PADRE
PERDONA...
di C. H. Spurgeon
(Pubblicato
con permesso del sito Cristiani
Evangelici)
"E
Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello
che fanno" (Luca 23:34).
Quando pronunciò
questa frase, il Signore Gesù stava provando le prime sofferenze
derivanti dalla
crocifissione; gli esecutori Gli avevano appena inchiodato le mani
e i piedi alla croce. Egli doveva essere già estremamente provato
e indebolito dalla precedente notte di agonia nel Getsemani senza
considerare le frustate che Gli erano state inferte durante il giorno
e le penose derisioni di Caiafa, Pilato, Erode e delle guardie pretoriane.
Ciò nonostante né i dolori del recente passato, né
le sofferenze del presente hanno impedito al nostro Salvatore di continuare
a intercedere. L'Agnello di Dio era silenzioso davanti agli uomini,
ma non davanti al Padre. Muto come una pecora davanti a chi la tosa,
Egli non ha pronunciato una sola parola in Sua difesa davanti all'uomo,
ma ha continuato a gridare nel Suo cuore al Padre e nessun dolore
o debolezza avrebbero potuto far cessare la Sua supplica (cfr. Isaia
53:7).
Amati nella grazia, quale glorioso esempio ci pone davanti il nostro
Signore! Preghiamo, fin quando il nostro cuore palpita e nessun tipo
di sofferenza ci allontani dal Trono della grazia ma piuttosto ci
avvicini ad esso.
Cessare di
pregare significa rinunciare alle consolazioni divine che il nostro
caso richiede e, di conseguenza, rischiare di cadere nella disperazione.
Sotto le tensioni dello spirito e l'oppressione del cuore, aiutaci,
o Signore, a continuare a rivolgerci a Te, e fa che i nostri passi
non siano mai condotti lontano dal Tuo cospetto in preda alla disperazione.
Il nostro benedetto Redentore è stato perseverante nella preghiera
persino quando i chiodi hanno reciso i Suoi nervi e il martello ha
fatto vibrare angosciosamente il Suo corpo. Tale perseveranza nella
preghiera può essere spiegata solo dalla "consuetudine"
che Gesù aveva dimostrato in passato per la preghiera; tale
abitudine gli impediva di fermarsi, malgrado la situazione umanamente
disperata che stava vivendo durante la crocifissione. Una simile capacità
di intercessione poteva derivarGli solo da quelle lunghe notti trascorse
su quella fredda montagna, da quel giorni spesi nella solitudine,
da quelle continue esclamazioni che era solito elevare al cielo. Tutti
questi aspetti avevano radicato in Lui una consuetudine così
forte che neppure i tormenti più atroci hanno potuto annientare.
In realtà si trattava di qualcosa di più di una semplice
consuetudine; il Signore Gesù era immerso in uno spirito di
preghiera, Egli viveva in esso ed esso in Lui: tale spirito era diventato
un elemento della Sua natura. Egli è stato come una spezia
preziosa che essendo arsa non cessa di emanare il suo profumo e sotto
i colpi del pestello libera tutte le sue qualità più
preziose e le fragranze più fini. Egli seppe sprigionare tutta
l'essenza legata alla sua natura più intima e nascosta. Gesù
pregava, così come un fascio di mirra emana profumo, così
come un uccellino canta, non potendo fare altrimenti. La preghiera
Lo avvolgeva come una veste e il Suo cuore ne era rapito. Possa questo
essere il nostro esempio: non cessiamo mai di pregare, in qualsiasi
circostanza, anche nelle prove più severe e nelle difficoltà
più deprimenti.
Notate il
fatto che il nostro Signore si rivolse al Padre. Non è privo
di significato il Suo insegnamento già
impartito riguardo alla preghiera da innalzare al Padre (cfr. Matteo
6:9), poiché nel nostro modo di pregare deve prevalere l'intimità
con Dio. Sotto il peso delle sofferenze il nostro primo istinto ci
fa pensare a Dio come a un severo giudice nel cospetto di un criminale,
non già ad un padre amorevole che disciplina il proprio figlio.
Il grido di Gesù, tuttavia, non tradisce alcuna esitazione:
Egli è ancora Figliuolo e si rivolge a Dio chiamandolo "Padre",
come aveva già fatto nelle precedenti notti oscure e gravide
di dolore. E qui, ancora una volta, la prima delle Sue sette, estreme
espressioni comincia con la medesima parola: "Padre". Possa
lo Spirito Santo che ci fa esclamare "Abba, Padre" continuare
ad operare nella nostra vita! Nessuno di noi possa essere sedotto
dal nemico che suggerisce: "Se tu sei figliuolo di Dio...",
ma Satana stesso ci possa trovare trionfanti come lo fu Gesù
nel deserto. Possa lo Spirito allontanare da noi ogni perplessità.
Quando veniamo meritatamente puniti:
- "Poiché
qual è il figliuolo che il Padre non corregga?" (Ebrei
12:7)
- restiamo nella paziente sottomissione al nostro Padre Celeste, evitando
di cadere schiavi della ribellione che ci porta a dubitare della nostra
adozione.
Inoltre,
notate che Gesù non prega per Sé stesso. Egli dice infatti:
"Perdona loro". La Sua richiesta è per altri e sebbene
si possa cogliere un lontano riferimento alle Sue sofferenze, esso
è così remoto da apparire trascurabile. Oltre a ciò
considerate che Egli non dice: "Io vi perdono". Tale espressione
è data quasi per scontata: Gesù sembra non risentire
del male che sta subendo dai Suoi carnefici. Gesù completa
in questo momento il Suo annullamento al punto da perdere la consapevolezza
del danno che sta ricevendo. Cari fratelli, se si è verificato
un solo caso nella vita del Figliuolo di Dio nel quale Egli avrebbe
dovuto trascurare chiunque altro per pregare solo per sé, è
stato senza dubbio questo, vale a dire il momento nel quale Egli cominciava
a sperimentare gli spasimi della morte. Non ci saremmo meravigliati
se qualunque uomo al Suo posto, pendente da una croce, avesse elevato
la prima e anche l'ultima preghiera solo per sé, chiedendo
la forza per superare momenti tanto ardui...ma non Lui. OsservateLo,
fratelli, mentre apre la bocca per la prima volta dopo essere stato
crocifisso intercedendo per gli altri! Ammirate quale grande cuore
viene qui rivelato! Che animo compassionevole aveva Cristo mentre
soffriva sulla croce! Quale mirabile e divino amore! Chi, nel pieno
dell'agonia, avrebbe saputo elevare la prima delle sue suppliche a
favore di altri, anziché di Sé stesso? Possa questo
spirito disinteressato essere anche nostro, cari fratelli. Amiamo
il nostro prossimo come noi stessi, seguendo l'esempio di altruismo
e abnegazione che il Signore ci ha lasciato.
C'è
ancora, in questo gioiello di sublime amore, un'altra pietra preziosa.
Il Sole della Giustizia è sorto sul Calvario in tutto il Suo
splendore.
Notate, infatti, che la Sua supplica non è stata elevata genericamente
"per gli altri", bensì per i Suoi nemici più
crudeli. I Suoi nemici ho detto? Bene, va fatta un'ulteriore considerazione:
la preghiera di Cristo non era rivolta a nemici che gli avevano recato
del danno anni prima, ma a coloro che, essendo lì presenti,
Lo stavano uccidendo. Il Salvatore non stava pregando "a sangue
freddo", dopo che il tempo poteva aver reso più sopportabili
gli oltraggi, ma mentre le prime gocce di sangue stavano venendo fuori
dalle Sue mani appena forate, e ancora, mentre il martello si colorava
col sangue che schizzava abbondante dalle Sue piaghe ormai aperte.
In quei momenti la Sua bocca pronunciava le benedette parole: "Padre,
perdona loro". Certamente queste parole avrebbero incluso anche
i Suoi nemici più lontani, gli Scribi, i Farisei, Pilato, Erode,
i Giudei, i Gentili, l'intero genere umano, poiché in un certo
senso siamo stati tutti coinvolti in quell'omicidio. Tuttavia le persone
più vicine, coloro che udirono la viva voce di Gesù
e sui quali questa supplica fu versata a guisa di un prezioso aroma
furono proprio i Suoi esecutori.
Quanto è
sublime questa preghiera se viene vista sotto questo aspetto! È
un caso unico, una vetta che si eleva su tutte le altre risplendendo
di un chiarore ineguagliabile. Nessun altro aveva pregato così
prima di allora. È anche vero che Abramo, Mosè e i profeti
dell'Antico Testamento pregarono per gli empi, ma non per degli empi
tanto colpevoli da inchiodare le loro mani e i loro piedi. È
anche vero che tanti cristiani hanno elevato la medesima preghiera
e come Stefano hanno supplicato: "Non imputar loro questo peccato"
(Atti 7:60), ma tutti noi sappiamo bene da chi hanno imparato a farlo.
Da chi mai ha imparato Cristo? Non è Egli l'incomparabile?
Sono state la Sua natura divina e la compassione radicata dentro di
Sé a dettarGli quella memorabile supplica che per noi è
un esempio, pur non avendo a Sua volta un modello a cui ispirarsi.
Desidero adorare di cuore il Signore per questa preghiera: se non
conoscessi nient'altro sul Suo conto all'infuori di queste tre parole,
sarei costretto ad adorarLo ugualmente: esse mi convincerebbero e
riempirebbero il mio cuore di riverente affezione.
Vi ho illustrato
la prima delle sette espressioni che il Signore ha pronunciato dalla
croce; adesso, tramite la guida dello Spirito Santo, cercheremo di
trarre ulteriori insegnamenti che risultino utili per ciascuno di
noi. Queste parole:
1. Illustrano
l'attuale opera di intercessione di Gesù Cristo.
2. Mettono in evidenza l'utilità di tale preghiera nell'attività
spirituale della chiesa.
3. Sono un incoraggiamento per i perduti.
1. L'ATTUALE
OPERA DI INTERCESSIONE DI GESÙ CRISTO
Se Cristo
ha pregato tanto tempo fa per i Suoi nemici, niente Gli impedisce
di farlo anche ora: ciò che Egli ha fatto sulla croce sta continuando
ancora oggi dall'alto del trono su cui è seduto. Sebbene Gesù
si trovi nei luoghi altissimi e in una posizione regale, la Sua principale
attività non è cambiata: Egli continua a presentare
suppliche davanti al Trono eterno a favore dell'uomo colpevole, gridando:
"Padre, perdona loro". Il Suo modo di intercedere non è
dissimile da quello usato sul Calvario, sicché il grido del
Golgota ci aiuta a formarci un'idea del carattere della Sua intercessione.
Quest'ultima è legata, in primo luogo alla grandezza della
Sua grazia. Coloro per i quali Gesù pregò non erano
certo degli uomini meritevoli. Costoro non avevano fatto alcuna cosa
che potesse suscitare nel Signore un'espressione di benevolenza, né
si erano sforzati di servirLo, meritando così una particolare
benedizione. Al contrario, erano enormemente indegni, avendo cospirato
contro di Lui. Essi, come se non bastasse, Lo avevano crocifisso e
maliziosamente stavano ancora lì ad osservare il modo in cui
la Sua vita innocente si spegneva. Dunque, l'intercessione del Signore
fu elevata a favore di persone che, ben lontane dall'esserne degne,
erano totalmente immeritevoli anche solo di un pensiero propizio da
parte del cuore del Salvatore.
Ovviamente non chiesero a Gesù di pregare; probabilmente non
si sognavano neppure di esclamare:
"Intercedi per noi, o Re morente! Offri suppliche in nostro favore,
o Figlio di Dio!" Ardisco pensare che queste stesse parole, appena
udite, siano state addirittura ignorate e trattate con sdegnosa indifferenza
o, forse, siano state prese come occasione di scherno. Probabilmente
potrà sembrare troppo severo nei confronti dell'umanità
supporre che sia possibile fare di questa meravigliosa espressione
un motivo di ilarità, ma del resto la maggior parte degli atti
perpetrati nei confronti di Cristo crocifisso non sono stati meno
brutali.
Dunque, il
nostro Salvatore ha elevato la Sua intercessione in favore di persone
che non meritavano tanto, al contrario, erano degni di una maledizione;
persone che oltre a non aver chiesto di pregare per loro, nel momento
in cui udirono quelle meravigliose parole furono totalmente indifferenti
all'amore di Gesù. Amici, ancora adesso, nel cielo, il nostro
grande Sommo Sacerdote sta pregando per gli uomini colpevoli. Nessun
uomo sulla terra merita la Sua intercessione. Egli non sta pregando
col presupposto che l'oggetto della Sua intercessione sia meritevole.
Egli è lì, quale Giusto che intercede per l'ingiusto.
La Parola di Dio non dice: "Se qualcuno è giusto",
bensì: "Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato
presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il Giusto" (1Giovanni
2:1). Ricordate, inoltre, che il nostro grande Mediatore intercede
per quanti non hanno mai chiesto si pregasse per loro. Questi individui,
ancora morti nei loro peccati, sono oggetto della Sua pietosa intercessione
e mentre si beffano del Suo Evangelo, il cuore amorevole del Signore
eleva suppliche affinché il Padre sia loro propizio. Per questo
motivo, potete stare certi che rivolgendovi a Dio avrete la certezza
che Egli vi accetterà per le suppliche che Cristo ha già
elevato per voi. Se avete implorato il Signore affinché Egli
sia il vostro Difensore, state tranquilli: perché mai Gesù
dovrebbe rifiutarvi? Se Egli sta pregando per coloro che rigettano
le Sue suppliche, a maggior ragione pregherà per voi che le
stimate più preziose dell'oro! Sappiate che se in voi non dimorasse
alcun bene e dentro di voi non poteste scorgere altro che male e cattiveria,
nessuna di queste cose potrebbe elevare una barriera tra voi e il
ministerio di intercessione di Gesù. Egli pregherà anche
per voi. Venite, abbandonate la vostra causa nelle Sue mani; Egli
troverà per voi delle giustificazioni che voi stessi non sareste
in grado di trovare e Cristo porterà al Padre la vostra vita,
come fece per i Suoi carnefici, dicendo: "Perdona loro".
Una seconda
caratteristica dell'intercessione di Gesù è connessa
al Suo carattere consapevole delle circostanze. Notate, infatti, che
Egli dice: "Non sanno quello che fanno". Il nostro Salvatore
esaminò a fondo i Suoi nemici, per trovare in loro qualcosa
che potesse giustificarli, ma non riuscì a portare altro motivo
a loro discolpa se non l'ignoranza. Ammirate con quanta attenzione
Egli valuti le circostanze e le caratteristiche legate a coloro che
Lo offendono! Cristo non è un avvocato distratto. Egli conosce
il vostro stato attuale e l'esatta condizione del vostro cuore nei
riguardi della tentazione che state attraversando. Più di questo,
Egli previene la tentazione che sta per assalirvi e tiene in considerazione
gli eventi futuri, osservandoli con il Suo occhio Onnisciente. "Simone,
Simone, - diceva Gesù a Pietro - ecco, Satana ha chiesto di
vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché
la tua fede non venga meno..." (Luca 22:31, 32). Oh, quale tenerezza
possiede il nostro Sommo Sacerdote! Egli ci conosce molto più
di quanto riusciamo ad immaginare. Egli receplsce ogni dolore segreto
e afferra ogni lamento occulto. Non dovrai preoccuparti del tuo modo
di pregare: Egli metterà sulla tua bocca le parole adeguate,
sebbene tu stesso, a volte, non sappia ciò di cui hai bisogno
Egli, che conosce ciò che è nella mente del Padre, scruterà
i tuoi pensieri più nascosti e troverà delle giustificazioni
che tu stesso ignori. Anche se la tua anima fosse assediata dalle
tenebre più fitte, il Signore Gesù è pronto a
presentare al Padre le giustificazioni adeguate al tuo caso e inoltrare
le Sue petizioni in tuo favore davanti al Trono della Grazia. La Sua
intercessione, come potete notare, è attenta e ben ponderata.
Inoltre essa è seria e accorata. La preghiera che Gesù
elevò in favore dei Suoi esecutori deve aver perforato il cielo,
essendo piena di fervore. Potete stare certi che il nostro Signore
è molto serio e premuroso quando intercede per noi. Gesù
teneva a tal punto alla salvezza dei Suoi nemici, da trovare per loro
un motivo di giustificazione che un cuore superficiale o meno vigile
non sarebbe stato in grado di individuare. Gesù conosceva la
vera condizione in cui versavano i Suoi nemici: "Non sanno quello
che fanno". Ma del resto questa non poteva essere una giustificazione.
L'ignoranza delle persone che circondavano Gesù morente era
veramente ostinata. Essi avrebbero dovuto riconoscere in Gesù
i segni del Signore della gloria. I libri della Legge di Mosè
erano forse poco chiari? Il profeta Isaia non era stato forse abbastanza
comprensibile quando descrisse con impressionante cura l'agonia del
Messia? Nonostante tutto questo il Salvatore, con la disinvoltura
che accompagna un cuore premuroso, trasforma un motivo di condanna
in una giustificazione. Oh, quanto sono efficaci le Sue suppliche
e con quanto amore sono elevate! Ricordiamoci sempre: le preghiere
di Gesù non sono diventate meno partecipi o meno intense adesso
che Egli si trova in cielo. No, fratelli: il cuore di Cristo è
ancora impegnato, con la stessa premura, a trattare con il Padre in
nostro favore. Egli non è un intercessore disattento, ma "per
amore di Sion Egli non si tace e per amor di Gerusalemme Egli non
si dà posa finché la sua giustizia non apparisca come
l'aurora, e la sua salvezza come una face ardente" (cfr. Isaia
62:1).
È
interessante notare, in quarto luogo, che la Sua preghiera ci fa comprendere
la natura dell'attuale intercessione e in particolare della sua costanza,
perseveranza e continuità. Come ho fatto prima rilevare, se
il nostro Salvatore avesse dovuto scegliere un momento nel quale smettere
di pregare, questo sarebbe dovuto essere quello nel quale i Suoi carnefici
Lo stavano inchiodando alla croce. Invece, dobbiamo riconoscere che
nessun tipo di peccato è riuscito a legare la lingua del nostro
Amico e prezioso intercessore. Quale grande conforto in tutto questo!
Hai peccato, hai rattristato lo Spirito di Dio, ma non sei stato in
grado di frenare l'intercessione di Gesù in tuo favore. Forse
sei stato infruttuoso e come l'albero sterile la scure del padrone
è pronta ad abbatterti, ma la tua mancanza di frutto non dissuaderà
il Redentore dal Suo compito di intercessore e non Lo smuoverà
dal Suo posto. In questo momento Egli si sta interponendo fra te e
il Padre gridando: "Lascialo ancora quest'anno" (Luca 13:8).
Peccatore,
hai provocato a lungo il tuo Dio andando di male in peggio, hai rigettato
per tanto tempo la Sua grazia, ma né la tua condotta ingiuriosa,
né l'ingiustizia, né l'infedeltà dissuaderanno
Cristo dal prendersi a cuore la tua causa. Finché esisterà
sulla terra anche solo un peccatore, il grande intercessore pregherà
per lui. Queste sono solo delle considerazioni, ma ti aiuteranno,
almeno spero, a realizzare l'efficacia dell'opera del nostro grande
Sommo Sacerdote. Medita ancora su questo aspetto, perché questa
tenera preghiera di Gesù è il modello di quelle celesti.
Egli nella Sua infinita sapienza, chiede per noi le cose migliori,
ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Nel caso che stiamo considerando,
una cosa era veramente necessaria. Gesù non ha detto: "Padre,
illuminali perché non sanno quello che fanno": costoro
non avevano bisogno di comprendere quello che stavano facendo, perché
ciò avrebbe causato in loro una tortura interiore aprendo sotto
di loro un abisso infernale; ma Egli disse: "Perdonali".
Le gocce del sangue che scorreva dalle Sue ferite si unirono a questa
preghiera e Dio la udì. La prima grazia di cui i peccatori
necessitano è proprio il perdono. Cristo, nella Sua sapienza,
prega in primo luogo per le cose più vantaggiose; Egli intercede
con saggezza e attenzione. Lascia che si prenda cura dite, poiché
Egli sa cosa chiedere alla mano del Padre. Va' al trono della grazia
e spandi le tue richieste e i tuoi desideri nella maniera che ritieni
più opportuna, ma dopo abbi la cura di aggiungere: "Signor
Gesù, non rispondere alle preghiere che non si accordano con
il Tuo divino discernimento, e se in qualcosa non sono riuscito a
esprimere ciò che desidero, correggi la mia supplica, poiché
i Tuoi pensieri sono infinitamente più saggi dei miei".
È bello avere un amico a corte che rettifica le nostre richieste
prima di presentarle al grande Re. Credo che nessuna preghiera giunga
al Padre imperfetta: dopo l'intervento di Gesù niente deve
essere aggiunto e niente deve essere tolto. Ciò è possibile
non già perché le preghiere del Suo popolo siano perfette,
ma perché sono rese perfette dal grande Mediatore, il quale
fa in modo che esse diventino impeccabili tramite la Sua infinita
sapienza, affinché tali preghiere, in armonia con la stessa
mente di Dio, possano essere esaudite.
Questa memorabile
preghiera è modello di quelle celesti perché è
risultata efficace. Molti di coloro per i quali Gesù pregò
dalla croce furono perdonati. Ricorderete come Egli ordinò
ai Suoi discepoli di predicare l'Evangelo "cominciando da Gerusalemme"
(Atti 1:8) e in quei giorni, quando Pietro si alzò con gli
undici dopo la discesa dello Spirito Santo e accusò i presenti
che "per mano di iniqui" avevano ucciso Gesù inchiodandoLo
al legno, tremila fra coloro che erano stati personalmente accusati
di complicità nel delitto diventarono credenti in Cristo e
furono battezzati nel Suo nome (cfr. Atti 2:4 1). Quell'episodio glorioso
fu la prima risposta alla preghiera di Gesù. Inoltre diversi
sacerdoti furono presenti alla crocifissione, e infatti troviamo scritto:
"Anche una gran quantità di sacerdoti ubbidiva alla fede"
(Atti 6:7) e questa è un'altra risposta alla preghiera.
Sebbene tutta
l'umanità, simbolicamente, abbia avuto la propria responsabilità
riguardo alla morte di Gesù, il Vangelo fu, comunque, predicato
prima ai Giudei e in un secondo tempo anche ai Gentili. L'intercessione
di Cristo ha avuto lo stesso effetto che crea un sasso lanciato al
centro di uno stagno: prima un piccolo cerchio, in seguito una circonferenza
più larga e infine un'innumerevole serie di piccole onde che
si diffondono per tutta la superficie dello specchio d'acqua. Infatti,
la Sua supplica ha avuto un primo effetto tra i giudei e i sacerdoti,
in seguito tra i romani e attualmente ha raggiunto l'umanità
intera, in modo che milioni di uomini sono diventati credenti; e tutto
grazie alla Sua unica intercessione: "Padre, perdona loro".
Gesù non ha mai pregato invano: è stato vittorioso perfino
quando le Sue mani erano forate e i Suoi piedi inchiodati; quanto
più lo può essere adesso che indossa la corona regale,
impugna lo scettro ed è proclamato Re dei re e Signore dei
signori!
Se le lacrime
e le suppliche della sofferenza sono state così potenti, che
dire adesso che il Figlio di Dio si trova davanti alla presenza del
Padre spiegando il patto di sangue stipulato con Lui? Credete in Cristo
con tutto il cuore! Venite pure, e chiedete a Cristo di pregare per
voi. Voi che non potete pregare, venite, chiedete a Gesù di
intercedere in vostro favore! Voi con il cuore rotto e le membra stanche,
voi che siete ormai senza speranza, venite a Colui che può
fondere le vostre preghiere con le Sue per farle salire al Padre come
una raffinatissima fragranza. State certi che Egli accetterà
voi e le vostre preghiere nel Suo amato Figlio.
2. L'UTILITÀ
DI TALE PREGHIERA NELL'OPERA SPIRITUALE DELLA CHIESA
Il modello
della Chiesa è Cristo. Egli non è venuto nel mondo per
essere servito, ma per servire; non per essere onorato, ma per onorare
gli altri. La Sua Chiesa deve comprendere che essa non si trova sulla
terra per ottenere benessere e onori, né per cercare un potere
temporaneo: la sua missione è quella di vivere disinteressatamente
e se è necessario, perfino di morire disinteressatamente per
la liberazione delle anime perdute e per la salvezza di ogni bisognoso.
Fratelli cari, la preghiera di Gesù dalla croce fu disinteressata.
In essa Egli non menzionò Se stesso. Così deve essere
la vita di preghiera della Chiesa: nient'altro che un'intercessione
attiva e costante nei confronti dei peccatori. La Chiesa non ha ragione
di esistere se vive per sé stessa o per i suoi ministri. Potete
immaginare delle riunioni organizzate unicamente per dare lavoro a
dei ministri? Concepite l'idea che la Chiesa esista semplicemente
per dare una retribuzione ai suoi servi? Amati nel Signore, questi
locali di culto non sono stati costruiti per far parlare tutte le
domeniche dei brillanti personaggi dai loro pulpiti, ne per far guadagnare
loro il consenso dei loro ammiratori. No, lo scopo della Chiesa è
ben diverso. Questi luoghi di adorazione sono stati costruiti affinché
vi sediate in maniera confortevole per ascoltare qualcuno che vi faccia
trascorrere una piacevole domenica. Una chiesa che nutre interessi
diversi dal far del bene alle anime derelitte e raggiungere le parti
più malfamate della città è tale da non avere
ragione di esistere. Una chiesa che non si sforza di debellare il
paganesimo, di combattere il male, di distruggere l'errore, di sbaragliare
la falsità; una chiesa che non si mette dalla parte dei poveri,
non denuncia l'ingiustizia e non innalza la verità, non ha
alcuna ragione di essere chiamata tale. Come la gloria di Cristo fu
quella di spogliarsi della Sua gloria, allo stesso modo la gloria
della Chiesa consiste nell'abbandonare la sua dignità e nello
stimare un premio maggiore, quello di cercare i diseredati, rovistando
nella melma per cercare i gioielli per i quali Cristo versò
il Suo sangue! Questa è la gloria della Chiesa: riscattare
le anime dalla perdizione e condurle a Dio, alla speranza, al cielo.
Che la Chiesa del Signore possa sempre sentire viva dentro di sé
questa realtà! Abbia pure i suoi pastori e i suoi anziani,
siano pure sostenuti e sia fatto tutto per amore di Cristo, nell'ordine
e nel decoro; ma il fine ultimo della Chiesa sia solamente la conversione
dei perduti, l'insegnamento degli ignoranti, l'aiuto dei poveri, il
mantenimento della rettitudine, la sconfitta del male e l'espansione
del Regno del nostro Signore Gesù Cristo.
La preghiera
del nostro Signore ha avuto un obiettivo di grande spiritualità.
Notate, infatti, che per queste persone non viene presentato che un
bisogno della loro anima: "Padre, perdona loro". La Chiesa
farebbe bene a pensare che il suo combattimento non è contro
carne e sangue, ma contro le forze della malvagità (cfr. Efesini
6:12), e che ciò che ella deve dispensare non è la giustizia
umana, ma quella divina attraverso la quale i cuori vengono conquistati
a Cristo e la loro vita viene sottomessa alla Sua verità. Da
parte mia credo che più la Chiesa cercherà di raggiungere,
in preghiera, il perdono dei peccatori, più si condurrà
in modo santo. Più cercherà, attraverso la sua vita
di preghiera, di insegnare ai trasgressori cosa sia il peccato, a
quali conseguenze andrà incontro e quale effetto abbia su di
esso il sangue di Cristo, più agirà nel bene.
Avanzate
come un solo uomo, fondando la radice della vostra esistenza unicamente
nel perdono dei peccatori. Prendete pure parte nel cercare di debellare
i mali che affliggono l'umanità, ma più di ogni altra
cosa, siate impegnati personalmente nei riguardi delle coscienze degli
uomini, sapendo che dovranno comparire davanti all'Iddio eterno. Niente
vi distolga da questo compito. Proclamate ai peccatori che il peccato
li renderà dannati, che soltanto Cristo li può salvare
e fate di questo la ragione della vostra esistenza, ripetendo in ogni
tempo: "Padre, perdonali, perdonali! Fa che sappiano come ottenere
il perdono. Fa che siano veramente perdonati e fa che io non possa
mai smettere di pregare per loro (a meno che non abbia la certezza
che Tu abbia perdonato, anche "il peggiore dei colpevoli"!).
La preghiera
del nostro Salvatore insegna alla Chiesa che finché il suo
spirito sarà altruista e il suo obiettivo sarà spirituale,
la portata della sua missione sarà illimitata. Cristo pregò
per i malvagi, per i più efferati criminali, per quella massa
di profani che circondavano la Sua croce! Egli pregò per gli
ignoranti. Gesù non ha detto: "Perdona loro, perché
non sanno quello che fanno"? Il Signore pregò per i Suoi
persecutori, le persone che più Gli erano nemiche. Chiesa di
Dio: la tua missione non è per l'élite, per coloro che
con rispetto e ammirazione ascoltano le tue parole e apprezzano ogni
sillaba dei tuoi insegnamenti; la tua chiamata non è per coloro
che ti trattano con gentilezza e affezione, voglio dire non solo per
loro, sebbene certamente anche per loro come per gli altri; la tua
più grande vocazione, o Chiesa, è per le prostitute,
i ladri, i bestemmiatori e gli ubriaconi, per la gente più
depravata e dissoluta. Se nessuno si cura di loro, la Chiesa è
chiamata a farlo e se c'è qualcuno che deve avere la precedenza
nelle sue preghiere, si tratta proprio di coloro che spesso sono abbandonati
a loro stessi.
Dobbiamo
considerare con attenzione gli ignoranti. Non è opportuno che
il predicatore parli in modo da farsi comprendere solo dalla gente
istruita; egli deve pensare anche a coloro ai quali le più
comuni frasi di teologia sono incomprensibili alla stregua di una
lingua sconosciuta. Bisogna predicare in modo da ottenere l'attenzione
di tutti e in particolare di coloro che non sono in grado di comprendere
un linguaggio troppo ricercato, per evitare che questi ultimi, stanchi
di non comprendere nulla, si allontanino senza aver udito la Buona
Novella.
L'Evangelo
è indirizzato altresì a coloro che si oppongono alla
verità; così facendo si mirerà al cuore degli
stessi nemici. Nessuno ha maggiormente bisogno di Cristo di colui
che si oppone al Suo Evangelo. "Padre, perdona loro; prima di
perdonare tutti gli altri, Ti prego, perdona loro". Dunque, anche
la Chiesa deve essere premurosa come Cristo, e di conseguenza, deve
trovare ogni minimo fondamento di speranza che possa essere usato
in favore dei peccatori.
Deve essere,
inoltre, una preghiera piena di fiducia e, senza dubbio, mai la chiesa
ha avuto modo di essere fiduciosa come in questa era. Dico questo
perché se l'ignoranza può essere una giustificazione
davanti a Dio, allora guardate al mondo intero: milioni di persone
non hanno mai ricevuto l'annuncio della redenzione divina.
Perdona loro, o grande Dio, perché non sanno quello che fanno.
Se l'ignoranza può essere una occasione per sperare nel perdono
di Dio, allora c'è speranza sufficiente per il mondo intero.
Quanti intorno a noi considererebbero le più semplici verità
dell'Evangelo una grande novità? Cari nel Signore, è
triste pensare che questo mondo giace sotto una cappa di ignoranza,
ma la nostra tristezza è cambiata in speranza quando ci rendiamo
conto che la nostra preghiera per i perduti è appoggiata da
quella del nostro Signore, il quale prima di noi ha gridato: "Perdona
loro perché non sanno quello che fanno".
Il compito della Chiesa è quello di cercare con scrupolosa
attenzione il più ignorante e il più dissoluto dei peccatori.
Essa non dovrebbe mai stancarsi di fare il bene. Se il Signore dovesse
tornare domani, non ci sarebbe ragione per perdere tempo in discussioni
vane o letture poco edificanti, o nell'incontrarsi per il semplice
piacere di vedersi, dimenticando le miriadi di anime perdute. Se è
vero che il mondo sta andando di male in peggio, questo non modifica
la mia condotta di cristiano e non cambia il mio dovere di servire.
Possa il Signore tornare al più presto: se starò lavorando
per Lui, quando apparirà sarò trovato preparato. Il
lavoro della Chiesa è per le anime perdute. Se essa si fermerà
a contemplare, come vorrebbero tanti "profeti" del nostro
tempo, se cesserà di adempiere al suo mandato per indulgere
in speculazioni senza fine, essa sarà confusa quando il Signore
tornerà dal cielo, ma se continuerà ad operare per Lui
per la salvezza dei perduti, allora sarà ben felice di incontrare
il suo Sposo.
Questo capitolo
è troppo breve per un soggetto tanto vasto quale quello che
mi ero preposto, ma spero che le mie parole siano potenti come tuoni
e che producano in voi un senso di responsabilità accecante
come un lampo. Ho voluto ammonire ogni credente sulla responsabilità
individuale che implica l'appartenenza alla Chiesa di Cristo. Cari
fratelli, non dovete vivere per voi stessi; potrete mettere da parte
del denaro, crescere i vostri figli, costruire delle case, guadagnarvi
il pane quotidiano, ma non dimenticate mai qual è il vostro
compito primario che rende simili a Cristo, come deve comportarsi
chiunque è stato riscattato dal sangue di Gesù. Cominciate
a vivere per gli altri, fate comprendere a tutti che il fine della
vostra esistenza non è incentrato su voi stessi, ma sugli altri,
affinché Cristo possa essere soddisfatto di voi vedendo la
Sua stessa immagine riflessa nella vostra vita.
3. UN INCORAGGIAMENTO
PER I PERDUTI
Leggete attentamente
queste frasi. Cercherò di renderle in modo sintetico ma efficace.
Alcuni di voi non sono salvati. Ora, alcuni di voi sono stati nell'ignoranza,
In maniera tale che quando hanno peccato non sapevano neppure ciò
che stavano facendo. Forse vi rendevate conto di essere persone indegne,
ma non conoscevate le conseguenze eterne del vostro peccato. Non avete
mai pregato, non avete mai letto la Bibbia, non avete dei genitori
convertiti. Adesso state cominciando ad essere ansiosi pensando al
vostro destino eterno. Vi avverto che la vostra ignoranza in sé
non vi giustifica, altrimenti Gesù non avrebbe chiesto al Padre
il perdono per i Suoi nemici, ma comunque non vi toglie ogni speranza.
Dio è passato sopra i tempi dell'ignoranza, ma adesso Egli
vi comanda di pentirvi. Portate, dunque, dei frutti degni di ravvedimento.
L'Iddio che, nell'ignoranza, avete dimenticato, è Colui che
è disposto a perdonarvi. Il messaggio dell'Evangelo è
molto semplice: credi nel Signor Gesù che è morto per
i peccatori e sarai salvato. Oh, possa Dio aiutarvi a realizzare questa
verità proprio in questo momento e voi sarete delle persone
completamente diverse, nascerete di nuovo, sarete nuove creature in
Cristo.
Ma, ahimè,
cari amici, ci sono alcuni per i quali neppure Cristo stesso può
elevare la supplica che elevò per i Suoi carnefici, perché
queste persone sanno molto bene ciò che stanno facendo, ed
ogni sermone che odono, ogni parola che procede da Dio non fa che
aggiungere maggiore responsabilità e allontana da loro ogni
scusante. Voi sapete che cos'è il mondo e chi è Cristo,
e sapete che non si può servire entrambi. Sapete bene che ci
sono i piaceri del male e quelli del cielo, e che non li potete avere
entrambi. Che lo Spirito Santo torni a illuminarvi della stessa luce
che vi diede un giorno, affinché possiate tornare alla vera
sapienza! Decidetevi adesso, ancora una volta, per Dio, per Cristo,
per il cielo. Possa il Signore convincervi adesso, per amor del Suo
nome.
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