LA
COMPASSIONE DI GESU'
di C. H. Spurgeon
(Pubblicato
con permesso del sito Cristiani
Evangelici)
Sermone
predicato giovedì, il 24 Dicembre 1914. Consegnato da C.H. Spurgeon,
al
Tabernacolo
Metropolitano Newington.
"Vedendo
le folle, ne ebbe compassione" (Matteo 9:36).
Questa frase di Gesù Cristo viene ripetuta molte volte nel Nuovo Testamento.
La parola originale è veramente straordinaria. Non c'è nella lingua
classica greca. Non è stata trovata neppure nella Traduzione dei Settanta.
Il fatto è che "compassione" era una parola coniata dagli stessi evangelisti.
Loro non ne trovarono una in tutta la lingua greca che facesse al
loro scopo, e perciò dovettero crearne una. È l'espressione dell'emozione
più profonda; è un sforzo proveniente dagli intestini; è un desiderio
ardente dell'intima natura mista a pietà, esattamente come i dizionari
ci dicono: "Ex intimis visceribus misericordia commoveor" (mi commuoverò
di misericordia fin dalle viscere più interne). Suppongo che quando
il nostro Salvatore vedeva certe situazioni, coloro lo guardavano
da vicino percepivano che la sua agitazione interna era molto grande,
le sue emozioni erano molto profonde, e inoltre la sua faccia lo tradiva,
i suoi occhi si commuovevano come fontane da ferite aperte, e tu avresti
visto che il suo grande cuore era pronto a scoppiare dalla pietà per
il dolore sul ciò che i suoi occhi stavano guardando. Lui era mosso
dalla compassione. La sua natura intera era agitata dalla commiserazione
per quelli che soffrivano davanti a Lui.
Ora, sebbene questa parola non sia usata molte volte in maniera uguale
dagli evangelisti, tuttavia può essere portata come un indizio per
tutta la vita del Salvatore, e intendo così applicarlo a Lui. Se tu
sommassi tutto il carattere di Cristo in riferimento a noi, sarebbe
raggruppato in questa una frase: "Lui era mosso dalla compassione".
Tenteremo di insistere ora su questo punto, e possa Dio concedere
che un buono risultato pratico ne possa scaturire. Innanzi tutto,
condurrò le tue meditazioni alle grandi operazioni della vita del
nostro Salvatore; in secondo luogo, agli esempi speciali nei quale
questa espressione è usata dagli evangelisti; in terzo luogo, alla
previdenza che lui assunse sul nostro conto; e in quarto luogo alla
testimonianza personale che i nostri ricordi possono fornire. Facciamo
un rapido esame.
I. LA GRANDE VITA DI CRISTO; toccando l'argomento proprio come con
l'ala di una rondine, l'evidenza comincia dall'inizio. Prima che la
terra fosse formata; prima che le fondazioni delle colline eterne
fossero posate, quando non ancora le stelle aveva cominciato a splendere,
era conosciuto a Dio che la sua creatura, l'uomo, avrebbe peccato;
che l'intera razza sarebbe caduta dal suo originale e puro stato nel
primo Adamo, il capo dell'alleanza, genitore comune dell'intera famiglia
umana; e che in conseguenza di quell'unica disubbidienza dell'uomo,
ogni anima nata del suo lignaggio sarebbe diventata anche peccatrice.
Poi, come il Creatore sapeva che le sue creature si sarebbero ribellate
contro di lui, Egli vide che sarebbe stato necessario, eventualmente,
vendicare la sua legge danneggiata.
Perciò, fu scelto, nel piano eterno, prima che il ruscello del tempo
avesse cominciato il suo corso, o che le epoche avessero cominciato
ad accumulare le loro note voluminose, che ci sarebbe stato un intermediario:
l'Uno ordinò di venire e di ricominciare la corsa, essendo un secondo
Adamo, un Capo federale; per ripristinare la rottura, e riparare il
danno del primo Adamo; per essere una Sicurezza per rispondere per
i figli degli uomini sui quali l'amore di Dio era acceso; che i loro
peccati sarebbero stati posati su di lui, e che li avrebbe salvati
di una salvezza eterna.
Nessun angelo avrebbe potuto avere l'avventura di intromettersi in
quelli consigli e decreti divini, oppure offrire se stesso come la
sicurezza e lo sponsor per quella nuova alleanza. C'era ancora uno,
e non c'era nessun altro se non Jahvé stesso, del quale disse: "Lascia
che tutti gli angeli di Dio Lo adorino, il Figlio, il benamato dal
Padre, di cui è scritto nella Parola: "Quand'egli disponeva i cieli
io ero là; quando tracciava un circolo sulla superficie dell'abisso,
quando condensava le nuvole in alto, quando rafforzava le fonti dell'abisso"
(Proverbi 8:27-28); inoltre, "io ero presso di lui come un artefice;
ero sempre esuberante di gioia giorno dopo giorno, mi rallegravo in
ogni tempo in sua presenza; mi rallegravo nella parte abitabile della
sua terra, trovavo la mia gioia tra i figli degli uomini." (Proverbi
8:30:31)
Lui è quello di cui l'Apostolo Giovanni parla come la Parola che era
Dio, ed era in principio con Dio. Forse che non era mosso dalla compassione
quando entrò in un'alleanza con suo padre sul nostro conto, come sul
conto di tutti i suoi eletti, un'alleanza in che lui sarebbe stato
colui che soffriva e loro i vincitori, e lui avrebbe sopportato la
vergogna per portare loro nella sua gloria?
Sì, veramente, lui era mosso proprio dalla compassione, e per le sue
delizie poi era addirittura insieme ai figli degli uomini. Né la sua
compassione si fece avanti nella prospettiva di un'emergenza per poi
essere destinata a diminuire e a scomparire come la ribellione prendeva
una forma più attiva, e la rovina assumeva proporzioni più palpabili.
Non era un sentimento transitorio. Lui continuò ad aver ancora pietà
degli uomini. Lui vedeva la caduta dell'uomo; lui schiacciò il pungiglione
mortale del serpente sottile; lui guardava la traccia come sul limo
del serpente passato sulle belle radure dell'Eden; lui osservava l'uomo
nel suo cattivo progresso aggiungendo peccato a peccato, di generazione
in generazione, scorrendo ogni pagina di storia fino a che la pazienza
di Dio sarebbe stata provata fino all'estremo; e poi, secondo come
era scritto nel volume del Sacro Libro, lui doveva apparire, Gesù
Cristo entrò di persona in questo mondo afflitto. Ma come è venuto?
O, siatene stupefatti, voi angeli, che eravate testimoni di ciò, e
voi uomini del Lo vedeste.
L'Essere Infinito venne realisticamente nella forma di un infante;
colui che circonda i cieli e prende l'oceano nel cavo della mano,
accondiscese ad attaccarsi alla mammella di una donna: il Re eterno
divenne un bambino piccolo.
Lascia che Betlemme dica che lui aveva compassione. Non c'era nessun
altro modo di salvarci se non abbassandosi fino a noi.
Per trascinare la terra fino in cielo, Egli doveva portare il cielo
sulla terra. Perciò nell'incarnazione, Egli doveva portare il cielo
alla terra. Per questo nell'incarnazione, Egli aveva compassione,
perché Egli prendeva su di lui le nostre debolezze, e si fece simile
a noi. Che pietà impareggiabile davvero era questa!
Poi, mentre lui rimaneva nel mondo, un uomo fra gli uomini, noi vedemmo
la Sua gloria, la gloria dell'Unigenito del Padre, pieno di grazia
e di verità, Egli era continuamente mosso dalla compassione; perché
lui sentiva tutti i dolori dell'umanità su di lui. Egli prese il nostro
peccato e portò i nostri dolori: Egli si dimostrò come un vero fratello,
con sensibilità perspicaci, umane.
Portò una ferita lancinante nel suo occhio; un pianto fece sì che
lui facesse una pausa nel chiedere quale aiuto egli potesse offrire.
Così generosa fu la sua anima, che lui diede tutto ciò che aveva per
l'aiuto di quelli che non avevano. La volpe aveva la sua tana, e l'uccello
il suo nido, ma lui non aveva un luogo di riposo. Si è spogliato persino
dei suoi indumenti, che lui appese sulla croce per morire. Mai uno
fu così bisognoso in morte come lui, senza un amico, senza neanche
una tomba, eccetto il fatto che l'abbia trovata poi grazie ad un prestito.
Lui rinunciò a tutte le comodità della vita; diede invece la sua stessa
vita; diede se stesso per provare veramente che era mosso dalla compassione.
Soprattutto vediamo come lui era mosso da compassione nella sua terribile
morte. Sovente e ora di nuovo ho raccontato questa storia, tuttavia
queste mie labbra dovranno essere mute, prima che cessino di ripetere
questa vecchia, vecchia notizia.
Dio deve castigare il peccato, altrimenti lui abbandonerebbe il governo
dell'universo. Lui non poteva lasciare che l'iniquità non fosse castigata,
senza che così venisse compromessa la purezza della sua amministrazione.
Perciò, la legge deve essere onorata, la giustizia deve essere rivendicata,
la rettitudine deve essere proclamata, il crimine deve essere espiato
soffrendo.
Chi, allora sopporterà la penitenza o farà riparazione? La
sentenza di morte dovrà cadere su tutta l'umanità? Quanto a lungo
durerà la vendetta, prima che la giustizia venga soddisfatta? In quale
maniera la spada farà omaggio allo scettro? Devono gli eletti di Dio
essere condannati per i loro peccati?
No; Gesù si è mosso a compassione. Lui interviene, accetta su se stesso
la frusta già sollevata per noi, e le sue spalle sono rigate del sangue
versato; scopre il petto alla spada lucida, e questa colpisce il Pastore
cosicché la pecora può scappare.
"Egli ha visto che non c'era più nessuno e si è stupito che nessuno
intercedesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto e le sua
giustizia lo ha sostenuto." (Isaia 59:16) Lui produce il vino (se
lo pigia da solo) e "discioglie l'ira giusta di suo Padre, perché
noi mai avremmo potuto nascere di nuovo".
Se vi chiedono cosa significasse la crocifissione di un uomo perfetto
su una croce da criminali, voi potete rispondere: "è stato mosso a
compassione". Lui salvò altri; ma non poteva salvare se stesso. Lui
era mosso così tanto dalla compassione, che la compassione, grande
com'era, lo consumò. Lui non avrebbe potuto salvare nulla dalla conflagrazione
generale: Egli fu consumato completamente dall'amore, e morì nell'ardente
fuoco dell'amore che egli provava verso i figli degli uomini.
E dopo essere morto e aver dormito un piccolo lasso di tempo nella
tomba, risorse. Lui è andato nella sua gloria; sta vivendo alla destra
del Padre; ma ciò che è ancora vero di lui, è che "è mosso
dalla compassione". Ne vuoi la prova? Lascia che la fede passi oltre
il velo, e lascia che il tuo spirito per un momento si sollevi su
quel mare di vetro mescolato con fuoco dove stanno in piedi gli arpisti
che accordano le loro melodie incessanti (Apocalisse 5).
Che cosa vedi là, evidente nel bel mezzo del cielo se non Uno che
sembra un Agnello che è stato ucciso, e ancora porta il suo sacerdozio?
Qual è la sua occupazione là in cielo? Lui non ha un sacrificio insanguinato
da offrire, perché lui ha perfezionato per sempre quelli che aveva
messo da parte.
Quel lavoro è fatto, ma che sta facendo ora? Sta supplicando per le
sue persone; lui è il loro avvocato perpetuo, il loro Intercessore
continuo; non riposa mai, finché essi non giungano nella loro dimora
eterna; lui non tace mai nei loro riguardi, ma dichiara il merito
del suo sangue, e farà così finché tutti quelli che il Padre gli ha
dato saranno con lui dove è Lui. Un nostro inno esprime ciò davvero
bene:
"Ora, sebbene lui regna in gloria, il Suo amore ancora è così grande;
Bene lui ricorda il Calvario, Né dimenticherà i suoi santi".
Il suo cuore tenero ha pietà di tutti i dolori dei suoi cari. Non
c'è un tormento che loro hanno che il Capo non lo senta, e lo senta
per tutte le membra. Lui guarda ancora le loro imperfezioni e le loro
debolezze, e tuttavia non con rabbia, senza perdere la pazienza, ma
con gentilezza e comprensione, perché Lui è mosso dalla compassione.
Avendo descritto così brevemente la vita di Cristo, torniamo ai vangeli.
II. QUEI
PASSI DEGLI EVANGELISTI NEI QUALI LORO TESTIMONIANO CHE LUI SI ERA
MOSSO A COMPASSIONE.
Tu troverai un caso in Matteo 20:31: "Due uomini ciechi sedevano mendicando
lungo la strada, e quando sentirono che Gesù sarebbe passato di lì,
si misero a gridare: 'Signore, Figlio di Davide, abbi pietà di noi.'"
Gesù allora si fermò, li chiamò, li interrogò, e loro sembravano avere
avuto la piena conferma che lui poteva e voleva restituire loro la
vista. Così Gesù ebbe compassione di loro, toccò i loro occhi, e immediatamente
loro ricevettero la vista.
Sì, e che lezione è questa per qualcuno qui presente che ha una simile
conferma. Credi tu che Cristo può guarirti? Credi tu che lui sia disposto
a guarirti? Allora permettimi di assicurarti che un canale di comunicazione
si è aperto tra lui e te, perché Egli si è mosso a compassione per
te, e già sento che ti comanda di venire a lui. Egli è pronto a guarirti
ora. La condizione triste di un uomo cieco evoca sempre pietà nell'animo
umano, ma uno sguardo a questi due uomini poveri (non so se ci sia
stato qualcosa di strano e insolito nel loro aspetto) toccò particolarmente
la sensibilità del Salvatore. E quando Egli sentì che loro dicevano
di credere che Lui li poteva guarire, a lui sembrò di percepire che
loro avevano una certa vista spirituale, e fu preso da pietà per il
fatto che non vedevano anche fisicamente. Così subito mise le dita
sui loro occhi, ed essi ricevettero la capacità di vedere. O anima,
se tu credi che Cristo può salvarti, e se tu ora trovi la fiducia
che Egli può farlo, sii di buon umore, tu sei salvato; quella fede
che hai, ti ha salvato. Il fatto che tu credi che Gesù è il Cristo,
e che conti su di lui, può essere preso come la prova per te stesso
che tu sei perdonato e salvato. Non c'è niente che ti ostacoli o ti
impedisca la piena redenzione. Prosegui per tale via e rallegrati
nel Signore. Lui ha compassione per te.
Il prossimo caso che citerò è quello del lebbroso narrato in Marco
1:41. Questo pover'uomo era afflitto da una malattia triste e vergognosa,
quando disse a Gesù: "Signore, se tu vuoi, puoi mondarmi". Lui aveva
piena fiducia nella capacità di Cristo, ma aveva dei dubbi riguardo
alla sua volontà. Il nostro Salvatore lo guardò , e sebbene lui potesse
molto bene rimproverarlo per il fatto che dubitasse circa la sua buona
volontà, disse soltanto: "lo voglio, sii mondato" e immediatamente
egli fu sanato da quella piaga disgustosa. Se c'è in questa riunione
qualcuno angosciosamente contaminato o apertamente degradato a causa
del peccato, vedi la lebbra che ti affligge, e dici, "credo che lui
può salvarmi se lui vuole"?
Hai un dubbio che ti fa indugiare circa la buona volontà del Salvatore?
Tuttavia ti imploro affinché ripeta questa preghiera: "Signore, io
credo, credo nel tuo potere. Aiutami a estirpare la miscredenza che
mi fa indugiare circa la tua buona volontà". Sebbene la tua fede sia
tanto piccola, essa ti salverà. Tuttavia, Gesù, pieno di compassione,
compatirà la tua miscredenza, accetterà quello che è fede, e perdonerà
quello che è miscredenza. Questo è un secondo esempio.
Il terzo che porterò è tratto da Marco 5:19. Si parla dell'indemoniato.
Cristo qui incontrò un uomo così posseduto da un demone tanto da essere
diventato pazzo, a tal punto che, invece di credere in Cristo o chiedergli
di guarirlo, questo spirito che lo possedeva lo costrinse a dire:
"ci tormenterai prima del tempo?" e preferisce sollevarsi contro Cristo
che lo guarisce piuttosto che chiedergli appunto la guarigione; ma
Cristo era mosso dalla compassione, e lui si preoccupò affinché il
cattivo spirito uscisse dall'uomo cattivo.
Oh! Sono così entusiasta di questo esempio del suo essere mosso da
compassione. Non sono tanto meravigliato che Egli abbia pietà per
quelli che credono in Lui, né mi meraviglio che lui abbia anche
pietà per chi ha una fede debole; ma qui addirittura si trattava di
un caso in cui non c'era alcuna fede, nessun desiderio, né qualsiasi
cosa che avrebbe potuto ottenere la comprensione del nostro Dio. C'è
nessun caso simile fra le folle riunite qui? Tu non sai perché sei
entrato in questa riunione. Tu ti senti poco a casa in questo luogo.
Sebbene tu hai condotto una vita molto triste, tu non vuoi essere
convertito. Tu eviti pressoché il pensiero. Tuttavia è scritto: "Lui
avrà compassione di chi avrà compassione." (Romani 9:15) Bene, noi
l'abbiamo saputo in questa casa, e spero che noi sperimenteremo sempre
più che il Signore ha posato le sue mani d'amore anche sulle anime
non preparate.
Esse sono abbattute dal pentimento, rinnovate nel cuore e salvate
dai loro peccati. Saulo di Tarso non aveva idea che non sarebbe mai
stato un apostolo di Cristo, ma il Signore fermò il persecutore, e
lo cambiò in un predicatore; cosicché subito dopo lui propagava la
fede che una volta distruggeva. Possa il Signore avere stasera compassione
di te. Facciamo bene noi ad innalzare questa preghiera, perché quale
sarà il tuo destino, se tu muori come sei? Quale sarà il decreto per
l'eternità, se tu vieni a mancare da questo mondo, come presto succederà,
senza che tu sia stato lavato col sangue di Cristo, e che i tuoi peccati
ti siano stati rimessi? Gesù sa i terrori del mondo a venire. Lui
descrive i tormenti dell'inferno. Lui vede il tuo pericolo; lui ti
avverte; lui ti compatisce; lui spedisce i suoi messaggeri a consigliarti;
lui mi permette di dire veramente al capo dei peccatori: "Vieni a
me, e ti darò il riposo". "Solamente, ritorna a me e confessa la tua
iniquità e avrò misericordia di te" dice il Signore. Possa Dio concedere
che la compassione di Cristo possa essere vista anche nel tuo caso.
Come cercai sulla concordanza greca per trovare dove questa parola
è ripetuta di nuovo e di nuovo, trovai un esempio in Luca 7:13. Si
riferisce alla vedova alla porta di Nain. Si stava eseguendo il funerale
di suo figlio (era il suo unico figlio). Lui era morto, e lei era
desolata.
Questo unico figlio della vedova era il solo aiuto che essa aveva;
il supporto e la consolazione della sua vecchiaia. Lui era morto ed
era stato posizionato dentro la bara, e quando Gesù vide la madre
sconsolata, fu mosso a compassione, e risuscitò il ragazzo. Oh! Non
c'è ristoro qui per voi, madri che state piangendo per i vostri figli?
Per voi, che avete figli miscredenti e figlie inconvertite, Il Signor
Gesù vede le vostre ferite. Tu piangi di nascosto qualche volta, e
mentre stai qui seduto e ti compiaci della Parola, pensi: "Oh! che
il mio Absalom potesse risuscitare; Oh! se Ismaele potesse vivere
alla tua presenza." Gesù lo sa. Lui sempre era tenero con sua madre,
e lui sarà così anche con te. E tu che stai piangendo per i tuoi cari
recentemente scomparsi, Gesù ha pietà di te. Gesù piange con te, simpatizza
con le tue lacrime. Lui le asciugherà e ti darà consolazione. "Lui
era mosso dalla compassione".
Inoltre le occasioni nelle quali noi più frequentemente troviamo questa
espressione negli Evangelisti sono quando le folle di persone erano
riunite insieme. Alla vista delle grandi congregazioni che si radunavano
per ascoltarLo, il nostro Signore spesso era mosso dalla compassione.
Talvolta era perché loro avevano fame e svenivano, come quando nel
pieno della sua simpatia moltiplicò i pani e i pesci . Allo stesso
tempo Egli mostrò ai suoi discepoli che è buona cosa dar da mangiare
al povero. Egli non avrebbe voluto disporre la loro mente soltanto
a cose spirituali, ma anche a non dimenticare che i poveri hanno carne
e sangue che richiedono sostentamento, e hanno bisogno di mangiare
e bere, essere albergati e vestiti: la carità del Cristiano non deve
esistere solo a parole, ma a fatti. Il nostro Signore era mosso da
compassione, è detto, quando Egli vide il numero delle persone ammalate
nella folla, e per loro fece un ospedale del suo luogo di predicazione.
Dovunque egli si fermava o passava, mettevano gli ammalati per le
strade; lui non poteva stare in piedi o camminare senza che lo spettacolo
dei loro lettucci tormentasse i suoi sentimenti. E lui guarì il loro
debole popolo, come se mostrasse che il Cristiano fa bene ad assistere
il malato, cioè, che chi sta pazientemente accanto al letto
dell'ammalato può servire il Signore e seguire il suo esempio
quanto l'insegnante più diligente o il predicatore più
serio del glorioso vangelo. Tutti i mezzi che possono essere utilizzati
per alleviare le sofferenze umane rispecchiano Cristo, e devono essere
utilizzate nel suo nome e alla massima perfezione possibile.
Cristo è il patrono dell'ospedale: lui è il presidente di tutti i
luoghi dove sono curati i corpi degli uomini. Ma i Vangeli dichiarano
anche che la moltitudine stimolava la sua compassione perché loro
erano come pecore senza pastore. Così insegnava loro come una guida
che insegnava la via camminando in avanti; e guardava al loro benessere
come un Pastore che si preoccupa tanto per la salute dei loro corpi
come per il buon stato delle loro anime. Certamente, fratelli e sorelle,
se tu ami Lui, e desideri essere come Lui, tu non puoi guardare a
questa congregazione senza avere la pietà di Cristo. Non puoi andare
per le strade di Londra e prendere la parola per mezz'ora nelle carreggiate
fra le masse agitate di persone senza dire: "Dove vanno le loro anime?
Che strada stanno percorrendo? Ognuna di loro arriverà in cielo?"
Cosa! Tu vivi a Londra, ti muovi in questa grande metropoli e non
ti viene mai una certa preoccupazione, non senti mai la tua anima
pronta a caricarsi di pietà? Allora vergognati di te stesso!
Chiediti se hai realmente lo spirito di Cristo. In questa congregazione,
se fossimo tutti spinti dalla pietà, non potrei lamentarmi, come qualche
volta invece devo, che delle persone entrino qui cercando qualcuno
che parli con loro, che li consoli e si dolga con loro, o che comunichi
con loro nella loro solitudine, e non trovino uno che li aiuti. Tempo
fa, non accadeva questo genere di cose, ma, nel conversare ultimamente
con alcuni che mi domandavano, ho incontrato vari casi nei quali persone
molto angosciate hanno detto che avrebbero dato qualsiasi cosa pur
di conversare mezz'ora con qualche Cristiano al quale avrebbero aperto
i loro cuori.
Loro venivano dalla campagna, frequentavano il Tabernacolo, e nessuno
parlava con loro. Sono spiacente che è così.
Avevate premura per le anime, la maggior parte di voi. Eravate attenti
con coloro che vedevate volta dopo volta. Vi prego di mettere a posto
quella situazione. Se avete delle viscere di misericordia, stareste
cercando intorno a voi qualche opportunità di fare del bene. Oh! Non
lasciare mai una povera e ferita anima svenuta per mancanza del balsamo.
Voi conoscete il balsamo. Ha guarito voi stessi. Usatelo dovunque
le frecce di Dio hanno colpito un'anima. Per ora, basta; devo lasciare
questo punto; vi ho esposto, penso, ogni caso nel quale è detto che
Gesù era mosso dalla compassione. Molto brevemente permettetemi di
fare le successive osservazioni.
III. ALCUNE
DELLE PROVVIDENZE DELLA SUA COMPASSIONE
Il Signore è tornato in cielo, ma Egli, conoscendo quello che sarebbe
accaduto mentre era via, ha, con previdenza benedetta, provveduto
per i nostri bisogni. Egli sapeva bene che non avremmo mai potuto
preservare la pura verità tramite la tradizione. La tradizione è un
ruscello che infanga sempre e contamina tutto. Così in previdenza
lui ci ha dato la consolidata testimonianza, la verità immutabile
nel suo proprio Libro; perché Egli era mosso dalla compassione. Lui
sapeva che i preti non avrebbero predicato l'Evangelo; Lui sapeva
che nessun ordine degli uomini sarebbe stato considerato degno di
fede per custodire una dottrina sana di generazione in generazione;
Egli sapeva ci sarebbero stati dei mercenari che non oserebbero essere
fedeli alla loro coscienza al fine di non perdere la loro paga; inoltre
ci sarebbero stati altri che amano solleticare la mente degli uomini
e adulare la loro vanità piuttosto che esprimere chiaramente e distintamente
l'intero consiglio di Dio.
Perciò, Egli ha messo la sua verità qui nella Bibbia, cosicché
anche se tu vivi dove non c'è nessun predicatore dell'Evangelo, puoi
sempre rivolgerti al vecchio Libro. Lui è mosso dalla compassione
per te. Perché dove un uomo non può andare, il Libro può andare, e
dove nel silenzio non è sentita alcuna voce, l'ancora chiara voce
di questo benedetto Libro può arrivare al cuore. Perché Egli sapeva
che le persone avrebbero avuto bisogno di questo sacro insegnamento,
e non potrebbe essere diversamente, lui era mosso dalla compassione
verso noi tutti, e ci diede il Libro benedetto delle Sacre Scritture
dettate dallo Spirito stesso di Dio.
Ma poi, dal momento che Lui sapeva che alcuni non avrebbero potuto
leggere la Bibbia, e che altri avrebbero letto e non avrebbero capito,
Egli ha mandato i suoi ministri per fare il lavoro di evangelista.
Lui sceglie gli uomini, li salva dal grande peccato, trofei della
grazia che redime, i quali sentono una compassione nei confronti dei
loro simili che stanno divertendosi col peccato, imprudenti del loro
pericolo. Questi Suoi servitori il Signore li abilita a predicare
la sua verità, alcuni con maggiore e altri con minore abilità degli
altri; comunque sia, ci sono, grazie a Dio, in tutto questo reame
felice, e negli altri paesi benedetti, uomini, che, perché i peccatori
non verranno a Cristo da loro stessi, andranno dopo da loro e li persuaderanno,
li supplicheranno, e li spingeranno a credere e a rivolgersi al Signore.
Questo viene dalla gentilezza della ricchezza di Cristo. Lui era mosso
dalla compassione, e perciò lui mandò i suoi servitori per chiamare
i peccatori al pentimento.
Visto che il ministro può chiamare quanto vuole, ma non riesce mai
da solo a portare le anime a Cristo, il Signor Gesù, mosso dalla compassione,
ha mandato il suo Spirito. Lo Spirito Santo è qui. Noi non dobbiamo
dire: "Vieni Spirito Santo, colomba dal cielo".
Lui già è qui. Egli dimora nella sua Chiesa, si muove sulla congregazione,
e tocca i cuori degli uomini, e li spinge sottilmente a credere in
Cristo. Oh! questa è la grande misericordia di quando un Principe
prepara un banchetto e dà un invito. Quello è tutto ciò che tu puoi
aspettarti che faccia. Ma se lui ha una moltitudine di servitori,
e gli dice: "Andate, e recuperateli ad uno ad uno finché vengano",
quella è una grazia ancora più grande.
Ma se lui stesso va e con sacra violenza li costringe ad entrare.
Oh! questo è più di quello che noi avremmo potuto pensare che lui
avrebbe fatto; ma lui è mosso dalla compassione, e lui lo fa. Inoltre,
fratelli, il Signor Gesù sapeva che dopo che noi eravamo salvati dal
potere del peccato che porta alla dannazione, noi saremmo stati sempre
pieni di mancanze, e perciò lui era mosso dalla compassione, e preparò
il trono di grazia, della misericordia, al quale noi possiamo sempre
andare per pregare e da cui noi sempre possiamo ottenere la grazia
per un aiuto in caso di bisogno.
Aiutati dal suo Spirito, noi possiamo portare tutte le petizioni che
vogliamo, e saranno ascoltate. E poi, poiché lui sapeva che noi non
riusciamo a pregare come dovremmo, fu mosso dalla compassione quando
mandò lo Spirito Santo per sovvenire alle nostre debolezze, ed insegnarci
come pregare. Ora non conosco una sola infermità che ho o che tu hai,
fratello mio cristiano, ma che Gesù Cristo è stato mosso dalla compassione
su ciò, e ha provveduto per ciò.
Non ha lasciato un solo punto debole del quale noi possiamo dire:
"Lì fallirò, perché lui non mi aiuterà lì"; anzi lui ci ha guardati
da sopra a sotto, dalla testa ai piedi, e ha detto: "Tu avrai un'infermità
là: provvederò per questo. Tu avrai là una debolezza: provvederò
per ciò. E oh! come le sue promesse risolvono ogni caso! Troverai
mai un angolo dove non c'era anche una promessa in quell'angolo? Avevi
mai passato un fiume ma c'era anche una Sua promessa circa il suo
passare il fiume con te? Ti sei mai trovato sul letto ammalato senza
una promessa come questa: "ti curerò nel letto della tua malattia"?
Nel mezzo della pestilenza non hai trovato una promessa che "Lui ti
coprirà con le sue piume, e sotto le sue ali accrescerai la fede?
La grande compassione del Signore è andata incontro ai bisogni di
tutti i suoi servitori fino alla fine. Se i nostri bambini non dovessero
mai aver bisogno della nostra pazienza nei loro riguardi, come Cristo
deve averla nei nostri riguardi, sono sicuro che ci non sarebbe nessuno
di noi capace di sopportare la casa. Loro hanno le loro infermità,
e spesso ci irritano e ci accorano, può essere, ma oh! noi dobbiamo
avere molta compassione per le debolezze dei nostri bambini, sì e
dei nostri fratelli e sorelle e del nostro prossimo, perché che compassione
il Signore ha avuto con noi?
Sono certo che nessuno tranne Dio è capace di sopportare bambini
così indocili come noi siamo. Lui vede le nostre colpe, sapete, quando
noi non le vediamo, e lui conosce le colpe più a fondo di quanto le
conosciamo noi. Tuttavia, Egli non ci colpisce nella sua ira. Lui
non ci taglia fuori, ma ancora continua a mostrarci abbondanti misericordie.
Oh! Che custode Salvatore è il Signore Gesù Cristo per noi, e come
noi dovremmo benedire il suo nome in ogni tempo, e come la sua lode
dovrebbe essere continuamente sulla nostra bocca.
Mi sovviene un pensiero e lo devo dire qui: lui sapeva che noi saremmo
stati molto smemorati; e lui era mosso dalla compassione per la nostra
dimenticanza, quando istituì la Cena del Signore, e noi possiamo sedere
a tavola e spezzare il pane, e versare il vino in ricordo di Lui.
Certamente questo è un altro esempio di come Egli si è mosso a compassione,
e non con indignazione, verso le nostre debolezze. E ora chiudo con
l'ultimo argomento
IV. RICORDI
PERSONALI DELLA COMPASSIONE DI CRISTO.
Richiamerò solamente la mia propria esperienza con lo scopo di riportare
anche le vostre pure menti, tramite i ricordi, cari fratelli e sorelle.
Ricordo bene quando ero sotto la condanna del peccato, e mi faceva
molto male essere sotto la verga di Dio, tanto che quando ero molto
angosciato e depresso, qualche volta arrivava una specie di speranza.
Ero arrivato varie volte a desiderare la morte anzichè la vita,
però, anche quando ero arrivato al punto più basso,
sebbene non potessi impadronirmi completamente di Cristo, talora ottenevo
un tocco della promessa, tanto che io quasi speravo, dopo tutto, di
potermi considerare prigioniero di Dio, e che lui mi avrebbe ancora
liberato. Ricordo bene che, quando i miei peccati mi circondavano
come api, e pensavo che era giunta la fine, e che sarei stato sicuramente
distrutto da essi, fu allora che Gesù si rivelò a me. Se lui avesse
aspettato un attimo di più, sarei morto di disperazione, ma quello
non era il suo desiderio. Su ali rapide d'amore lui venne e manifestò
Se stesso, immolato, al mio cuore. Guardai a Lui e fui illuminato,
e la mia pace fluì come un fiume. Mi rallegrai in Lui. Sì, lui era
mosso da compassione. Lui non avrebbe lasciato che i tormenti della
condanna fossero troppo severi; né avrebbe permesso che la sofferenza
si protraesse troppo a lungo, perché lo spirito dell'uomo può venire
meno di fronte ad essa. Non è suo desiderio spezzare una foglia che
è guidata dalla tempesta. Lui non spegnerà il lucignolo fumante. Sì,
e ricordo che da quando Lo vidi e cominciai ad amarlo, ho attraversato
molti guai acuti e severi, prove oscure e pesanti, però ho
notato una cosa: non sono arrivato mai a quel grado di gravità che
ero incapace a sopportare la prova.
Quando tutti i cancelli sembravano chiusi, c'era stata una via di
fuga dalla prova, e ho fatto attenzione di nuovo che nelle depressioni
più profonde degli spiriti attraverso le quali sono passato, e gli
orribili scoraggiamenti che mi hanno schiacciato, ho avuto dei barlumi
di amore, di speranza e di fede all'ultimo momento; perché lui era
mosso dalla compassione. Se lui aveva nascosto la sua faccia, era
solamente affinché il mio cuore si spezzasse per lui, e poi mi mostrava
di nuovo la luce del suo volto. Se avesse posato la verga su di me,
ancora quando la mia anima piangeva sotto il suo castigo, Egli non
poteva sopportarlo, ma mise via la verga, e disse: "Figlio mio, io
ti darò consolazione".
Oh! E poi, che conforti Lui dà a chi è in un letto di infermità!
O consolazioni di Cristo! Egli le elargisce quando siamo molto giù.
Le cose che sono più preziose nella Parola di Dio, tu le ottieni
in quei momenti; senti che ci sono visceri commossi, che si commuovono
per te. Quando tu sei nella condizione più pietosa, Cristo viene in
tuo aiuto con le manifestazioni più dolci; perché Egli è mosso dalla
compassione.
Come spesso ho osservato, e dico questo alla sua lode, perché sebbene
ciò prova la mia debolezza, ciò prova la sua compassione, il fatto
che qualche volta, dopo avere predicato l'Evangelo, sono stato così
riempito di auto-rimproveri, da poter appena dormire la notte, perché
non avevo predicato come desideravo.
Mi sono seduto e ho pianto su dei sermoni, come se sapevo che avessi
mancato il bersaglio e perduto l'opportunità. Non una volta né due
volte, ma molte volte che è accaduto, che qualcuno dopo alcuni giorni
è venuto a dirmi che lui aveva creduto nel Signore proprio attraverso
quel sermone, la cui deficienza avevo deplorato.
Sia gloria a Gesù; era la sua gentilezza che faceva ciò. Egli non
voleva che il suo servitore fosse troppo abbattuto con un senso di
debolezza, e così aveva compassione sul suo servitore e lo confortava.
Non avete osservato, alcuni di voi, che dopo avere fatto del vostro
meglio per servire il Signore, quando qualcuno vi ha deriso, oppure
quando avete incontrato un tal secco rifiuto come da farvi quasi decidere
di abbandonare l'opera, poi avete ottenuto un successo inaspettato,
cosicché non avete fatto come Giona e non siete corsi via a Tarsi,
ma avete portato avanti il vostro lavoro? Ah! Quante volte nella vita,
se tu potessi leggerle tutte, avresti dovuto fermarti per scrivere
tra le righe: "Egli era mosso dalla compassione".
Tante, tante volte, quando nessuna altra compassione potesse aiutare,
quando tutta la comprensione degli amici è inefficace, Lui
è stato mosso dalla compassione verso di noi, ci ha detto: "Sta' tranquillo",
bandì le nostre paure con il potere della sua voce, e riempì le nostre
anime per inondarle di gratitudine. Quando noi siamo stati avversati,
travisati, e calunniati, noi abbiamo trovato nella simpatia di Cristo
il nostro appoggio più ricco. Voglio citare ancora, affinché
possiamo cantare di cuore le parole che già conosciamo bene:
Se sulla mia faccia per il tuo caro nome saranno Vergogna e rimprovero,
saluterò il rimprovero e darò il benvenuto alla vergogna, poichè
tu ti ricordasti di me.
La compassione del Maestro supera tutti gli abusi dei suoi nemici.
E, credetemi, non c'è nulla più dolce per un spirito misero e contrito
del fatto che Gesù ha compassione. Qualcuno di voi è triste e solo?
Qualcuno di voi è stato offeso crudelmente? Avete perso la benevolenza
di alcuni che vi stimavano? Vi sembra di essere trattati con freddezza
anche dalle persone più buone? Non dire, nell'angoscia dello
spirito tuo: "Sono perduto" per poi arrenderti.
Lui HA compassione di te. A te, povera donna caduta, non cercare la
morte, gettandoti nel fiume o nel freddo ruscello: Lui ha compassione.
Colui che guarda in giù coi brillanti occhi di una stella e guarda
te, è tuo amico.
Lui può aiutarti ancora. Sebbene tu sei andato lontano dal percorso
della virtù, non gettarti via da solo in una vuota disperazione, perché
lui ha compassione. E tu, che sei in cattiva salute e ridotto in miseria,
con appena ciò che basta per vestirti, tu sei benvenuto nella
casa di Dio, benvenuto calorosamente quanto l'ospite più onorato nell'assemblea
dei santi.
Non lasciare che il dolore pesante che sovrasta la tua anima ti tenti
nel pensare che l'oscurità senza speranza abbia stabilito il tuo destino
e abbia decretato la tua esclusione.
Sebbene il tuo peccato t'abbia potuto ridurre in miseria, Cristo può
arricchirti con la migliori ricchezze.
Lui ha compassione.
Ah! Dici tu, gli altri mi lasceranno sui gradini; mi terranno alla
larga, e se mi vedranno per la strada non mi parleranno: anche i suoi
discepoli non vogliono. Sia pure così; ma migliore dei suoi discepoli,
e di gran lunga più tenero di loro, è Gesù. C'è un uomo qui,
con il quale associarsi sarebbe considerato uno scandalo per i puri?
Colui che è santo, mite e immacolato, non disdegnerà mai nemmeno
quell'uomo se va a Lui (perché quest'Uomo accoglie i peccatori): Lui
è un amico di pubblicani e peccatori. Egli non è mai più felice di
quando lui sta alleviando e recuperando colui che è abbandonato, l'abietto
e l'esule. Lui non disprezza nessuno di quelli che confessano i loro
peccati e cercano la sua misericordia. Nessun orgoglio alberga nel
suo tenero cuore, nessuna parola sarcastica viene articolata dalla
sua lingua graziosa, nessuna espressione amara scende dalle sue labbra
benedette. Egli riceve ancora il colpevole. Rivolgi a Lui una preghiera
adesso. Eleva a Lui in questo momento una tua preghiera silenziosa:
"Salvatore mio, abbi pietà di me; sii mosso dalla compassione verso
di me, perché se la miseria costituisce qualche qualifica per ottenere
la misericordia, sono un oggetto appropriato per la tua compassione.
Oh! salvami per mezzo della tua misericordia."
Amen.
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(Sermone
tratto dal sito Cristiani
Evangelici, pubblicato con permesso)