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I Grandi Predicatori

A chi si rivolge la nostra fede?

Traduzione di Paolo E. Castellina di: "The Object of Faith or To what Faith Looks"1
di Charles H. Spurgeon, dalla sua opera dal titolo "Faith".


Nella Parola di Dio mi viene detto di credere, ma in cosa devo credere? Mi viene detto di guardare, ma che cosa devo guardare2? Qual è l'oggetto della mia speranza, della mia fiducia e del mio credere? La risposta è semplice: l'oggetto della fede, per ogni peccatore, è Gesù Cristo.

A questo riguardo tanti fanno un errore: pensano che [in risposta a questo appello] essi debbano credere a Dio Padre! Credere in Dio, però, è conseguenza della fede in Gesù. Noi giungiamo a credere nell'amore eterno del Padre soltanto in quanto esso è risultato della [nostra] fede nel prezioso sangue di Gesù.

Molti dicono: “Io crederei in Cristo se solo sapessi di essere fra gli eletti". Questo [però] è venire al Padre e nessuno può venire al Padre se non attraverso Cristo3. L'opera del Padre è quella di eleggere; non puoi venire direttamente a Lui; quindi non puoi sapere di essere fra gli eletti4 fintanto che tu non abbia creduto in Cristo, il Redentore. Solo dopo, attraverso la redenzione, ti puoi accostare al Padre e conoscere la tua elezione.

Altri ancora fanno l'errore di rivolgersi all'opera di Dio lo Spirito Santo. Guardano [così] dentro di sé per vedere se provano determinate sensazioni e, se le trovano, considerano la loro fede forte. Se, però, queste sensazioni svaniscono in loro, allora considerano la loro fede debole. Questi guardano all'opera dello Spirito, che non è5 l'oggetto della fede di un peccatore.

Certo, al fine di completare la redenzione, dobbiamo confidare sia nel Padre che nello Spirito. Per quanto riguarda, però, la particolare grazia della giustificazione e del perdono, è solo al sangue del Mediatore che possiamo fare appello. I cristiani devono confidare nello Spirito dopo la loro conversione, ma il peccatore, se vuole essere salvato, non lo sarà confidando nello Spirito, né guardando allo Spirito, ma guardando a Cristo Gesù ed a Lui solo. So bene che la salvezza dipende dall'intera Trinità, eppure, il primo ed immediato oggetto della fede giustificante di un peccatore non é né Dio Padre, né Dio lo Spirito Santo, ma Dio il Figlio che, assumendo la carne d'un uomo, ha offerto Sé stesso come sacrificio espiatorio per i peccatori.

[Ti chiedo, così:] hai tu "l'occhio della fede"? Allora, anima cara, contempla Cristo come Dio. Se vuoi essere salvato, credi in Lui come Dio su ogni cosa, benedetto per sempre. Accoglilo come "Dio vero da Dio vero"6, perché se non lo fai, non puoi avere in Lui parte alcuna.

Quando hai creduto questo, credi in Gesù Cristo come uomo. Credi nella meravigliosa storia della Sua incarnazione. Fidati della testimonianza degli evangelisti che presentano l'Infinito che si fa bambino, l'Eterno che si nasconde nel mortale, che Colui che era il Re del cielo si fa servo dei servi e Figlio dell'uomo. Credi e ammira il mistero della Sua incarnazione, perché se non credi in questo non potrai essere salvato.

E soprattutto, se vuoi essere salvato che la tua fede consideri Cristo nella Sua perfetta giustizia. Guardalo mentre osserva la Legge divina in modo irreprensibile, quando ubbidisce al Padre senza errare, come Egli mantenga la Sua integrità senza mai cadere in difetto. Tutto questo lo devi considerare come fatto in tuo favore! Tu non avresti potuto osservare la Legge: Egli l'ha osservata per te; tu non avresti potuto ubbidire a Dio perfettamente: ed ecco che la Sua ubbidienza prende il posto della tua... Attraverso di questo tu sei salvato.

Fai così particolare attenzione a che la tua fede soprattutto contempli Cristo come morente e come morto. Guarda l'Agnello di Dio muto di fronte a chi lo tosa7. Contempla questo uomo di dolore, familiare col patire; seguilo nel Getsemani e guarda come versi gocce di sangue e sudore8.

Fa bene attenzione: la tua fede non abbia nulla a che fare con alcunché sia dentro di te; l'oggetto della fede non è qualcosa che stia dentro di te, ma qualcosa che sta al di fuori di te.Credi in Colui che, inchiodato mani e piedi sul legno della croce, versa la Sua vita per i peccatori, per te. Lì c'è "l'oggetto" della tua fede salvifica, non in te stesso, né in qualcosa che lo Spirito Santo ti ha fatto sentire o ha promesso di fare per te: devi guardare a Cristo ed unicamente a Cristo Gesù.

Poi lascia che la tua fede consideri Cristo che risorge dai morti. Guardalo, ha portato su di Sé la maledizione ed ora Egli riceve giustificazione. Egli muore per pagare il debito e risorge per inchiodare sulla croce il "certificato di avvenuto pagamento".

Guardalo ascendere al cielo e intercedere, anche oggi, presso il trono del Padre. Egli là sta supplicando in favore del Suo popolo ed offre la Sua autorevole petizione per tutti coloro che vengono a Dio per mezzo di Lui. Gesù Cristo - come Dio, come uomo, come vivente, come morto, come risorto e come regnante lassù - Lui e Lui soltanto, deve essere l'oggetto della tua fede per il perdono del peccato.

Non devi confidare in null'altro. Egli solo deve essere appoggio e sostegno della tua fiducia. Tutto ciò che vi aggiungi non potrebbe che essere un malvagio anticristo, una ribellione contro la sovranità del Signore Gesù. Accertati però molto bene che la tua fede, per essere salvifica, mentre guardi a Cristo in tutti questi [Suoi] aspetti, lo consideri in quanto tuo Sostituto.

Questa dottrina di sostituzione è così essenziale all'intero piano della salvezza che debbo spiegarla qui per l'ennesima volta.

Dio è giusto e [proprio perché è giusto] deve punire il peccato. Dio è misericordioso: Egli desidera perdonare tutti coloro che credono in Gesù. Com'è possibile, allora, conciliare queste due cose? Come può Egli essere giusto ed esigere che la pena sia scontata; misericordioso, ed accogliere il peccatore?

Lo fa in questo modo: Egli prende i peccati del Suo popolo di fatto "estraendoli" dal Suo popolo, deponendoli poi su Cristo. Esso così viene a trovarsi in condizione di innocenza, come se non avesse mai peccato, mentre Cristo viene guardato da Dio come se Egli fosse stato avvolto in un unico fascio con tutti i peccatori del mondo. Il peccato del suo popolo viene piortato via dalle loro persone e realmente e di fatto, non in modo tipologico o metaforico, realmente e di fatto deposto su Cristo.

Dio, poi, è uscito con la Sua spada infuocata incontro al peccatore per punirlo. Ha incontrato Cristo. Cristo non era in Sé stesso peccatore, ma gli erano imputati tutti i peccati del Suo popolo. La giustizia, così, ha incontrato Cristo come se Lui fosse stato il peccatore ed ha punito Cristo per i peccati del Suo popolo tanto quanto i suoi diritti potevano andare. Egli ha esatto da Lui fino all'ultimo atomo della pena, non lasciandone in quella coppa nemmeno la feccia9.

Ed ora, chi può vedere Cristo come proprio Sostituto e ripone in Lui la sua fiducia, è pertanto liberato dalla maledizione della legge10.

Anima cara, quando vedi Cristo che ubbidisce alla legge, la tua fede deve dire: "Egli la sta ubbidendo per il Suo popolo". Quando Lo vedi morire, devi contare quelle goccie di sangue e dire: "Così Egli ha tolto i miei peccati"11. Quando Lo vedi risorgere dai morti, tu devi dire: "Egli risorge come il Capo e rappresentante dei Suoi eletti", e quando Lo vedi sedere alla destra di Dio, tu devi vederlo là come la garanzia12 che tutti coloro per i quali Egli è morto, più che sicuramente sederanno alla destra del Padre.

Impara a considerare Cristo come se, agli occhi di Dio, fosse Lui il peccatore, Lui in cui non vi era peccato13. Egli era "il Giusto", ma ha sofferto per gli ingiusti14, e tutto ciò che gli ingiusti avrebbero dovuto [giustamente] patire, Cristo lo ha patito una volta per tutte ed ha eliminato i loro peccati per sempre attraverso il sacrificio di Sé stesso.

Ora, questo è il grande "oggetto" verso il quale deve rivolgerso la fede. Io ti prego, su di questo non fare errore alcuno, perché un errore proprio a questo punto sarebbe pericoloso, per non dire fatale.

Attraverso la tua fede, considera Cristo - nella Sua vita, sofferenza, morte e risurrezione - come il Sostituto di tutti coloro che il Padre Gli ha affidato, il sacrificio vicario per i peccati di tutti coloro che confidano in Lui con la loro anima. Cristo, quindi, così come Dio lo ha prestabilito15, è [l'unico] oggetto della fede giustificante.

Permettetemi di rilevare ulteriormente come alcuni che leggono queste parole potrebbero dire: "Oh, io crederei e sarei salvato se solo...". Se solo cosa? Se solo Cristo fosse morto? "O no, signore, il mio dubbio non ha nulla a che fare con Cristo". Lo pensavo. Allora, qual è il tuo dubbio? "Beh, io crederei se solo io sentissi questo, se solo io avessi fatto quello...". Ma io ti dico che se tu sentissi quello non potresti veramente [dire di] credere in Gesù, perché allora tu crederesti in te stesso, non in Cristo. Non potrei dirlo più chiaramente16. Se tu fossi così e così o così e cosà, allora potresti avere fiducia. Fiducia in che cosa? Ovvio, fiducia nei tuoi sentimenti, fiducia nelle tue azioni, e questo è esattamente l'opposto della fiducia in Cristo.

Fede non significa dedurre, sulla base di qualcosa di buono che c'è dentro di me, che sarò salvato; significa ammettere, tra i denti e anche a dispetto dei fatti, che sono colpevole agli occhi di Dio e che merito la Sua condanna. Ciononostante, io credo che il sangue di Gesù Cristo Suo Figlio, mi purifica da ogni peccato; e nonostante che la mia attuale consapevolezza mi condanni, la mia fede prevale sulla mia consapevolezza ed io credo che Egli salva "perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio"17.

Venire a Cristo come dei santi è molto facile. E' molto facile confidare nelle cure di un medico quando si sa di essere in via di miglioramento. Confidare però nel tuo medico quando senti già la morte che incombe su di te, non rassegnarsi quando la malattia già si palesa in ogni angolo del tuo corpo, quando l'ulcera sta accumulando il suo veleno, credere anche allora nell'efficacia della medicina, questa sì che è fede!

Analogamente, quando il peccato sembra ormai essere diventato il tuo padrone, quando tu senti che la legge ti condanna [e che non c'è appello], allora, persino allora, come peccatore, confidare in Cristo, questa è l'impresa più ardita che vi sia al mondo. La fede che ha scosso le mura di Gerico, la fede che ha fatto risorgere i morti, la fede che ha chiuso le fauci dei leoni, non era fede più grande di quella di un povero peccatore quando, in barba a tutti i suoi peccati, osa confidare nel sangue e nella giustizia di Gesù Cristo. Fa' questo, anima cara, ed allora sarai salvato, chiunque tu sia.

L'oggetto della fede, quindi, è Cristo come il Sostituto dei peccatori, Dio in Cristo, ma non Dio indipendentemente da Cristo, né una qualsiasi opera dello Spirito: soltanto l'opera di Gesù deve essere da te considerata come fondamento della tua speranza.

La ragione della fede, o, perché una persona giunge a credere, e da dove viene questa fede?

Certo, "la fede viene da ciò che si ascolta"18, come mai, però, benché tutti ascoltino, non tutti giungono alla fede? In che modo una persona giunge alla fede? Dal punto di vista umano, la fede nasce come risultato di un senso di bisogno. Una persona avverte la necessità di un salvatore e scopre che proprio Cristo è il salvatore di cui ha bisogno. Ecco così che, non potendo farcela da sola, essa crede in Gesù.

Non avendo nulla in sé stesso [di cui si possa avvalere per essere salvato] l'uomo sente che se non accoglierà Cristo sarà perduto e quindi lo fa perché non può farne a meno. Si sente messo alle strette, in un angolo, e non c'è altra via di fuga se non questa, vale a dire attraverso la giustizia di un altro, perché sente di non potere sfuggire attraverso una qualsiasi sua opera buona, o sofferenza meritoria propria. Viene così a Cristo e si umilia, perché non può fare nulla senza Cristo, e che perirà se non lo abbraccia.

Facciamo però un passo indietro. Da dove nasce questo senso di necessità nell'uomo? Come mai alcuni avvertono il bisogno di conoscere Cristo, mentre tanti altri sembrano non avvertirlo? E' certo che anche gli altri ne abbiano altrettanto bisogno quanto ce n'abbia lui. In che modo, quindi, uno giunge a capire di essere perduto e [completamente] rovinato? Come mai solo alcuni si sentono peccatori, perduti e sospinti da questo senso di rovina, verso Cristo, Colui che li può ristabilire?

La risposta a queste domande è che questo è dono di Dio, questa è l'opera dello Spirito. Nessuno può venire a Cristo se non che lo Spirito lo attiri19, e lo Spirito attira a Cristo, facendo sì che essi si sentano inesorabilmente condannati dalla legge 20e [del tutto] convinti che se non vengono a Cristo [sicuramente] periranno21. A questo punto, il peccatore si sente come una nave in balia della tempesta e non ci pensa due volte a correre al sicuro in questo porto celeste.

La salvezza in Cristo è così sgradevole per la mente carnale, così incoerente con l'amore che abbiamo per i meriti umani, che non ci rivolgeremmo mai a Cristo come nostro "tutto in tutti"22 se lo Spirito non ci convincesse che noi non eravamo nulla, e non ci costringesse ad abbracciare Cristo.

Ma facciamo ancora un passo più indietro: com'è che lo Spirito di Dio insegna ad alcuni questo bisogno, e non agli altri? Come mai alcuni fra voi sono stati sospinti a Cristo dal bisogno che avevate di Cristo, mentre altri continuano nella loro presunzione di giustizia e periscono? Non c’è altra risposta da dare e non questa: “Perché così, o Padre, ti è piaciuto”. Alla fin fine tutto è da ricollegarsi alla sovranità di Dio. Il Signore ha “nascosto queste cose ai savi ed agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli”23. Nel modo come Cristo mette le cose: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”24, “voi non credete, perché non siete delle mie pecore”25. Alcuni teologi vorrebbero leggere questo come: “Voi non siete delle mie pecore perché non credete”, come se fosse il credere a renderci pecore di Cristo. Il testo, però, dice: “Voi non credete perché non siete delle mie pecore”. “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me”.26 Se essi non vengono, questa è chiara prova che essi non [Gli] erano stati dati, perché coloro che sono stati dati dall’eternità a Cristo, scelti da Dio Padre, e poi redenti da Dio il Figlio, questi sono condotti dallo Spirito, attraverso un senso di bisogno, a venire e ad abbracciare Cristo.

Nessuno ha mai creduto o crederà mai in Cristo se di Lui non ne sente il bisogno. Nessuno mai ha sentito o sentirà il bisogno di Cristo, se non quando lo Spirito glielo farà sentire, e lo Spirito non farà mai sentire il suo bisogno di Cristo a salvezza, a meno che non sia scritto in quel libro eterno in cui Dio ha con certezza inciso il nome dei Suoi eletti.

Non sarò così in alcun modo equivocato su questo punto, che la ragione della fede, o il perché gli uomini credono, è l’amore del Dio che elegge, il quale opera attraverso lo Spirito un senso di bisogno e così li porta a Cristo Gesù.

La base della fede del peccatore, o su quale base egli osa credere nel Signore Gesù Cristo

Miei cari amici, già ho detto che nessuno crederà in Gesù se non sente [prima] il bisogno di Lui. Ho detto spesso e lo ripeto di nuovo, che io non vengo a Cristo implorandolo a che io senta il mio bisogno di Lui; la mia ragione per credere a Cristo non è perché io senta il bisogno che ho di Lui.

La base per la quale un uomo viene a Cristo,non è la sensibilità che ha di essere peccatore, ma in quanto peccatore e nient’altro che come peccatore. Egli non verrà fintanto che non verrà risvegliato; ma quando viene, egli non dice: “Signore, io vengo a te perché sono un peccatore risvegliato. Ti prego salvami”. Ma egli dice: “Signore, sono un peccatore. Ti prego, salvami”. Non il suo risveglio, ma il fatto di essere un peccatore è il metodo e piano sulla base del quale egli osa venire.

Forse intuite che cosa io voglia dire, perché non posso ora spiegarmi con maggiore precisione. Se mi riferissi alla predicazione di molti grandi teologi, essi direbbero ad un peccatore: “Ora, se tu senti il tuo bisogno di Cristo, se tu ti sei ravveduto così tanto, se sei stato afferrato dalla legge in tale e tale grado, allora tu puoi venire a Cristo sulla base che sei un peccatore risvegliato”. Questo è falso. Nessuno può venire a Cristo sulla base del suo essere un peccatore risvegliato. Deve venire a lui [solo] in quanto peccatore.

Quando vengo a Gesù, non posso venirci a meno che io non sia stato risvegliato, eppure non vengo in quanto peccatore risvegliato. Io non sto ai piedi della croce per essere lavato in quanto mi sono ravveduto. Quando vi giungo io non vi porto altro che il peccato. Un senso di bisogno è un buon sentimento, ma quando sto ai piedi della croce, io non credo a Cristo perché ho dei buoni sentimenti, ma credo in lui sia che abbia dei buoni sentimenti o non li abbia.

Così qual sono … senza null’altro … ma per il sangue che per me versato, e che tu mi chiami a venire a te, o Agnello di Dio io vengo a Te.

La porta della misericordia è aperta e su di essa è scritto: “Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori”27.

Fra la parola “salvare” e la parola che segue, “peccatori” non c’è alcun aggettivo. Non dice: “peccatori ravveduti”, “peccatori risvegliati”, o “peccatori allarmati”. No, dice solo “peccatori”, ed io so questo, che quando vengo, io vengo a Cristo oggi, perché io sento che è altrettanto necessario venire alla croce di Cristo oggi così come lo era [per me] dieci anni fa; quando vengo a Lui io non oso venire come un peccatore consapevole, o come un peccatore risvegliato, ma devo ancora venire come un peccatore che non ha nulla in mano.

Recentemente ho incontrato un uomo anziano nella sacrestia di una cappella dello Yorkshire. L’uomo era [ormai] stato cristiano per diversi anni, e disse: “Non ho mai visto nessuno dirlo in modo più esatto di questo, ma ancora io so che [ciò che dice questo inno] è esattamente il modo in cui io vengo. Io dico, Signore:

Nulla nelle mie mani io porto … semplicemente mi aggrappo alla tua croce. Nudo io guardo a te per avere una veste; privo di aiuto io vengo a te per ottenere grazia. Nero alla fonte io mi affretto a venire … lavami, o Salvatore, altrimenti muoio.

Fede è uscire del tutto da sé stessi ed entrare in Cristo. Io so che molte centinaia di povere anime sono state molto afflitte perché un ministro ha loro detto: “Se tu ne senti il bisogno, puoi venire a Cristo”. “Ma,“ essi dicono, “Io non sento abbastanza il mio bisogno,. Sono sicuro di no”. Ho ricevuto dozzine di lettere da povere coscienze afflitte che dicevano: “Io mi avventurerei a credere in Cristo per trovarvi salvezza se solo avessi una coscienza intenerita; se avessi un cuore morbido e malleabile; ma il mio cuore è come una roccia, come ghiaccio che non vuole sciogliersi. Io non sento dentro di me come vorrei sentire, e quindi non devo credere in Gesù”. Oh, basta, basta con queste cose! Non sono altro che un malvagio anticristo; questo è chiaramente papismo! Devi credere in Cristo per rinnovare il tuo cuore indurito, e venire a Lui con nient’altro che il tuo peccato.

La base sulla quale un peccatore viene a Cristo è perché [la sua anima] è nera [come la pece]; perché è morto, e non perché egli sa di essere morto; perché egli è perduto, e non perché sa di essere perduto. Io so che non ci verrà finché non saprà di esserlo, ma quella non è la base per cui viene. E’ la ragione segreta del perché, ma non è la base pubblica ed oggettiva che egli comprende.

Eccomi, anno dopo anno, temendo di venire a Cristo perché pensavo di non “sentire” abbastanza, ed ero solito ascoltare quell’inno di Cowper28 sull’essere insensibile come l’acciaio.

Se solo sentissi quest’unico dolore, per trovare che io non posso sentire...

Io, quando ho creduto in Cristo, non c’era nulla che “sentivo”. Ora, quando però guardo indietro, trovo che per tutto il tempo io “sentivo” di fatto acutamente ed intensamente e, soprattutto perché pensavo di non “sentire”.

Generalmente, coloro che maggiormente si ravvedono, pensano di essere impenitenti, e quelli che “sentono” maggiormente il loro bisogno lo sentono quando credono di non sentirlo affatto perché non possiamo essere giudici dei nostri sentimenti. Per questo l’invito dell’Evangelo non è posto sulla base di alcunché noi si possa giudicare, e nient’altro che come peccatori.

“Beh,” dice uno, “Se Egli dice: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo"29, vuol dire proprio quello. L'altro testo, però, dice: "Chiunque vuole venga"30, e quello non dice: Affaticati ed oppressi”.

Oltretutto, sebbene l’invito sia rivolto a chi è affaticato ed oppresso, vedete come la promessa non è fatta a loro in quanto affaticati ed oppressi, ma è loro fatta come venenti a Cristo. Essi non sapevano di essere affaticati ed oppressi quand’erano venuti: pensavano di non esserlo. Lo erano, ma parte della loro stanchezza era che non la sentivano, e parte del loro fardello era perché non sentivano di avercelo abbastanza. Sono venuti a Cristo proprio così com’erano ed Egli li ha salvati, non perché vi fosse nella loro stanchezza merito alcuno, o alcuna efficacia nel loro essere aggravati, ma Egli li ha salvati in quanto peccatori, e soltanto come peccatori. Così sono stati lavati nel Suo sangue e sono stati ripuliti. Mio caro lettore, lascia che ti persuada di questa verità. Se tu vuoi venire a Cristo, vienici nient’altro come peccatore, Egli non ti caccerà via.

Il buon vecchio Tobias Crisp31 dice in uno dei suoi sermoni su questo stesso punto: “Oso affermarlo: se tu vieni a Cristo, chiunque tu sia, se Egli non ti riceve, allora Egli non sta mantenendo la Sua parola, perché Egli dice: ‘Chiunque venga a me io non lo caccerò via’. Tu vieni, non importa quale qualifica o preparazione di doveri tu porti o quali sentimenti tu senta. Devi venire esattamente come sei e se sei il più grande peccatore che sia mai uscito dall’inferno, allora sei adatto a venire a Cristo tanto quanto lo sia il più morale od eccellente fra gli uomini. C’è un bagno. Chi è degno di essere lavato? La sporcizia più nera di un uono non è ragione per la quale egli non debba essere lavato, ma la ragione più chiara essa stessa per la quale egli deve essere lavato. Quando le nostre autorità cittadine portano sollievo ai poveri, nessuno dice: ‘Io sono tanto povero che non sono degno di ricevere sollievo!’. Ma è proprio la tua povertà ad essere la tua preparazione, il nero è qui il bianco. Strana contraddizione!"

L’unica cosa che puoi portare a Cristo è il tuo peccato e la tua malvagità. Tutto ciò che ti chiede è che tu venga a mani vuote. Se in te vi fosse del bene, non potresti confidare in Cristo. Devi venire con nulla in mano. Abbraccia Cristo come tutto in tutto, e quella è l’unica base sulla quale una povera anima può essere salvata, come peccatore e nient’altro che come peccatore.


1http://www.gcc-opc.org/docs/faith1.htm

2"Riguardate a me, voi tutti i termini della terra, e siate salvati; perciocchè io sono Iddio, e non ve n'è alcun altro" (Isaia 45:22 Diodati). E' il testo biblico che è stato strumentale alla conversione stessa di Spurgeon.

3"Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6).

4Lett. "di conoscere la tua elezione".

5...che non può essere...

6Espressione del Simbolo Niceno-costantinopolitano. Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Credo_niceno-costantinopolitano .

7"Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca" (Isaia 53:7).

8"Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra" (Luca 22:44).

9Questa espressione echeggia il Salmo 75: "Il SIGNORE ha in mano una coppa di vino spumeggiante, pieno di mistura. Egli ne versa; certo tutti gli empi della terra ne dovranno sorseggiare, ne berranno fino alla feccia" (Salmo 75:8).

10"Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»)" (Galati 3:13).

11"Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!" (Giovanni 1:29).

12"Ne consegue che Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo" (Ebrei 7:22).

131 Giovanni 3:5.

14"Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito" (1 Pietro 3:18).

15"Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato" (Romani 3:25).

16Orig. " That is the English of it!" frase usata da Spurgeon che ricalca un'espressione che compare in Richard Baxter. Cfr. http://goo.gl/PvSsz

17Ebrei 7:25.

18Romani 10:17.

19"Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Giovanni 6:44).

20Lett. "rinchiusi sotto la legge", forse nello spirito di Galati 3:23 "Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata".

21Cfr. "Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio" (Giovanni 16:8).

22"Qui non c'è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti" (Colossesi 3:11).

23"In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto!" (Luca 10:21).

24Giovanni 10:27.

25Giovanni 10:26.

26Giovanni 6:37.

27"Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo" (1 Timoteo 1:15).

28William Cowper (1731-1800), cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/William_Cowper

29Matteo 11:28.

30"Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita" (Apocalisse 22:17).

31 Tobias Crisp D.D. (1600–1643), predicatore puritano inglese, cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Tobias_Crisp

Si ringrazia Paolo Castellina per la gentile concessione.

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