlo; nessuno può vedere che è
così, niente lo prova. L'uomo vivrà un giorno, ma è
morto al presente. Se stai camminando nel timore di Dio, cercando
di piacergli e di obbedire ai suoi comandamenti, non dubitare che
il tuo nome è stato scritto nel libro della vita dell'Agnello
prima della fondazione del mondo.
E ora notiamo
l'altro segno distintivo dell'elezione, che è la "fede
nella verità". Chiunque crede alla verità di Dio,
e crede in Gesù Cristo, è eletto. Incontro frequentemente
credenti che sono afflitti e preoccupati da questo pensiero - "E
se io non fossi eletto?". "Oh," essi dicono, "io
so di aver riposto la mia fede in Gesù; so che credo al suo
nome e ho fede nel sangue che Egli ha versato sulla croce; ma che
ne sarà di me se io non fossi eletto?" Povera creatura,
non conosci molto del vangelo, o non parleresti mai così, poiché
CHI CREDE E' ELETTO. Chi è eletto, è eletto alla santificazione
e alla fede; e se tu hai fede sei uno degli eletti di Dio; puoi saperlo
e devi saperlo, poiché è una certezza assoluta. Se tu,
come peccatore, guardi a Gesù Cristo questa mattina e, senza
portare alcuna opera meritoria, ti affidi a Lui confidando nel sacrificio
che Egli ha compiuto sulla croce, tu sei eletto. Non temo che l'elezione
spaventi i credenti o i peccatori. Vi sono molti ecclesiastici che
rispondono ai credenti: "l'elezione non ha niente a che fare
con voi". Ciò è sbagliato, perché l'anima
continuerà a porsi la stessa domanda. Ditele dunque: se credi
nel Signore Gesù Cristo sei eletto. Se ti affidi a Gesù,
sei eletto. Ti dico che tu, quand'anche fossi il primo dei peccatori,
questa mattina, ti dico nel suo nome che se vai a Dio senza portare
le tue opere meritorie, ma ti affidi al sacrificio e alla giustizia
di Gesù Cristo; se vai a Lui ora e hai fede in Lui, tu sei
eletto - eri amato da Dio fin da prima della fondazione del mondo,
poiché non avresti potuto fare questo se Dio non ti avesse
dato la forza e la volontà di farlo. Ora sei al sicuro se solo
vieni e affidi tutto te stesso a Gesù Cristo, e desideri essere
salvato e amato da Lui. Ma non pensare che qualche uomo possa essere
salvato senza la fede e senza la santificazione. Non vi ingannate
che una decisione presa in tempi remoti, addietro nell'eternità,
possa salvare le vostre anime, se non credete in Cristo. Non sedetevi
a crogiolarvi nel pensiero di essere salvati senza fede e santità.
Questa è un'eresia abominevole e maledetta, e ha rovinato migliaia
di persone. Non fate dell'elezione un cuscino su cui dormire, o potreste
esserne rovinati. Dio non voglia che io vi fornisca dei cuscini su
cui voi possiate poltrire nei vostri peccati. Peccatore! Non esiste
niente nella Bibbia che attenui i tuoi peccati. Ma se sei condannato,
o uomo! se sei perduta, o donna! non troverai nella Bibbia una sola
goccia per attenuare la tua sete, o una dottrina per mitigare la tua
colpa; la tua dannazione sarà interamente colpa tua, e il tuo
peccato la meriterà pienamente; poiché tu non credi
sei condannato. Gesù disse: "Voi non credete perché
non siete delle mie pecore". "Non volete venire a me per
aver la vita!". (Giovanni 10:26, 5:40). Non illudetevi che l'elezione
giustifichi il peccato - non sognatevelo - non fondatevi in dolce
compiacenza sul pensiero della vostra irresponsabilità. Voi
siete responsabili. Dobbiamo darvi entrambe le cose. Devono esserci
la sovranità divina, e la responsabilità dell'uomo.
Deve esserci l'elezione, ma dobbiamo offrire ai vostri cuori la verità
di Dio; dobbiamo parlare a voi, e ricordarvi questo: che è
scritto "In Me è il tuo aiuto", ma è anche
scritto: "Oh Israele, tu hai distrutto te stesso".
6.
E, infine, vediamo quali sono le vere e legittime tendenze della giusta
comprensione della dottrina dell'elezione. Come prima cosa, vedremo
come opera la dottrina dell'elezione verso i santi credenti sotto
la benedizione di Dio; e, come seconda cosa, come opera verso i peccatori
se Dio si compiace di benedirli con essa.
Credo che
l'elezione, per un santo, sia la dottrina che più di ogni altra
lo SPOGLIA di ogni confidanza nella propria carne e in ogni altra
cosa all'infuori di Gesù Cristo. Quanto spesso ci copriamo
con la nostra giustizia, e ci adorniamo con le finte perle e gemme
delle nostre opere meritorie e buone azioni. Allora iniziamo a dire:
"Ora sarò salvato, perché ho questa e quest'altra
prova". Ma è la nuda fede che salva; quella fede e solo
quella ci unisce all'Agnello di Dio, indipendentemente dalle opere,
sebbene la fede produca le opere buone. Quanto spesso ci affidiamo
su qualche opera nostra, piuttosto che sul nostro amato Signore, e
facciamo affidamento su qualche potenza che non è quella che
viene dall'alto. Ora se vogliamo liberarci di questa forza carnale,
dobbiamo considerare l'elezione. Fermati anima mia, e considera questo.
Dio ti ha amato prima che tu avessi un corpo. Ti ha amato quando eri
morta nelle trasgressioni e nei peccati, e ha mandato il suo Figlio
a morire per te. Egli ti ha comprato con il suo prezioso sangue ancor
prima che tu potessi pronunciare il suo nome. Riesci ancora a essere
orgoglioso di te?
Non conosco
nulla, nulla che sia più UMILIANTE per noi di questa dottrina
dell'elezione. A volte sono caduto prostrato sotto di essa, nel cercare
di comprenderla. Ho disteso le mie ali come le aquile, e mi sono innalzato
in volo verso quel sole. Fermo è stato il mio occhio, e forte
le mie ali, per un tempo; ma, quando mi sono avvicinato ad esso, un
pensiero mi ha colpito: "Dio fin dal principio vi ha eletti a
salvezza". Ero perso nel suo lustro, sconvolto da quel grandioso
pensiero; e da quell'elevata posizione l'anima mia scese, prostrata
e contrita, dicendo: "Signore, io non sono niente, io sono meno
che niente. Perché me? Perché me?".
Amici, se
volete essere umili, ascoltate l'elezione, perché vi umilierà
sotto l'influenza dello Spirito di Dio. Chi è orgoglioso della
propria elezione non è eletto; e chi si umilia al suo pensiero
può ben credere di esserlo; ha ogni ragione di credere di essere
eletto, poiché uno degli effetti più benedetti dell'elezione
è la disposizione a umiliarci davanti a Dio.
Ma l'elezione
nel Cristiano dovrebbe anche renderlo impavido e coraggioso. Nessun
uomo avrà tanta audacia come quello che sa di essere un eletto
di Dio. Cosa gli importa di ciò che il mondo può offrirgli
se egli è stato scelto dal suo Creatore? Gli importerà
del debole cinguettio dei piccoli passeri se egli è un'aquila
reale? Temerà se tutto il mondo è contro di lui? Quand'anche
in ogni luogo nel mondo vi fossero guerre, egli riposa in pace perfetta,
poiché è nel luogo segreto del tabernacolo dell'Altissimo,
nel gran padiglione dell'Onnipotente. "Io appartengo a Dio",
egli dice, "Non sono io figlio del Re? Non è il mio nome
scritto nel libro di Dio?" Gli importerà del mondo? No:
come al leone non importa nulla del latrato del cane, così
egli sorride ai suoi nemici; e quando essi si avvicinano troppo, si
alza e li annienta. Egli cammina tra di essi come un colosso; la sua
fronte è fatta di rame, il suo cuore è come una selce
- di chi temerà?
"Colui
che fa di Dio il proprio rifugio,
Troverà in Lui la più sicura dimora".
"Io
sono uno dei suoi eletti. Sono scelto da Dio e prezioso; e se anche
il mondo mi rigetta, non temo". Ah! ma la maggior parte di voi
si piegano come salici. Vi sono pochi Cristiani solidi come querce
oggi, che possono resistere alla tempesta, e ve ne dirò il
motivo. È perché voi non credete di essere eletti. L'uomo
che sa di essere eletto ne sarà troppo orgoglioso per peccare;
non si umilierà a commettere i vili atti degli uomini peccatori.
Il credente dirà: "IO compromettere i miei princìpi?
IO cambiare la mia dottrina? IO mettere da parte ciò in cui
credo? IO nascondere ciò che so essere la verità? No!
Da quando so di essere uno degli eletti di Dio, proclamerò
la verità di Dio in faccia agli uomini, qualunque cosa essi
mi dicano". Niente rende un uomo tanto coraggioso come il fatto
di riconoscere la sua elezione da Dio. Egli non tremerà, non
vacillerà, perché sa che Dio lo ha scelto.
Inoltre,
l'elezione ci rende SANTI. Sotto la benevola influenza dello Spirito
Santo niente può rendere un Cristiano più santo del
pensiero di essere stato scelto da Dio. "Peccherò, dopo
che Dio mi ha scelto? Trasgredirò dopo essere stato oggetto
di un tale amore? Andrò fuori strada dopo tanto affetto e tenera
misericordia? No, mio Dio; poiché tu mi hai scelto, io ti amerò;
vivrò per te -
"Poiché
tu, l'Iddio eterno,
Sei diventato mio Padre";
Mi darò
a Te per essere Tuo per sempre, mediante l'elezione e la redenzione,
affidandomi a Te, e consacrandomi solennemente al Tuo servizio".
Ed ora, infine,
ai peccatori. Cosa dice a voi l'elezione? Prima di tutto, o irreligiosi,
vi scuserò per un attimo. Ci sono molti tra voi che non amano
l'elezione, e non vi posso biasimare per questo, poiché ho
udito molti di quelli che l'hanno predicata dire: "non ho nessuna
parola da dire ai peccatori". Ora, credo che voi DOBBIATE non
amare una simile predicazione, e non vi biasimo per questo.
Ma ti dico, sii incoraggiato, peccatore, nella speranza che c'è
l'elezione. Anziché essere per te motivo di abbattimento e
scoraggiamento, essa è motivo di speranza e di gioia; anziché
tremare e stringere le tue mani con disperazione, dicendo: "Allora
come posso essere salvato, se nessuno è eletto?", ti dico
che c'è una vastissima moltitudine eletta, che nessun mortale
può contare. Prendi dunque coraggio, peccatore! Getta via il
tuo abbattimento - non puoi forse essere stato eletto come gli altri?
C'è gioia e conforto per te! Allora, non prendere solo coraggio,
ma vai e prova il Signore. Ricorda che se tu non fossi un eletto,
non perderesti nulla. Cosa dissero i quattro Siri? "Andiamo a
presentarci nell'accampamento dei Siri; poiché se diciamo:
'Entriamo in città', in città c'è la fame e vi
moriremo; se restiamo qui, moriremo ugualmente". O peccatore!
vieni al trono della grazia, o potresti morire dove ti trovi. Vai
a Dio; e, se anche Egli dovesse rifiutarti, supponendo che Egli alzi
la mano per allontanarti - cosa impossibile - anche in quel caso non
avresti perduto niente; la tua situazione non sarebbe peggiore di
prima. Ma, quand'anche tu fossi dannato, avresti almeno la soddisfazione
di poter alzare i tuoi occhi e dire: "O Dio, io ti ho chiesto
misericordia e tu non me l'hai concessa; l'ho cercata, ma tu me l'hai
rifiutata". Questo non lo dirai mai, o peccatore! Se tu vai a
Lui, e chiedi a Lui, tu riceverai; poiché Egli non ha mai rifiutato
nessuno che è andato a Lui! Non c'è dunque speranza
per te? Anche se esiste un numero prestabilito, è vero che
tutti quelli che Lo cercano appartengono a quel numero. Vai dunque
e invocaLo; e se anche tu fossi il primo ad andare all'inferno diresti
ai demoni che sei andato come misero peccatore a Gesù ma sei
stato rifiutato. Ti dico che ciò sarebbe un'onta e un disonore
per l'Eterno - con rispetto al suo nome - e che Egli non permetterà
mai che accada una cosa simile. Egli è geloso del suo onore,
e nessun peccatore sarà mai in condizione di dire questo.
Ma tu, povera
anima, non pensare soltanto di non poter perdere niente ad andare;
c'è un'altra cosa su cui devi riflettere - non ami il pensiero
dell'elezione questa mattina? Sei disposto ad ammettere la sua giustizia?
Dici: "Sento di essere perduto; me lo merito; e se mio fratello
invece viene salvato non posso lamentarmi. Se Dio mi distrugge, me
lo merito, ma se Egli salva la persona accanto a me, Egli ha il diritto
di fare quello che vuole, e io non ho perduto niente rispetto a prima".
Puoi dirlo onestamente dal tuo cuore? Se è così, allora
la dottrina dell'elezione ha esercitato il suo effetto sul tuo spirito,
e non sei lontano dal regno dei cieli. Sei condotto dove dovresti
essere, dove lo Spirito vuole che tu sia; ed essendo così questa
mattina, và in pace; Dio ha perdonato i tuoi peccati. Non sentiresti
di essere stato perdonato, se lo Spirito di Dio non stesse operando
in te.
Rallegrati, dunque, in questo. Che la tua speranza riposi sulla croce
di Cristo. Non pensare all'elezione, ma a Cristo Gesù. Riposa
su Lui - Gesù prima, oggi, e in eterno.
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